Nuovo libro in preparazione: MOTIVARE I TUOI CORSISTI È FACILE, SE SAI COME FARLO

Come assicurare partecipazione e apprendimento nell’orientamento e nella formazione, sia in aula fisica che in webinar

Ho deciso di scrivere questo libro perché persone che hanno seguito corsi di formazione continuano a raccontarmi di formatori che hanno spiegato per ore, utilizzando un centinaio di slide.  La formazione svolta in questo modo è associata a noia mortale, difficoltà a mantenere l’attenzione e scarso apprendimento.

Un mio possibile cliente qualche settimana fa, quando gli ho proposto una formazione via webinar per tutta la giornata (9-13 e 14-17), mi ha risposto allarmato che, nella loro esperienza, a distanza non è possibile fare più di 3 ore.

E ugualmente a volte devo rassicurare i miei aspiranti corsisti, scottati da esperienze precedenti, che la mia è una formazione attiva e che il tempo passerà rapidamente.

Dal mio punto di vista, è incredibile quanto poco basti per rendere una lezione utile e piacevole, e come le semplici tecniche che permettono di ottenere questo risultato e che spiegherò in questa pubblicazione non siano ancora sufficientemente diffuse. Mi interrogo sui motivi di questa scarsa diffusione.

Forse le tecniche efficaci di gestione d’aula non si insegnano nel corso di laurea in scienze della formazione, o forse la maggior parte dei formatori sono semplicemente degli esperti di settore che non hanno seguito nessuna formazione su come gestire un’aula né hanno sufficiente rispetto dei loro utenti da preoccuparsi di 1. chiedere al termine della loro lezione un feedback non stereotipato 2 migliorare costantemente quello che fanno.

Questa Guida (che uscirà a settembre 2021) ti spiega come rendere la tua formazione un’esperienza piacevole e produttiva per i tuoi corsisti utilizzando alcune facili tecniche e accorgimenti. Le tecniche sono riferite sia all’aula in presenza fisica che alla formazione via webinar. Puoi usare queste tecniche nella formazione, nell’orientamento e in ambito scolastico.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Leggi il mio ultimo libro Il bilancio di competenze spiegato semplice

Questo libro introduttivo è indirizzato sia a persone che desiderano fare un proprio bilancio di competenze e non sanno cosa aspettarsi e a chi rivolgersi sia ad operatori di orientamento e HR che vogliono saperne di più su questo strumento e capire in che modo imparare a svolgerlo. Il libro è strutturato in 40 domande e risposte. Puoi acquistare il libro su Amazon al prezzo di lancio di 3,99 € oppure riceverne una copia gratuita partecipando al webinar sul bilancio di competenze che terrò sabato 19 giugno 9,30-12,30.

Nel libro trovi le risposte alle seguenti domande:

    1. Cos’è l’orientamento professionale?
    2. Quali sono i servizi di orientamento?
    3. Cos’è il bdc?
    4. Quando è utile fare un bdc?
    5. È utile fare un bdc nel passaggio da un ciclo scolastico a un altro o in caso di abbandono scolastico?
    6. A chi non è adatto il bdc?
    7. In che modo l’operatore può aiutarmi a individuare una professione obiettivo con soli uno o due colloqui di orientamento?
    8. Posso fare un bdc se non ho esperienze di lavoro o ho una disabilità?
    9. Quanto dura un bdc?
    10. Come è strutturato un bdc?
    11. Quali caratteristiche personali vengono esaminate nel bdc?
    12. Quali sono le professioni adatte a me?
    13. A chi rivolgermi per fare un bdc?
    14. Come scegliere l’operatore con cui fare un bdc?
    15. Che requisiti deve avere l’operatore che fa il bdc?
    16. Quanto può costare un bdc presso un consulente di carriera libero professionista?
    17. Conviene fare un bdc gratuito o a pagamento?
    18. Cosa devo fare per far sì che il bdc riesca?
    19. Da cosa vedo che il bdc sta funzionando?
    20. Conviene indicare nel CV che ho fatto un bdc?
    21. Conviene allegare il bdc al CV quando faccio autocandidature o rispondo a delle offerte di lavoro?
    22. È utile parlare del bdc e consegnare una copia se vado a fare colloqui di orientamento con altri operatori di orientamento?
    23. Come devo comportarmi se un bdc mi viene proposto da un selezionatore del personale o dal mio datore di lavoro
    24. È possibile fare bilanci di competenze per la selezione, l’analisi del potenziale o per concedere crediti formativi?
    25. Qual è una definizione tecnica di bdc?
    26. Abbiamo ancora bisogno del bilancio di competenze?
    27. Perché il bdc è efficace?
    28. È possibile utilizzare il bdc nell’orientamento anche se la professione obiettivo è già definita?
    29. Cosa sono il bilancio di prossimità e il bilancio di risorse?
    30. Qual è la differenza fra professione obiettivo e obiettivo professionale?
    31. Quali sono le differenze fra l’impostazione diagnostica e quella educativa nello svolgimento del bdc?
    32. Quali test posso usare per un bdc?
    33. Quali sono i prodotti del bdc?
    34. Nel bdc le caratteristiche personali si misurano?
    35. Che rapporti ci sono fra bilancio di competenze e certificazione delle competenze?
    36. Come svolgere il bdc con piccoli gruppi?
    37. In che modo posso svolgere bdc con utenti per cui il bdc non è adatto, ad esempio stranieri o persone in cerca di lavoro?
    38. Come posso imparare a fare il bilancio di competenze?
    39. Cosa distingue un bdc fatto bene da uno fatto male?
    40. Come avviare e promuovere un’attività di realizzazione di bilanci di competenze da libero professionista?
    41. Cosa leggere per approfondimenti sul bdc?

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

 

Partecipa al webinar fra operatori sul bilancio di competenze 19 giugno 2021 9,30-12,30

In occasione dell’uscita del mio libro Il bilancio di competenze spiegato semplice ho organizzato un incontro di condivisione fra operatori dedicato al bilancio. I partecipanti, con attività in piccolo gruppo e in plenaria, si confronteranno su questi temi:

    • Quando è utile e quando non è utile il bilancio di competenze?
    • Quali caratteristiche devono essere presenti in un percorso di orientamento per poterlo chiamare bilancio di competenze?
    • Cosa distingue bilanci di competenze fatti bene da bilanci di competenze fatti male? E in che modo realizzare bilanci di competenze fatti bene?
    • Come fare bilancio di competenze con utenti per cui non è indicato, ad esempio richiedenti asilo?
    • Come lanciare la propria attività di consulente di carriera per bilancio di competenze?

L’incontro, dedicato ad operatori, si terrà sabato 19 giugno in orario 9,30-12,30. Il costo di partecipazione è 30 €. I partecipanti riceveranno anche una copia e-book del mio libro. Puoi iscriverti da questa pagina.

Se invece desideri imparare a svolgere il bilancio di competenze puoi seguire uno dei miei corsi.

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Webinar? Collegati al modem con un cavo ethernet, non col wifi

Se partecipi (o addirittura organizzi) dei webinar, collegati al modem con un cavo ethernet, non con il wifi. Le prestazioni dei collegamenti wifi sono pessime, se confrontate con quelle del cavo ethernet.

Se la tua banda internet è limitata, nel webinar la tua voce e il tuo video saranno soggetti a interruzioni o blocchi.

Vedi ad esempio una prova che ho fatto stamani. Io ho l’abbonamento a internet fibra (la fibra arriva fino alla colonnina sulla strada), e ho fatto il test utilizzando questo sito.

Col wifi scarico dati alla velocità media di 4 Mb/s

Col cavo ethernet scarico dati alla velocità di 118 Mb/s.

Come vedi la differenza è sostanziale.

Su Amazon un cavo ethernet di 30 metri costa solo 30 €. Prima di acquistarlo, verifica che il tuo pc abbia una porta ethernet.

 

AGGIORNAMENTO: due giorni fa ho pensato che il problema potesse essere che la mia chiavetta usb che collega il modem col pc tramite wifi fosse obsoleta, e ne ho acquistata una di ultimo modello su internet. Una volta istallata ho verificato che la velocità di connessione del wifi è la stessa del cavo ethernet.

 

AGGIORNAMENTO: ieri ho istallato la fibra anche in casa. La velocità di download adesso è oltre 800 Mb/s e quella di upload 170 Mg/s.

 

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Alcune differenze fra formazione a distanza e formazione in aula

Stamani  con uno dei miei clienti abbiamo fatto una chiacchierata sulle differenze fra formazione a distanza e formazione in aula. Ecco qui una sintesi di quello che ci siamo detti.

mi chiedevi come svolgo adesso la mia attività a distanza. La lunghezza dei miei seminari e le tecniche che utilizzo sono rimaste le stesse. Ad esempio il seminario sulla gestione del colloquio di orientamento in aula dura 7 ore (9-13 e 14-17), e lo stesso se il seminario è svolto a distanza via webinar, vedi https://www.orientamento.it/maratona-webinar-il-colloquio-di-orientamento/

La durata è la stessa perché grazie a Zoom posso far svolgere via webinar le stesse attività in coppia o in sottogruppi che faccio svolgere in aula. Il ricorso a attività in coppia e sottogruppi comporta anche che la partecipazione ai webinar è piacevole, e le persone riescono agevolmente a sostenere webinar di 7 ore. Come in aula, c’è una pausa centrale 13-14 e una pausa caffè di 15 minuti verso le 11. Nel pomeriggio a volte faccio fare egualmente una pausa di 15 minuti, ma a volte la salto perché la sessione del pomeriggio è di sole 3 ore perciò possiamo arrivare in fondo senza pause se sono in ritardo col programma.

Nella mia esperienza i colloqui a distanza, una volta rispettate alcune condizioni minime (buon collegamento internet, buon audio e video) si gestiscono come i colloqui in presenza, così secondo me non è necessaria una formazione specifica sulla gestione del colloquio a distanza. Può essere invece necessaria una formazione su come gestire gruppi a distanza perché ci sono alcune cose da imparare rispetto appunto alla gestione dei sottogruppi e anche all’architettura di supporto (nei corsi a distanza è necessario attivare una mailing list di distribuzione e comunicazione fra i partecipanti e un drive per scaricare e archiviare i risultati degli esercizi). Sono cose semplici ma a chi non le sa vanno insegnate.

Relativamente alla possibilità di integrare formazione via webinar con video registrati, si può fare. Secondo me il motivo principale per usare video registrati è ridurre la durata dei webinar, facendo acquisire delle informazioni ai partecipanti prima del webinar. Tieni conto però che i contenuti che presento tramite webinar tutti li imparano, mentre quelli che presento con video registrati non tutti li imparano: qualcuno non vede i video nella loro interezza o non li vede affatto, perciò quando poi arrivo al webinar non sempre è vero che tutti i partecipanti hanno già conoscenze di base comune. L’apprendimento via webinar è di qualità migliore di quello con video registrati perché si interagisce con gli altri partecipanti e con me, si sviluppa cioè una dimensione di socialità che è molto apprezzata. L’apprendimento da video avviene in solitaria. Un’altra difficoltà è che l’apprendimento da video è estremamente lento; per ridurre questo problema nei miei corsi a distanza rendo anche disponibile su file la trascrizione dei video accoppiata con le slides che faccio vedere nel video, in modo che chi vuole non vede il video ma si legge la trascrizione.

In sintesi, se non ho problemi di tempo, i miei corsisti sono in grado di collegarsi con una buona apparecchiatura e rimanere collegati per il numero di ore necessario e possono aspettare la data che ho fissato per i webinar (in alcuni casi invece vogliono avere subito i materiali che distribuisco nei miei corsi, senza aspettare i 4 o 6 mesi che mancano alla data del webinar) consiglio la formazione via webinar rispetto a quella con video registrati.

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Corsi via webinar per disoccupati in cerca di lavoro

Durante l’emergenza coronavirus, dopo un primo momento di shock, i servizi pubblici e privati che erogano attività di orientamento hanno avviato attività di consulenza individuale a distanza, utilizzando piattaforme webinar quali Zoom, Whereby e simili.

Le stesse piattaforme webinar, se gestite in modo opportuno, permettono di condurre a distanza corsi sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro e incontri in gruppo di supporto a persone in cerca di lavoro.

Se vuoi avviare un’attività di questo tipo per il tuo sportello / servizio sono in grado di formare gli operatori e fornirti i materiali necessari. Chiamami / scrivimi per fissare una videochiamata per parlare in dettaglio delle diverse possibilità.

  • Leonardo Evangelista
  • l.evangelista@orientamento.it
  • cell 3384640194

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L’uso della lavagna virtuale per migliorare l’interazione nei webinar con molti partecipanti

 

Un limite dei webinar è che l’interazione in video è più faticosa di quella in aula, e perciò l’attenzione cala più rapidamente. Nella formazione in aula svolgo una buona parte della mia attività facendo interagire i partecipanti in esercitazioni o simulazioni in piccoli gruppi. Nei webinar questo può essere fatto utilizzando le stanze, di cui ho parlato in un articolo precedente. Il lavoro in piccoli gruppi termina con una valutazione e una condivisione dei risultati in plenaria, ma nel webinar, specialmente se il webinar ha molti partecipanti (da 20 a 100 o più) è stancante ascoltare i portavoce dei singoli gruppi o addirittura i singoli partecipanti.

Quali soluzioni possiamo adottare?

Una prima soluzione, che nella mia esperienza funziona bene fino a 5-6 gruppi, è chiedere al portavoce di ogni gruppo di riportare sinteticamente i risultati della discussione su una lavagna virtuale. La lavagna virtuale è uno schermo bianco, attivato e gestito dal conduttore dell’incontro, dove ciascun partecipante può scrivere o disegnare. Vedi come attivare una lavagna virtuale su Zoom. (attenzione: al momento, da cellulare, sulla lavagna di zoom è possibile solo disegnare, non digitare da tastiera).

Per gruppi più numerosi, o contenuti più lunghi, è possibile chiedere a ogni piccolo gruppo di scrivere i risultati su un file ospitato su google drive, che può poi essere scaricato dai partecipanti.

La soluzione del file su google drive è un po’ più laboriosa perché richiede di creare un file (in precedenza o immediatamente) e di condividere il link al file. Inoltre se si utilizza un file unico i gruppi possono influenzarsi a vicenda (i partecipanti a ogni gruppo vedono quello che stanno scrivendo i partecipanti agli altri gruppi) anche quando il docente preferirebbe che ogni gruppo discutesse in autonomia. La soluzione in questo caso è che ogni gruppo apra un proprio file, e poi i gruppi scambiano i link al file, ma questa è una soluzione ancora più laboriosa.

Chiedimi una formazione a distanza per i tuoi dipendenti / collaboratori (l.evangelista@orientamento.it cell 3384640194) oppure segui uno dei miei corsi a distanza basati su video registrati.

 

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Il sarto e gli abiti in serie, ovvero la formazione in aula e quella a distanza

Fino agli anni ’60 gli abiti erano tutti su misura, li facevano i sarti. Poi cominciarono a diffondersi gli abiti in serie, in vendita presso negozi specializzati e, nelle grandi città, nei grandi magazzini.

Gli abiti fatti su misura vestivano meglio, ma quelli fatti in serie costavano molto meno ed era possibile provarseli senza impegno prima dell’acquisto. Il risultato fu che un prodotto migliore (l’abito sartoriale) vide ridursi grandemente il suo spazio di mercato.

Questa evoluzione mi è tornata in mente pensando alla formazione professionale in aula e a distanza.

Alcune agenzie formative che conosco organizzavano ogni anno una formazione residenziale in hotel. Quest’anno, giocoforza, sono passate alla formazione a distanza, con un enorme risparmio di costi e, in uno dei due casi, triplicando il numero dei corsisti coinvolti.

Personalmente credo che la formazione in aula sia di qualità migliore, perché l’interazione col docente e fra i partecipanti è maggiore, però anche la formazione a distanza può ottenere buoni risultati.

Mi chiedo se, adesso che il coronavirus ha costretto moltissime agenzie formative e committenti di formazione a ricorrere alla formazione a distanza, e a verificarne gli aspetti positivi (costi estremamente ridotti, flessibilità di orari, possibilità di coinvolgere in contemporanea un gran numero di discenti), la formazione a distanza, anche se di qualità un po’ inferiore a quella in aula, non sia destinata a rimanere la modalità più comune di formazione anche dopo la fine dell’epidemia e delle misure di contenimento successive.

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L’uso delle stanze per migliorare l’interazione nei webinar con molti partecipanti

Un limite dei webinar è la scarsa interazione rispetto alla formazione in aula. Il docente presenta di solito un tema utilizzando alcune slides, poi c’è uno spazio per le domande e stop. Nei webinar con molti partecipanti (da 20 a 100 e oltre) non è possibile con questa modalità far interagire fra di loro i partecipanti.

Per risolvere questo problema sono state create le stanze. Le stanze permettono di dividere i partecipanti ai webinar in piccoli gruppi, in modo da farli interagire fra di loro.

Grazie alle stanze è possibile strutturare l’attività didattica in questo modo:

  • Presentazione di un tema in plenaria utilizzando delle slides
  • Suddivisione dei partecipanti in piccoli gruppi (stanze) per lo svolgimento di simulazioni
  • Debriefing in piccolo gruppo
  • Ritorno in plenaria.

La funzione stanze è ad esempio attivabile col software Zoom.

Con Zoom il docente che conduce il webinar può:

  • creare i sottogruppi
  • scegliere quanti e quali partecipanti assegnare a ogni sottogruppo
  • visitare ciascun sottogruppo
  • comunicare con tutti i sottogruppi inviando dei messaggi sullo schermo di tutti i partecipanti
  • terminare i sottogruppi e riportare i partecipanti tutti in plenaria.

Nella mia esperienza è utile creare sottogruppi di non più di 2 o 3 persone.

Le istruzioni per creare sottogruppi in Zoom sono in questo video.

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