Nuovi criteri di iscrizione a Consulentidicarriera.it

bilancio di competenze

Consulentidicarriera.it è una vetrina per operatori di orientamento / professional coach / esperti di selezione e gestione risorse umane interessati a svolgere attività di consulenza di carriera con utenti finali.

Il sito è inoltre una community di operatori interessati all’orientamento.

Da qualche giorno è possibile iscriversi in 3 diverse categorie:

  • Senior, per chi ha oltre 1.000 ore di colloqui retribuiti nei settori di orientamento / coaching di carriera / selezione
  • Junior, per chi ha un numero di ore fra 300 e 999
  • In formazione, per chi ha un numero di ore inferiore a 300.

L’iscrizione è gratuita per chi ha partecipato ai miei corsi negli ultimi 3 anni. Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione sono reperibili a questa pagina.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Quanto dura un bilancio di competenze?

La risposta dipende dalle modalità che utilizziamo. Ad esempio possiamo svolgere un bilancio in piccolo gruppo, con 10 persone che compilano le schede del bilancio in parallelo, oppure a livello individuale, oppure in modalità mista, con incontri individuali e in piccolo gruppo.

Un’altra variabile è se le schede del bilancio vengono compilate in presenza del consulente oppure a casa. La presenza del consulente spinge il cliente a fare presto, e la fretta va a scapito della riflessione e dell’approfondimento, così nei bilanci di competenze condotti in modalità individuale preferisco far compilare le schede a casa e utilizzare gli incontri per spiegare come compilare le schede che progressivamente consegno al cliente e discutere gli elementi che via via emergono grazie alla compilazione delle schede. In più preferisco che il cliente mi invii le schede compilate prima dell’incontro per posta elettronica, perché in questo modo posso riflettere meglio sul contenuto e appuntarmi gli aspetti da approfondire nel colloquio. Ricorro alla compilazione delle schede durante il colloquio solo se il cliente ha necessità di essere aiutato a riflettere con domande aggiuntive a quelle contenute nelle schede.

Dunque: quant’è la durata di un bilancio di competenze condotto in modalità individuale e con le schede compilate a casa? Il percorso di bilancio per la consulenza di carriera che distribuisco ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze  è composto di 11 schede base (poi ce ne sono altre opzionali da utilizzare se si ha necessità di approfondire aspetti aggiuntivi) e può essere svolto in 4 incontri. Se invece le schede vengono compilate durante il colloquio allora sono necessari 7 incontri.

Qual è l’articolazione dei 4 incontri? La spiegazione che segue è una sintesi di quella contenuta nella  traccia per la conduzione del bilancio che consegno ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze.

Prima del primo incontro ho inviato al mio cliente la scheda per il consenso informato e la privacy.

Incontro 1

  • Ascolto la storia formativa e professionale del cliente, e gli faccio compilare la scheda 1
  • Spiego come compilare le schede relative a valori, interessi professionali, capacità trasferibili

Incontro 2

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Spiego come compilare le schede relative alla descrizione delle esperienze e la scheda che riporta una sintesi di tutte le esperienze precedenti lavorative, più eventuali schede opzionali

Incontro 3

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Commentiamo la bozza della relazione di bilancio di competenze che ho redatto sulla base di tutte le schede compilate finora e che ho inviato al cliente per posta elettronica qualche giorno prima del colloquio.
  • Parliamo di possibili obiettivi professionali delineati sulla base degli elementi che sono emersi finora
  • Spiego come compilare le schede che aiutano ad analizzare una o più figure professionali e i piani d’azione relativi a ogni obiettivo professionale

Incontro 4

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica, in particolare parliamo di come migliorare i piani d’azione
  • Stabiliamo le modalità di accompagnamento

 

Nei giorni successivi invio la versione definitiva della mia relazione di bilancio di competenze.

L’infografica che segue è stata realizzata sulla base della traccia da Donatella Derchi, che ha partecipato a una edizione del Laboratorio.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento

Cos’è e a chi è rivolto

Il seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, della durata di 1 giorno, è rivolto a persone interessate a lavorare nel settore dell’orientamento scolastico e professionale. Può trattarsi ad esempio di neolaureati in discipline psicologiche, pedagogiche, sociali, economiche, giuridiche; oppure persone che hanno un buon livello culturale e una significativa esperienza lavorativa in altri ambiti.

Il programma della giornata è il seguente:

  • A che cosa serve l’ orientamento e quali sono i principali servizi che offre
  • Quali organizzazioni svolgono attività di orientamento in Italia e come trovarle
  • Quale normativa regola il settore
  • Quali sono le principali figure professionali che operano nell’orientamento
  • Quali sono le caratteristiche personali richieste per lavorare nell’orientamento
  • Quali sono i requisiti di legge per le diverse figure professionali
  • Quali sono le prospettive occupazionali del settore
  • Come formarsi per lavorare nel settore
  • Come condurre una ricerca di lavoro con le organizzazioni che operano nell’orientamento
  • Redazione di un piano individuale di sviluppo professionale.

Cosa otterrai partecipando al seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento

  • Una panoramica dei servizi e delle organizzazioni che in Italia svolgono attività di orientamento
  • Una migliore conoscenza delle figure professionali del settore e delle normative che ne regolano l’impiego
  • Una migliore conoscenza delle opportunità formative e occupazionali nel settore orientamento
  • Una migliore capacità di pianificare il tuo piano di sviluppo professionale per lavorare nell’orientamento
  • Una migliore capacità di cercare lavoro nel settore
  • Ai partecipanti rilascio un attestato; vedi un esempio Esempio attestato Come formarsi e lavorare.

Dove, quando, costo

Il seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento è previsto in orario 9,30-13,30 e 14,30-17,30  (7 ore totali) a:

  • Milano, sabato 9 febbraio 2019. Il seminario si terrà in via Mauro Macchi 8. facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale.

Sei interessato a edizioni future in altre date o città scrivimi pure (la mia mail è in fondo alla pagina).

Come puoi iscriverti

Il costo di partecipazione è 120 €. Le iscrizioni sono già aperte. Per iscriverti devi scaricare, compilare e rinviarmi la scheda Iscrizione-Come-formarti-e-lavorare

In alternativa alla partecipazione al corso puoi ottenere da me una consulenza individuale sullo stesso tema (uno Skype di circa 1 ora) al costo di 90 €. Contattami direttamente (i miei riferimenti sono in fondo alla pagina) se sei interessato a questa possibilità.

Collegamenti con altri miei corsi e servizi

Il tema di Come formarti e lavorare nell’orientamento è trattato anche nel corso a distanza Impara a fare consulenza di orientamento con adulti. La partecipazione al seminario permette però una migliore interazione col docente e con gli altri partecipanti.

Il docente Leonardo Evangelista

 

Sono uno psicologo del lavoro e lavoro nel settore dell’orientamento dal 1993. Nel mio percorso professionale per anni ho svolto attività di consulenza orientativa e orientamento formativo presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena e per varie agenzie formative. Ho inoltre formato allo svolgimento di attività di orientamento oltre 2.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sulle tecniche di ricerca di lavoro ho scritto vari articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it.

Per informazioni puoi scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituisci un 3 all’asterisco).

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Laboratorio sulla conduzione di gruppi dedicati alla ricerca attiva di lavoro

impara a fare formazione

Cos’è e a chi è rivolto

Il Laboratorio, in 2 giornate, è rivolto a operatori che che vogliono imparare a condurre gruppi sulla ricerca attiva di lavoro. 

Può trattarsi di operatori di orientamento, consulenti di carriera, career coach  o persone che, anche se non hanno esperienza, hanno seguito una formazione specifica sull’orientamento. Le tecniche di gestione d’aula che sperimenterai nel Laboratorio possono essere utilizzate anche in altri contesti e su altri temi, ad esempio a scuola o nella formazione professionale.

Questo Laboratorio sulla conduzione di gruppi sulla ricerca attiva di lavoro ha un approccio estremamente  pratico: ogni partecipante riceverà prima del corso una traccia strutturata (schede e descrizione del loro utilizzo) che spiega come condurre un corso di 12-30 ore per circa 15 disoccupati dedicato alle tecniche di ricerca attiva del lavoro. La traccia è strutturata in 15 moduli principali (durata circa 12 ore di attività d’aula) più altri 18 moduli opzionali (durata circa 20 ore). Ogni partecipante riceverà un fascicolo di 30 pagine che spiega in maniera molto dettagliata come svolgere ogni modulo più un altro fascicolo con 19 schede (modelli di CV e messaggi di autocandidatura, tracce per la simulazione di colloqui di selezione, etc.) da utilizzare in aula.

Successivamente nelle 2 giornate in aula:

  • Il docente mostrerà come svolgere i tutti i moduli principali
  • ogni partecipante condurrà in aula, sotto la supervisione del docente, una serie di moduli impersonando il ruolo del conduttore. Ogni corsista svolgerà a turno anche il ruolo di disoccupato, in modo da dare agli altri partecipanti la possibilità di sperimentarsi.

Il programma delle due giornate prevede:

  • Una breve introduzione teorica  (1 ora) sulle modalità di gestione d’aula e sulla strutturazione del percorso sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro
  • Lo svolgimento in aula di una serie di moduli del percorso da parte del docente e dei partecipanti (tutta la parte restante del Laboratorio).

 

Cosa otterrai partecipando al Laboratorio

  • I due fascicoli con le schede e istruzioni dettagliate per condurre un gruppo sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro. Le schede vengono distribuite a ciascun corsista con l’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / career coaching / outplacement con i propri utenti
  • Un miglioramento della tua capacità di gestire gruppi per disoccupati dedicati alla ricerca attiva di lavoro e più in generale un miglioramento della tua capacità di gestire gruppi di orientamento formativo e gruppi educativi.
  • La possibilità di iscriverti gratuitamente al Catalogo dei Consulenti di Carriera (se hai i requisiti richiesti)
  • Ai partecipanti rilascio un attestato; vedi Esempio attestato Laboratorio ricerca attiva

Dove, quando, costo

Il Laboratorio sulla conduzione di gruppi sulla ricerca attiva di lavoro è previsto in orario 9,30-13,30 e 14,30-17,30  (14 ore totali) a:

  • Milano,  sabato 11 e domenica 12 maggio 2019. Il Laboratorio si terrà in una sede facilmente raggiungibile dalla Stazione Centrale.

Sei interessato a edizioni future in altre date o città scrivimi pure (la mia mail è in fondo alla pagina).

Se lavori per una organizzazione che tiene o intende tenere corsi per disoccupati posso anche svolgere la mia formazione presso la tua agenzia con un gruppo di disoccupati. Come funziona: andiamo in aula assieme (possono partecipare anche fino a una massimo di 4 tuoi colleghi) e io ti/vi passo gradualmente la conduzione del l’aula, riprendendo direttamente la conduzione ogni volta che ce n’è bisogno. Contattami pure per maggiori informazioni.

Come puoi iscriverti

Il costo di partecipazione è 240 €. Se hai già partecipato a uno dei miei corsi di 2 o 3 giornate o al corso a distanza Fare consulenza di Orientamento il costo di partecipazione è ridotto di 50 € (190 €). Se acquisti anche il Laboratorio sul Bilancio di Competenze, il costo del Laboratorio sul Bilancio è ugualmente scontato di 50 €. Vedi la scheda di iscrizione.

Le iscrizioni sono già aperte. Per iscriverti devi scaricare, compilare e rinviarmi la scheda di iscrizione Iscrizione-Laboratori NB: nel caso il corso vada fatturato a persona giuridica (agenzia formativa, cooperativa, srl, etc.) tutti gli importi vanno aumentati del 20% (vedi la scheda di iscrizione).

Attenzione: il Laboratorio è rivolto a consulenti di orientamento, consulenti di carriera, career coach (cioè a persone che già lavorano nel settore) o persone che hanno già seguito una formazione specifica sull’orientamento che vogliono imparare a condurre gruppi orientativi. Se non hai questi requisiti è opportuno che frequenti innanzitutto il mio corso La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento. Per casi dubbi suggerisco di inviarmi un CV PRIMA di versare la quota di iscrizione.

Differenze fra il Laboratorio sulla ricerca attiva di lavoro e gli altri miei corsi

I fascicoli trasmessi ai partecipanti sono gli stessi utilizzati anche nei corsi La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento e nel mio corso a distanza Impara a Fare Consulenza di Orientamento con Adulti. Nel Laboratorio, al contrario dei due corsi precedenti, una buona parte dei materiali viene sperimentata direttamente dai partecipanti nel ruolo di conduttore. Il tema della conduzione d’aula è trattato anche nel mio corso a distanza Impara a Fare Consulenza di Orientamento con Adulti.

Il docente Leonardo Evangelista

Sono uno psicologo del lavoro e ho iniziato a svolgere corsi sulle tecniche di ricerca attiva del lavoro nel 1999. Nel mio percorso professionale per anni ho svolto corsi sulle tecniche di ricerca attiva del lavoro presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena. Da allora ho formato allo svolgimento di attività di orientamento oltre 2.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sulle tecniche di ricerca di lavoro ho scritto vari articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it.

Per informazioni è possibile scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituire un 3 all’asterisco).

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Corsi a Cagliari e Empoli, date aggiuntive

bandiera sardegna

A richiesta di gruppi di operatori, ho messo a calendario date aggiuntive dei miei corsi. In particolare:

Sono inoltre confermati:

Tutte le informazioni sono nelle pagine lincate.

Svolti di recente:

  • Genova 6-7 Ottobre Laboratorio
  • Torino 29-30 Settembre Laboratorio
  • Empoli 8-9 Settembre Laboratorio
  • Milano 16-17 Giugno Laboratorio
  • Milano 4-6 Maggio Cassetta
  • Milano 13-15 Aprile Cassetta

L’uso delle costellazioni familiari nelle attività di consulenza di carriera

 

costellazioni familiari

Come ricercatore e operatore del settore sono interessato a tecniche nuove che migliorino o espandano le possibilità di intervento delle attività di consulenza di carriera, d’altra parte mi preoccupo che le tecniche che segnalo siano validate scientificamente. In questo caso invece abbiamo una tecnica (quella delle costellazioni familiari) che:

  1. non possiamo provare che funzioni. Ci sono solo alcuni operatori e alcuni loro utenti che dicono di averne tratto beneficio.
  2. ammesso che la tecnica funzioni, non ci sono spiegazioni affidabili del perché funzioni. Non è possibile cioè spiegarne il funzionamento con un ragionamento causale basato su teorie scientifiche.

Dunque, il rischio che la tecnica sia inefficace o addirittura dannosa è estremamente alto. Perciò parlerò delle costellazioni familiari per la consulenza di carriera solo a fini informativi (che cos’è, come è strutturata) ma non ne raccomando l’utilizzo.

 

Come funziona la tecnica delle costellazioni familiari per la consulenza di carriera

In estrema sintesi, la tecnica delle costellazioni familiari è basata sull’ipotesi che i problemi personali siano dovuti a relazioni disarmoniche sviluppate nella famiglia di origine (intesa in senso ampio, a comprendere anche parenti e antenati). Ad esempio, i genitori possono avere aspettative che contrastano con le aspirazioni dei figli. Il trattamento consiste nello svelare le relazioni fra i membri della famiglia di origine attraverso il role playing. Una persona che rappresenta la persona che ha il problema (cosiddetto ‘costellato’) si mette in piedi al centro di una stanza e altre persone che impersonano gli altri membri della famiglia le si dispongono intorno in posizioni e distanze variabili (la vicinanza indica vicinanza affettiva, e viceversa). Altre persone impersonano concetti astratti, quali ad esempio il Problema, l’Affetto, la Violenza Familiare, etc. La tecnica ipotizza che i sostituti dei familiari possano avere accesso alla coscienza di chi rappresentano, e per questo motivo vengono interrogati dal conduttore su ciò che sentono verso il costellato. Un conduttore di costellazioni familiari scrive a riguardo (vedi Clemente C. (2012) Il Lavoro dei tuoi sogni. Trovalo, inventalo, vivilo con le costellazioni familiari. p.14.) che ‘Il fenomeno è difficilmente spiegabile, ma l’esperienza ha dimostrato che funziona sempre’. La collocazione fra i diversi partecipanti viene modificata sulla base dei contenuti che emergono.

Anche i problemi lavorativi dipenderebbero da relazioni familiari problematiche. Ad esempio, un manager può proiettare su un subalterno un fratello minore o un figlio, e per questo tenderà a occuparsi di lui come ci si occupa di un familiare e non di una persona. Per questo sarà incapace di sanzionarlo quando necessario. Grazie alla pesa di coscienza ottenuta svolgendo la costellazione familiare il manager potrà modificare la percezione del dipendente vedendolo solo come un dipendente e non un figlio a cui badare. (Clemente, p.17).

Quando la costellazione familiare viene svolta in impresa, utilizzando i colleghi di lavoro come soggetti impersonanti, la metodologia cambia in maniera sostanziale. Le modalità operative rimangono le stesse ma non viene più rappresentata e indagata la famiglia di origine, solo concetti astratti e riferiti al lavoro (Clemente, p. 15).

 

Un esempio di trattamento (ripreso dal libro di Clemente, p.22-25)

Fabiano è un fotografo freelance di lunga esperienza e molto apprezzato nel suo ambiente, tuttavia è insoddisfatto perché ha l’impressione di sabotare il suo successo, mandando a monte incarichi importanti; rimane così in una situazione economica precaria.

Il padre, bancario, ha sempre creduto nella necessità di un lavoro sicuro e per questo è sempre stato insoddisfatto della scelta di Fabiano. Dalla costellazione emerge che da una parte Fabiano preferisce la situazione attuale, dall’altra,  per amore del padre, sabota inconsciamente la propria affermazione professionale.

Durante la costellazione vengono messi nello spazio un rappresentante di Fabiano, uno del padre e uno che rappresenta il successo professionale.

(citato dal libro) Il rappresentante di Fabiano si dirige subito da una parte e si mette a guardare fuori dalla finestra. Quello del padre rimane all’estremo opposto a guardare il figlio. L’obiettivo resta ai margini e dopo un po’ si siede. In sostanza Fabiano si comporta come se il padre non ci fosse e cerca di escluderlo  emotivamente dalla sua  vita e  dalle sue decisioni. Contemporaneamente, però, si sente debole. Ciò che risulta evidente è che più cerca di allontanarlo, più la sua debolezza aumenta e Fabiano si comporta in modo tale da confermare le convinzioni della famiglia: più il padre è tenuto a distanza, più le convinzioni del padre sembrano corrette. Ho chiesto a Fabiano di avvicinarsi al padre e, per quello che gli era possibile, di appoggiarsi a lui e ho chiesto al rappresentante del padre di dire: «Non condivido le tue scelte ma sono tuo padre, per quello che posso ci sono per te e ti supporto». È importante far notare che fino a quando Fabiano è stato distante, il suo obiettivo si è sentito debole e di poca importanza, quasi evanescente. Fabiano non vedeva né il padre né, tantomeno, l’obiettivo. Quando, invece, si è avvicinato al genitore, anche l’obiettivo ha iniziato a sentirsi più forte e consistente. È lo stesso rappresentante dell’obiettivo che si è rialzato e ha detto: «Ora sento di avere un posto in questa costellazione» (…) Come ulteriore strumento gli propongo di immaginare che, ai futuri colloqui con clienti, il padre sia insieme a lui e di riconnettersi alle stesse sensazioni che ha avuto nella costellazione quando il padre lo sosteneva da dietro.

 

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L’uso del Photolangage nel colloquio d’orientamento

photolangage

Il Photolangage (il termine Photolangage è un marchio registrato) è una tecnica sviluppata in Francia a partire dal 1965. Il Photolangage può essere utilizzato negli ambiti più diversi, ad esempio nell’orientamento, risorse umane, abuso di sostanze, relazioni e sessualità, disturbi alimentari, bullismo, etc.

 

La tecnica consiste semplicemente nell’utilizzare set di fotografie (opportunamente scelte per il loro potere evocativo) all’interno del colloquio individuale o durante attività in piccolo gruppo. Agli utenti viene posta una domanda e si chiede di dare scegliere una o più fotografie che simboleggiano una risposta.

 

Nell’ambito di un colloquio di orientamento individuale possiamo ad esempio avere domande del tipo:

  • Quali sono i tuoi punti forti? Scegli due fotografie che li rappresentano
  • Scegli una foto che rappresenta la tua situazione professionale attuale
  • Scegli una foto che rappresenta i vantaggi della scelta A e un’altra che rappresenta i vantaggi della scelta B (lo stessa richiesta può essere fatta con riferimento agli svantaggi di ciascuna delle due scelte).

 

Nel colloquio individuale il Photolangage prevede i seguenti passaggi (1):

  1. Spiegazione al cliente dello strumento e delle modalità del suo utilizzo (circa 10 minuti)
  2. Formulazione della domanda da parte del consulente
  3. Scelta delle foto da parte dell’utente (circa 10 minuti)
  4. Presentazione e commento delle foto da parte dell’utente (10-15 minuti)
  5. Colloquio utente- consulente sul tema del colloquio

 

In un contesto di piccolo gruppo i passaggi sono gli stessi, con la differenza che tutti i partecipanti scelgono le foto allo stesso tempo, e successivamente, seduti in circolo, ognuno condivide con gli altri il motivo per cui la foto che ha scelto lo ha colpito, con riferimento alla domanda formulata dal facilitatore all’inizio dell’attività.

 

Alcune persone incontrano difficoltà a rendersi conto di quello che pensano o sentono e/o a verbalizzarlo. Lo scopo del Photolangage è facilitare l’emersione e la comunicazione al consulente e/o ai pari  di tali pensieri ed emozioni. Il Photolangage è una delle tante tecniche espressive.  Il Photolangage non va usato come un test proiettivo, il consulente/facilitatore non deve interpretare la scelta delle foto.

 

In questo periodo sto preparando un corso per operatori su come utilizzare le tecniche espressive nell’orientamento. Vedi alla pagina dei miei corsi se è già in calendario e/o scrivimi direttamente (l.evangelista chiocc orientamento.it) per segnalare il tuo interesse.

 

Nota 1. Le informazioni sulle modalità del colloquio individuale sono state ricavate da Belise C. (2017) Photolangage pour l’entretien individuel. Orientation et evolution professionelle.

 

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L’uso delle tecniche espressive nell’orientamento

orientamento scelta scolastica

I colloqui e le altre attività di orientamento sono spesso rivolti a far emergere e a discutere pensieri e emozioni  relativi alla vita professionale. Alcuni utenti incontrano difficoltà a rendersi conto di quello che pensano o sentono e/o a verbalizzarlo.

Queste difficoltà possono essere risolte con l’uso delle tecniche espressive. Le tecniche espressive si basano sul linguaggio simbolico, che è una modalità espressiva e comunicativa basata su ‘cose’ o azioni che stimolano l’elaborazione e l’emergenza di pensieri e/o emozioni attraverso la loro rappresentazione. Queste tecniche invitano la persona a riflettere e a comunicare all’operatore quello che pensano o sentono attraverso un mezzo intermedio (un medium).

Può trattarsi ad esempio di:

  • un disegno / un collage. Esempio: disegna il percorso della tua vita professionale fino a questo momento / fai un collage che rappresenti il percorso della tua vita professionale fino a questo momento
  • una foto. Esempio: fra le 20 foto in questo tavolo scegline due che rappresentano la tua vita professionale
  • un manufatto: fai un oggetto di creta / col lego che rappresenti la tua vita professionale fino a questo momento / fra gli oggetti su questo tavolo scegline uno che rappresenti la tua vita professionale
  • una storia: racconta la tua vita professionale come se tu fossi un cavaliere alla ricerca del sacro graal
  • altro a piacere: scegli una canzone che rappresenti la tua vita professionale / se la tua vita professionale fosse un animale, che animale sarebbe? / etc.

 

Possiamo classificare le tecniche a seconda del mezzo intermedio utilizzato. Ad esempio

  • Immagini: foto, disegni, poster, mosaici, etc.
  • Parole o frasi: stimolare la produzione di analogie verbali
  • Oggetti: creare oggetti con materiali vari o scegliere oggetti
  • Storie
  • Altro: musica, danza, teatro, etc.

 

Il mezzo permette di pensare / sentire / parlare di qualcosa che non è chiaro o non si riesce ad esprimere agendo a seconda dei casi come:

  • un catalizzatore di emozioni e pensieri e/o
  • uno spunto di conversazione con l’operatore.

 

L’uso delle tecniche espressive è utile con tutte quelle tipologie di utenti che:

  • hanno difficoltà a riconoscere le proprie emozioni
  • hanno difficoltà a scrivere (per basso livello culturale o scarsa conoscenza dell’italiano)
  • hanno poco tempo a disposizione: le tecniche espressive, se ben utilizzate, permettono di arrivare rapidamente al punto.

 

L’uso delle tecniche espressive richiede sempre che l’operatore abbia chiaro, preliminarmente,  qual è l’obiettivo del colloquio o dell’attività, e che tipo di informazione vuole ottenere dall’utente. Non basta cioè far fare semplicemente un disegno per svolgere un colloquio di orientamento efficace. Lo stesso criterio vale del resto anche per i colloqui condotti nella modalità classica con domande e risposte.

 

In questo periodo sto preparando un corso per operatori su come utilizzare le tecniche espressive nell’orientamento. Vedi alla pagina dei miei corsi se è già in calendario e/o scrivimi direttamente (l.evangelista chiocc orientamento.it) per segnalare il tuo interesse.

 

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Tecnica del bilancio di competenze: strategie di mobilità professionale

Tecnica del bilancio di competenze: strategie di mobilità professionale

bilancio di competenze

 

Il bilancio di competenze è anche un esercizio di problem solving. Il cliente porta la propria insoddisfazione professionale, e il nostro compito è aiutarlo a individuare nuove opportunità professionali e un piano d’azione per raggiungerle.  Spesso la soluzione più semplice è che il nostro cliente continui a svolgere lo stesso ruolo in un’azienda dello stesso settore, ma ci sono due strategie alternative di mobilità professionale che è utile tenere a mente:

 

STESSO RUOLO IN UN SETTORE DIVERSO: il nostro cliente potrebbe continuare a svolgere lo stesso lavoro ma in un settore diverso. Ad esempio un contabile che ha esaurito gli stimoli in una agenzia assicurativa potrebbe cercare lavoro come contabile in una società sportiva, in una azienda di moda o in una NGO. Questa strategia è utile per avvicinarsi a un settore di interesse per cui purtroppo non si è sviluppata una professionalità specifica.

 

RUOLO DIVERSO NELLO STESSO SETTORE: il nostro cliente potrebbe svolgere un lavoro diverso (in alcuni casi a contenuto professionale più elevato) nello stesso settore. Ad esempio un contabile potrebbe riconvertirsi in un addetto al controllo di gestione (ruolo dello stesso livello) o in un responsabile del controllo di gestione (ruolo professionale più elevato). Se questa riconversione avviene all’interno della stessa impresa, meglio, ci sono meno imprevisti.

 

Assai più difficile è arrivare a svolgere immediatamente un RUOLO DIVERSO IN UN SETTORE DIVERSO. Se l’obiettivo è di questo tipo, conviene adottare una strategia di mobilità professionale in due fasi: prima cercare di svolgere lo stesso ruolo nel nuovo settore che interessa e solo dopo cercare di cambiare ruolo.

 

Se vuoi fare il tuo bilancio di competenze vai a questa pagina. Se invece sei un consulente di orientamento e vuoi imparare a svolgere bilanci di competenze vai a questa pagina.

Vedi anche:

  1. Tecnica del bilancio di competenze: come identificare professioni coerenti con le caratteristiche personali
  2. Tecnica del bilancio di competenze: cos’è un obiettivo professionale
  3. Tecnica del bilancio di competenze: come valutare nuove possibilità professionali
  4. Tecnica del bilancio di competenze: come gestire prospettive di analisi conflittuali

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Tecnica del bilancio di competenze: come gestire prospettive di analisi conflittuali

Tecnica del bilancio di competenze: come gestire prospettive di analisi conflittuali

Bilancio di competenze

A cosa serve il bilancio di competenze

Nella consulenza di carriera  il bilancio di competenze può essere definito come:

una tecnica che con opportuni strumenti (schede pedagogiche, test psicoattitudinali, etc.) rileva e rende manifeste al soggetto quelle  caratteristiche personali utilizzabili sul lavoro al fine di definire un obiettivo professionale  e mettere a punto un piano d’azione per raggiungerlo.

In genere le persone chiedono di fare un bilancio di competenze perché sono a una svolta (ad esempio sono stati licenziati e non vogliono o non possono più svolgere il lavoro precedente ) o desiderano imprimere una svolta alla propria vita professionale. Per questo motivo è utile aiutare il cliente a immaginare più di un futuro professionale. Questo richiede l’analisi di tutte le competenze personali (comprese quelle che potrebbero  essere utilizzate in lavori diversi e non solo di quelle utilizzate nell’ultimo lavoro), l’esplicitazione degli interessi e dei valori professionali personali, anche se divergenti rispetto al percorso di carriera più recente, e un atteggiamento di creatività e ottimismo nell’individuare nuove professioni o ruoli  professionali su cui valutare se investire.

 

Le fasi del bilancio di competenze

Il bilancio di competenze per la consulenza di carriera prevede tre fasi fondamentali:

 

  1. Foto del cliente. In questa fase si aiuta il cliente a mappare le proprie competenze e a esplicitare i propri interessi, valori e aspirazioni professionali. Si portano alla luce anche esperienze remote nel tempo ed esperienze in ambiti extra lavorativi, quali ad esempio nella vita familiare, nel tempo libero e/o nel volontariato. L’analisi di interessi, valori e aspirazioni professionali cerca di far emergere anche interessi e aspirazioni che il cliente aveva accantonato.

 

  1. Foto del contesto. Questa fase prevede la definizione di uno o più obiettivi professionali e dei piani d’azione per raggiungerli. L’obiettivo professionale può essere riferito a un settore economico (‘Voglio lavorare nel sociale’), a una professione specifica (‘Voglio lavorare come assistente sociale’ –può trattarsi di un lavoro già svolto in passato o di un lavoro mai svolto), a una tipologia diversa di contratto per una professione già svolta ‘Voglio mettermi in proprio’, etc. L’obiettivo e il piano d’azione corrispondente vengono confermati, modificati o abbandonati grazie a un processo iterativo basato sulle informazioni raccolte nella ricerca sul campo. Il processo ricorda la potatura degli alberi. Inizialmente si incoraggia la crescita di vari germogli (cioè di più di un obiettivo professionale coerente con interessi, valori professionali e capacità del cliente), e poi dopo un’analisi attenta di ogni obiettivo professionale si tagliano (cioè si abbandonano o si riformulano) gli obiettivi più difficili da realizzare.

 

  1. Accompagnamento. Questa fase comincia una volta che il cliente ha messo a punto il piano (o i piani) d’azione definitivi. A seconda dei casi l’accompagnamento può prevedere supporto durante la ricerca di lavoro (in questi casi gli incontri saranno in genere previsti a distanza settimanale, in modo da sostenere la motivazione) oppure a intervalli più lunghi (mensili o semestrali) se il piano d’azione prevede percorsi di apprendimento. In questo articolo non mi dilungo su questa fase.

 

Quattro prospettive di analisi potenzialmente conflittuali

Nel nostro lavoro col cliente durante il bilancio di competenze possiamo così individuare quattro prospettive di analisi:

  • L’analisi delle competenze personali (nella fase 1)
  • L’analisi delle modalità di sviluppo delle competenze (nella fase 2, durante la stesura dei piani d’azione)
  • L’analisi di desiderabilità dei possibili obiettivi professionali (nella fase 1, durante l’analisi di interessi e valori professionali)
  • L’analisi di fattibilità dei possibili obiettivi professionali (nella fase 2, durante l’identificazione degli obiettivi professionali e la stesura dei relativi piani d’azione)

 

Alcune di queste prospettive di analisi confliggono fra loro.

 

L’analisi delle competenze personali confligge con l’identificazione di ipotesi di sviluppo delle competenze.

 

Se il cliente, durante la fase di mappatura, analizza le proprie competenze pensando già a quali sviluppare e a come svilupparle svolgerà una mappatura incompleta, trascurando l’identificazione e l’analisi di quelle competenze che ritiene poco utili o difficilmente sviluppabili. Questo atteggiamento è rischioso perché il consulente potrebbe suggerire modalità di utilizzo e sviluppo delle competenze omesse a cui il cliente non aveva pensato. Nella fase di analisi delle competenze è utile invece favorire l’emergere di nuove possibilità (analisi di desiderabilità), chiedendo ad esempio ‘In quali professioni le piacerebbe utilizzare questa sua capacità tecnica?’

 

L’analisi di desiderabilità di possibili obiettivi professionali confligge con  l’analisi di fattibilità.

 

Se il cliente analizza i propri interessi e valori professionali e identifica obiettivi professionali provvisori pensando già alla fattibilità dei possibili obiettivi la sua creatività sarà limitata, e spesso ci proporrà solo obiettivi professionali uguali o molto simili alla sua ultima esperienza lavorativa. Questo atteggiamento è rischioso perché il consulente potrebbe conoscere modalità concrete per il raggiungimento di obiettivi professionali che il cliente non ha esplicitato ritenendoli irrealistici.

 

In generale i nostri clienti hanno informazioni incomplete sulle possibilità professionali  e sui relativi percorsi di professionalizzazione, e spesso utilizzano euristiche inadeguate. Per questi motivi i risultati della loro riflessione professionale sono spesso parziali. Durante il bilancio di competenze dobbiamo perciò  impedire che il cliente faccia da solo e in maniera affrettata i vari passaggi della scelta professionale.

 

La soluzione è tenere distinti i diversi momenti di analisi. Questo viene fatto invitando il cliente a svolgere un passaggio per volta, senza pensare a quelli successivi, e proponendo al cliente attività (e relative schede) che si focalizzano su un punto di analisi per volta. Ad esempio conviene evitare attività che chiedono al cliente di descrivere tutte le sue capacità tecniche e allo stesso tempo identificare già possibili professioni  dove utilizzarle. La domanda sarà perciò In quali professioni le piacerebbe utilizzare questa sua capacità tecnica? (analisi di desiderabilità) e non In quali professioni potrebbe utilizzare questa sua capacità tecnica? (analisi di fattibilità). E ugualmente conviene evitare attività che chiedono al cliente di identificare interessi e valori professionali ‘realistici’.

 

Se vuoi fare il tuo bilancio di competenze vai a questa pagina. Se invece sei un consulente di orientamento e vuoi imparare a svolgere bilanci di competenze vai a questa pagina.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.