Seminario sull’orientamento dei migranti adulti

Cos’è e a chi è rivolto

Negli ultimi anni molti orientatori hanno iniziato a svolgere attività di orientamento con migranti, ma le varie esperienze sono rimaste in genere isolate e mancano ancora modelli ottimali di intervento condivisi.

Grazie a questo seminario potrai condividere la tua esperienza di orientamento con migranti (di età dai 19 anni in su, provenienti da Africa o Asia) con altri operatori esperti e in questo modo migliorare la tua operatività.

Il numero massimo di partecipanti è 25; il seminario è rivolto innanzitutto a operatori con precedente esperienza nell’orientamento di migranti. Uno degli obiettivi è creare una comunità di pratica fra operatori che continui anche dopo il seminario a cooperare scambiandosi esperienze e indicazioni.

Al seminario sono ammessi anche un massimo di 8 operatori senza esperienza con migranti che vogliono approfondire le sfide e le modalità operative ottimali nell’orientamento con questo target group.

Il programma della giornata

La giornata è organizzata in questo modo:

  • 9,30-10: PRESENTAZIONE dei partecipanti e della giornata
  • 10-12: GRIGLIA DI ANALISI: i partecipanti lavorano in piccoli gruppi e poi in plenaria per mettere a punto una Griglia che spiega le caratteristiche e le difficoltà di lavoro con questa utenza, secondo un modello di questo tipo
  • 12-15: LINEA GUIDA: i partecipanti lavorano in piccoli gruppi e in plenaria per mettere a punto a punto una Linea Guida per l’orientamento con migranti adulti. La Linea Guida elencherà, in forma sintetica (massimo due pagine), gli obiettivi, le difficoltà e le soluzioni per un orientamento efficace con questo target group
  • 15-16,30: SCAMBIO DI STRUMENTI E BUONE PRATICHE: presentazione in piccoli gruppi e in plenaria di unità didattiche e strumenti utilizzati o messi a punto dai partecipanti per l’orientamento dei migranti adulti
  • 16,30-17: COMUNITA’ DI PRATICA: presentazione del gruppo LinkedIn dedicato, dello spazio cloud e delle modalità di funzionamento della comunità di pratica successivamente al seminario
  • 17-17,30: VALUTAZIONE della giornata.

Il tempo dedicato a ciascuna attività potrà subire dei cambiamenti sulla base delle dinamiche d’aula.

Il mio ruolo (Leonardo Evangelista) sarà quello di facilitatore. Aiuterò cioè i partecipanti a strutturare al meglio la loro collaborazione, a estrapolare modelli ottimali di intervento e a redarre i documenti di sintesi. Inoltre pubblicherò i documenti prodotti sul mio sito e creerò e mi occuperò della manutenzione dello spazio per la collaborazione a distanza  fra i partecipanti successiva al seminario.

Dove, quando

Il seminario sull’orientamento di migranti adulti è previsto in orario 9,30-13,30 e 14,30-17,30  (7 ore totali) a:

  • Milano,  domenica 26 maggio 2019. Il seminario si terrà in una sede facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale. Il Laboratorio è in fase di organizzazione, le iscrizioni sono aperte, ma non è ancora confermato.

Come puoi iscriverti

Se hai esperienza nell’orientamento di migranti o hai già partecipato a uno dei miei corsi puoi partecipare al costo ridotto di 110 €. Negli altri casi il costo è 160 €.  Se la partecipazione va fatturata a persona giuridica (agenzia formativa, cooperativa, srl, etc.) gli importi vanno aumentati del 20%.

Il seminario non è ancora confermato, le iscrizioni sono aperte. Per iscriverti devi innanzitutto inviarmi un tuo CV e la scheda-esperienza-migranti. Una volta accettata la partecipazione, ogni partecipante con esperienza metterà a punto una scheda (1 pagina) con la descrizione di una unità didattica svolta con migranti.

Il docente Leonardo Evangelista

Sono uno psicologo del lavoro e lavoro nel settore dell’orientamento dal 1993. Nel mio percorso professionale per anni ho svolto attività di consulenza orientativa e orientamento formativo presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena e per varie agenzie formative. Ho inoltre formato allo svolgimento di attività di orientamento circa 3.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sulle tecniche di ricerca di lavoro ho scritto vari articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it.

Per informazioni puoi scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituisci un 3 all’asterisco).

Vedi tutti i corsi previsti per il primo semestre 2019

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

 

Quale strategia dopo le stragi di Parigi

Quale strategia dopo le stragi di Parigi

Scrivo questo articolo perché, dopo le stragi di Parigi, ho letto molti articoli di informazione ma nessun articolo con una visione strategica. Mi scuso con i lettori che seguono il mio sito perché interessati all’orientamento se questo articolo parla di terrorismo, ma la situazione in cui ci troviamo è preoccupante.

Negli ultimi 40 anni molti musulmani (soprattutto arabi) hanno sviluppato un odio verso gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali e hanno costituito dei movimenti di lotta contro di loro, fondamentalmente per due motivi:

  • il sostegno degli Stati Uniti a Israele. Le angherie di Israele verso i palestinesi sono da decenni fonte di esasperazione nel mondo arabo
  • l’ingerenza degli Stati Uniti e dei paesi occidentali nelle vicende politiche del Medio oriente (vedi gli interventi in Iraq e in Afghanistan) e la presenza di eserciti occidentali nei paesi arabi o comunque musulmani. Gli arabi sono nazionalisti. Provate comunque a pensare alla vostra reazione se eserciti arabi fossero stanziati in Europa, anche per fini nobili, a sostenere regimi fantoccio filo arabi.

I movimenti antioccidentali hanno ottenuto un rilevante sostegno finanziario da alcuni dei paesi arabi produttori di petrolio e da alcuni ricchi arabi (vedi ad esempio i finanziamenti ricevuti da Bin Laden). Questi paesi finanziano il terrorismo non solo per odio contro Israele ma anche per odio verso i valori occidentali (la democrazia, le libertà individuali, la parità di genere, l’irreligiosità, che vedono come una minaccia ai propri regimi assolutistici e al proprio stile di vita conservatore).

Questi paesi hanno sovvenzionato lo stanziamento in Occidente di predicatori radicali. I predicatori radicali danno una ragione di vita ai giovani immigrati arabi di seconda e terza generazione male integrati che vivono nelle grandi città europee. Molti terroristi sono piccoli delinquenti comuni.

I Paesi occidentali (in  particolare quelli europei) hanno sviluppato società aperte, rispettose dei diritti individuali, caratteristiche queste che rendono facile l’azione dei terroristi. Quasi tutti i terroristi sono persone già note alle forze dell’ordine ma non è possibile arrestarli finché non ammazzano qualcuno. Il reato di incitamento alla violenza e all’odio razziale sono puniti, quando  vengono puniti, con pene miti. Altri elementi di sconcerto sono la permeabilità delle frontiere europee, e l’utilizzo dei social media come principale canale di reclutamento da parte dell’ISIS. Senza i social media il terrorismo in Europa e il potere di attrazione dell’ISIS sarebbero estremamente ridotti. E’ per me stupefacente che gli account Twitter dei terroristi vengano chiusi solo grazie all’azione di Anonymus, cioè di gruppi di giovani appassionati di informatica. Dovrebbero pensarci i governi occidentali.

Che fare a questo punto?

  1. Risolvere le situazioni che esasperano gli arabi: smettere di sostenere Israele, dare un proprio stato ai sunniti iracheni (l’ISIS è uno stato canaglia, ma la sua esistenza risponde alle aspirazioni di molti sunniti iracheni, è per questo che ha potuto svilupparsi), ritirare gli eserciti occidentali dai paesi musulmani
  2. Sconfiggere militarmente l’ISIS armando i curdi, e/o con interventi di altri paesi musulmani come Turchia e Iran.
  3. Interrompere il finanziamento dei terroristi, prevedendo ad esempio che in Occidente le proprietà degli stati e degli individui riconosciuti come finanziatori dei terroristi vengano confiscate
  4. Mettere sotto controllo le moschee in Occidente, espellere o imprigionare i predicatori radicali
  5. Bloccare la propaganda terrorista sui social media
  6. Aumentare i poteri di indagine, di restrizione della libertà individuale e le pene in caso di incitazione all’odio razziale, religioso e di terrorismo. Ad esempio togliere la cittadinanza e espellere quanti propagandano e supportano il terrorismo
  7. Ridurre la permeabilità delle frontiere dei paesi europei
  8. Rivedere le politiche che regolano l’immigrazione nei paesi europei: chi vuole trasferirsi e abitare in Europa deve adottare i valori e uno stile di vita europeo.

Vedi anche l’articolo

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.