Laboratorio sul Bilancio di Competenze individuale

bilancio di competenze

Cos’è e a chi è rivolto

Il Laboratorio, in due giornate, è rivolto a consulenti di orientamento, consulenti di carriera, career coach o a persone che hanno già seguito una formazione specifica sull’orientamento che vogliono imparare a svolgere Bilanci di Competenze in modalità individuale.

 

Questo Laboratorio sul Bilancio di Competenze ha un approccio estremamente  pratico: ogni partecipante svolgerà in aula, sotto la supervisione del docente, due bilanci di competenze individuali, uno nel ruolo del consulente e l’altro nel ruolo di utente.

 

Il programma delle due giornate prevede:

  1. Una breve introduzione teorica sugli scopi e le caratteristiche dei bilanci di competenze nell’ambito dell’orientamento e delle risorse umane
  2. L’esame di una serie di casi di bilancio di competenze
  3. La trasmissione ai partecipanti e la spiegazione di un percorso operativo di bilancio, strutturato in 15 schede e di una traccia su come utilizzare i materiali (totale circa 30 pagine). Le schede permettono di svolgere un bilancio individuale della durata di 3-6 incontri individuali con persone adulte (dai 19 anni in su), normodotate, di madrelingua italiana, disoccupati o che desiderano cambiare lavoro.
  4. Lo svolgimento pratico, in aula, sotto la supervisione del docente, di tutto il percorso di bilancio in modalità individuale. Ogni partecipante svolgerà due bilanci di competenze individuali, uno nel ruolo del consulente e l’altro nel ruolo di utente.

 

Cosa otterrai partecipando al Laboratorio

  • Tutte le schede e istruzioni dettagliate per svolgere un percorso di bilancio di competenze in modalità individuale. Le schede vengono distribuite a ciascun corsista con l’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / career coaching / outplacement con i propri utenti.
  • Un miglioramento della tua capacità di svolgere bilanci di competenze in modalità individuale
  • Il tuo bilancio di competenze comprensivo del tuo piano di miglioramento professionale.

 

Dove, quando, costo e modalità di iscrizione

Il Laboratorio sul Bilancio di Competenze è previsto a  Milano, in via Mauro Macchi 8 nei giorni  sabato 16 e domenica 17 giugno 2018, in orario 9,30-13,30 e 14,30-17,30  (14 ore totali). Ai partecipanti viene rilasciato un attestato a firma del docente. AL MOMENTO STO RACCOGLIENDO LE ISCRIZIONI, IL LABORATORIO NON E’ ANCORA CONFERMATO.

Scegli la tua modalità di acquisto:

Soluzione 1: costo ridotto 240 €. Comprende:
  1. La partecipazione alle due giornate di formazione
  2. Le schede per lo svolgimento del bilancio di competenze
  3. La traccia che spiega come utilizzare le schede per lo svolgimento del bilancio di competenze a livello individuale.
Soluzione 2: costo ordinario 280 €. Comprende:
  1. Tutto quello che è previsto nella Soluzione 1
  2. Una traccia dettagliata che spiega come utilizzare le schede per lo svolgimento del bilancio di competenze con piccoli gruppi di utenti.

Per iscriverti devi scaricare, compilare e rinviarmi la scheda di iscrizione Iscrizione-Laboratorio-Bilancio-di-Competenze. Devi inoltre effettuare il pagamento della quota di partecipazione (vedi la scheda di iscrizione).

Se hai già partecipato al mio corso La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento o al mio corso a distanza Impara a fare Consulenza di Orientamento con Adulti puoi partecipare al Laboratorio al costo scontato di 170 (corso Cassetta degli Attrezzi scontato o corso a distanza) o 190 € (corso Cassetta degli Attrezzi a prezzo pieno). Scrivimi per saperne di più.

Attenzione: il Laboratorio è rivolto a consulenti di orientamento, consulenti di carriera, career coach (cioè a persone che già lavorano nel settore) o persone che hanno già seguito una formazione specifica sull’orientamento che vogliono imparare a svolgere Bilanci di Competenze in modalità individuale. Chi non ha questi requisiti è opportuno che frequenti innanzitutto il mio corso La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento. Per casi dubbi suggerisco di inviarmi un CV PRIMA di versare la quota di iscrizione.

Differenze fra il Laboratorio sul Bilancio di Competenze individuale e gli altri miei corsi

Gli altri due corsi sono La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento e il corso a distanza Impara a fare consulenza di orientamento con adulti

 

  1. Il Laboratorio sul Bilancio di Competenze ha alcune schede aggiuntive rispetto agli altri due corsi. Le schede aggiuntive permettono:
  • una analisi più dettagliata dei ruoli lavorativi di persone occupate
  • un migliore accompagnamento degli utenti successivo al bilancio.

 

  1. Il Laboratorio di bilancio di competenze trasmette una traccia che spiega come utilizzare le schede in modalità individuale, mentre gli altri due corsi trasmettono una traccia che spiega come utilizzare le schede per bilanci con piccoli gruppi di utenti. I partecipanti al Laboratorio di bilancio di competenze possono acquistare la traccia che spiega come utilizzare le schede con piccoli gruppi (15 pagine) a un costo aggiuntivo di 60 €.

 

  1. Nel Laboratorio di bilancio di competenze il percorso di bilancio individuale viene sperimentato per intero, mentre nel corso Cassetta degli Attrezzi il tema del bilancio di competenze è trattato in una sola giornata e perciò non c’è tempo per sperimentare tutte le schede. Inoltre la sperimentazione delle schede è focalizzata sulla modalità con piccoli gruppi.

 

Il docente Leonardo Evangelista

Sono uno psicologo del lavoro e ho iniziato a svolgere bilanci di competenze nel 1999. Nel mio percorso professionale ho contribuito alla messa a regime dei bilanci di competenze presso i Centri per l’impiego di varie province toscane  e per anni ho svolto bilanci di competenze presso i Centri per l’impiego delle province di Firenze e Siena. Grazie alla mia esperienza e a molti approfondimenti su bilanci di competenze svolti anche all’estero ho messo a punto un modello originale di bilancio di competenze e formato allo svolgimento di bilanci di competenze oltre 2.000 operatori. Vedi un elenco delle mie attività formative nel settore dell’orientamento e delle risorse umane. Sul bilancio di competenze ho scritto molti articoli reperibili sul mio sito www.orientamento.it. Vedi più in basso.

Per informazioni è possibile scrivermi all’indirizzo l.evangelista chiocciolina orientamento.it, il mio cell. è *.384.640.194 (sostituire un 3 all’asterisco).

Alcuni dei miei articoli sul bilancio di competenze

  1. Cos’è il bilancio di competenze?
  2. Bilancio di competenze e orientamento
  3. Bilancio di competenze, autoefficacia e stili di attribuzione
  4. Una descrizione di Bi.dicomp
  5. Bilancio di competenze, fine di un mito
  6. La prossima regolamentazione del bilancio in Italia?
  7. Il bilancio di competenze dei docenti neo assunti
  8. Bibliografia e strumenti operativi sul bilancio di competenze nell’orientamento

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

La messa a regime dell’assegno di ricollocazione aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento

assegno di ricollocazione

Dal 3 aprile entrerà a regime in tutta Italia l’assegno di ricollocazione. Finora l’assegno di ricollocazione è stato attivato in via sperimentale per circa 30.00 persone. Con la messa a regime il Governo pensa di coinvolgere almeno 70.000 persone.

 

L’assegno di ricollocazione è servizio di assistenza intensiva e personalizzata al disoccupato che percepisce la NASPI (indennità di disoccupazione) da almeno 4 mesi. Viene svolto da Centri per l’impiego e altri soggetti accreditati (ad esempio Agenzie per il lavoro e agenzie formative private accreditate). In alcune regioni (per esempio la Lombardia) dispositivi simili sono già in vigore da alcuni anni. Il disoccupato non riceve  indennità aggiuntive alla NASPI; è invece prevista una indennità per il CPI o i soggetti accreditati se il disoccupato trova lavoro.

 

Con l’assegno di ricollocazione il disoccupato viene preso in carico per 6 mesi (prorogabili di altri 6) da un operatore di orientamento che lo aiuta a definire un obiettivo e pianificare una ricerca di lavoro intensiva. A seconda dei casi possono essere previsti colloqui settimanali, quindicinali o mensili.

 

E’ ovvio che con una modalità di questo tipo la richiesta di operatori di orientamento cresce.

 

Enche in Italia è in atto il trend di fornire un sostegno economico alle persone sotto la soglia di povertà o che perdono lavoro, subordinandolo, come in altri Paesi, alla partecipazione ad attività di ricerca di lavoro o di formazione. I Governi Renzi e Gentiloni hanno  aumentato l’importo e la durata dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti (la Naspi), previsto una indennità per collaboratori coordinati e continuativi (la DIS-Coll) e un assegno per le famiglie bisognose (il REI, Reddito di Inclusione). Il reddito di cittadinanza promesso dai 5 Stelle prevede un allargamento della platea dei soggetti assistiti a circa 9 milioni di persone; anche il questo caso, come per il REI, il sostegno al reddito è subordinato all’adesione a percorsi di formazione e reinserimento professionale.

 

Poiché in un contesto di questo tipo il ruolo degli operatori di orientamento è fondamentale possiamo prevedere nel breve-medio periodo (anche ammettendo che le promesse elettorali non siano interamente rispettate) un forte aumento della richiesta di operatori di orientamento da parte di Centri per l’impiego, Agenzie per lavoro e Agenzie formative accreditate.

 

In sintesi, sulla base di questi sviluppi  possiamo dire che l’orientamento è al momento un buon settore dove investire per il proprio sviluppo professionale.

 

Nei giorni 3-4-5 Maggio terrò a Milano il corso La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di orientamento. Il corso fornisce gli strumenti metodologici e operativi per svolgere attività di orientamento per i disoccupati che utilizzano l’assegno di ricollocazione. Vedi la pagina dedicata al corso.

 

Per approfondimenti vedi:

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Milano 4, 5, 6 Maggio 2018: edizione aggiuntiva del Corso La Cassetta degli Attrezzi per il Career coaching e l’Outplacement

 

corso orientamento

Poiché il corso Cassetta degli Attrezzi per il Career coaching e l’Outplacement previsto a Milano per i giorni 13, 14, 15 Aprile non ha più posti disponibili, ho previsto un’altra edizione a Milano per i giorni 4, 5, 6 Maggio 2018. I primi 10 iscritti pagheranno una quota di iscrizione ridotta di 320 € invece di 360 €, perciò se sei interessato/a iscriviti al più presto.

Per informazioni e iscrizioni vai a questa pagina.

Per informazioni puoi usare il modulo qui sotto.

 

 

Corsi su europrogettazione e orientamento inizio 2018

Segnalo i corsi in calendario per l’inverno e primavera 2018:

Corso di Europrogettazione: impara a progettare i Partenariati Strategici Erasmus+

Milano, sabato 17 e domenica 18 Febbraio 2018

Il corso si tiene in orario 9,30-13 e 14-17,30 in via Via Mauro Macchi 8 (5 minuti a piedi dalla Stazione centrale).

Il corso insegna come scrivere progetti di Partenariato Strategico. I partenariati strategici finanziano progetti di cooperazione o di innovazione educativa fra organizzazioni europee e sono una via d’accesso privilegiata per aspiranti europrogettisti e per quelle agenzie formative che desiderano ampliare il loro settore di attività alla progettazione europea.

Gli iscritti al Corso in aula avranno anche accesso gratuito ai miei due corsi online Finanziamenti europei: cosa sono e come ottenerli e Ottieni finanziamenti europei grazie a partenariati della durata di circa 1 ora ciascuno e del valore complessivo di 180 €.

Il docente è Leonardo Evangelista https://servizieuroprogettazione.it/chi-sono-2/ europrogettista e in passato valutatore di progetti per l’Agenzia Nazionale Erasmus+ e la Commissione Europea. Quest’anno i miei Partenariati Strategici sono stati approvati in Francia, Polonia, Svezia, Italia. Leggi alcune valutazioni ottenute dai miei progetti.

Il costo di partecipazione è di 210 € per i primi 10 iscritti e 260 € per gli altri. L’iscrizione e informazioni aggiuntive sono disponibili da questa pagina.


Corso La Cassetta degli attrezzi del Consulente di Orientamento

A Roma: 9, 10, 11 Febbraio 2018
A Bari: 23, 24, 25 Febbraio 2018
A Milano: 13, 14, 15 Aprile 2018

Il corso in tre giornate (21 ore d’aula, in orario 9,30-13 e 14-17,30) fornisce le conoscenze e gli strumenti per svolgere consulenza di orientamento. Le tre giornate sono dedicate a:

  • le teorie di base e il contesto della consulenza di orientamento
  • la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling
  • strumenti per lo svolgimento di bilanci di competenze in modalità individuale e in piccolo gruppo
  • strumenti per la consulenza sulla ricerca di lavoro in modalità individuale e in piccolo gruppo

Il docente è Leonardo Evangelista. Leggi cosa dicono i partecipanti alla precedente edizione.
Il costo di partecipazione è di 280 € per i primi 10 iscritti e 360 € per gli altri. L’iscrizione e informazioni aggiuntive sono disponibili da questa pagina.


I primi 10 iscritti a ogni corso pagano una quota ridotta. Se vuoi partecipare ai seminari a costo ridotto ISCRIVITI SUBITO.

Informazioni al cellulare (il mio cell. si ottiene dalla sottrazione 5.384.640.194-2.000.000.000), oppure col modulo qui sotto.

© Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento, 15′ Edizione

Il seminario, in 3 giornate, in orario 9,30-13 e 14-17,30 (21 ore d’aula), è tenuto da Leonardo Evangelista ed è dedicato agli strumenti di base per chi svolge attività di orientamento, career coaching e outplacement: la consulenza di orientamento con persone adulte in cerca di lavoro (1’ giornata), il bilancio di competenze con adulti (2’ giornata), la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling (3’ giornata). Il programma dettagliato di ogni giornata è accessibile a questa pagina (seminari 2, 3 e 5). La quota di iscrizione comprende anche un fascicolo di oltre 40 pagine contenenti schede da utilizzare nelle attività di orientamento con licenza d’uso e le istruzioni per utilizzarle.  Al momento sono previste edizioni a:

  • MILANO. Ottobre 2017: venerdì 20: la consulenza di orientamento con persone in cerca di lavoro, sabato 21: il bilancio di competenze con adulti, domenica 22: la gestione del colloquio di orientamento utilizzando le abilità di counseling. Il seminario si tiene in via Manzotti 10/A (zona viale Jenner, linea gialla della metro, 4 fermate da Stazione Centrale). Il costo di partecipazione è 360 € compresa IVA se dovuta. E’ possibile dormire presso la sede del seminario a 20 € a notte. E’ possibile partecipare anche a singole giornate, per informazioni chiedere al docente.

I posti sono limitati per questo suggerisco di iscriversi prima possibile. Tutti i seminari in questa pagina si tengono al raggiungimento di un numero minimo di iscritti, perciò prima di acquistare biglietti aerei o ferroviari è necessario richiedere conferma dell’effettivo svolgimento. Ai partecipanti ai seminari organizzati direttamente da Evangelista viene rilasciato un attestato di partecipazione a firma Leonardo Evangelista Formazione, scarica esempio esempio attestato aula.

I materiali soggetti a copyright vengono distribuiti ai corsisti con un’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / career coaching / outplacement con i propri utenti. Le persone fisiche che desiderano ripartecipare a un seminario a cui hanno già partecipato possono iscriversi pagando la metà della quota di iscrizione. Per neolaureati e persone con scarsa esperienza nell’orientamento è consigliabile la lettura preliminare dei vari articoli del mio sito.

Effettua il pagamento: LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE, NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI

Per informazioni è possibile scrivermi utilizzando il modulo qui sotto, il mio cell si ottiene dalla sottrazione 5.384.640.194-2.000.000.000.

Cuore o testa nelle scelte professionali?

 

Il cuore come sappiamo rappresenta le emozioni, la testa la razionalità. Quale dei due dobbiamo usare nelle nostre scelte professionali o, meglio, come integrarli?

Il rischio di scegliere solo in base a considerazioni razionali è trovarci poi al lavoro in ruoli che non ci interessano, con tutti i problemi conseguenti: mancanza di motivazione, scarso rendimento, desiderio di far altro, mancata espressione delle nostre capacità.

Le emozioni sono espressione della parte più profonda di noi, perciò sono loro che devono indicarci la strada. Un senso di repulsione, fastidio o noia verso una determinata professione (sia nel caso in cui la svolgiamo veramente sia se pensiamo a svolgerla) oppure, al contrario, un senso di soddisfazione e gioia ci indicano la strada da seguire.

Tuttavia le emozioni hanno alcune caratteristiche che rendono pericoloso seguirle senza basare le nostre scelte anche sul ragionamento. Le emozioni:

  • possono basarsi su una conoscenza incompleta o errata delle mansioni e sul contesto che caratterizzano una determinata professione, oppure su elementi ininfluenti (ad esempio, sul nostro atteggiamento verso l’unica persona che conosciamo che svolge quella determinata professione)
  • possono essere di breve durata. E’ noto che le emozioni possono essere volubili
  • possono avere una intensità spropositata rispetto al fattore che le ha scatenate (ad esempio forti reazioni emotive possono essere provocate anche da piccolo insuccessi o delusioni in ambito lavorativo o formativo)
  • possono spingerci verso mete irrealistiche e irraggiungibili, proprio perché non ‘temperate’ da un’analisi razionale del contesto
  • spingono all’azione immediata.

Per questi motivi è pericoloso scegliere solo sulla base di un’emozione immediata, si rischiano quelli che impropriamente sono chiamati ‘colpi di testa’, ma in realtà sono ‘colpi di cuore’.

Solo se l’emozione è continua nel tempo allora va ascoltata, ma anche le decisioni verso cui l’emozione ci spinge devono essere ponderate per evitare di danneggiarci. Tornando a quanto detto all’inizio di questo articolo, le emozioni (quelle costanti nel tempo), devono indicarci la strada, ma poi sta alla testa definire con precisione la meta (scartando quelle irrealistiche) e scegliere come arrivarci.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Su quali criteri possiamo basare le scelte relative alla nostra vita personale e professionale?

Ci sono momenti della nostra vita personale e professionale in cui ci sentiamo confusi e non sappiamo in che direzione dirigerci. E ugualmente, come consulenti, facciamo fatica ad accompagnare nella presa di decisioni alcuni dei nostri clienti.

Prendiamo il caso di Marta, marchigiana, 26 anni. Dopo la laurea in gestione del personale, e un periodo di 6 mesi passato viaggiando in America Latina, da 3 mesi ha trovato un buon lavoro a Milano fino a dicembre nel settore risorse umane di una grande azienda, ma non è contenta. Non è particolarmente contenta del lavoro che svolge (si occupa della selezione di neolaureati e neodiplomati) che pure è coerente coi suoi studi, né di abitare a Milano dove fa fatica a crearsi una rete di amici a causa dei lunghi orari lavorativi e del rimpianto per gli amici che ha lasciato nella sua cittadina di origine. Alla fine del lavoro a termine, Marta dice che tornerà per un mese in America Latina a insegnare l’inglese a dei bambini poveri. Dice che adesso le sue priorità sono cambiate, che non le interessa ‘crescere’ sul lavoro, e che dopo il prossimo soggiorno in America Latina si cercherà un lavoro di scarso impegno nelle Marche, in modo da stare vicina a amici e genitori. Fra 1 mese rientrerà a Milano un ragazzo con ci ha avuto una storia in America Latina e con cui ha continuato a sentirsi spesso da quando è tornata in Italia.

Quali temi possiamo individuare nella storia di Marta? E quali indicazioni possiamo darle? I principali temi:

-la fatica di passare dal tempo dello studio (in genere piacevole, con molto tempo dedicato alle relazioni, senza rapporti gerarchici) a quello del lavoro (rapporti gerarchici, tempo libero limitato)

-la difficoltà di adattamento al lavoro è aumentata dalla precedente esperienza in America Latina, che, per un giovane europeo, è una specie di Paese dei Balocchi. C’è il rischio (da un punto di vista professionale) che una volta tornata in America Latina Marta decida di prolungare ulteriormente il suo soggiorno, impegnandosi in lavori dequalificati lontani dal settore dove ha sviluppato finora la propria impiegabilità

-la necessità che prima dei 29-30 anni Marta abbia acquisito una professionalità significativa attraverso esperienze lavorative qualificanti. A 26 anni è relativamente facile trovare imprese che  decidono di investire su giovani neolaureati, assai più difficile a 29-30 anni

-la possibilità che Marta abbia scelto un corso di laurea che le interessava poco o di cui conosceva poco gli sbocchi professionali. Se ha un interesse di lungo periodo per lavorare coi bambini (Marta ha già svolto volontariato in una scuola materna e in un orfanatrofio) avrebbe dovuto laurearsi in scienze dell’Educazione primaria.

In generale, quali possono essere i criteri per le nostre scelte in ambito personale e professionale? Ne indico tre:

1. Migliorare costantemente la propria impiegabilità, la propria posizione gerarchica e/o il proprio reddito in ambito lavorativo. Le persone per cui questo criterio è predominante accettano trasferimenti geografici e adattano la propria vita personale alle necessità lavorative. Il loro obiettivo è avere un’occupazione che assicuri l’indipendenza economica e la soddisfazione sul lavoro. Nella nostra società individualizzata questo criterio è diventato sempre più importante, ed è quello che compare più spesso nelle storie professionali che leggiamo sui giornali. Questo criterio è utilizzato anche da chi abita in zone particolarmente povere e sceglie di emigrare per avere un reddito e condizioni di vita migliori.

2. Risiedere in luogo specifico. Si basano su questo criterio quelle persone che scelgono innanzitutto una città o regione dove vorrebbero vivere, e solo successivamente un lavoro fra quelli disponibili nella zona prescelta. La scelta di una determinata città può dipendere da specifiche caratteristiche climatiche, artistiche, culturali, o dalla presenza di persone significative (amici, parenti o genitori), o di un’abitazione di proprietà. Può trattarsi della città dove si è cresciuti o di un luogo diverso, come ad esempio per Marta potrebbe essere l’America Latina. La gran parte delle persone sceglie di rimanere nella città o nella regione dove è cresciuta, in alcuni casi perché non ha gli strumenti (ad esempio la buona conoscenza di una lingua straniera) per spostarsi all’estero.

3. Abitare con una persona specifica, nell’ambito di un rapporto di coppia. Si basano su questo criterio le persone che fanno scelte di vita (dove abitare, lavorare o no, che tipo di lavoro) e professionali (che tipo di lavoro) subordinate alla convivenza col proprio compagno o compagna. E’ una scelta rischiosa perché oggi la maggioranza delle unioni finisce in un divorzio.

Questi tre criteri si si influenzano a vicenda, tuttavia per ogni persona è possibile individuare qual è il criterio predominante e come si combina con gli altri.  Il peso relativo dei diversi criteri può cambiare nel tempo, ad esempio il peggioramento della salute di un familiare o la presenza di figli piccoli può bloccare o ridurre fortemente la mobilità geografica.

Tornando al caso specifico, come potremmo accompagnare Marta nella sua scelta?

Una variabile importante è la relazione col ragazzo conosciuto in America Latina, che, se prosegue, potrebbe spingere Marta a rimanere a Milano, perciò è necessario aspettare un paio di mesi, del resto il suo contratto scade a dicembre (in ogni caso se crede che il contratto non le sarà prolungato, Marta dovrà iniziare la ricerca di un nuovo posto di lavoro verso ottobre). Al di là di questo, la consulenza con Marta  la inviterà a riflettere su:

  • quali sono i motivi dell’avvenuto passaggio dal criterio 1 al criterio 2
  • vantaggi e svantaggi di una scelta sulla base dei criteri 1 e 2
  • che tipi di lavoro potrebbe trovare seguendo il criterio 2 e quanto le sembrano desiderabili
  • cosa pensa della sua scelta universitaria e del lavoro nel settore delle risorse umane, quali altri settori lavorativi le sembrano desiderabili, quanto tempo e risorse economiche sono necessarie per riqualificarsi in altri settori
  • sui rischi di trasferirsi stabilmente in America Latina svolgendo lavori dequalificati. Se desidera stabilirsi in America Latina, Marta potrebbe cercare lavori nel settore delle risorse umane.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Linee guida per la descrizione di profili e ruoli professionali

operaio

Da qualche anno è in corso in Italia un processo che sta portando allo sviluppo di un repertorio nazionale dei profili professionali e delle relative qualifiche. Ma quali sono i principi che devono guidare la descrizione dei profili professionali? Qui di seguito descrivo una serie di linee guida.

  1. per ogni profilo o ruolo professionale vanno indicate le attività principali (cioè più importanti) che caratterizzano il profilo o ruolo professionale.
  2. A. per ogni attività principale vanno descritte le sotto attività principali che rendono possibile lo svolgimento di ciascuna attività principale. B. ogni sotto attività può comparire in una sola attività principale
  3. attività principali e sotto attività devono riferirsi a azioni osservabili e vanno descritte con verbi di azione, utilizzando una terminologia la più comprensibile possibile
  4. nella descrizione di attività e sotto attività non vanno utilizzati termini qualitativi relativi alla prestazione quali ad esempio ‘adeguato’, ‘consapevole’, ‘efficace’ perché si tratta di termini generici, non misurabili. Lo standard minimo relativo allo svolgimento di attività principali e sotto attività sarà definito successivamente in un documento apposito che descriverà indicatori osservabili e misurabili.

Alcuni esempi

Per un consulente di orientamento, le attività principali possono essere 1. Svolgere colloqui individuali, 2. Svolgere attività di orientamento con piccoli gruppi 3. Aiutare i propri clienti a definire un obiettivo professionale e un piano d’azione per raggiungerlo, 4. Aiutare i propri clienti a svolgere una ricerca di lavoro, etc.

Le sotto attività di 1. Svolgere colloqui individuali possono essere 1.1. Avviare il colloquio 1.2. Svolgere l’analisi della domanda del cliente 1.3. Rinviare il cliente ad altro servizio 1.4. Verificare assieme al cliente di aver compreso gli elementi più importanti della situazione, etc.

Alcuni esempi di espressioni che non vanno utilizzate e dei motivi per cui non vanno utilizzate:

  • Essere consapevole –> non è un verbo d’azione
  • Gestire efficacemente –> entrambi sono termini generici
  • Contribuire attivamente –> entrambi sono termini generici
  • Capacità di apertura collaborativa –> linguaggio inutilmente elaborato, non è un verbo di azione
  • Stringere la mano al cliente –> è un’azione che fa parte dell’attività principale 1. Svolgere colloqui individuali, ma è una sotto attività della sotto attività 1.1. Avviare il colloquio (il suo codice identificativo sarebbe 1.1.1.) e pertanto non si indica. Per gli scopi di una semplice, generica descrizione di un profilo o ruolo professionale il terzo livello (sotto sotto attività) è un livello di dettaglio troppo elevato
  • Condividere le decisioni –> termine generico
  • Comprendere le motivazioni –> non è un verbo d’azione
  • Essere collettori di –> linguaggio troppo elaborato, non sembra essere un verbo d’azione.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Verso Oriente. Cosa significa seguire un obiettivo professionale

Verso Oriente

Il potere delle metafore / Cosa significa seguire un obiettivo professionale

Nei tempi antichi i pellegrini che andavano a piedi in pellegrinaggio a Gerusalemme non conoscevano in dettaglio le strade che avrebbero percorso, ma solo la direzione, data dal luogo dove sorgeva il sole. Seguivano cioè una direzione di massima e poi sceglievano la strada volta per volta, sulla base delle informazioni che raccoglievano per strada e delle  possibili strade che si trovavano davanti.

Nel nostro caso l’Oriente è per molte persone una indicazione di massima di obiettivo professionale, quali ad esempio ‘Lavorare nel sociale’ oppure ‘Lavorare in una professione dove posso applicare le mie conoscenze in ambito giuridico’.  Le informazioni stradali e le strade nel nostro caso corrispondono alle informazioni che si raccolgono su professioni e settori professionali e alle opportunità di lavoro, collaborazione o formazione che si presentano durante il nostro percorso di inserimento professionale.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Collocato su internet il 10 gennaio 2014. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica.

Career Guidance and Livelihood Planning across the Mediterranean – Challenging Transitions in South Europe and the MENA Region – SensePublishers

Una ricerca sull’orientamento nei Paesi del Mediterraneo.

Sommario: Perhaps no other challenge preoccupies governments and citizens in the Mediterranean region than the mass unemployment of young people, many of who have invested in higher education in the hope that ability and effort lead to fulfilling lives. Transitions to independent adulthood are, however, frustratingly long drawn-out, and often jeopardised by labour markets that are neither youth-friendly nor meritocratic. While such challenges require structural responses at the macro-economic level, career education and guidance have an important role to play in addressing both the public and private good, and in furthering the social justice agenda. This volume provides a state-of-the-art review of career education and guidance in Southern Europe and the Middle East and North Africa Region, presenting a multi-faceted portrayal of the situation in each country as well as overviews of cross-cutting themes that are especially relevant to context, such as women’s career development in the Arab states, job placement support for refugees, and the impact of faith on livelihood planning.

Sorgente: Career Guidance and Livelihood Planning across the Mediterranean – Challenging Transitions in South Europe and the MENA Region – SensePublishers