Nuove professioni cercasi nell’IT

Il mercato del lavoro è saturo e peggio va ai giovani. Ma una buona possibilità di trovare occupazione è quella di “crearla”, puntando a lavori diversi e innovativi. Magari lavori adatti più a giovani che a meno giovani e magari con mansioni abbastanza specifiche e talvolta sperimentali. La strada percorribile, infatti, potrebbe essere quella di puntare sul 2.0.

Uno dei settori più in voga è senza dubbio quello legato alla comunicazione e in particolare alla Rete.

vedi Nuove professioni cercasi | T-Mag | il magazine di Tecnè.

ISCO, la classificazione internazionale delle professioni

ISCO, International Standard Classification of Occupations

è la classificazione internazionale delle professioni maggiormente utilizzata. Su ISCO sono basate ESCO, la nuova classificazione europea delle professioni, e  CP2011, la classificazione ufficiale italiana delle professioni, realizzata da ISTAT. Il mio nuovo articolo Cos’è e come è strutturata ISCO International Standard Classification of Occupations ne descrive le caratteristiche principali.

Le nuove fonti di informazioni sul mercato del lavoro europeo

Le nuove fonti di informazioni sul mercato del lavoro europeo

La Commissione Europea ha messo recentemente a punto una serie di nuove fonti di informazioni sul mercato del lavoro europeo. In particolare:

Queste fonti statistiche supportano la politica europea per l’occupazione.

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ESCO, la nuova classificazione europea di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni

ESCO, classificazione europea di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni ESCO European Skills/Competences, qualifications and Occupations

Oggi e domani, a Bruxelles, viene presentato ESCO, la nuova classificazione europea di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni. Informazioni sulla conferenza sono disponibili a questo link http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=88&eventsId=930&furtherEvents=yes&goback=%2Egde_2304578_member_5798361198101549059#%21

ESCO è strutturato per figure professionali, e capacità, competenze e livelli di istruzione di ciascuna figura professionale, ancorati al QEQ, Quadro Europeo delle Qualifiche (in inglese EQF EUropean Qualification Framework).

La funzione e le caratteristiche di ESCO sono spiegate (in inglese) alla pagina European Skills/Competences, qualifications and Occupations (ESCO)  http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1042&langId=en

ESCO si inserisce all’interno dell’iniziativa Europea Nuove competenze per nuovi lavori

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Crisi occupazionale e strategie di ricerca di lavoro: da ‘Un po’ di tutto’ a ‘Preparazione approfondita in un settore specifico’

(Se lo desideri puoi ottenere consulenza di orientamento a distanza, vedi a questa pagina)

In che modo la crisi economica e occupazionale degli ultimi 5 anni  ha cambiato le modalità di ricerca di un lavoro qualificato?

 

Un effetto della crisi è che sono diminuiti i posti di lavoro disponibili e che probabilmente il numero delle persone in  cerca di lavoro è aumentato (dico probabilmente perché potrebbero essere aumentati anche gli scoraggiati che hanno smesso di cercare lavoro).

 

Per chi fa ricerca di  lavoro, cioè, il mondo è diventato più selettivo. Commentavamo ieri con una mia collega che in una situazione di questo tipo ogni singolo datore di lavoro riceve mediamente un numero maggiore di richieste di assunzione, e perciò quando ha necessità di personale, rispetto a prima  riesce a trovare candidati con una preparazione migliore.

 

In una situazione di questo tipo la strategia di imparare un po’ di tutto per proporsi con qualifiche diverse e in settori diversi risulta poco efficace. Imparare un po’ di tutto per proporsi in qualifiche e settori diversi è una strategia che può avere successo quando l’economia tira, ci sono settori in cui gli imprenditori fanno fatica a trovare personale qualificato, e sono giocoforza disponibili ad assumere persone da formare. In questo caso avere un’infarinatura aiuta ad essere preferiti a quelli che non ce l’hanno e averla in più di un settore aumenta le probabilità di essere assunti. Ma in una situazione in cui sono aumentate le persone in cerca di un lavoro qualificato questa strategia perde efficacia, e si rischia di arrivare sempre secondi (o decimi, o centesimi, dipende dalle proprie caratteristiche, dalle dimensioni dell’impresa e dalla zona in cui cerca lavoro, ad esempio nelle grandi città la competizione è maggiore).

 

Imparare un po’ di tutto può anche dipendere non da una scelta deliberata, ma da una mancata individuazione del proprio obiettivo professionale, da mancanza di creatività e intraprendenza al termine di un percorso di studi specifico, da una scarsa considerazione o conoscenza delle svariate possibilità di apprendimento informale (vedi il mio articolo Come promuovere e supportare l’apprendimento in autonomia).

 

In una situazione di questo tipo una strategia più efficace è specializzarsi per un settore professionale o, ancora meglio, una figura professionale specifica. Per settore professionale si intendono un gruppo di professioni che hanno caratteristiche comuni, ad esempio è un settore professionale quello dell’orientamento; al suo interno troviamo figure professionali quali consulente di orientamento e operatore di prima accoglienza. Una volta che ci siamo specializzati, il nostro profilo risulterà ai primi posti fra tutti quelli che si propongono.

 

La mia collega, che lavora tutti i giorni su vari sportelli di orientamento all’interno dei Centri per l’Impiego di Firenze e provincia, mi diceva che le persone che riescono a essere assunte per lavori qualificati hanno seguito una strategia di questo tipo. Nel contesto attuale è diventato così ancora più importante, se si desidera svolgere un lavoro qualificato, scegliere un settore o una figura professionale coerente con le proprie capacità e aspirazioni e con i dati disponibili sulle professioni più richieste attuali e future (vedi il mio articolo Consulenza alla scelta dell’obiettivo professionale: che peso dare alle statistiche?).

 

Meglio scegliere un settore o una figura professionale? Meglio una figura, perché solo scegliendo una figura specifica possiamo diventare molto qualificati. Tuttavia la conoscenza approfondita di un settore è il solo modo per capire quali sono le figure professionali al suo interno e che tipo di formazione richiedono, perciò iniziare a conoscere e a formarsi in un settore anche senza aver scelto con sicurezza una figura specifica è un buon primo passo di un percorso di specializzazione.

 

Una volta che abbiamo scelto una figura specifica e stiamo portando avanti un percorso di professionalizzazione mirato (con corsi, tirocini, affiancamento, studio individuale, etc., vedi il mio articolo Come promuovere e supportare l’apprendimento in autonomia) conviene comunque continuare a guardarsi intorno e essere pronti, se ci capitano delle occasioni lavorative, ad accettare anche lavori in figure limitrofe.

 

Nota bene: Queste considerazioni sono di tipo generale, e possono non valere per singoli settori, singole zone geografiche o, per la singola persona, a causa di eventi casuali e fortuiti. Inoltre buone capacità relazionali (socievolezza, simpatia, assertività, etc.) possono compensare almeno in parte una preparazione solo nella media, se si riesce a farsi conoscere di persona dal possibile datore di lavoro, vedi il mio articolo Ho inviato 1000 curricula e non mi ha risposto nessuno. Lista di controllo e direzioni di lavoro con i nostri utenti.

 

Se anche voi lavorate come consulenti di orientamento (o siete in cerca di lavoro) qual è la vostra esperienza?

 

Un caso reale: Marco, 30 anni, laurea specialistica in lettere, grande passione per la scrittura, esperienze (e ricerca di lavoro condotta fino ad oggi) come:

  1. operatore in biblioteca,
  2. scrittura testi- redazione e editing per una rivista mensile di un’associazione turistica,
  3. operatore con coop sociale (supporto scolastico e insegnamento dell’italiano a giovani stranieri),
  4. docente supplente nelle scuole medie (oltre a cameriere, commesso in negozio di dischi etc…).

E’ una persona intraprendente, con ottime abilità sociali. Proprio per questo su qualsiasi lavoro abbia fatto dal 2008 ad oggi ha riscontrato apprezzamenti e interesse. Non di meno, nella ricerca che va conducendo da febbraio non riesce ad avere risultati… non c’è dubbio che il periodo è complicatissimo ma proprio per questo deve alzare l’asticella nella sua strategia di attivazione.

 

L’errore che Marco può continuare a fare è quello di stare su tutti i 4 settori (per quanto su tutto abbia un po’ di esperienza). Una ricerca di lavoro efficace implica che definisca una (max due) priorità e su quelle investa più possibile (in termini di ricerca informazioni puntuali su posizioni e requisiti richiesti /autoformazione/ contatti diretti). Se, come è emerso dal colloquio, la cosa che più gli interessa è l’ambito della comunicazione, su quello deve concentrarsi. Marco può continuare ad inviare cv  a case editrici e redazioni (con quasi nessun risultato), ma soprattutto deve cercare di capire:

  • oltre a quei soggetti quali altri interlocutori potrebbero essere per lui interessanti (per esempio consorzi sociali o associazioni che hanno un’area comunicazione;  grandi aziende impegnate in campagne di comunicazione con al loro interno un ufficio comunicazione esterna ..)
  • cercare contatti diretti – anche se in quell’azienda al momento non c’è bisogno di collaboratori –  per farsi conoscere (e uscire da quel colloquio con una mail diretta del titolare/responsabile RU con il quale ha parlato e che potrà ricontattare a distanza di qualche mese)
  • cercare occasioni di formazione/autoapprendimento per aumentare le competenze in quell’ambito (solo su una specifica mansione potrebbe essere riduttivo) e quindi può starci il migliorare tecniche di copywriting,  o studiare/ricercare progetti e iniziative nei new media per portare anche idee all’interlocutore che avrà davanti, o migliorare le conoscenze di WordPress e forse anche di un programma di grafica perché non può sapere in specifico su quali mansioni potrebbero aver bisogno di lui…

 

Se Marco invece che nel settore comunicazione decidesse di investire prioritariamente nell’insegnamento dovrebbe concentrare le sue energie su altro rispetto a quanto indicato sopra. Per esempio:

  • Conoscere a quali classi di insegnamento potrebbe accedere con la sua laurea
  • cercare di accedere al TFA Tirocinio Formativo Attivo in maniera da conseguire l’abilitazione scolastica
  • verificare se deve sostenere alcuni esami che non ha sul curriculum universitario per accedere a più di una classe di insegnamento
  • candidarsi direttamente presso scuole di recupero scolastico
  • prendere la certificazione DITALS per insegnare italiano a stranieri,
  • provare a contattare agenzie formative per docenze sui moduli di cultura generale all’interno dei corsi di formazione professionale per giovani in diritto – dovere
  • approfondire le sue conoscenze sulla didattica attiva rivolta a giovani a rischio di dispersione
  • continuare a proporsi a coop e associazioni che intervengono sul sostegno extrascolastico

 

Come è facile capire definire l’obiettivo professionale a cui si vuole dare priorità porta a costruire un piano di azione piuttosto che un altro e consente, a distanza di mesi (non di settimane!) di caratterizzare e specializzare il proprio bagaglio personale, aumentando le possibilità di affermazione in un mdl fortemente competitivo. Va da sé che può valer la pena restare anche aperti al caso e, se il nostro giovane intercettasse l’informazione di una cooperativa di servizi bibliotecari che ha necessità di un operatore per attività in una nuova biblioteca sulla quale ha vinto l’appalto, rifletterà se candidarsi o meno. Certo è che se assieme a Marco si candida qualcuno che ha impostato sul settore biblioteche e coop culturali una strategia come quella da lui impostata sul settore comunicazione (o insegnamento nel nostro esempio) probabilmente gli sarà preferito il concorrente.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Collocato su internet il 5 ottobre 2013. Ultima modifica 6 febbraio 2014. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica.

Consulenza alla scelta dell’obiettivo professionale: che peso dare alle statistiche?

orientamento scelta scolastica

Consulenza alla scelta dell’obiettivo professionale: che peso dare alle statistiche?

(Se lo desideri puoi ottenere consulenza di orientamento a distanza, vedi a questa pagina)

Per 15 anni è stato online il mio sito www.guidalavoro.net, indirizzato alle persone in cerca di lavoro. E’ un sito statico, nel 2009 ho fatto aggiornare la grafica e ritoccato leggermente alcuni testi, poi non me ne sono più occupato. Mi è capitato recentemente di leggere il capitolo che avevo dedicato all’utilizzo delle previsioni occupazionali e mi sono reso conto che aveva bisogno di modifiche sostanziali. Il testo era stato scritto nel 1998, perciò in una situazione assai diversa da quella attuale; è di oggi la notizia che la disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il record storico del 40% http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/10/01/Disoccupazione-giovani-balza-40-1-record-storico-_9387536.html

Il capitolo si intitolava Un mito del nostro tempo: “I settori dove c’è lavoro”, e affermava che i dati statistici sulle professioni maggiormente richieste non erano affidabili, che per la singola persona c’è lavoro in ogni settore, e che conveniva scegliere settori o professioni ‘dove pensi che, grazie ai tuoi interessi, caratteristiche personali, conoscenze riuscirai a correre più veloce degli altri.’ L’articolo invitava cioè a scegliere basandosi sui propri punti forti e ignorando i dati allora disponibili sui fabbisogni professionali. Nella revisione del 2009 avevo poi aggiunto in fondo all’articolo una serie di link a siti sui fabbisogni professionali (‘Se poi non sei convinto, trovi dati statistici in:’ seguivano una serie di link).

15 anni dopo, con l’Italia in una grave emergenza occupazionale, e con la disponibilità di dati maggiormente affidabili di quelli del 1998, penso che le statistiche sui fabbisogni professionali siano un elemento fondamentale nella consulenza alla scelta dell’obiettivo professionale e nel bilancio di competenze e che vadano considerate fin dall’inizio.

Qui di seguito sono riportati il testo del 1998 e quello attuale.

La versione del 1998

1.f. Un mito del nostro tempo: “I settori dove c’è lavoro”

Molte persone chiedono di sapere in quali settori c’è o ci sarà lavoro, per poter così indirizzare in quella direzione la loro ricerca e la loro autovalorizzazione.

  • Purtroppo l’unico settore che è possibile indicare con sicurezza è quello dei lavori manuali e manuali a contenuto tecnico – dal manovale all’operaio specializzato – che di solito molte persone rifiutano a priori.
  • Per gli altri settori è assai difficile dare risposte precise:
    – le rilevazioni statistiche di cui disponiamo non sono abbastanza disaggregate e aggiornate, e i dati raccolti non sono utilizzabili per indicazioni di questo tipo;
    – il nostro sistema economico cambia rapidamente. Alcune professioni in passato molto richieste, in pochi anni sono diventate obsolete, e alcune previsioni si sono rivelate sbagliate;
    – le notizie girano molto velocemente. I settori di cui più parlano giornali e televisione possono “intasarsi” rapidamente. Seguire i risultati delle inchieste giornalistiche o televisive può rivelarsi controproducente.

Per sapere se in un settore ci sono possibilità di lavoro, l’unico modo è approfondirne direttamente la conoscenza, fare passaparola, guardarsi gli annunci, chiedere a persone che ci lavorano, in sintesi, avviare una ricerca di lavoro.

  • Le risposte possono variare da semestre a semestre, da professione a professione, da provincia a provincia.
  • In ogni caso per la singola persona (cioè per te), c’è lavoro in ogni settore. In ogni settore, cioè, ci sono in ogni momento persone che vanno in pensione o si mettono a fare qualcos’altro lasciando dei posti liberi, aziende che aprono o si espandono e hanno bisogno di nuovi dipendenti e collaboratori. In ogni momento, perciò, in ogni settore ci sono possibilità di lavoro.
  • Quando un settore va bene, i posti disponibili possono essere più numerosi, ma questo non vuol dire che ci sarà posto per tutti. Ci sarà sempre posto solo per i più motivati, i più capaci, per quelli che fanno ricerca nel modo migliore. In ogni caso dovrai correre.
  • E allora qui torniamo al punto di partenza: piuttosto che affidarti a un oracolo, fai bene la tua ricerca di lavoro e scegli un settore o una professione dove pensi che, grazie ai tuoi interessi, caratteristiche personali, conoscenze, pensi che riuscirai a correre più veloce degli altri.
  • Per un numero limitato di professioni (esempio: attori di teatro in compagnie e teatri stabili, oppure giornalista professionista) il numero dei candidati può essere veramente molto grande rispetto ai posti effettivamente disponibili (ad esempio si calcola che ogni anno in Italia si liberino in compagnie e teatri stabili non più di 30 posti come attore). Se stai cercando una professione dove ci sono moltissimi candidati rispetto ai posti disponibili, devi essere in grado di correre veramente molto bene.

In ogni caso, non andare per sentito dire. Fatti sempre un’idea diretta delle possibilità reali di impiego che esistono nelle professioni che desideri.

 La versione del 2013

1.f. I settori dove c’è lavoro

Molte persone chiedono in quali settori c’è o ci sarà lavoro, per poter così indirizzare in quella direzione la propria ricerca e/o autovalorizzazione.

E’ possibile farsi un’idea delle professioni al momento maggiormente richieste utilizzando i siti dei soggetti che fanno intermediazione di lavoro quali ad esempio Centri per l’impiego e Agenzie per il lavoro. Vedi inoltre www.cliclavoro.gov.it/, i  siti regionali che riportano offerte di lavoro (dovrebbe essercene uno per ogni regione, hanno un formato del tipo www.borsalavoro.nomeregione.it, ad esempiowww.borsalavoro.toscana.it) e i siti dedicati a lavoro e professioni gestiti da quotidiani quali ad esempio http://miojob.repubblica.it/ (area notizie e servizi)

Ci sono inoltre alcuni siti che hanno previsioni dei fabbisogni futuri, vedi ad esempio:

  • http://excelsior.unioncamere.net/web/index.php (ma attenzione, si riferisce solo alle imprese, non sono considerati liberi professionisti e settore pubblico –Amministrazione centrale dello Stato, Regioni, Province, Comuni, altri enti pubblici)
  • http://fabbisogni.isfol.it/
  • http://www.almalaurea.it/ (prospettive occupazionali dei laureti)

In generale, le professioni con buone possibilità di lavoro che è possibile indicare con relativa sicurezza sono i lavori manuali e i lavori manuali a contenuto tecnico – dal manovale all’operaio specializzato, e tutte le professioni in area sociale (badante, operatore socio assistenziale, medico, infermiere). Ugualmente richieste sono in genere le professioni a cui si accede con lauree tecniche e scientifiche (ingegnere, chimico, una eccezione è biologo) o corsi di studio a numero chiuso. Se vuoi ridurre i rischi di disoccupazione o di bassi redditi e contratti precari cercati un lavoro in uno di questi settori.

Tieni presente che anche nelle professioni più richieste le persone in cerca di lavoro sono in genere più dei posti disponibili, perciò per essere assunti è comunque necessario avere una buona preparazione, l’età giusta, e una buona motivazione (quella che una volta si chiamava ‘voglia di lavorare’). Preparazione e motivazione dipendono da attitudini e interessi professionali, perciò fra tutte le professioni maggiormente richieste scegli quelle per cui sei più portato e che ti piacerebbe maggiormente svolgere.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Collocato su internet il 1 ottobre 2013. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica.

Raccomandazioni, meritocrazia, mercato del lavoro, senso civico

Sul tema della (scarsa) meritocrazia in italia sono stati pubblicati oggi 3 articoli:

Sugli effetti sul mercato del lavoro della scarsa meritocrazia in Italia vedi il mio articolo La desertificazione del mercato del lavoro in Italia Sugli effetti della scarsa meritocrazia sul senso civico vedi il mio articolo Come migliorare il senso civico in Italia

Leonardo Evangelista