Master in Orientamento degli adulti con certificazione finale delle competenze

Grazie a questo Master migliorerai la tua capacità di svolgere consulenza di orientamento / consulenza di carriera / career counseling / career coaching / outplacement con persone adulte e otterrai una certificazione di competenza per il profilo di Orientatore Regione Lombardia valido su tutto il territorio nazionale.

Il Master è indirizzato innanzitutto a operatori che già lavorano nel settore, ad esempio per agenzie formative, agenzie per il lavoro, centri per l’impiego, servizi di orientamento di altri soggetti pubblici e privati. Possono partecipare anche neolaureati in ambito psicologico, educativo, sociologico, economico, giuridico.

LA STRUTTURA DEL MASTER

Il Master in Orientamento degli Adulti si compone di due fasi:

  • una fase formativa, dove seguirai 9 incontri a distanza via webinar (di sabato, in orario 9-13 e 14-17, nel periodo gennaio-aprile 2021). La fase formativa è un programma completo dedicato alle metodologie e agli strumenti che devi padroneggiare per svolgere consulenza orientativa con persone adulte normodotate. Il programma comprende tutti i miei corsi singoli dedicati all’orientamento con adulti: Cassetta degli attrezzi, Laboratorio sul bilancio, Laboratorio tecniche espressive, Gestione dei gruppi, LinkedIn per la ricerca di lavoro, in più riceverai, per il tuo studio individuale, anche il corso a distanza Come formarsi e lavorare nell’orientamento.
  • una fase certificativa, dove sosterrai un esame che ti permetterà di conseguire l’Attestato di competenza della Regione Lombardia per il profilo professionale di Orientatore.

Puoi partecipare a entrambe le fasi del Master se hai almeno 300 ore di esperienza retribuita nell’ambito di orientamento e/o politiche attive e/o gestione del personale. Se non hai esperienza ma hai una laurea in ambito psicologico, educativo, sociologico, economico, giuridico puoi partecipare alla sola fase formativa, ottenendo un attestato di partecipazione finale.

Crediti formativi: se hai almeno 600 ore di attività retribuita puoi scegliere di partecipare alla sola fase di certificazione. Se hai già seguito altre attività formative sull’orientamento puoi scegliere di seguire solo le lezioni che ti interessano. La riduzione del percorso comporta una riduzione del costo del Master.

L’ATTESTATO DI COMPETENZA

l’Attestato di competenza della Regione Lombardia è un documento ufficiale che prova la tua professionalità e che può essere considerato, anche fuori dalla Lombardia, se partecipi a concorsi pubblici per il profilo di Orientatore o se cerchi lavoro come Orientatore.

IL CORPO DOCENTE

L’attività di formazione sarà svolta da Leonardo Evangelista, uno psicologo del lavoro specializzato nella formazione di operatori di orientamento, gestore del sito www.orientamento.it. L’attività di certificazione sarà svolta da S.C. Formaprof, un’agenzia formativa di Milano accreditata con la Regione Lombardia per i servizi di formazione e orientamento.

IL CALENDARIO

Il Master si terrà via webinar in orario 9-13 e 14-17 (7 ore totali, per un totale di 63 ore di formazione + 7 di certificazione). Il programma e le date del Master in Orientamento degli adulti sono le seguenti:

giornata Data
1 Sabato 23 gennaio 2021 Metodi e strumenti per la consulenza per la ricerca di lavoro
2 Sabato 30 gennaio 2021 La consulenza per la scelta della professione obiettivo e Il bilancio di competenze
3 Sabato 13 febbraio 2021 La gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling e coaching
4 Sabato 20 febbraio 2021 Project work: il bilancio di competenze per la consulenza di carriera
5 Sabato 27 febbraio 2021 Project work: il bilancio di competenze per la consulenza di carriera
6 Sabato 13 marzo 2021 (solo 4 ore in orario 9-13) Preparazione per la procedura di certificazione (solo per chi partecipa all’esame di certificazione)
7 20 marzo 2021 L’uso delle tecniche espressive (disegni, foto, testi) per la consulenza di orientamento
8 27 marzo 2021 La gestione di corsi di orientamento
9 10 aprile 2021 Il quadro normativo relativo alle politiche attive / Analisi di casi
10 17 aprile 2021 Analisi di casi
11 data da definire Esame di certificazione scritto in presenza a Milano. Eventuale orale a distanza due giorni nel caso in cui non hai superato pienamente la prova scritta

 

MODALITA’ DIDATTICHE E MATERIALI DIDATTICI

L’attività formativa sarà basata principalmente su metodologie attive: simulazioni, analisi di casi, altre esercitazioni in piccolo gruppo. Se sarai assente a qualcuno degli incontri potrai seguire una sintesi video registrata. Come project work realizzerai un bilancio di competenze di un altro partecipante utilizzando un set di schede sviluppate per la consulenza di carriera.

I materiali didattici sono composti da schede da utilizzare nelle attività con i tuoi utenti (persone in cerca di lavoro o in ricollocazione professionale) più istruzioni molto dettagliate per il loro utilizzo, più un Manuale sulla consulenza di orientamento, per un totale, per chi segue tutto il percorso formativo, di circa 400 pagine.

Dei materiali didattici fanno parte:

  • due percorsi di bilancio di competenze individuale, uno per utenti con professionalità e/o livello culturale medio basso e l’altro per utenti con buona professionalità e/o livello culturale
  • un percorso di bilancio di competenze da svolgere in gruppo
  • un set di schede da utilizzare per la consulenza individuale sulla ricerca di lavoro
  • un percorso sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro da svolgere in gruppo
  • un fascicolo con 40 attività espressive per la ricostruzione del percorso formativo e professionale, l’autoanalisi delle proprie capacità e aspirazioni, la definizione di obiettivo e piano d’azione, l contrasto alla demoralizzazione

MODALITÀ DI ISCRIZIONE E INFORMAZIONI

Il costo di partecipazione al Master in Orientamento degli adulti è di 1.360 €. Se ti iscrivi entro il 20 novembre puoi pagare la quota ridotta di 1.160 € da versare: 200 € al momento dell’iscrizione; 600 € due settimane prima l’avvio del corso, il saldo (360 € con la quota scontata) entro il 5 marzo 2020. Le iscrizioni si chiudono il 15 gennaio 2021.

Per informazioni sulla fase formativa è possibile rivolgersi a Leonardo Evangelista l.evangelista@orientamento.it.

Per informazioni sulla fase certificativa è possibile rivolgersi a Concetta Tripodi c.tripodi@scformaprof.it.

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Come inserire la formazione fatta con me nella sezione Licenze e certificazioni di LinkedIn

Una delle sezioni del tuo profilo di LinkedIn è relativa a Licenze e certificazioni. Ci arrivi cliccando su Aggiungi sezione al profilo (per farti vedere gli esempi utilizzo il mio profilo LinkedIn)

Cliccando sul segno + appare un form dove puoi inserire i dati relativi alla formazione fatta con me.

Cosa scrivere 

Se hai seguito i miei corsi indicati qui sotto (per i corsi a distanza, mi hai inviato i file con gli esercizi svolti e hai ottenuto l’attestato di partecipazione) sei abilitato all’uso dei materiali distribuiti nei corsi. I corsi che ti permettono di avere un’abilitazione sono questi:

In questo caso il form va compilato in questo modo (ti mostro il caso in cui hai frequentato Cassetta degli attrezzi, e sei stato abilitato all’utilizzo dei miei materiali sia per lo svolgimento di Bilanci di competenze che Consulenza su ricerca di lavoro):

Questo è il risultato finale sul tuo profilo:

Se hai partecipato ai Laboratori

  • Laboratorio sul Bilancio di Competenze per la Consulenza di Carriera in aula o a distanza
  • Laboratorio sulle tecniche espressive per l’orientamento e il career coaching in aula o a distanza

e successivamente mi hai inviato due Bilanci realizzati o hai condotto almeno un gruppo sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro allora sei accreditato allo svolgimento di Bilanci di competenze o alla conduzione di gruppi sulle tecniche di ricerca di lavoro. In questo caso il form va compilato in questo modo (ti mostro l’esempio relativo al Bilancio):

Questo è il risultato finale sul tuo profilo:

 

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Manuale sull’orientamento di persone adulte ad uso di navigator e neo-orientatori

Il Manuale (ISBN 979-12-200-6102-5) è in formato e-book (150 pagine) e riprende, aggiorna e sistematizza una serie di articoli contenuti sul mio sito. Il Manuale descrive:

  • le caratteristiche dell’orientamento,
  • i principali servizi,
  • le competenze richieste agli operatori,
  • le principali problematiche della consulenza orientativa e le loro modalità di soluzione.

Contiene inoltre la descrizione di una serie di casi di consulenza orientativa e un glossario di 150 termini usati nell’orientamento e nelle politiche attive del lavoro.

Sezioni specifiche sono dedicate alla gestione del colloquio di orientamento, alle scelte professionali, al bilancio di competenze, alla consulenza a persone in cerca di lavoro, alla mia offerta formativa.

Il Manuale è frutto dei miei oltre 20 anni di esperienza nel settore come operatore e formatore.

Puoi acquistare il Manuale su Amazon, oppure lo puoi ottenere gratis partecipando a uno qualunque dei miei corsi in aula e a distanza.

Circa ogni 6 mesi faccio anche una distribuzione gratuita di qualche giorno, per essere informato ti consiglio di collegarti con me su LinkedIn e di iscriverti alla mia newsletter.

 

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Lettera a una Navigator: Ambasciator non porta pena

Buongiorno Sandra, ho letto con un po’ di sorpresa il suo messaggio, dove mi rimprovera di pubblicare su LinkedIn post ‘distruttivi’ che ‘demoliscono i Navigator’, e di essere prevenuto nei confronti del reddito di cittadinanza.

Tutte le mattine, per una mezz’ora prima di iniziare a lavorare scorro i titoli dei giornali. Linco su LinkedIn le notizie che mi interessano, pensando di fare una cosa utile a chi come me lavora nel settore delle politiche attive. Non è colpa mia se finora le notizie pubblicate su reddito di cittadinanza e Navigator sono quasi esclusivamente negative. Come avrà visto, io mi limito a lincare articoli di giornale. Dunque dovrebbe rivolgere la sua disapprovazione non a me, ma ai vari giornali (fra gli altri Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, Messaggero) che le pubblicano, e eventualmente a chi per stupidità, imperizia o calcoli elettorali ha inviato 3.000 persone allo sbaraglio. Come si dice: Ambasciator non porta pena. Quando inizieranno a essere pubblicate notizie positive (spero molto presto), lincherò anche quelle.

Relativamente al reddito di cittadinanza, l’obiettivo del mio lavoro è da tanti anni quello che adesso è anche il suo: aiutare persone disoccupate a ricollocarsi, ed è per questo che ancora oggi sono impegnato nell’insegnamento di tecniche operative efficaci (per lo svolgimento di colloqui, di bilanci di competenze, della consulenza a persone in cerca di lavoro, etc.). Per lo stesso motivo parlo positivamente delle politiche attive efficaci e critico quelle che mi sembrano fallate. La forza politica che propone ciascuna misura mi interessa relativamente.

 

 

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Arriva l’orgoglio navigator!

Una nostra Collega Navigator scrive oggi su Linkedin

Un fenomeno nuovo e per certi versi inaspettato (ma comprensibilissimo utilizzando gli insegnamenti della psicologia sociale) è l’ORGOGLIO NAVIGATOR emerso nell’ultimo mese, di cui anche questo post è espressione.

Va anche bene (sicuramente è meglio essere orgogliosi che depressi), eccetto quando l’orgoglio navigator porta a negare fatti difficilmente confutabili quali i gravi limiti del dispositivo del reddito di cittadinanza, gli enormi ritardi nella sua implementazione, l’inadeguatezza della procedura di selezione dei navigator, la superficialità della loro formazione iniziale (su quest’ultimo punto mi ha scritto una mia collega a cui la sua direzione dei servizi per il lavoro ha chiesto di organizzare una formazione aggiuntiva).

Al di là di tutti i limiti iniziali, anche i navigator impareranno il mestiere, come abbiamo imparato tutti, perciò benvenuti/e e avanti.

 

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Supervisione sulla consulenza di orientamento: quali aspetti considerare

Due giorni fa ero impegnato nella formazione di operatrici di una Agenzia per il lavoro e una di esse nel giro finale di valutazione ha segnalato l’esigenza di un confronto con le colleghe sui casi di difficile gestione.

Questa richiesta introduce il tema della supervisione, che può essere monocratica e verticistica (un esperto che commenta i casi che vengono presentati) oppure, come nella richiesta dell’operatrice, democratica e distribuita (colleghi esperti che si scambiano a vicenda suggerimenti).

Ma su quali aspetti è possibile focalizzarsi nella supervisione? Ne elenco quattro.

1. Emozioni e atteggiamenti provocati dagli utenti

Il primo possibile tema sono le emozioni e gli atteggiamenti (a seconda dei casi può trattarsi di rabbia, antipatia, indifferenza, disimpegno, atteggiamento persecutorio, simpatia, etc.) che lo specifico utente o caso provoca nell’operatore e che possono interferire con l’efficacia dell’intervento.
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Questa serie di reazioni richiama un po’ quello che In ambito terapeutico, nell’approccio psicoanalitico, viene indicato col termine ‘controtransfert’.

L’emergere di emozioni e atteggiamenti potenti nell’operatore è abbastanza raro nella consulenza di orientamento, perché la consulenza viene condotta con un solo o con pochi incontri, e solo di rado capitano utenti con emozioni o storie di vita da cui l’operatore si trova (suo malgrado) emotivamente coinvolto.

L’operatore è in genere cosciente delle emozioni e degli atteggiamenti provocati dai propri utenti e può così condividerli senza difficoltà coi colleghi durante sedute di supervisione.

2. La correttezza dell’analisi di capacità e aspirazioni, dell’obiettivo e del piano d’azione degli utenti

Un secondo possibile tema di supervisione può essere la correttezza dell’analisi svolta sulle caratteristiche dell’utente, del suo obiettivo professionale e/o sull’efficacia del piano d’azione messo a punto.

Perché sia possibile l’analisi da parte dei supervisori è necessario che l’utente abbia prodotto dei materiali (ad esempio le schede di bilancio di competenze, che riportano le varie caratteristiche personali emerse), oppure che i colloqui siano registrati. In realtà la registrazione dei colloqui, per motivi vari, è pressoché impossibile, e nella gran parte dei colloqui la valutazione delle caratteristiche dell’utente viene effettuata solo con una serie di domande, senza utilizzare materiali strutturati.

Senza registrazione o materiali prodotti dall’utente la descrizione delle sue caratteristiche è affidata al ricordo dell’operatore, e il resoconto fatto ai supervisori rischia di essere generico e così inadatto per una supervisione incisiva. Lo stesso vale per la valutazione della correttezza dell’obiettivo professionale e del piano d’azione, se l’analisi è basata solo sui ricordi dell’operatore.

L’operatore, per la ricostruzione del caso, può utilizzare gli appunti che ha preso durante i colloqui con l’utente, ma si tratta spesso di appunti presi in maniera rapida durante il colloquio, e così poco approfonditi.

Un elemento ulteriore di difficoltà nella valutazione del piano d’azione è che i supervisori devono conoscere tutte le misure di politica attiva che l’operatore avrebbero potuto assegnare, cosa non scontata se i colleghi lavorano in altre regioni o su progetti che prevedono misure di politica attiva specifiche.

Quelli che possono avere un beneficio maggiore dalla supervisione sugli aspetti descritti in questo capitolo  secondo me sono gli operatori junior. Per loro una discussione sulle misure di politica attiva contenute nel piano d’azione può essere produttiva anche se caratteristiche personali e obiettivo sono descritti in maniera generica. L’ancoraggio all’utente specifico però diventa aleatorio e l’esercizio diventa una sorta di case study ipotetico: ‘Ammettiamo che un utente abbia queste caratteristiche’ (senza registrazione o schede non è detto che l’utente specifico di cui stiamo parlando le abbia davvero) ‘Quale potrebbe essere l’obiettivo professionale? E quale il piano d’azione?

3. Le modalità di conduzione del colloquio con gli utenti

Un terzo tema di supervisione è la modalità di conduzione del colloquio, cioè un’analisi delle modalità comunicative utilizzate dal consulente. Sappiamo che le modalità comunicative sono fondamentali per la riuscita degli interventi di consulenza di orientamento. Da un punto di vista tecnico le caratteristiche personali possono essere state analizzate correttamente, l’obiettivo può essere corretto e il piano d’azione efficace, tuttavia se l’operatore non è in grado di ‘agganciare’ l’utente con una gestione del colloquio accogliente e motivante c’è il rischio elevato che l’utente non faccia le cose previste nel piano d’azione e perciò l’efficacia finale dell’intervento risultare scarsa.

La valutazione delle modalità di conduzione del colloquio ne richiederebbe la registrazione, che in genere è impossibile. Un’alternativa è utilizzare liste di autocontrollo con domande del tipo: ‘Hai fatto domande aperte? Hai usato riformulazioni?’ Etc.

Purtroppo la qualità dei dati raccolti con le liste di autocontrollo è scarsa, perché l’impressione che l’operatore ha delle proprie modalità di conduzione del colloquio potrebbe non essere realistica. Inoltre l’uso delle liste richiede che l’operatore utilizzi la scheda di autoanalisi ad ogni colloquio (o ad ogni colloquio su cui desidera supervisione), cosa anche questa non sempre agevole.

4. Implementazione di nuove metodologie o procedure

Un quarto tema di supervisione è sulle modalità di svolgimento di particolari procedure. Ad esempio un collega esperto può farsi spiegare da un collega junior come questi svolge un bilancio di competenze utilizzando un set di schede predefinito, farsi spiegare o individuare quali sono i punti di difficoltà e dargli consigli di miglioramento. Questa è un tipo di supervisione relativamente semplice da svolgere perché i contenuti da supervisionare sono in genere disponibili al collega junior e possono essere condivisi agevolmente col collega senior. L’unica eccezione è se il collega junior non è cosciente (e dunque non è in grado di comunicare al senior) scostamenti dalla procedura ottimale prescritta, o quando i risultati insoddisfacenti sono dovuti a errata valutazione delle caratteristiche personali dell’utente (caso 2 sopra) o a errata conduzione del colloquio (caso 3 sopra).

La supervisione nella consulenza di orientamento: una esigenza spesso difficile da soddisfare

In sintesi, la necessità degli operatori di avere un feedback sulle proprie modalità di svolgimento della consulenza di orientamento è giustificata e legittima, ma l’ottenimento di un feedback dettagliato ed efficace in alcuni è di difficile realizzazione. L’aspetto più difficile su cui avere una supervisione efficace è il terzo, e poi a seguire il secondo. Paradossalmente gli aspetti su cui è più facile ottenere un feedback approfondito (emozioni e atteggiamenti provocati dagli utenti e messa in opera di procedure) interessano meno agli operatori o interessano soprattutto ai junior.

Comunque, vale la pena di provare, spero di essere smentito.

Hai osservazioni sul tema di questo articolo? Hai un’esperienza da raccontare? Scrivimi pure all’indirizzo  l.evangelista chiocciolina orientamento.it

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I navigator non lavoreranno direttamente né con i disoccupati né con le imprese

Inizialmente il termine navigator è stato utilizzato per indicare quelli che l’articolo 9 comma 3 del decreto sul reddito di cittadinanza  chiama tutor e che sono incaricati di assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca intensiva di lavoro. Inizialmente il Governo prevedeva di farne assumere 6.000 dalla controllata ANPAL Servizi e di mandarli a lavorare nei centri per l’impiego.

Dunque in questa fase il termine navigator era un sinonimo, usato perlopiù da giornalisti e politici, per indicare quelle figure che nei centri per l’impiego sono chiamate operatori di orientamento e nelle agenzie per il lavoro addetti alle politiche attive del lavoro,

Successivamente, a seguito della trattativa fra il Ministro del Lavoro e il coordinamento delle Regioni, è stato concordato che ANPAL assumerà solo 3.000 persone e che gli assunti ANPAL non svolgeranno attività né con disoccupati né con le imprese.

Dunque il termine navigator viene adesso ad assumere un significato più preciso ed esclusivo: il termine indica solamente il personale assunto dal Ministero del lavoro tramite ANPAL Servizi per supportare i centri per l’impiego nell’assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Supportare in che modo?

Le mansioni dei navigator sono indicate all’articolo 2 dell’avviso per la loro assunzione. Dopo una iniziale affermazione di principio, nello specifico le mansioni indicate sono le seguenti:

  1. supporta gli operatori dei CPI nella definizione e qualificazione del piano personalizzato previsto dalla norma;
  2. svolge una funzione di assistenza tecnica agli operatori dei CPI impiegati nel supporto ai beneficiari del Reddito di cittadinanza nel percorso di inclusione socio‐lavorativa improntato alla reciproca responsabilità per garantire che il beneficiario porti a termine con successo il programma e raggiunga la propria autonomia;
  3. supporta i CPI nel raccordo con i servizi erogati dai diversi attori del mercato del lavoro a livello locale o regionale in relazione alle esigenze dei beneficiari, valorizzando tutte le opportunità offerte dai servizi nel territorio ‐ a partire dalle esigenze espresse dalle imprese e dalle opportunità offerte dal sistema di istruzione e formazione ‐ per permettere ai beneficiari di individuare e superare gli ostacoli che incontrano nel percorso verso la realizzazione professionale, l’autonomia economica e la piena integrazione sociale nella
    propria comunità;
  4. collabora con gli operatori dei CPI al fine di garantire la realizzazione delle diverse fasi.

Colpisce la genericità delle mansioni indicate. Come si può vedere, non sembra previsto il contatto diretto coi disoccupati. E ugualmente non sembrano previsti contatti diretti con le imprese; l’espressione gli ‘attori del mercato del lavoro’ che erogano ‘servizi’ esclude le imprese e si riferisce invece a nostro avviso ai soggetti pubblici e privati che fanno parte della rete dei servizi per il lavoro: agenzie formative, comuni, agenzie per il lavoro.

Sui social media vedo in questi giorni molte discussioni sul fatto se i navigator avranno o no competenze sufficienti per supportare direttamente i disoccupati, ma in realtà questa mansione non è prevista.

L’assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza sarà svolta dal personale ordinario dei centri per l’impiego, di cui è previsto il raddoppio (dagli attuali circa 5.000 a 11.000) grazie ad assunzioni fatte direttamente per concorso pubblico dalle singole regioni.

Poiché, almeno nella fase iniziale (per il futuro non si può mai dire) i navigator non lavoreranno direttamente né con disoccupati né con imprese, come passeranno il tempo? La mia impressione è che avranno poco da fare. Ma allora perché assumerne 3.000?

Una mia collega mi ha scritto che una volta i Governi, per accrescere il consenso, assumevano postini, oggi, visto che la corrispondenza su carta si è ridotta, assumono navigator.

 

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NUOVO: abilitazione, accreditamento e certificazione per gli operatori che partecipano ai miei corsi

Da oggi gli operatori che frequentano i miei corsi possono ottenere 3 diversi tipi di riconoscimento. Possono fare richiesta anche gli operatori che hanno frequentato i miei corsi a partire dal 2016 compreso.

Maggiori informazioni sono a questo articolo.

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Come aumentare il tuo valore su LinkedIn grazie alla mia formazione

Qualche giorno fa il responsabile di un’agenzia formativa mi ha contattato via LinkedIn chiedendomi se potevo segnalargli  operatori di orientamento che si erano formati con me residenti nella sua zona.

Valorizzare i miei corsisti, creare per loro occasioni di lavoro, aiutarli a fare rete è una delle mie priorità, ma anche i miei corsisti possono aiutarsi. Il ritorno dell’investimento di tempo e soldi fatto per partecipare ai miei corsi può essere maggiore con i semplici accorgimenti spiegati qui di seguito.

Se anche tu hai seguito una delle mie formazioni (a Milano o in altre sedi, anche nel caso che la formazione sia stata richiesta dal tuo datore di lavoro o sia avvenuta molti anni fa) il modo più semplice per farlo sapere su LinkedIn è inserire la formazione con me nella sezione ‘Formazione’.

Ti spiego come si fa:

  1. Nel tuo profilo LinkedIn apri il box per inserire una nuova esperienza formativa

2. Nel box, digita Leonardo Evangelista Formazione, poi scrivi il tipo di corso che hai frequentato e l’anno

 

3. Inserisci una descrizione del tema generale del corso e del corso specifico

 

4. inserisci il link al corso che hai frequentato, seleziona ‘Condividi’ e premi invio

 

A questo punto il tuo profilo indicherà l’esperienza formativa con me. Scrivimi pure se incontri difficoltà.

Collegamento con me su LinkedIn

Se ancora non l’hai fatto, non dimenticare di collegarti con me su LinkedIn. Questa è la mia pagina personale.

Inoltre sempre su LinkedIn ti puoi iscrivere a questi due gruppi:

Se invece utilizzi Facebook:

Registrati sul mio sito www.consulentidicarriera.it

Su www.consulentidicarriera.it ognuno dei miei corsisti può inserire il proprio profilo, una propria foto, una descrizione delle proprie attività, i propri riferimenti di contatto, l’indicazione se è disponibile per svolgere consulenza di orientamento a distanza o in studio. L’iscrizione, che avviene da questa pagina, richiede pochi minuti ed è gratuita.

Il sito è linkato da un link collocato in ottima posizione nella home page di www.orientamento.it

Certificazione di operatori di orientamento

Sempre per rispondere ai desideri di riconoscimento dei miei corsisti, ho messo a punto un sistema di certificazione delle competenze degli operatori che utilizzano il mio approccio e i miei materiali. Ne darò notizia la prossima settimana.

 

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L’orientamento e la Cometa di Halley

Dicevo sabato scorso ai partecipanti al seminario Come formarsi e lavorare nell’orientamento che le oltre 10.000 assunzioni previste dalle Regioni (più le 3.000 da parte di ANPAL Servizi) e il previsto Piano di potenziamento dei Centri per l’impiego sono un evento eccezionale, al pari del passaggio della Cometa di Halley.

Un evento della stessa importanza negli ultimi 50 anni si è verificato solo un’altra volta, a fine degli anni ’90, quando i vecchi uffici di collocamento furono trasformati nei centri per l’impiego, con l’obbligo di fornire attività di orientamento a tutte le persone in cerca di lavoro e la risultante diffusione delle figure del consulente di orientamento e dell’addetto alle politiche attive.

Da fine anni ’90 l’orientamento è forse la principale attività dei centri per l’impiego, e in molte regioni viene anche erogato in convenzione da soggetti privati quali Agenzie per il lavoro e Agenzie formative accreditate per i servizi di orientamento.

Ogni giorno migliaia di disoccupati si rivolgono ai consulenti di orientamento / addetti politiche attive che lavorano all’interno dei centri per l’impiego, delle Agenzie per il lavoro e delle agenzie formative per chiedere supporto su come scegliere un obiettivo professionale, migliorare la propria impiegabilità o rendere più efficace la propria ricerca di lavoro.

Nei Centri per l’impiego la soddisfazione per questo servizio è elevata, contrariamente a quella per l’incontro domanda e offerta di lavoro su cui i Centri per l’impiego faticano a ritagliarsi una quota di mercato significativa.

Le 10.000 assunzioni da parte delle Regioni permetteranno di ridurre il numero di disoccupati in carico a ogni operatore dei Centri per l’impiego (in alcuni Centri ogni operatore ha fino a 300 disoccupati in carico) con un netto miglioramento del servizio. Grazie alle nuove assunzioni ogni operatore di orientamento potrà seguire ogni disoccupato in modo molto più puntuale, mentre adesso l’accompagnamento personalizzato in genere non è possibile.

Ovviamente le assunzioni e le nuove attrezzature non basteranno per ridurre la disoccupazione in modo significativo. Ai miei corsisti spiego che l’orientamento è un ingranaggio di un macchinario (quello delle politiche attive) fatto di vari altri ingranaggi (ad esempio la formazione professionale, la possibilità di attivare tirocini, la possibilità di concedere borse lavoro, etc.) e che produce risultati quando anche tutti gli altri ingranaggi girano e le imprese sono incoraggiate ad assumere personale. L’attuale piano di assunzioni straordinario nei Centri per l’impiego, se manca il potenziamento delle altre misure di politica attiva e non si facilitano le assunzioni da parte delle imprese rischia di ridursi a uno spreco di risorse: se nel mulino che gira non si butta grano (posti di lavoro) dalla macina esce solo polvere.

Le previste 10.000 assunzioni da parte delle Regioni (e le 3.000 previste da ANPAL Servizi) avranno anche un impatto eccezionale sulle opportunità di lavoro nel settore.  Sono decenni che nella pubblica amministrazione non si vedeva un piano di assunzioni di queste dimensioni. Le opportunità occupazionali sono ottime anche per chi non ha i requisiti, non supererà i concorsi pubblici o non vuole diventare un dipendente pubblico: immagino che le Regioni preferiranno assumere persone che abbiano già esperienza, vale a dire persone che adesso lavorano nel settore privato presso Agenzie per il lavoro e Agenzie formative accreditate. Se, ammettiamo, 7.000 dei 10.000 nuovi assunti dalle Regioni proverranno dal settore privato, si scatenerà la caccia al consulente di orientamento / addetto alle politiche attive del lavoro anche nel privato.

Dunque, cosa aspetti a iniziare a formarti o, se già lavori nel settore, a migliorare le tue competenze?

Tutti i miei corsi di formazione, in aula e a distanza, sono accessibili da questa pagina.

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