E dopo GOL? Cosa cambia in Lombardia per gli operatori dei servizi al lavoro

Con la conclusione della fase di attuazione del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) finanziata dal PNRR, tutte le Regioni sono chiamate a ridefinire l’organizzazione delle politiche attive del lavoro.

In questo scenario la Lombardia ha attivato la Dote Inserimento Lavorativo (DIL), una misura finanziata dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) che costituisce il principale strumento regionale per accompagnare i disoccupati all’inserimento lavorativo nella fase successiva alla programmazione PNRR.

Per gli orientatori, gli operatori dei Centri per l’Impiego, delle agenzie per il lavoro e degli enti accreditati, la DIL non rappresenta semplicemente una nuova misura amministrativa. Introduce infatti alcune differenze che incidono concretamente sul modo di progettare e gestire i percorsi di accompagnamento al lavoro.

La DIL non è un nuovo GOL

La DIL mantiene diversi elementi già presenti nel programma GOL.

Anche in questo caso i beneficiari vengono indirizzati verso quattro percorsi differenziati in base al grado di occupabilità, sono previsti servizi di orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro e, quando necessario, interventi formativi.

La continuità, tuttavia, riguarda soprattutto l’architettura della misura. Cambiano invece la durata della presa in carico, l’intensità della formazione, le regole di accesso e i criteri di gestione.

In altre parole, la DIL non sostituisce semplicemente GOL, ma propone un modello più snello, maggiormente orientato all’inserimento lavorativo nel breve periodo.

La regola dei 360 giorni

Uno dei primi aspetti che gli operatori devono verificare riguarda l’accesso alla misura.

La DIL prevede infatti un vincolo temporale: non possono accedere alla misura le persone che hanno concluso un percorso GOL nei 360 giorni precedenti, secondo quanto previsto dall’Avviso regionale.

Per questo motivo, nella fase di presa in carico diventa essenziale verificare con attenzione la storia amministrativa del beneficiario prima di procedere con l’attivazione della dote.

GOL e DIL a confronto

AspettoGOLDIL
FinanziamentoPNRR e risorse nazionaliFondo Sociale Europeo Plus (FSE+)
Struttura della misuraQuattro percorsi differenziatiQuattro percorsi differenziati
AccessoDisoccupati secondo i criteri previsti dall’Avviso GOLEsclusione di chi ha concluso GOL nei 360 giorni precedenti
Durata della presa in caricoVariabileMassimo sei mesi
RipetibilitàSecondo le regole della misuraUna sola volta per ciascun beneficiario
FormazionePossibili percorsi di upskilling e reskilling anche di lunga durataMassimo 16 ore nel Percorso 1 e fino a 40 ore nei Percorsi 2, 3 e 4
Riconoscimento del risultato occupazionaleSecondo le regole previste dall’Avviso GOLSecondo i criteri previsti dall’Avviso DIL, con verifica dell’effettività del rapporto di lavoro dopo almeno 70 giorni dall’avvio del contratto

Il cambiamento più importante: cambia l’obiettivo della presa in carico

La differenza principale tra le due misure non riguarda il numero di ore di formazione o la durata della dote.

Cambia il modo in cui viene concepito l’intervento.

Il programma GOL nasceva con l’obiettivo di aumentare l’occupabilità delle persone anche attraverso percorsi significativi di aggiornamento e riqualificazione professionale (upskilling e reskilling). La formazione costituiva uno degli strumenti principali per modificare il profilo professionale del beneficiario e ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

La DIL segue invece una logica diversa.

La formazione assume una funzione molto più mirata, limitata a brevi interventi finalizzati a sostenere un inserimento lavorativo già realistico. Il baricentro dell’intervento si sposta quindi sull’orientamento, sulla ricerca attiva del lavoro, sull’accompagnamento alle candidature e sul contatto con le imprese.

Non si tratta quindi di “formare di più”, ma di favorire un ingresso più rapido nel mercato del lavoro.

Attenzione ai criteri di successo occupazionale

Uno degli aspetti che può generare maggiore confusione riguarda il riconoscimento del risultato occupazionale.

In una prima lettura si potrebbe pensare che la DIL abbia semplicemente ridotto la durata minima del contratto da 90 a 70 giorni rispetto a GOL.

Non è così.

L’Avviso DIL introduce un diverso meccanismo amministrativo di riconoscimento del risultato occupazionale. La verifica dei 70 giorni riguarda infatti l’effettività del rapporto di lavoro dopo il suo avvio e non rappresenta una semplice sostituzione della durata contrattuale prevista da GOL.

Per questo motivo è opportuno evitare confronti troppo semplicistici tra le due misure e fare sempre riferimento ai rispettivi Avvisi e Manuali di gestione quando si affrontano aspetti amministrativi.

Cosa cambia nel lavoro degli orientatori

Per gli operatori dei servizi al lavoro le conseguenze sono significative.

Assumono ancora maggiore importanza:

  • definire rapidamente un obiettivo professionale realistico;
  • valutare con precisione la spendibilità delle competenze già possedute;
  • attivare tempestivamente la ricerca di opportunità occupazionali;
  • curare la qualità degli strumenti di candidatura (curriculum, profilo LinkedIn, lettere di presentazione e autocandidature);
  • rafforzare i rapporti con le imprese del territorio;
  • monitorare con continuità gli esiti occupazionali.

La formazione rimane uno strumento importante, ma non costituisce più il fulcro del percorso.

Uno scenario da seguire con attenzione

La DIL rappresenta una delle prime risposte regionali alla conclusione della fase PNRR delle politiche attive del lavoro.

Per questo motivo il suo sviluppo merita attenzione anche al di fuori della Lombardia.

È infatti probabile che molte Regioni costruiscano nei prossimi anni strumenti analoghi, finanziati attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus, caratterizzati da percorsi più brevi, maggiore attenzione al placement e interventi formativi più selettivi.

Per gli orientatori e gli operatori dei servizi al lavoro la sfida non sarà soltanto imparare nuove procedure amministrative. Sarà soprattutto quella di adattare metodologie e strumenti a un modello nel quale l’efficacia dell’accompagnamento al lavoro diventa sempre più centrale.

Nota per gli operatori

Le indicazioni riportate in questo articolo sintetizzano le principali caratteristiche della misura. Per la gestione operativa dei percorsi è comunque necessario fare sempre riferimento all’Avviso DIL e al relativo Manuale di gestione pubblicati da Regione Lombardia, che costituiscono le fonti ufficiali per la disciplina dei servizi, dei requisiti di accesso e delle modalità di riconoscimento dei risultati. Allegato_DIL_operatori.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Realizzato da Leonardo Evangelista  col supporto dell’IA. Leonardo Evangelista si occupa di orientamento dal 1993 e di formazione dal 2004.  Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.