Atlante Lavoro e il manutentore che non fa manutenzione: gli effetti paradossali del federalismo all’italiana

Atlante Lavoro dovrebbe aiutare a confrontare le qualificazioni regionali, e rendere possibili i processi IVC secondo il DM 115/2024. Ma ogni tanto, invece di chiarire, complica le cose. Il caso dell'”Installatore e manutentore meccanico” della Lombardia è un esempio particolarmente istruttivo.

Introduzione

Chi utilizza Atlante Lavoro per progettare percorsi formativi, mettere in trasparenza competenze o costruire prove di valutazione sa che la consultazione non è sempre semplice: bisogna passare dalle qualificazioni alle ADA, dalle ADA ai risultati attesi, dai risultati attesi alle attività e, più recentemente, alle schede di caso. Fin qui niente di male, perché un sistema nazionale che deve mettere in relazione repertori regionali diversi non può essere semplicissimo. Il problema nasce quando le informazioni non sono coerenti tra loro. Ed è esattamente quello che accade con il profilo lombardo dell’Installatore e manutentore meccanico.

Che cosa fa un manutentore meccanico?

La risposta del repertorio della Regione Lombardia è piuttosto chiara. La descrizione del profilo dice che l’Installatore e manutentore meccanico “esegue operazioni di installazione e collaudo, di manutenzione meccanica (a carattere preventivo o su chiamata per guasto) e di assistenza”. Non stiamo quindi parlando di una persona che si limita a programmare gli interventi o a compilare moduli: interviene materialmente sulle macchine.

Basta leggere le competenze del profilo per togliersi ogni dubbio. Una è “Effettuare il ripristino del funzionamento di macchinari/impianti in caso di guasti di componenti meccanici”, con abilità come la sostituzione dei componenti, la diagnosi dei guasti, la riparazione e il ripristino operativo. Un’altra è “Provvedere alla manutenzione programmata di componenti meccaniche di macchinari/impianti”, dove ritroviamo manutenzione preventiva, sostituzione di componenti, diagnosi e testing. Insomma, se questo non è fare manutenzione, diventa difficile capire che cosa dovrebbe esserlo.

Poi andiamo su Atlante Lavoro

Ed è qui che cominciano i problemi. Alla qualificazione lombarda risultano associate tre ADA: la 10.02.10 (Assemblaggio e montaggio di componenti meccaniche), la 10.02.13 (Programmazione della manutenzione e riparazione di macchine e impianti) e la 10.02.14 (Installazione presso il cliente, messa in servizio e collaudo). La stessa associazione compare anche nella scheda del repertorio lombardo.

Manca però proprio l’ADA che oggi, nell’Atlante, descrive l’esecuzione della manutenzione, cioè la 10.02.21 (Realizzazione della manutenzione di macchine e impianti), il cui Risultato Atteso 2 non potrebbe essere più esplicito: “Eseguire le operazioni di riparazione e/o di manutenzione di macchine e impianti, sulla base delle verifiche diagnostiche e delle disposizioni ricevute”. Le relative schede di caso comprendono manutenzione ordinaria, rimozione delle protezioni, interventi meccanici, elettrici e meccatronici, smontaggio, sostituzione e rimontaggio dei componenti: esattamente ciò che il manutentore lombardo dovrebbe saper fare. Eppure la 10.02.21 non compare tra le ADA associate alla qualificazione, che l’Atlante continua invece a collocare fra quelle collegate alla 10.02.13.

Peccato che la 10.02.13 non descriva più la manutenzione operativa

Qui l’incongruenza diventa evidente. La ADA 10.02.13 oggi si chiama “Programmazione della manutenzione e riparazione di macchine e impianti”, e non riguarda affatto il tecnico che apre una macchina, smonta un cuscinetto, sostituisce un componente guasto e rimette tutto in funzione. Il suo primo Risultato Atteso riguarda la definizione delle tipologie di manutenzione e la scelta degli strumenti di programmazione e dei software gestionali; gli altri contenuti riguardano procedure, piani di lavoro, gestione degli interventi, contratti con fornitori e reportistica. Sono attività importanti, ma sono attività di programmazione e gestione della manutenzione, non l’esecuzione materiale dell’intervento.

Abbiamo quindi una situazione singolare: il repertorio lombardo dice che il manutentore ripara e sostituisce componenti, mentre Atlante lo collega a un’ADA che riguarda prevalentemente la programmazione e non lo collega all’ADA che riguarda proprio l’esecuzione delle riparazioni.

Com’è possibile?

La spiegazione è probabilmente storica. Nella scheda lombarda la 10.02.13 compare anche con la precedente denominazione “Manutenzione e riparazione di macchine e impianti” e con il vecchio codice ADA.7.53.158. Quella vecchia ADA era onnicomprensiva; successivamente il sistema è stato articolato in modo più analitico, separando la programmazione, l’organizzazione, la realizzazione materiale degli interventi e le verifiche successive. È quindi plausibile che la qualificazione regionale sia rimasta agganciata alla vecchia corrispondenza, mentre l’architettura delle ADA nel frattempo cambiava.

Ma questa è la spiegazione del problema, non la sua soluzione, e non ci dice nemmeno dove si sia prodotto il mancato aggiornamento, se nel repertorio regionale, nella procedura di correlazione con il repertorio nazionale o nella gestione dei dati di Atlante. Per chi consulta il sistema, comunque, cambia poco: il risultato finale è incoerente.

Non è solo una curiosità per specialisti

Il problema sarebbe modesto se Atlante Lavoro fosse soltanto una grande banca dati da consultare per interesse. Non lo è. Le ADA vengono usate come riferimento per la progettazione della formazione e l’individuazione e la validazione delle competenze.

Immaginiamo allora un ente che debba progettare un corso di qualifica per manutentori meccanici: consulta la qualificazione lombarda, vede associata la 10.02.13 e la assume come riferimento per l’individuazione e delle abilità, che nel repertorio lombardo non sono indicate in dettaglio, e per la messa a punto delle prove di verifica. Poi apre le schede di caso e scopre che deve valutare la capacità di scegliere modalità di manutenzione, utilizzare software gestionali, definire procedure e piani di lavoro. Tutte attività rispettabilissime, solo che il corso programmato vorrebbe invece insegnare a sostituire cuscinetti, smontare componenti, effettuare riparazioni e rimontare una macchina, cioè le attività della 10.02.21. Che la qualificazione lombarda e Atlante Lavoro, però, non gli indicano.

Atlante Lavoro va usato, ma non va creduto sulla parola

Atlante Lavoro è uno strumento fondamentale e, per la complessità del sistema italiano delle qualificazioni, è impossibile farne a meno. Proprio per questo sarebbe auspicabile una maggiore attenzione alla coerenza interna e all’aggiornamento delle correlazioni. Per chi lavora quotidianamente con  repertori e standard professionali, incontrare incongruenze di questo genere significa perdere tempo per capire se si è interpretato male qualcosa, tornare indietro, confrontare repertori regionali e ADA nazionali, leggere uno per uno i risultati attesi.

In casi come questo la regola pratica dovrebbe essere semplice: non fermarsi mai al codice ADA associato alla qualificazione, ma leggere il contenuto effettivo della competenza regionale, poi risultati attesi e attività delle ADA, e verificare che le due cose descrivano davvero lo stesso lavoro. Perché talvolta non succede, e il caso dell’Installatore e manutentore meccanico lombardo è quasi paradossale: in Lombardia il manutentore ripara le macchine, ma seguendo alla lettera le ADA che Atlante gli associa la manutenzione vera e propria sembra quasi sparire. Per un sistema che dovrebbe servire proprio a rendere trasparenti le competenze professionali, non è un dettaglio da poco.

Non un incidente isolato, ma un difetto di impostazione a monte

A questo punto conviene alzare lo sguardo, perché un’incongruenza come questa non è un evento casuale, e nemmeno una semplice svista di data entry. È il sintomo di una scelta sbagliata compiuta molto più a monte. In Italia ogni regione si è costruita il proprio repertorio delle qualificazioni professionali e la propria procedura di individuazione, validazione e certificazione delle competenze. Ventuno sistemi, con linguaggi, strutture e criteri diversi, per descrivere spesso gli stessi mestieri.

Che questa frammentazione non fosse affatto inevitabile lo dimostra il confronto con la Svizzera . La Svizzera è uno Stato federale in cui troviamo quattro lingue e culture diverse e i cui i Cantoni hanno poteri ben più ampi di quelli delle regioni italiane; eppure la formazione professionale fa capo a un repertorio unico nazionale, con titoli come l’attestato federale di capacità validi su tutto il territorio della Confederazione. Se ci riesce chi deve tenere insieme tedesco, francese, italiano e romancio, la scelta italiana delle ventuno strade parallele appare per quello che è, cioè una decisione politica, non una necessità tecnica.

Le conseguenze di quella scelta sono due, e si intrecciano. Da un lato abbiamo qualificazioni che portano lo stesso nome in regioni diverse ma elencano attività differenti, come accade proprio per il “formatore”. Dall’altro abbiamo ruoli lavorativi che svolgono i medesimi compiti ma sono battezzati con nomi diversi da una regione all’altra (ad esempio in Puglia, Calabria e  Toscana i compiti del formatore sono svolti da una figura chiamata: Tecnico della programmazione, realizzazione e verifica dell’intervento formativo, della gestione d’aula e della valutazione degli apprendimenti): la funzione di chi progetta ed eroga docenza, per restare nello stesso ambito, si ritrova sotto etichette che cambiano al variare del confine regionale. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: diventa arduo confrontare i repertori di regioni diverse e, quindi, riconoscere a una persona in una regione ciò che ha acquisito in un’altra.

Atlante Lavoro nasce per risolvere questo problema. Il confronto è reso possibile perché Atlante descrive i compiti principali e secondari dei ruoli lavorativi più diffusi nei diversi settori economici, diverse migliaia in tutto, e per ciascun ruolo mette a disposizione tabelle di corrispondenza.  Quello che nel repertorio lombardo si chiama “competenza” (il compito principale) e “abilità” (le abilità che permettono di svolgere i compiti secondari relativi al compito principale) viene messo in relazione con ciò che in Atlante si chiama, rispettivamente, “risultato atteso” e “attività”. In questo modo posso confrontare un profilo della Lombardia con uno della Sicilia passando entrambi attraverso la classificazione nazionale di Atlante, e vedere quanto i due hanno in comune. È un’operazione di traduzione, e come ogni traduzione lavora su un vocabolario intermedio condiviso.

Il guaio è che questo vocabolario intermedio è enorme e stratificato, e proprio per questo fragile. Si tratta di far combaciare diverse migliaia di compiti principali e secondari, provenienti da migliaia di qualificazioni regionali scritte con criteri disomogenei. Chat GPT su Atlante Lavoro conta 956 ADA, 2.462 Risultati attesi e 7.270 attività.  Queste vanno messe in relazione oltre 5.000 qualificazioni dei repertori regionali, ciascuna con le proprie diverse denominazioni, competenze, abilità e indicatori.

Ma c’è un’ulteriore complicazione: Atlante, adottando l’impostazione a suo tempo sperimentata dalla Regione Toscana, non confronta direttamente i compiti, ma li aggrega in un livello ulteriore, le Aree di Attività, che raccolgono compiti principali simili. Il raffronto avviene quindi prima tra ADA e compiti regionali, e solo in seconda battuta tra i compiti principali e secondari delle regioni e i risultati attesi e le attività di Atlante. Ogni passaggio è un punto in cui qualcosa può disallinearsi, e in un sistema di queste dimensioni gli errori non sono l’eccezione, ma un esito statisticamente atteso.

Ecco perché il manutentore meccanico che, sulla carta, sembra aver smesso di riparare le macchine non è una curiosità isolata. È una foglia su un albero che ha problemi alle radici. Le radici sono la decisione di costruire ventuno repertori invece di uno, e la conseguente necessità di un apparato di traduzione così vasto da rendere gli errori quasi fisiologici. Atlante Lavoro fa un lavoro prezioso nel tenere insieme i cocci; ma sarebbe onesto riconoscere che quei cocci non avremmo dovuto produrli.

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