Linee guida per l’orientamento scolastico 2009

Linee guida in materia di orientamento lungo tutto l’arco della vita (2009)

Nell’aprile 2009 il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le ‘Linee guida in materia di orientamento lungo tutto l’arco della vita’ (Circolare Ministeriale 43 del 15 aprile 2009, scaricabile in http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/scuolavoro2///Lineeguidaorientamentolungotuttolarcodellavita.pdf). Vedi anche http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm043_09.htm

Il documento fissa le coordinate delle attività di orientamento in ambito scolastico, in particolare viene evidenziato il passaggio ‘da una prassi di orientamento di tipo quasi esclusivamente informativa e limitata ai momenti di transizione e decisione, ad un approccio olistico e formativo per cui l’orientamento investe il processo globale di crescita della persona, si estende lungo tutto l’arco della vita, è presente nel processo educativo sin dalla scuola primaria ed è trasversale a tutte le discipline.’

Questa posizione, come riconosciuto dalla stessa Circolare, non è molto diversa da quella contenuta nella Direttiva Ministeriale 6 agosto 1997, n.487: ‘L’orientamento – quale attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado – costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell’infanzia. Esso si esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l’ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile.” Piuttosto, secondo la Circolare, ‘E’ tempo che queste affermazioni diventino prassi ordinaria e consolidata dell’azione educativa in ogni livello di istruzione e formazione.

Le Linee guida evidenziano la necessità di continuare a sviluppare:

  • la didattica orientativa (cioè la funzione orientativa del processo educativo), volta a promuovere fin dalla scuola dell’infanzia e in materia trasversale a tutte le discipline lo sviluppo di competenze orientative generali (‘non immediatamente finalizzate alla gestione di compiti orientativi concreti’) e specifiche (per il fronteggiamento ad esempio dei momenti di scelta) (p.7) e
  • il tutorato orientativo svolto dal docente che consiste nella guida e nell’accompagnamento dello studente alla conoscenza e la facilitazione all’apprendimento (p.10). Questo è un elemento di novità rispetto alla Direttiva Ministeriale 487/1997.

Per ottenere questi risultati sono necessarie attività di formazione degli insegnanti da realizzarsi all’interno di un Piano Nazionale Orientamento.

Un altro elemento di novità delle Linee guida è il richiamo, presente in più punti, alla necessità di costituire un sistema integrato di orientamento nazionale, col coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti nell’orientamento (pp.11, 12, 13).


Un commento sulle Linee guida

Nelle Linee guida, seguendo l’impostazione della Direttiva 487/1997, si continua a chiamare orientamento quello che in realtà dovrebbe chiamarsi buona didattica. Sviluppare le capacità di ragionamento e facilitare i processi di apprendimento (due cose che le Linee guida definiscono ‘orientamento’) sono due obiettivi che appartengono alla didattica, perciò all’istruzione e alla formazione. Un insegnante che non sviluppa le capacità di ragionamento dei propri studenti e non sa facilitare il loro apprendimento non è un cattivo orientatore, è un cattivo insegnante.

Un approfondimento riguardo alle competenze orientative. Possiamo definire l’orientamento come ‘l’insieme delle attività per assistere le persone, in ogni momento della loro vita, a fare scelte formative e professionali e gestire il proprio percorso professionale’ (OECD 2004). Ma fra tutte le competenze utilizzabili, a nostro dovere dovrebbero essere chiamate ‘competenze orientative’ solo quelle espressamente sviluppate a questo scopo. Ad esempio la capacità di comprendere un testo in lingua inglese può aiutare a presentare correttamente una domanda per una borsa di studio all’estero, ma si tratta di una generica competenza linguistica sviluppata per scopi più generali. La stessa considerazione vale per la capacità di ragionare coi numeri, di capire ed esprimersi in italiano e più in generale per tutte le capacità sviluppate dalle varie discipline scolastiche. Se così non fosse dovremmo ribattezzare tutte le scuole ‘Centri di Orientamento’ e tutti gli insegnanti ‘orientatori’. Possiamo invece definire come competenze orientative la capacità di sostenere un colloquio di selezione, di scrivere un curriculum, di condurre una efficace ricerca di lavoro, di scegliere un percorso formativo o professionale. Le attività per sviluppare competenze di carattere generale (numerica, linguistica, oppure di analisi, di espressione, etc.) appartengono all’istruzione e alla formazione, quelle per sviluppare le competenze orientative (come appena definite) appartengono all’orientamento. Questa distinzione non intende escludere gli insegnanti dallo svolgimento di attività di orientamento, ma solo chiarificare che si tratta di campi diversi e che per svolgere attività di orientamento è necessaria una preparazione specifica.

Troviamo questa confusione fra istruzione/formazione e orientamento solo in Italia, all’estero la distinzione è ben chiara (lo era anche in Italia prima della Direttiva 487/1997). Questa confusione porta poi una serie di problemi quando andiamo a declinarla in termini di figure professionali e servizi di orientamento, vedi il nostro articolo.

 

Note: Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Collocato sul sito il 17 aprile 2009, ultima modifica 17 aprile 2009. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Può essere riprodotto (stampa dal sito per uso personale o fotocopia per uso didattico) citando la fonte.

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