Introduzione
La digitalizzazione dei servizi di orientamento professionale ha semplificato la vita di operatori e utenti, ma ha anche introdotto nuovi rischi legati al trattamento dei dati personali. La piattaforma Europass, gestita direttamente dalla Commissione Europea – DG EMPL, è una risorsa straordinaria per la redazione di CV in formato europeo, ma il suo utilizzo deve rispettare il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e il Regolamento (UE) 2018/1725, che disciplina i trattamenti effettuati dalle istituzioni dell’Unione. Vedi europass.europa In particolare, il Regolamento (UE) 2018/1725, non richiede la stipula di un DPA quando un soggetto affida alla Commissione europea il trattamento di dati personali di soggetti terzi.
Ecco tre scenari tipici che si presentano nel lavoro quotidiano dei consulenti d’orientamento e le relative implicazioni in materia di privacy.
L’uso della modalità ospite
La modalità “ospite” consente di creare un CV senza effettuare login o salvare un profilo. I dati inseriti vengono comunque elaborati temporaneamente dai server della Commissione Europea, ma non vengono archiviati dopo la generazione del documento.europass.europa
In questo caso, l’operatore che inserisce le informazioni dell’utente agisce come titolare autonomo del trattamento per la fase di compilazione. Ciò significa che:
- deve acquisire un consenso informato e specifico per questa attività;
- non può conservare il file o i dati dopo la chiusura della sessione;
- deve informare l’utente che i dati transiteranno sui sistemi digitali dell’UE solo temporaneamente.
Una formula corretta potrebbe essere:
«Autorizzo l’operatore a compilare in modalità ospite il mio Curriculum Europass esclusivamente per la stampa o l’esportazione del documento, senza conservazione o ulteriore utilizzo dei miei dati personali.»
Questa procedura è la più semplice da gestire dal punto di vista normativo, perché il trattamento dei dati si esaurisce nell’atto di compilazione e non comporta archiviazione persistente.
La creazione di un profilo Europass a nome dell’utente
Il secondo scenario è molto più critico: l’operatore crea personalmente un account Europass utilizzando email, password e dati dell’utente sul proprio computer.
Questa pratica, spesso motivata dal desiderio di semplificare, è non conforme al GDPR per diversi motivi:
- il profilo Europass è personale e non trasferibile, e deve essere aperto esclusivamente dall’interessato (art. 5, lett. a-b GDPR);
- l’operatore diventa titolare del trattamento dei dati sensibili dell’utente senza base giuridica adeguata;
- l’utente può perdere il controllo delle proprie credenziali e del proprio spazio digitale.
Per rendere regolare il processo, servirebbe un consenso scritto e documentato in cui l’utente autorizza la creazione e la cessione immediata delle credenziali. Tuttavia, anche in questo caso la prassi è sconsigliata: il rischio di trattamenti impropri e di violazione del principio di “autodeterminazione informativa” resta elevato.
L’utente crea e compila il profilo sul proprio dispositivo
La modalità più corretta – sotto il profilo etico e giuridico – è quella in cui l’utente crea personalmente il proprio profilo Europass, utilizzando le proprie credenziali sul proprio computer, guidato passo per passo dall’operatore.
In questa situazione:
- l’utente resta titolare effettivo del trattamento;
- la Commissione Europea gestisce i dati come titolare istituzionale (ai sensi del Regolamento UE 2018/1725), garantendo la piena protezione e la possibilità di cancellazione o rettifica dei dati;
- l’operatore agisce solo come facilitatore del processo digitale, senza accedere direttamente né ai dati identificativi né alle credenziali dell’interessato. Vedi onlinecv
Si tratta dunque della pratica più sicura e coerente con la missione educativa dell’orientatore: promuovere competenze digitali e autonomia gestionale, anziché sostituirsi all’utente.
Confronto tra i tre scenari
| Scenario | Titolare del trattamento | Necessità di consenso scritto | Livello di rischio GDPR |
|---|---|---|---|
| Modalità ospite | Operatore (autonomo) + Commissione UE (tecnico) | Sì, specifico per la compilazione | Medio |
| Creazione di un profilo a nome dell’utente | Operatore (illecito) + Commissione UE (istituzionale) | Sì, ma pratica sconsigliata | Alto |
| Profilo creato e gestito direttamente dall’utente | Utente (autonomo) + Commissione UE (istituzionale) | No, consenso implicito nella piattaforma | Basso |
Conclusioni
L’uso corretto di Europass nei servizi di orientamento si fonda su un equilibrio tra supporto tecnico e autonomia personale. L’operatore deve evitare di sostituirsi all’utente, pur fornendo strumenti e guida nella compilazione.
La regola aurea è semplice: chi inserisce i dati deve mantenerne il controllo.
Solo così è possibile garantire la coerenza tra l’obiettivo dell’orientamento – la crescita consapevole della persona – e il principio fondamentale del GDPR: il pieno controllo dell’individuo sui propri dati.
Riferimenti
- https://europass.europa.eu/it/about-europass/protection-your-personal-data
- https://europass.europa.eu/it/about-europass/protection-your-personal-data/informazioni-personali
- https://www.ticonsiglio.com/autorizzazione-trattamento-dati-personali/
- https://zety.it/blog/autorizzazione-al-trattamento-dei-dati-personali
- https://www.onlinecv.it/europass/
- https://europass.europa.eu/it/faq
- https://www.scienzedellanatura.unito.it/sites/u001/files/2024-05/europass_cvinstructions_it.pdf
- https://www.ilcvperfetto.it/blog/autorizzazione-trattamento-dati-personali
- https://www.onetrust.com/it/blog/gdpr-compliance/
- https://www.etjca.it/cv-europass-utilizzarlo-o-non-utilizzarlo-questo-e-il-dilemma/
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