Qual è il titolo migliore per lavorare nell’orientamento?

orientamento scelta scolastica

Periodicamente qualche operatore o persona interessata mi scrive chiedendomi  qual è il titolo migliore per lavorare nell’orientamento. La domanda si riferisce non tanto a come acquisire le conoscenze e capacità per lavorare nel settore, ma piuttosto  se c’è e quale sia nel caso un titolo abilitante.

 

Ad esempio se, dopo una laurea, convenga frequentare un master universitario relativo all’orientamento, oppure corsi di specializzazione universitari relativi all’orientamento, oppure corsi non universitari quali ad esempio master non universitari, corsi di qualifica o generici corsi di formazione che non rilasciano una qualifica.

 

Per quel che ne so in Italia non esiste ancora una normativa a livello nazionale relativa alle figure professionali dell’orientamento, perciò per chi lavora come libero professionista offrendo i suoi servigi a singole persone non esistono requisiti. Requisiti sono invece fissati dalle pubbliche amministrazioni che finanziano attività di orientamento, ma ogni pubblica amministrazione si regola come meglio crede. Qualche anno fa ho scritto una panoramica della situazione che ti invito a leggere.

 

Ieri  ero a Genova con Barbara Grillo e un gruppo di colleghi e mentre ascoltavo le loro esperienze formative e strategie professionali mi è venuto in mente che al momento la cosa migliore è forse prendersi una qualifica  regionale relativa all’orientamento. Ad esempio in Lombardia esistono le qualifiche regionali di Orientatore (vedi a p. 627) e Esperto inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (p.630). Nel medio-lungo periodo mi sembra ovvio che le Amministrazioni regionali chiederanno agli operatori che lavorano nei servizi di orientamento da loro finanziati la qualifica regionale; questo è quello che sta accadendo ad esempio in Emilia Romagna.

 

Fra l’altro, in quelle regioni dove funziona già il dispositivo per la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali (ad esempio Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia), la qualifica può essere presa semplicemente sostenendo un esame, senza necessità di frequentare un corso di formazione. Prendere una qualifica professionale è assai  più agevole ed economico che frequentare ad esempio un master universitario o un master non universitario, i cui costi superano il migliaio di euro (una delle consulenti presenti ci raccontava di un master non universitario del costo di oltre 4.000 €). Al costo va poi aggiunta la scomodità delle trasferte.

 

I dispositivi di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali valorizzano il saper fare e questo aumenta l’utilità, anche ai fini dell’ottenimento del ‘titolo’, di corsi molto operativi come sono i miei.  Inoltre, anche gli attestati rilasciati dai miei corsi possono essere inseriti nel portfolio presentato per l’accertamento di qualifica.

 

Dove trovare i profili professionali relativi all’orientamento? Questo sito li contiene tutti. A chi rivolgersi per la certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali?  Al centro per l’impiego o, meglio, all’assessorato regionale alla formazione professionale. Tutto il tema della certificazione delle competenze è spiegato in dettaglio sul mio sito, nella pagina che si apre scorri l’elenco degli articoli.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni e le informazioni in possesso dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)

Un recente articolo di Carlo Cottarelli (per un periodo commissario alla spending review nel Governo Letta e attualmente direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano) fornisce alcuni dati per confrontare il reddito di cittadinanza recentemente approvato in Italia con quello esistente in altri Paesi europei. Mancano dettagli sulla strutturazione finale del reddito di cittadinanza, Cottarelli prende perciò a riferimento la legge sul reddito di cittadinanza presentata dai 5 Stelle nel 2013. Cito dal documento di Cottarelli:

Nella proposta contenuta nel programma di governo, il reddito di cittadinanza spetterebbe a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni. La soglia di povertà viene individuata nel disegno di legge in un reddito di 780 euro mensili, indipendentemente dal livello della ricchezza (totale delle attività detenute). Chi percepisse un reddito inferiore riceverebbe dallo Stato un’integrazione fino al raggiungimento di tale soglia. In cambio, verrebbe richiesto una disponibilità ad accettare offerte di lavoro. 

In Italia un reddito minimo è stato introdotto nel 2017 con il nome di “reddito di inclusione” (REI); nel 2016 era stata introdotta una misura transitoria, il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA). Quello che differisce da paese a paese è la generosità delle regole che riguardano tale reddito minimo. Se il reddito di cittadinanza fosse introdotto nei termini finora considerati dai suoi proponenti sarebbe il più generoso in Europa in termini monetari e uno dei meno stringenti in termini di obblighi per il beneficiario.

La soglia individuata dal disegno di legge corrisponde a quella di povertà che era stata prevista per il 2014, così come definita da Eurostat, pari a 780 € mensili per una persona singola (con i dati 2016, questa si è alzata a 812 €). Nel disegno di legge si prevede che tutte le persone che percepiscono un reddito netto inferiore a tale soglia raggiungano attraverso un trasferimento dallo stato un reddito di 780 €. Quindi, se una persona dichiara un reddito di 400 €, altri 380 € gli verrebbero versati dallo Stato. Nel caso di un nucleo familiare composto da più di una persona, viene preso in considerazione il reddito percepito dalla famiglia in totale, diviso per il numero dei componenti della famiglia; se questo non raggiunge la soglia, viene integrato dallo Stato. Il reddito di cittadinanza non è poi sottoposto a tassazione.

In nessun paese UE esiste un trattamento simile. L’Italia sarebbe l’unico paese in cui il reddito garantito sarebbe uguale alla soglia di povertà. In tutti i Paesi europei è minore. Si noti che i principali paesi europei garantiscono un reddito molto più basso di quello del reddito di cittadinanza: circa 530 euro in Francia, circa 400 euro in Germania e meno di 400 nel Regno Unito.

Questa relativa generosità del reddito di cittadinanza proposto in Italia, oltre ad avere notevoli conseguenze di costo per le finanze pubbliche, ha dei riflessi anche sull’offerta di lavoro. Difatti, il rischio che una persona rimanga inattiva cresce al crescere del reddito ricevuto in assenza di lavoro. Inoltre, non parametrando l’importo del sussidio rispetto alla zona di residenza, il reddito di cittadinanza risulta più generoso per il Sud del paese dove il costo della vita è, secondo alcune stime, di circa il 16 per cento più basso che nel resto del paese. In termini di costo per le casse dello Stato, questo problema diventa ancor più rilevante se si osserva che la maggioranza dei percettori del reddito di cittadinanza risiederebbe nelle regioni meridionali.

Oltre a un livello di sussidio relativamente elevato, il rischio di un effetto perverso sull’offerta di lavoro proviene anche dal minore collegamento previsto in Italia tra il beneficio e la partecipazione in programmi di attivazione e/o accettazione dell’offerta di lavoro.

Tutti i paesi europei richiedono ai percettori di redditi minimi garantiti di essere disposti a lavorare e nella gran parte questo comporta l’obbligo di adesione e partecipazione a un programma di integrazione sociale e formazione lavorativa, che, se disatteso, comporta la perdita del reddito minimo.
In 10 paesi è obbligatorio accettare qualsiasi offerta di lavoro pena la perdita del beneficio, in 11 qualsiasi offerta appropriata, e in Francia si può rifiutare soltanto una offerta. Altri impongono l’obbligo di svolgere lavori socialmente utili nell’attesa di trovare un’occupazione (ad esempio Lussemburgo e Romania). Questo vuol dire che in 22 paesi è concesso di rifiutare al massimo una offerta di lavoro ritenuta appropriata, e almeno altri due richiedono di accettare obbligatoriamente di svolgere lavori di pubblica utilità durante il periodo di inattività.

In alcuni paesi si perde diritto al sussidio nel momento in cui il cittadino è scoperto svolgere attività in nero oppure il beneficiario si licenzia senza giustificazione (ad esempio in Ungheria). Inoltre, diversi paesi prevedono che i requisiti per accedere al reddito minimo siano rivisti periodicamente: questo implica che al termine del periodo per cui il sussidio è stato garantito, per rimanerne titolari i beneficiari devono dimostrare agli enti preposti (spesso gli stessi centri per l’impiego) che le condizioni reddituali e di ricchezza necessarie per averne diritto permangono.

Invece, il disegno di legge presentato alla Camera prevede come cause di decadenza dal beneficio il rifiuto della terza offerta di lavoro ritenuta congrua (o il fallimento volontario di tre colloqui di lavoro), o la recessione dal lavoro per due volte nell’arco dell’anno solare (il che vuol che una volta accettato un lavoro è concesso di potersi licenziare almeno una volta senza giustificazione non incorrendo nella perdita del beneficio). Quindi, il sistema risulterebbe molto meno stringente di altri omologhi europei.

Il nuovo redditto di cittadinanza richiede l’ampliamento e l’ulteriore miglioramento dei servizi per l’impiego. Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro. Secondo un articolo apparso oggi su Corriere della Sera Online:

[finora] non sono state minimamente coinvolte le agenzie per il lavoro, come Adecco, Manpower, Gi Group e Randstad e la stessa associazione di rappresentanza, Assolavoro, denuncia di non aver ancora incontrato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Formazione per operatori di orientamento

formazione orientamento

Per migliorare le tue competenze nel settore dell’orientamento puoi iscriverti  a uno dei miei corsi in aula o a distanza:

 

 

 

 

Maggiori informazioni alle pagine lincate.

Milano 4, 5, 6 Maggio 2018: edizione aggiuntiva del Corso La Cassetta degli Attrezzi per il Career coaching e l’Outplacement

 

corso orientamento

Poiché il corso Cassetta degli Attrezzi per il Career coaching e l’Outplacement previsto a Milano per i giorni 13, 14, 15 Aprile non ha più posti disponibili, ho previsto un’altra edizione a Milano per i giorni 4, 5, 6 Maggio 2018. I primi 10 iscritti pagheranno una quota di iscrizione ridotta di 320 € invece di 360 €, perciò se sei interessato/a iscriviti al più presto.

Per informazioni e iscrizioni vai a questa pagina.

Per informazioni puoi usare il modulo qui sotto.

 

 

La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

Il seminario, in 3 giornate, in orario 9,30-13 e 14-17,30 (21 ore d’aula), è tenuto da Leonardo Evangelista ed è dedicato agli strumenti di base per chi svolge attività di orientamento, career coaching e outplacement: la consulenza di orientamento con persone adulte in cerca di lavoro (1’ giornata), il bilancio di competenze con adulti (2’ giornata), la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling (3’ giornata). Il programma dettagliato di ogni giornata è accessibile a questa pagina (seminari 2, 3 e 5). La quota di iscrizione comprende anche un fascicolo di oltre 40 pagine contenenti schede da utilizzare nelle attività di orientamento con licenza d’uso e le istruzioni per utilizzarle.  Al momento sono previste edizioni a:

  • MILANO. Ottobre 2017: venerdì 20: la consulenza di orientamento con persone in cerca di lavoro, sabato 21: il bilancio di competenze con adulti, domenica 22: la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling. Il seminario si tiene in via Manzotti 10/A (zona viale Jenner, linea gialla della metro, 4 fermate da Stazione Centrale). Il costo di partecipazione è 360 € compresa IVA se dovuta. E’ possibile dormire presso la sede del seminario a 20 € a notte. E’ possibile partecipare anche a singole giornate, per informazioni chiedere al docente.

I posti sono limitati per questo suggerisco di iscriversi prima possibile. Tutti i seminari in questa pagina si tengono al raggiungimento di un numero minimo di iscritti, perciò prima di acquistare biglietti aerei o ferroviari è necessario richiedere conferma dell’effettivo svolgimento. Ai partecipanti ai seminari organizzati direttamente da Evangelista viene rilasciato un attestato di partecipazione a firma Leonardo Evangelista Formazione, scarica esempio attestato aula.

I materiali soggetti a copyright vengono distribuiti ai corsisti con un’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / career coaching / outplacement con i propri utenti. Le persone fisiche che desiderano ripartecipare a un seminario a cui hanno già partecipato possono iscriversi pagando la metà della quota di iscrizione. Per neolaureati e persone con scarsa esperienza nell’orientamento è consigliabile la lettura preliminare dei vari articoli del mio sito.

Effettua il pagamento: LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE, NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI

Per informazioni è possibile scrivermi utilizzando il modulo qui sotto, il mio cell si ottiene dalla sottrazione 5.384.640.194-2.000.000.000.

Formazione 2015 con Leonardo Evangelista

Settembre: regalati un corso di formazione in Orientamento o Europrogettazione

Per aprirti nuovi orizzonti o migliorare la tua professionalità puoi frequentare uno dei miei due corsi:

  • Corso operativo in Europrogettazione. Un gioiello, ci ho lavorato tutta l’estate. Il corso è fruibile in aula e a distanza e prevede la messa a punto di un progetto europeo da presentare su una prossima scadenza. In aula il corso si svolge a Milano in 3 sabati,  24 ottobre, 7 e 21 novembre 2015, in modo da dare tempo per la scrittura del progetto.

Informazioni e iscrizioni dalle pagine che parlano dei corsi.

Nuova pubblicazione: Buone pratiche nell’orientamento dei NEET a livello europeo

Pilot outreach and awareness raising activities on the Youth Guarantee have been developed by the European Commission in Finland, Latvia, Portugal and Romania, in close cooperation with national authorities. The goal is to encourage young people to register with their local Youth Guarantee providers. The concept, products and visuals from this pilot have been put at disposal of authorities in EU Member States who wish to use it further as an electronic toolkit, where information and source files can be foun

Sorgente: CIRCABC – Toolkit – Youth Guarantee: three steps to finding a job

Gruppi di autoaiuto fra persone in cerca di occupazione

Un’esperienza di gruppi di autoaiuto fra persone in cerca di occupazione

Accompagnare chi ha perso il lavoro significa anzitutto ascoltare e dare coraggio, anche con la propria testimonianza; un mondo delle politiche attive che nella corsa a proporre “azioni”, spesso scoordinate, sembra aver rimosso la cultura della presa in carico vera, che parte dalla relazione con chi in qualche modo vive un lutto; la schizofrenia di un sistema in cui i centri per l’impiego non hanno rapporti con le aziende. Intervista a Paola Fontana, Alida Franceschina, Sergio Bevilacqua

Paola Fontana, ex dipendente della sede di Pregnana Milanese di Agile-ex Eutelia, oggi è coordinatrice di un progetto sperimentale nell’ambito delle politiche attive del lavoro, che prevede la creazione di gruppi di auto aiuto tra persone senza occupazione. Alida Franceschina svolge attività di counseling individuale e di formazione collettiva, spe- cializzata nel sostegno alla ridefinizione di progetti professionali femminili. Sergio Bevilacqua, consulente di direzione, è esperto di cambiamento organizzativo, di gestione dei conflitti nelle organizzazioni e di politi- che attive del lavoro.

Oggi fai la “facilitatrice” in alcuni gruppi di auto aiuto per persone senza lavoro, dopo essere passata anche tu per la stessa esperienza. Puoi raccontare?

Paola. Ho avuto una vita lavorativa stabile, fin troppo, fino al 2010; laureata in lingue, nel 1986 avevo cominciato a lavorare in un’azienda che allora si chiamava Honey- well Bull, ditta di computer poi diventata multinazionale francese, nel sito di ricerca e sviluppo di Pregnana Milanese. Ho co- minciato facendo traduzioni e localizzazioni di software dall’inglese all’italiano, poi sono passata a scrivere documentazione tecnica, fino a diventare responsabile di questo gruppo fino al 2003. Rimasta a casa per un anno in maternità, quando sono rientrata ho cambiato funzioni, ho fatto un po’ di marketing, attività commerciale e supporto tecnico alla vendita. È stata una vita lavorativa bella, in cui ho investito molto, ci te- nevo al mio lavoro, fino a che, nel 2006, la casa madre ha deciso di vendere la filiale italiana alla famiglia Landi, proprietaria e fondatrice di Eutelia, che qualche mese pri- ma aveva acquisito anche la Getronics Ita- lia. Da lì è cambiato tutto: banalmente sia- mo passati da una multinazionale a un’azienda padronale; ci siamo subito resi conto che non erano interessati a questo business. All’inizio non abbiamo reagito, anche perché c’era veramente un clima di terrore, provvedimenti disciplinari, lettere di richiamo, rappresentanti sindacali licenziati…

Prosegui la lettura (link a sito esterno).

 

ConvegnoUNESCO a Firenze Giugno 2015

UNESCO Chair on Lifelong Guidance and Counseling Conference in Florence 2015 / Convegno UNESCO a Firenze Giugno 2015

How can career and life designing interventions contribute to a fair and sustainable development and to the implementation of decent work over the world?

June 4 – 6, 2015 (PROVISIONAL PROGRAM)

Thursday, 4 June, 2015
8.30 – 9.00 Registration
9.00 – 9.30 Opening ceremony
Alberto Tesi, Rector of the University of Florence
Fabio Lucidi, President of the Italian Association of Psychology (AIP)
Paolo Federighi, Director of the Department of Education and Psychology, University of Florence
9.30 – 9.50 Introduction to the conference – Annamaria Di Fabio (University of Florence) &
Jean Guichard (Head of the UNESCO Chair, University of Wroclaw, Poland and CNAM, Paris, France)
10.00 – 10.45 Plenary conference – UNESCO representative
10-45 – 11.15 Coffee break
11.15 – 12.00 Plenary conference – Naren Prasad, Development Economist, Research Department, International Labor Organization (ILO), Geneva (CH)
Decent work, education, career and lifelong learning
12.00 – 12.30 Discussion
12.30 – 14.00 Lunch
14.00 – 15.30 Workshops line A: Training for practitioners, implement research and build up tools for a fair
and sustainable human development
14.00 – 15.30 Workshops line B: Training for practitioners, implement research and build up tools to develop decent work all over the world
15.30 – 16.00 Coffee break
16.00 – 17.30 Workshops line A and line B (continue)
17.30 – 18.30 Roundtable

Friday, 5 June 2015
9.00 – 9.45 Plenary conference – David Blustein, Lynch School of Education, Boston College (USA)
Which career and life designing interventions to develop decent work in a fair and sustainable world economy?
9.45 – 10.45 Workshops line A and line B (continue)
10.45 – 11.15 Coffee break
11.15 – 13.00 Workshops line A and line B (continue and finish)
13.00 – 14.00 Lunch
14.00 – 16.30 Reporters’ symposium: reporters of each workshop present their syntheses + exchanges with the audience
16.30 – 17. 00 General conclusions & Announcement of the next conference UNESCO in Wroclaw
Violetta Podgórna (University of Wroclaw, Poland), & Jean Guichard (Head of the UNESCO Chair,
University of Wroclaw, Poland and CNAM, Paris, France)
17.00 – 18.00 Coffee & refreshment
Saturday, 6 June 2015
9.00 – 10.30 Meeting of the International Research Group on Relationships with work
10.30 – 11.00 Coffee break
11.00 – 12.30 Meeting of the Chair Council and Meeting of the Chair Council with the enlarged UNITWIN

Aula Magna Rettorato, P.zza San Marco 4
Department of Education and Psychology, Via Laura 48,
University of Florence, Italy

To register, contact Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy)
Email: adifabio@psico.unifi.it
Scarica il modulo di iscrizione UNESCO.Chair

Topic

Early in the 20th century, when social workers and theoreticians formed the profession of vocational guidance, they debated the ultimate purpose of guidance or its “finality.” Of course they all agreed that the proximate goal was to help people find matching occupations or professions. But: what of the ultimate goal? Some professionals thought the ultimate goal was to contribute to the efficiency of an industrial economy. Nevertheless, most commentators concluded that the ultimate goal of vocational guidance was to contribute to the Progressive Movement in building societies that were both wealthier and more socially fair, not just efficient.
Vocational guidance has evolved during the 20th century in connection with the transformation of the work organizations and of the scientific approaches to human subjects. It now supports individuals who – as they work in flexible organizations and live in increasingly liquid societies – must think about designing their work paths and lives rather than just matching people to work functions or positions. But has its ultimate goal remained true to its Progressive goal? It is now critical that the profession revisits and further articulates the ultimate goal of career counselling. Do career interventions still pursue the finality of improving the common good of humanity? If so, how can career and life designing interventions contribute to the development of decent work in a sustainable and fair world economy? If the ultimate goal of life and career designing remains true to its roots, we must reaffirm its importance and advocate for its social value.

Organization

Several workshops will be held in parallel. Participants in these workshops will have three occasions throughout the conference to work together on one of the following topics:
o A. “Training for practitioners, implement research and build up tools for a fair and sustainable human development”;
o B. “Training for practitioners, implement research and build up tools to develop decent work all over the world”.
A moderator leads each workshop that includes also a reporter. The latter presents a summary of the works in the final session of the conference.
During these workshops, some participants may provide some short presentations contributing to the debate of the group.

………………………………………….

President of the UNESCO Chair Conference in Florence 2015: Jean Guichard (Head of the UNESCO CHAIR University of Wroclaw, Poland & CNAM, Paris, France) and Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy)
Scientific Committee: Gabriela Aisenson (University of Buenos-Aires, Argentina), Jean-Luc Bernaud (INETOP-CNAM, France), David Blustein (Lynch School, Boston College, USA), Valérie Cohen-Scali (Conservatoire National des Arts et Métiers, Paris, France), Jean Pierre Dauwalder (University of Lausanne, Switzerland), Christine Delory-Momberger (University Paris 13 Sorbonne Paris Cité, France), Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy), Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Maria Eduarda Duarte (Faculty of Psychology, University of Lisbon, Portugal), Geneviève Fournier (Centre de recherche et d’intervention sur l’éducation et la vie au travail – CRIEVAT, Université Laval, Québec, Canada), Paul Hartung (Northeast Ohio Medical University, USA), Christian Heslon (Catholic University of the West, Angers, France), Maureen Kenny (Dean of Lynch School, Boston College, USA), Jacobus Gideon (Kobus) Maree (University of Pretoria, South Africa), Mary McMahon (Queensland University of Technology, Australia), Issa Moumoula (University of Koudougou, Burkina Faso), Marek Podgórny (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Jacques Pouyaud (University of Bordeaux, France), Marcelo Ribeiro (University of San Paulo, Brazil), Mary Sue Richardson (New York University, USA), Jérôme Rossier (Institute of Psychology, University of Lausanne, Switzerland), Mark Savickas (Northeastern Ohio Medical University, USA), Guðbjörg Vilhjálmsdóttir (University of Iceland, Iceland), Richard Young (University of British Columbia, USA).
Presidents of the Organizing Committee: Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy) and Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland)
Organizing Committee: Ornella Bucci (University of Florence, Italy), Valérie Cohen-Scali (Conservatoire National des Arts et Métiers, Paris, France), Jean Pierre Dauwalder (University of Lausanne, Switzerland), Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Paolo Federighi (University of Florence, Italy), Giovanni Marocci (University of Florence, Italy), Letizia Palazzeschi (University of Florence, Italy), Marek Podgórny (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Jacques Pouyaud (University of Bordeaux, France).

COSA NON FA FUNZIONARE GARANZIA GIOVANI | WORK MAGAZINE

COSA NON FA FUNZIONARE GARANZIA GIOVANI

E’ evidente che qualcosa non funziona nel programma Garanzia giovani. I dati di monitoraggio chiariscono come un sistema che non ha servizi pubblici per il lavoro efficaci e funzionali e con servizi privati presenti in poche regioni e poco specializzati per l’accompagnamento al lavoro non riesce a gestire l’attivazione al lavoro. Servono al più presto interventi di riforma che cambino un modello che non ha funzionato e non può funzionare né sui giovani né sui disoccupati.

continua a leggere COSA NON FA FUNZIONARE GARANZIA GIOVANI | WORK MAGAZINE.