La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

Il seminario, in 3 giornate, in orario 9,30-13 e 14-17,30 (21 ore d’aula), è tenuto da Leonardo Evangelista ed è dedicato agli strumenti di base per chi svolge attività di orientamento, career coaching e outplacement: la consulenza di orientamento con persone adulte in cerca di lavoro (1’ giornata), il bilancio di competenze con adulti (2’ giornata), la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling (3’ giornata). Il programma dettagliato di ogni giornata è accessibile a questa pagina (seminari 2, 3 e 5). La quota di iscrizione comprende anche un fascicolo di oltre 40 pagine contenenti schede da utilizzare nelle attività di orientamento con licenza d’uso e le istruzioni per utilizzarle.  Al momento sono previste edizioni a:

  • MILANO. Ottobre 2017: venerdì 20: la consulenza di orientamento con persone in cerca di lavoro, sabato 21: il bilancio di competenze con adulti, domenica 22: la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling. Il seminario si tiene in via Manzotti 10/A (zona viale Jenner, linea gialla della metro, 4 fermate da Stazione Centrale). Il costo di partecipazione è 360 € compresa IVA se dovuta. E’ possibile dormire presso la sede del seminario a 20 € a notte. E’ possibile partecipare anche a singole giornate, per informazioni chiedere al docente.

I posti sono limitati per questo suggerisco di iscriversi prima possibile. Tutti i seminari in questa pagina si tengono al raggiungimento di un numero minimo di iscritti, perciò prima di acquistare biglietti aerei o ferroviari è necessario richiedere conferma dell’effettivo svolgimento. Ai partecipanti ai seminari organizzati direttamente da Evangelista viene rilasciato un attestato di partecipazione a firma Leonardo Evangelista Formazione, scarica esempio esempio attestato aula.

I materiali soggetti a copyright vengono distribuiti ai corsisti con un’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / career coaching / outplacement con i propri utenti. Le persone fisiche che desiderano ripartecipare a un seminario a cui hanno già partecipato possono iscriversi pagando la metà della quota di iscrizione. Per neolaureati e persone con scarsa esperienza nell’orientamento è consigliabile la lettura preliminare dei vari articoli del mio sito.

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Per informazioni è possibile scrivermi utilizzando il modulo qui sotto, il mio cell si ottiene dalla sottrazione 5.384.640.194-2.000.000.000.

Cuore o testa nelle scelte professionali?

 

Il cuore come sappiamo rappresenta le emozioni, la testa la razionalità. Quale dei due dobbiamo usare nelle nostre scelte professionali o, meglio, come integrarli?

Il rischio di scegliere solo in base a considerazioni razionali è trovarci poi al lavoro in ruoli che non ci interessano, con tutti i problemi conseguenti: mancanza di motivazione, scarso rendimento, desiderio di far altro, mancata espressione delle nostre capacità.

Le emozioni sono espressione della parte più profonda di noi, perciò sono loro che devono indicarci la strada. Un senso di repulsione, fastidio o noia verso una determinata professione (sia nel caso in cui la svolgiamo veramente sia se pensiamo a svolgerla) oppure, al contrario, un senso di soddisfazione e gioia ci indicano la strada da seguire.

Tuttavia le emozioni hanno alcune caratteristiche che rendono pericoloso seguirle senza basare le nostre scelte anche sul ragionamento. Le emozioni:

  • possono basarsi su una conoscenza incompleta o errata delle mansioni e sul contesto che caratterizzano una determinata professione, oppure su elementi ininfluenti (ad esempio, sul nostro atteggiamento verso l’unica persona che conosciamo che svolge quella determinata professione)
  • possono essere di breve durata. E’ noto che le emozioni possono essere volubili
  • possono avere una intensità spropositata rispetto al fattore che le ha scatenate (ad esempio forti reazioni emotive possono essere provocate anche da piccolo insuccessi o delusioni in ambito lavorativo o formativo)
  • possono spingerci verso mete irrealistiche e irraggiungibili, proprio perché non ‘temperate’ da un’analisi razionale del contesto
  • spingono all’azione immediata.

Per questi motivi è pericoloso scegliere solo sulla base di un’emozione immediata, si rischiano quelli che impropriamente sono chiamati ‘colpi di testa’, ma in realtà sono ‘colpi di cuore’.

Solo se l’emozione è continua nel tempo allora va ascoltata, ma anche le decisioni verso cui l’emozione ci spinge devono essere ponderate per evitare di danneggiarci. Tornando a quanto detto all’inizio di questo articolo, le emozioni (quelle costanti nel tempo), devono indicarci la strada, ma poi sta alla testa definire con precisione la meta (scartando quelle irrealistiche) e scegliere come arrivarci.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Su quali criteri possiamo basare le scelte relative alla nostra vita personale e professionale?

Ci sono momenti della nostra vita personale e professionale in cui ci sentiamo confusi e non sappiamo in che direzione dirigerci. E ugualmente, come consulenti, facciamo fatica ad accompagnare nella presa di decisioni alcuni dei nostri clienti.

Prendiamo il caso di Marta, marchigiana, 26 anni. Dopo la laurea in gestione del personale, e un periodo di 6 mesi passato viaggiando in America Latina, da 3 mesi ha trovato un buon lavoro a Milano fino a dicembre nel settore risorse umane di una grande azienda, ma non è contenta. Non è particolarmente contenta del lavoro che svolge (si occupa della selezione di neolaureati e neodiplomati) che pure è coerente coi suoi studi, né di abitare a Milano dove fa fatica a crearsi una rete di amici a causa dei lunghi orari lavorativi e del rimpianto per gli amici che ha lasciato nella sua cittadina di origine. Alla fine del lavoro a termine, Marta dice che tornerà per un mese in America Latina a insegnare l’inglese a dei bambini poveri. Dice che adesso le sue priorità sono cambiate, che non le interessa ‘crescere’ sul lavoro, e che dopo il prossimo soggiorno in America Latina si cercherà un lavoro di scarso impegno nelle Marche, in modo da stare vicina a amici e genitori. Fra 1 mese rientrerà a Milano un ragazzo con ci ha avuto una storia in America Latina e con cui ha continuato a sentirsi spesso da quando è tornata in Italia.

Quali temi possiamo individuare nella storia di Marta? E quali indicazioni possiamo darle? I principali temi:

-la fatica di passare dal tempo dello studio (in genere piacevole, con molto tempo dedicato alle relazioni, senza rapporti gerarchici) a quello del lavoro (rapporti gerarchici, tempo libero limitato)

-la difficoltà di adattamento al lavoro è aumentata dalla precedente esperienza in America Latina, che, per un giovane europeo, è una specie di Paese dei Balocchi. C’è il rischio (da un punto di vista professionale) che una volta tornata in America Latina Marta decida di prolungare ulteriormente il suo soggiorno, impegnandosi in lavori dequalificati lontani dal settore dove ha sviluppato finora la propria impiegabilità

-la necessità che prima dei 29-30 anni Marta abbia acquisito una professionalità significativa attraverso esperienze lavorative qualificanti. A 26 anni è relativamente facile trovare imprese che  decidono di investire su giovani neolaureati, assai più difficile a 29-30 anni

-la possibilità che Marta abbia scelto un corso di laurea che le interessava poco o di cui conosceva poco gli sbocchi professionali. Se ha un interesse di lungo periodo per lavorare coi bambini (Marta ha già svolto volontariato in una scuola materna e in un orfanatrofio) avrebbe dovuto laurearsi in scienze dell’Educazione primaria.

In generale, quali possono essere i criteri per le nostre scelte in ambito personale e professionale? Ne indico tre:

1. Migliorare costantemente la propria impiegabilità, la propria posizione gerarchica e/o il proprio reddito in ambito lavorativo. Le persone per cui questo criterio è predominante accettano trasferimenti geografici e adattano la propria vita personale alle necessità lavorative. Il loro obiettivo è avere un’occupazione che assicuri l’indipendenza economica e la soddisfazione sul lavoro. Nella nostra società individualizzata questo criterio è diventato sempre più importante, ed è quello che compare più spesso nelle storie professionali che leggiamo sui giornali. Questo criterio è utilizzato anche da chi abita in zone particolarmente povere e sceglie di emigrare per avere un reddito e condizioni di vita migliori.

2. Risiedere in luogo specifico. Si basano su questo criterio quelle persone che scelgono innanzitutto una città o regione dove vorrebbero vivere, e solo successivamente un lavoro fra quelli disponibili nella zona prescelta. La scelta di una determinata città può dipendere da specifiche caratteristiche climatiche, artistiche, culturali, o dalla presenza di persone significative (amici, parenti o genitori), o di un’abitazione di proprietà. Può trattarsi della città dove si è cresciuti o di un luogo diverso, come ad esempio per Marta potrebbe essere l’America Latina. La gran parte delle persone sceglie di rimanere nella città o nella regione dove è cresciuta, in alcuni casi perché non ha gli strumenti (ad esempio la buona conoscenza di una lingua straniera) per spostarsi all’estero.

3. Abitare con una persona specifica, nell’ambito di un rapporto di coppia. Si basano su questo criterio le persone che fanno scelte di vita (dove abitare, lavorare o no, che tipo di lavoro) e professionali (che tipo di lavoro) subordinate alla convivenza col proprio compagno o compagna. E’ una scelta rischiosa perché oggi la maggioranza delle unioni finisce in un divorzio.

Questi tre criteri si si influenzano a vicenda, tuttavia per ogni persona è possibile individuare qual è il criterio predominante e come si combina con gli altri.  Il peso relativo dei diversi criteri può cambiare nel tempo, ad esempio il peggioramento della salute di un familiare o la presenza di figli piccoli può bloccare o ridurre fortemente la mobilità geografica.

Tornando al caso specifico, come potremmo accompagnare Marta nella sua scelta?

Una variabile importante è la relazione col ragazzo conosciuto in America Latina, che, se prosegue, potrebbe spingere Marta a rimanere a Milano, perciò è necessario aspettare un paio di mesi, del resto il suo contratto scade a dicembre (in ogni caso se crede che il contratto non le sarà prolungato, Marta dovrà iniziare la ricerca di un nuovo posto di lavoro verso ottobre). Al di là di questo, la consulenza con Marta  la inviterà a riflettere su:

  • quali sono i motivi dell’avvenuto passaggio dal criterio 1 al criterio 2
  • vantaggi e svantaggi di una scelta sulla base dei criteri 1 e 2
  • che tipi di lavoro potrebbe trovare seguendo il criterio 2 e quanto le sembrano desiderabili
  • cosa pensa della sua scelta universitaria e del lavoro nel settore delle risorse umane, quali altri settori lavorativi le sembrano desiderabili, quanto tempo e risorse economiche sono necessarie per riqualificarsi in altri settori
  • sui rischi di trasferirsi stabilmente in America Latina svolgendo lavori dequalificati. Se desidera stabilirsi in America Latina, Marta potrebbe cercare lavori nel settore delle risorse umane.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Linee guida per la descrizione di profili e ruoli professionali

Linee guida per la descrizione di profili e ruoli professionali

Da qualche anno è in corso in Italia un processo che sta portando allo sviluppo di un repertorio nazionale dei profili professionali e delle relative qualifiche. Ma quali sono i principi che devono guidare la descrizione dei profili professionali? Qui di seguito descrivo una serie di linee guida.

  1. per ogni profilo o ruolo professionale vanno indicate le attività principali (cioè più importanti) che caratterizzano il profilo o ruolo professionale.
  2. A. per ogni attività principale vanno descritte le sotto attività principali che rendono possibile lo svolgimento di ciascuna attività principale. B. ogni sotto attività può comparire in una sola attività principale
  3. attività principali e sotto attività devono riferirsi a azioni osservabili e vanno descritte con verbi di azione, utilizzando una terminologia la più comprensibile possibile
  4. nella descrizione di attività e sotto attività non vanno utilizzati termini qualitativi relativi alla prestazione quali ad esempio ‘adeguato’, ‘consapevole’, ‘efficace’ perché si tratta di termini generici, non misurabili. Lo standard minimo relativo allo svolgimento di attività principali e sotto attività sarà definito successivamente in un documento apposito che descriverà indicatori osservabili e misurabili.

Alcuni esempi

Per un consulente di orientamento, le attività principali possono essere 1. Svolgere colloqui individuali, 2. Svolgere attività di orientamento con piccoli gruppi 3. Aiutare i propri clienti a definire un obiettivo professionale e un piano d’azione per raggiungerlo, 4. Aiutare i propri clienti a svolgere una ricerca di lavoro, etc.

Le sotto attività di 1. Svolgere colloqui individuali possono essere 1.1. Avviare il colloquio 1.2. Svolgere l’analisi della domanda del cliente 1.3. Rinviare il cliente ad altro servizio 1.4. Verificare assieme al cliente di aver compreso gli elementi più importanti della situazione, etc.

Alcuni esempi di espressioni che non vanno utilizzate e dei motivi per cui non vanno utilizzate:

  • Essere consapevole –> non è un verbo d’azione
  • Gestire efficacemente –> entrambi sono termini generici
  • Contribuire attivamente –> entrambi sono termini generici
  • Capacità di apertura collaborativa –> linguaggio inutilmente elaborato, non è un verbo di azione
  • Stringere la mano al cliente –> è un’azione che fa parte dell’attività principale 1. Svolgere colloqui individuali, ma è una sotto attività della sotto attività 1.1. Avviare il colloquio (il suo codice identificativo sarebbe 1.1.1.) e pertanto non si indica. Per gli scopi di una semplice, generica descrizione di un profilo o ruolo professionale il terzo livello (sotto sotto attività) è un livello di dettaglio troppo elevato
  • Condividere le decisioni –> termine generico
  • Comprendere le motivazioni –> non è un verbo d’azione
  • Essere collettori di –> linguaggio troppo elaborato, non sembra essere un verbo d’azione.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Verso Oriente. Cosa significa seguire un obiettivo professionale

Verso Oriente

Il potere delle metafore / Cosa significa seguire un obiettivo professionale

Nei tempi antichi i pellegrini che andavano a piedi in pellegrinaggio a Gerusalemme non conoscevano in dettaglio le strade che avrebbero percorso, ma solo la direzione, data dal luogo dove sorgeva il sole. Seguivano cioè una direzione di massima e poi sceglievano la strada volta per volta, sulla base delle informazioni che raccoglievano per strada e delle  possibili strade che si trovavano davanti.

Nel nostro caso l’Oriente è per molte persone una indicazione di massima di obiettivo professionale, quali ad esempio ‘Lavorare nel sociale’ oppure ‘Lavorare in una professione dove posso applicare le mie conoscenze in ambito giuridico’.  Le informazioni stradali e le strade nel nostro caso corrispondono alle informazioni che si raccolgono su professioni e settori professionali e alle opportunità di lavoro, collaborazione o formazione che si presentano durante il nostro percorso di inserimento professionale.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Collocato su internet il 10 gennaio 2014. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica.

Career Guidance and Livelihood Planning across the Mediterranean – Challenging Transitions in South Europe and the MENA Region – SensePublishers

Una ricerca sull’orientamento nei Paesi del Mediterraneo.

Sommario: Perhaps no other challenge preoccupies governments and citizens in the Mediterranean region than the mass unemployment of young people, many of who have invested in higher education in the hope that ability and effort lead to fulfilling lives. Transitions to independent adulthood are, however, frustratingly long drawn-out, and often jeopardised by labour markets that are neither youth-friendly nor meritocratic. While such challenges require structural responses at the macro-economic level, career education and guidance have an important role to play in addressing both the public and private good, and in furthering the social justice agenda. This volume provides a state-of-the-art review of career education and guidance in Southern Europe and the Middle East and North Africa Region, presenting a multi-faceted portrayal of the situation in each country as well as overviews of cross-cutting themes that are especially relevant to context, such as women’s career development in the Arab states, job placement support for refugees, and the impact of faith on livelihood planning.

Sorgente: Career Guidance and Livelihood Planning across the Mediterranean – Challenging Transitions in South Europe and the MENA Region – SensePublishers

Corso a distanza: Fare consulenza di orientamento con adulti

Il corso fornisce la preparazione teorica e gli strumenti per svolgere attività di orientamento con adulti.

Moduli del corso 

  1. Come formarsi e lavorare nell’orientamento (include materiali, slides e video di 36 minuti)
  2. La consulenza di orientamento con persone adulte (include materiali, slides e video di 48 minuti)
  3. Analisi di casi di consulenza di orientamento con persone adulte (solo materiali)
  4. Un percorso sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro utilizzabile in piccoli gruppi e a livello individuale (materiali -20 pagine di schede- più la traccia per il loro utilizzo -15 pagine; include materiali, slides e video di 28 minuti)
  5. Il bilancio di competenze nell’orientamento (include materiali, slides e video di 53 minuti)
  6. Analisi di casi di bilancio di competenze (solo materiali)
  7. Un percorso di bilancio di competenze utilizzabile in piccoli gruppi e a livello individuale (materiali -22 pagine di schede- più la traccia per il loro utilizzo -15 pagine; include materiali, slides e video di 36 minuti)
  8. Il colloquio di orientamento condotto utilizzando le abilità di counseling (include materiali, slides e video di 50 minuti)
  9. Come gestire piccoli gruppi per la formazione e l’orientamento (include materiali, slides e video di 25 minuti).

Come funziona in pratica

Sono possibili una modalità di apprendimento autonomo e una modalità di apprendimento assistito.  Nella modalità di apprendimento autonomo per ogni modulo:

  1. leggi il file con gli esercizi e rispondi alle domande preliminari
  2. vedi il video e se necessario riguardi le slides
  3. vedi il file coi materiali (per i moduli per cui è previsto)
  4. leggi il file con gli esercizi e rispondi alle domande riferite al video appena visto

Nella modalità di apprendimento assistito per ogni modulo fai tutte le cose da 1 a 4 descritte sopra e in più:

  • periodicamente compili un file chiamato Diario degli apprendimenti dove registri i tuoi obiettivi e i progressi di apprendimento
  • durante / dopo ogni modulo se hai delle domande puoi fare uno Skype col docente
  • prima di ogni Skype mandi al docente i file con gli esercizi fatti e il Diario degli apprendimenti.

L’impegno totale richiesto per il corso Fare consulenza di orientamento con adulti è di circa 40 ore.

Per maggiori informazioni: Corsi a distanza sull’orientamento