Seminario sull’orientamento dei migranti adulti

Cos’è e a chi è rivolto

Negli ultimi anni molti orientatori hanno iniziato a svolgere attività di orientamento con migranti, ma le varie esperienze sono rimaste in genere isolate e mancano ancora modelli ottimali di intervento condivisi.

Grazie a questo seminario potrai condividere la tua esperienza di orientamento con migranti (di età dai 19 anni in su, provenienti da Africa o Asia) con altri operatori esperti e in questo modo migliorare la tua operatività.

Il numero massimo di partecipanti è 25; il seminario è rivolto innanzitutto a operatori con precedente esperienza nell’orientamento di migranti. Uno degli obiettivi è creare una comunità di pratica fra operatori che continui anche dopo il seminario a cooperare scambiandosi esperienze e indicazioni.

Al seminario sono ammessi anche un massimo di 8 operatori senza esperienza con migranti che vogliono approfondire le sfide e le modalità operative ottimali nell’orientamento con questo target group.

Il programma della giornata

La giornata è organizzata in questo modo:

  • 9,30-10. PRESENTAZIONE dei partecipanti e della giornata
  • 10-12. GRIGLIA DI ANALISI: i partecipanti lavorano in piccoli gruppi e poi in plenaria per mettere a punto una Griglia che spiega le caratteristiche e le difficoltà di lavoro con questa utenza, secondo un modello di questo tipo
  • 12-15. LINEA GUIDA: i partecipanti lavorano in piccoli gruppi e in plenaria per mettere a punto a punto una Linea Guida per l’orientamento con migranti adulti. La Linea Guida elencherà, in forma sintetica (massimo due pagine), gli obiettivi, le difficoltà e le soluzioni per un orientamento efficace con questo target group
  • 15-16,30. SCAMBIO DI STRUMENTI E BUONE PRATICHE: presentazione in piccoli gruppi e in plenaria di unità didattiche e strumenti utilizzati o messi a punto dai partecipanti per l’orientamento dei migranti adulti
  • 16,30-17. COMUNITA’ DI PRATICA: presentazione del gruppo LinkedIn dedicato, dello spazio cloud e delle modalità di funzionamento della comunità di pratica successivamente al seminario
  • 17-17,30. VALUTAZIONE della giornata.

Il tempo dedicato a ciascuna attività potrà subire dei cambiamenti sulla base delle dinamiche d’aula.

Il mio ruolo (Leonardo Evangelista) sarà quello di facilitatore. Aiuterò cioè i partecipanti a strutturare al meglio la loro collaborazione, a estrapolare modelli ottimali di intervento e a redigere i documenti di sintesi. Inoltre pubblicherò i documenti prodotti sul mio sito e creerò e mi occuperò della manutenzione dello spazio per la collaborazione a distanza  fra i partecipanti successiva al seminario.

Dove, quando

Il seminario è attivabile a richiesta.

Il docente Leonardo Evangelista

Sono uno psicologo del lavoro e lavoro nel settore dell’orientamento dal 1993. Nel mio percorso professionale per anni ho svolto attività di consulenza orientativa e orientamento formativo presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena e per varie agenzie formative. Ho inoltre formato allo svolgimento di attività di orientamento circa 3.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sulle tecniche di ricerca di lavoro ho scritto vari articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it.

Per informazioni puoi scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituisci un 3 all’asterisco).

Tutti i miei corsi:

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

 

Ecco la procedura per assumere i primi 4.000 Navigator

Vedi anche gli ultimi aggiornamenti.

Per mettere a regime il reddito di cittadinanza si prevede l’assunzione di circa 10.000 operatori di orientamento, chiamati navigator.  4.000 saranno assunti dalle regioni, 6.000 da ANPAL Servizi, una agenzia controllata dal Ministero del lavoro. Le modalità di assunzione per regioni e ANPAL sono diverse. Questo articolo tratta delle modalità di assunzione dei navigator regionali. per le assunzioni da parte di ANPAL vedi gli altri articoli lincati in fondo a questa pagina.

Un articolo apparso sul sito Phastidio spiega quale potrebbe essere la procedura per l’assunzione dei 4.000 navigator regionali. Secondo l’articolista, i passaggi per l’assunzione dei regionali dovrebbero essere questi:

  1. ‘prima occorre il decreto di ripartizione:
    1. delle risorse alle regioni
    2. dei conseguenti posti per ciascuna di esse;
  2. poi occorre la variazione dei bilanci regionali;
  3. poi, se le regioni utilizzano agenzie per il lavoro pubbliche, il trasferimento delle risorse a queste agenzie, che a loro volta dovranno variare i bilanci;
  4. di seguito, la modifica del fabbisogno del personale, con l’individuazione dei profili da assumere;
  5. poi occorre adottare il bando di concorso;
  6. segue la pubblicazione del bando;
  7. bisogna far decorrere il tempo di attesa per presentare le domande (circa 1 mese);
  8. deve darsi corso all’espletamento del concorso;
  9. segue l’approvazione della graduatoria;
  10. si termina con la sottoscrizione del contratto e l’assunzione.’

Tempo ragionevole (secondo l’articolista): un anno. L’assessore al lavoro della Regione Toscana Cristina Grieco ha di recente dichiarato che accelerando al massimo i tempi si potrebbe fare forse in 6 mesi.

Informazioni sulle assunzioni dei navigator fatte da ANPAL, incluse le lauree e l’esperienza richieste, sono invece contenute in una intervista a Pasquale Tridico, consigliere economico di Di Maio.

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Dove trovare ulteriori informazioni

Per saperne di più sulle possibilità di lavoro nel settore dell’orientamento (incusi i navigator) puoi partecipare al mio seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, a Milano il 9 febbraio 2019.

Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  2. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  3. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  4. Ecco cosa sappiamo del bando ANPAL rivolto ai navigator
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  8. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  9. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  10. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  11. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  12. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  13. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  14. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  15. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Leggi l’articolo su Phastidio

Note

  1. ‘A decorrere dall’anno 2019, le regioni sono autorizzate ad assumere, con aumento della rispettiva dotazione organica, fino a complessive 4.000 unità di personale da destinare ai centri per l’impiego’

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

30.000 orientatori assunti per il reddito di cittadinanza

Secondo un articolo apparso oggi su La Repubblica, per l’avvio del reddito di cittadinanza approvato dal corrente Governo saranno assunti 30.000 orientatori (cosiddetti ‘navigator’). I navigator dovrebbero essere assunti da Anpal Servizi, una società pubblica, attraverso avviso pubblico, selezione in base a CV, prove scritte e orali.

Il costo delle assunzioni è stimato in 1,7 miliardi di euro.

Si tratta di anticipazioni raccolte da La Repubblica in maniera informale, probabilmente da uno degli esperti che stanno lavorando su questo tema. 4.000 assunzioni invece sono già state approvare dalla legge finanziaria.

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. 30.000 orientatori assunti per il reddito di cittadinanza
  4. 4.000 Assunzioni nei centri per l’impiego
  5. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  6. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  7. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  8. Ecco la procedura per assumere i primi 4.000 Navigator
  9. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Il navigator sarà pagato (almeno in parte) a risultato

Il navigator, cioè il tutor che si occuperà dell’orientamento dei soggetti disoccupati che ricevono il reddito di cittadinanza, sarà almeno in parte pagato a risultato. Questa è una delle informazioni contenute in un articolo apparso stamani su Il Corriere della Sera Online.

Secondo l’articolo:

[E’] Fondamentale nel disegno M5S il ruolo dei navigator, tutor dei centri di impiego che dovrebbero occuparsi di circa 100-150 beneficiari a testa. Il governo ha in progetto «migliaia» di assunzioni per il ruolo. Il navigator — sull’esempio del modello tedesco — farà da collettore con il mondo delle aziende e degli enti locali. Per ogni assunto avrà diritto a un premio salariale (si parla di un quinto del reddito percepito dal beneficiario).

Nelle scorse settimane era uscita la notizia che il Governo giallo-verde prevedeva almeno 4.000 assunzioni di navigator nei centri per l’impiego.

Altre notizie contenute nell’articolo sono che:

  • In caso di assunzione una parte del reddito di cittadinanza andrà all’impresa e un’altra parte al soggetto che ha favorito l’assunzione; sono incluse anche le agenzie private di ricollocazione.
  • In caso di partecipazione ad attività formative una parte del reddito di cittadinanza andrà all’agenzia formativa

 

L’introduzione del reddito di cittadinanza crea ottime possibilità di impiego nel settore dell’orientamento.

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Vedi gli altri articoli su questo tema:

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. 000 assunzioni per i centri per l’impiego
  3. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  4. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  5. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  6. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Vedi l’articolo su Il Corriere della Sera Online.

 

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Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego

 

 

 

 

 

 

 

Vedi anche gli ultimi aggiornamenti.

Secondo dati ANPAL citati stamani da Il Corriere della Sera Online, psicologi e orientatori sono le figure di cui c’è maggiormente bisogno nei centri per l’impiego. I centri per l’impiego, come è noto, sono principale struttura su cui dovrebbe basarsi il previsto reddito di cittadinanza.

L’articolo de Il Corriere della Sera elenca anche una serie di criticità (oltre alla dotazione di personale preparato) che è necessario risolvere per poter attivare il reddito di cittadinanza, in particolare:

  • una banca dati unica nazionale di tutte le offerte di lavoro
  • la possibilità per i CPI di accedere alle banche dati di inps, Agenzia delle entrate, Miur
  • la riduzione i una serie di procedure burocratiche che al momento assorbono l’attività del 50% dei dipendenti dei centri per l’impiego
  • il rinvio ai centri per l’impiego delle sole persone che sono effettivamente in grado di lavorare. Si stima che le persone immediatamente in grado di lavorare siano solo circa un quarto dei 5 milioni di cittadini che potrebbero risolvere il reddito di cittadinanza.

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Dove trovare ulteriori informazioni

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Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  2. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  3. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  4. Ecco cosa sappiamo del bando ANPAL rivolto ai navigator
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  8. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  9. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  10. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  11. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  12. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  13. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  14. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  15. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Leggi l’articolo de Il Corriere della Sera

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Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza

AGGIORNAMENTI: VEDI GLI ALTRI ARTICOLI IN FONDO ALLA PAGINA

Il programma dell’attuale Governo prevede com’è noto la concessione di un  reddito di cittadinanza  a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni.

La concessione del reddito di cittadinanza è subordinata alla partecipazione ad attività di orientamento e/o formazione.

Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro.

Fino a qualche mese fa sembrava che i soggetti privati fossero esclusi, così ad esempio un articolo apparso su Il Corriere della Sera il 28 settembre 2018 segnalava che il Ministero del Lavoro non aveva contatti con Assolavoro, l’associazione delle Agenzie per il lavoro private (Manpower, Randstad, etc.).

Nella puntata del 5 novembre 2018 della trasmissione televisiva Porta a Porta il Ministro Di Maio ha dato qualche informazione in più sul personale che seguirà le persone col reddito di cittadinanza, ribattezzato Navigator:

“Il Navigator fa parte del programma di assunzioni che faremo. Li selezioniamo con un colloquio per trovare altre persone con alto profilo per seguire i giovani che hanno perso il lavoro. (…) L’importante è che la persona che orienta il disoccupato venga pagato in base al numero delle persone orientate”.

Il Navigator: “formerà e  orienterà [il disoccupato] in modo che l’azienda la possa assumere senza doverla formare (…) La formazione non necessariamente deve essere avvenire nei centri per l’impiego; ma anche in un centro privato, in una azienda”.

Ascoltando l’intervista (vedi un estratto) sembra di capire (al minuto 3:06) che i Navigator possano essere anche personale esterno ai centri per l’impiego, appartenente alle Agenzie per il lavoro private.

Un altra informazione utile è che il 2 dicembre i relatori della legge di bilancio hanno presentato un emendamento che prevede che dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone da destinare ai centri per l’impiego.

Secondo un mio collega che lavora all’interno di un centro per l’impiego la misura è riferita almeno in parte a personale precario che già lavora presso i centri e che sarà così stabilizzato.

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Vedi la notizia su Il Corriere della Sera.

Come formarti per lavorare come Navigator

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  4. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  5. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  6. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  7. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  8. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  9. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  10. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  11. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

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App e psicologi del lavoro per i nuovi centri per l’Impiego

Come è noto, il progetto del Governo sul reddito di cittadinanza prevede un potenziamento dei servizi per il lavoro, in particolare dei Centri per l’impiego.

Mimmo Parisi, sociologo e docente universitario alla Mississippi State University negli Usa e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center, è stato incaricato dal Governo di mettere a punto un piano di riorganizzazione dei Centri per l’impiego. Il piano è stato presentato di recente al Ministero del Lavoro.

Un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera fornisce alcune informazioni sul contenuto dello studio di Parisi.

Secondo Il Corriere:

Parisi propone la realizzazione di un software per la gestione delle informazioni relative ai richiedenti e di una applicazione per poter accedere al proprio profilo via smartphone. In sostanza chi vorrà il sussidio potrà gestire — potendo — la pratica direttamente dal telefono: ricevere sms (con tanto di link con eventuali notifiche online), ma non solo. Cruciale nel progetto la funzionalità labor exchange (ossia un «incrocio in tempo reale tra domanda e offerte di lavoro»), che nell’applicazione dedicata permette di cercare direttamente un impiego, oltre ad aggiornare i dati su profilo lavorativo e formativo. Dal telefono si potrà controllare anche l’importo disponibile sul proprio account. 

Il piano di Parisi prevede inoltre l’utilizzo di psicologi del lavoro all’interno dei Centri per l’impiego.

La riorganizzazione dei Centri per l’impiego dovrebbe partire già nel prossimo dicembre.

Leggi l’articolo del Corriere della Sera.

Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  2. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  3. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  4. Ecco cosa sappiamo del bando ANPAL rivolto ai navigator
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
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  7. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  8. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  9. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
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  11. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
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  13. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
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  15. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

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CORSO A DISTANZA Come formarsi e lavorare nell’orientamento / politiche attive

Cos’è e a chi è rivolto

Il corso a distanza Come formarti e lavorare nell’orientamento è rivolto a persone interessate a lavorare nel settore dell’orientamento scolastico e professionale. Può trattarsi ad esempio di neolaureati in discipline psicologiche, pedagogiche, sociali, economiche, giuridiche; oppure persone che hanno un buon livello culturale e una significativa esperienza lavorativa in altri ambiti.

Il programma del corso a distanza è il seguente:

  • A che cosa serve l’ orientamento e quali sono i principali servizi che offre
  • Quali organizzazioni svolgono attività di orientamento in Italia e come trovarle
  • Quale normativa regola il settore
  • Il reddito di cittadinanza e gli operatori coinvolti nell’erogazione del reddito di cittadinanza (i cosiddetti navigator); ultime notizie relative alla loro assunzione
  • Quali sono le principali figure professionali che operano nell’orientamento
  • Quali sono le caratteristiche personali richieste per lavorare nell’orientamento
  • Quali sono i requisiti di legge per le diverse figure professionali
  • Quali sono le prospettive occupazionali del settore
  • Come formarsi per lavorare nel settore
  • Come condurre una ricerca di lavoro con le organizzazioni che operano nell’orientamento.

Cosa otterrai dl corso a distanza Come formarti e lavorare nell’orientamento

  • Una panoramica dei servizi e delle organizzazioni che in Italia svolgono attività di orientamento
  • Una migliore conoscenza delle figure professionali del settore e delle normative che ne regolano l’impiego
  • Una migliore conoscenza delle opportunità formative e occupazionali nel settore orientamento
  • Una migliore capacità di pianificare il tuo piano di sviluppo professionale per lavorare nell’orientamento
  • Una migliore capacità di cercare lavoro nel settore
  • Ai partecipanti rilascio un attestato; vedi un esempio Esempio attestato Come formarsi e lavorare

Come funziona in pratica

Una volta effettuata l’iscrizione, ti mando un link da cui scaricare tutti i materiali sul tuo pc.  Poi tu, quando vuoi:

  1. leggi il file con gli esercizi e rispondi alle domande preliminari
  2. vedi il video e se necessario riguardi le slides (ogni parola rossa ha un link)
  3. leggi i file coi materiali
  4. leggi il file con gli esercizi finali e rispondi alle domande riferite al video appena visto.

Quali sono i materiali da scaricare:

  • un file in word con lettura e esercizio preliminare
  • tre file in pdf con materiali di approfondimenti (esempi di annunci, profili professionali,  esempi di bandi pubblici)
  • un file in power point con le slides
  • un video in formato MP4 della durata di 20 minuti
  • un file in word con lettura e esercizio finale.

Per aprire i file è necessario un pc con sistema operativo e un programma di videoscrittura aggiornati; i file non si aprono da cellulare.

Come puoi acquistare il corso

Il costo per l’acquisto  del corso a distanza è di 60 €.  Se non hai partita IVA o hai partita IVA forfettaria puoi concludere l’acquisto CLICCANDO QUI (si apre una pagina dove puoi inserire i tuoi dati e scegliere la modalità di pagamento). Se invece hai partita IVA ordinaria o sei una persona giuridica l’importo va aumentato del 50% (90 €). Scrivimi PRIMA di finalizzare l’acquisto che ti invio una fattura con evidenziata la ritenuta d’acconto.

Il docente Leonardo Evangelista

Sono uno psicologo del lavoro e lavoro nel settore dell’orientamento dal 1993. Nel mio percorso professionale per anni ho svolto attività di consulenza orientativa e orientamento formativo presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena e per varie agenzie formative. Ho inoltre formato allo svolgimento di attività di orientamento circa 3.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sulle tecniche di ricerca di lavoro ho scritto vari articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it.

Per informazioni puoi scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituisci un 3 all’asterisco).

Tutti i miei corsi:

Vedi la pagina dedicata a materiali gratuiti per lo svolgimento di attività di orientamento. Vedi il sito Consulenti di Carriera.

 

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Qual è il titolo migliore per lavorare nell’orientamento?

orientamento scelta scolastica

Periodicamente qualche operatore o persona interessata mi scrive chiedendomi  qual è il titolo migliore per lavorare nell’orientamento. La domanda si riferisce non tanto a come acquisire le conoscenze e capacità per lavorare nel settore, ma piuttosto  se c’è e quale sia nel caso un titolo abilitante.

 

Ad esempio se, dopo una laurea, convenga frequentare un master universitario relativo all’orientamento, oppure corsi di specializzazione universitari relativi all’orientamento, oppure corsi non universitari quali ad esempio master non universitari, corsi di qualifica o generici corsi di formazione che non rilasciano una qualifica.

 

La normativa relativa alle figure professionali dell’orientamento è complicata e varia a seconda del tipo di servizi erogati e dei soggetti che finanziano questi servizi. Su Come formarti e lavorare nel settore dell’orientamento ho messo a punto il seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento che ti invito a frequentare.

 

Ieri  ero a Genova con Barbara Grillo e un gruppo di colleghi e mentre ascoltavo le loro esperienze formative e strategie professionali mi è venuto in mente che al momento la cosa migliore è forse prendersi una qualifica  regionale relativa all’orientamento. Ad esempio in Lombardia esistono le qualifiche regionali di Orientatore (vedi a p. 627) e Esperto inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (p.630). Nel medio-lungo periodo mi sembra ovvio che le Amministrazioni regionali chiederanno agli operatori che lavorano nei servizi di orientamento da loro finanziati la qualifica regionale; questo è quello che sta accadendo ad esempio in Emilia Romagna.

 

Fra l’altro, in quelle regioni dove funziona già il dispositivo per la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali (ad esempio Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia), la qualifica può essere presa semplicemente sostenendo un esame, senza necessità di frequentare un corso di formazione. Prendere una qualifica professionale è assai  più agevole ed economico che frequentare ad esempio un master universitario o un master non universitario, i cui costi superano il migliaio di euro (una delle consulenti presenti ci raccontava di un master non universitario del costo di oltre 4.000 €). Al costo va poi aggiunta la scomodità delle trasferte.

 

I dispositivi di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali valorizzano il saper fare e questo aumenta l’utilità, anche ai fini dell’ottenimento del ‘titolo’, di corsi molto operativi come sono i miei.  Inoltre, anche gli attestati rilasciati dai miei corsi possono essere inseriti nel portfolio presentato per l’accertamento di qualifica.

 

Dove trovare i profili professionali relativi all’orientamento? Questo sito li contiene tutti. A chi rivolgersi per la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali?  Al centro per l’impiego o, meglio, all’assessorato regionale alla formazione professionale. Tutto il tema della certificazione delle competenze è spiegato in dettaglio sul mio sito, nella pagina che si apre scorri l’elenco degli articoli.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni e le informazioni in possesso dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)

Un recente articolo di Carlo Cottarelli (per un periodo commissario alla spending review nel Governo Letta e attualmente direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano) fornisce alcuni dati per confrontare il reddito di cittadinanza recentemente approvato in Italia con quello esistente in altri Paesi europei. Mancano dettagli sulla strutturazione finale del reddito di cittadinanza, Cottarelli prende perciò a riferimento la legge sul reddito di cittadinanza presentata dai 5 Stelle nel 2013. Cito dal documento di Cottarelli:

Nella proposta contenuta nel programma di governo, il reddito di cittadinanza spetterebbe a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni. La soglia di povertà viene individuata nel disegno di legge in un reddito di 780 euro mensili, indipendentemente dal livello della ricchezza (totale delle attività detenute). Chi percepisse un reddito inferiore riceverebbe dallo Stato un’integrazione fino al raggiungimento di tale soglia. In cambio, verrebbe richiesto una disponibilità ad accettare offerte di lavoro. 

In Italia un reddito minimo è stato introdotto nel 2017 con il nome di “reddito di inclusione” (REI); nel 2016 era stata introdotta una misura transitoria, il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA). Quello che differisce da paese a paese è la generosità delle regole che riguardano tale reddito minimo. Se il reddito di cittadinanza fosse introdotto nei termini finora considerati dai suoi proponenti sarebbe il più generoso in Europa in termini monetari e uno dei meno stringenti in termini di obblighi per il beneficiario.

La soglia individuata dal disegno di legge corrisponde a quella di povertà che era stata prevista per il 2014, così come definita da Eurostat, pari a 780 € mensili per una persona singola (con i dati 2016, questa si è alzata a 812 €). Nel disegno di legge si prevede che tutte le persone che percepiscono un reddito netto inferiore a tale soglia raggiungano attraverso un trasferimento dallo stato un reddito di 780 €. Quindi, se una persona dichiara un reddito di 400 €, altri 380 € gli verrebbero versati dallo Stato. Nel caso di un nucleo familiare composto da più di una persona, viene preso in considerazione il reddito percepito dalla famiglia in totale, diviso per il numero dei componenti della famiglia; se questo non raggiunge la soglia, viene integrato dallo Stato. Il reddito di cittadinanza non è poi sottoposto a tassazione.

In nessun paese UE esiste un trattamento simile. L’Italia sarebbe l’unico paese in cui il reddito garantito sarebbe uguale alla soglia di povertà. In tutti i Paesi europei è minore. Si noti che i principali paesi europei garantiscono un reddito molto più basso di quello del reddito di cittadinanza: circa 530 euro in Francia, circa 400 euro in Germania e meno di 400 nel Regno Unito.

Questa relativa generosità del reddito di cittadinanza proposto in Italia, oltre ad avere notevoli conseguenze di costo per le finanze pubbliche, ha dei riflessi anche sull’offerta di lavoro. Difatti, il rischio che una persona rimanga inattiva cresce al crescere del reddito ricevuto in assenza di lavoro. Inoltre, non parametrando l’importo del sussidio rispetto alla zona di residenza, il reddito di cittadinanza risulta più generoso per il Sud del paese dove il costo della vita è, secondo alcune stime, di circa il 16 per cento più basso che nel resto del paese. In termini di costo per le casse dello Stato, questo problema diventa ancor più rilevante se si osserva che la maggioranza dei percettori del reddito di cittadinanza risiederebbe nelle regioni meridionali.

Oltre a un livello di sussidio relativamente elevato, il rischio di un effetto perverso sull’offerta di lavoro proviene anche dal minore collegamento previsto in Italia tra il beneficio e la partecipazione in programmi di attivazione e/o accettazione dell’offerta di lavoro.

Tutti i paesi europei richiedono ai percettori di redditi minimi garantiti di essere disposti a lavorare e nella gran parte questo comporta l’obbligo di adesione e partecipazione a un programma di integrazione sociale e formazione lavorativa, che, se disatteso, comporta la perdita del reddito minimo.
In 10 paesi è obbligatorio accettare qualsiasi offerta di lavoro pena la perdita del beneficio, in 11 qualsiasi offerta appropriata, e in Francia si può rifiutare soltanto una offerta. Altri impongono l’obbligo di svolgere lavori socialmente utili nell’attesa di trovare un’occupazione (ad esempio Lussemburgo e Romania). Questo vuol dire che in 22 paesi è concesso di rifiutare al massimo una offerta di lavoro ritenuta appropriata, e almeno altri due richiedono di accettare obbligatoriamente di svolgere lavori di pubblica utilità durante il periodo di inattività.

In alcuni paesi si perde diritto al sussidio nel momento in cui il cittadino è scoperto svolgere attività in nero oppure il beneficiario si licenzia senza giustificazione (ad esempio in Ungheria). Inoltre, diversi paesi prevedono che i requisiti per accedere al reddito minimo siano rivisti periodicamente: questo implica che al termine del periodo per cui il sussidio è stato garantito, per rimanerne titolari i beneficiari devono dimostrare agli enti preposti (spesso gli stessi centri per l’impiego) che le condizioni reddituali e di ricchezza necessarie per averne diritto permangono.

Invece, il disegno di legge presentato alla Camera prevede come cause di decadenza dal beneficio il rifiuto della terza offerta di lavoro ritenuta congrua (o il fallimento volontario di tre colloqui di lavoro), o la recessione dal lavoro per due volte nell’arco dell’anno solare (il che vuol che una volta accettato un lavoro è concesso di potersi licenziare almeno una volta senza giustificazione non incorrendo nella perdita del beneficio). Quindi, il sistema risulterebbe molto meno stringente di altri omologhi europei.

Il nuovo redditto di cittadinanza richiede l’ampliamento e l’ulteriore miglioramento dei servizi per l’impiego. Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro. Secondo un articolo apparso oggi su Corriere della Sera Online:

[finora] non sono state minimamente coinvolte le agenzie per il lavoro, come Adecco, Manpower, Gi Group e Randstad e la stessa associazione di rappresentanza, Assolavoro, denuncia di non aver ancora incontrato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio.