3.9. La ricerca di lavoro negli enti pubblici

Negli enti pubblici (Asl, Comuni, Ministeri, etc.) si viene assunti fondamentalmente per graduatoria o per concorso.

Se cerchi un lavoro per cui è sufficiente la scuola dell’obbligo devi rivolgerti al Centro per l’Impiego e chiedere qual è il sistema attualmente utilizzato nella tua provincia (i sistemi possono essere diversi).

Per le mansioni per cui è richiesto il diploma o una specializzazione si viene assunti per concorso pubblico (se il lavoro è a tempo indeterminato), oppure sulla base di graduatorie speciali (se il lavoro è a tempo determinato) compilate fra tutti coloro che hanno fatto una domanda apposita.

  • Le graduatorie sono redatte in genere in base al voto di diploma e a eventuali periodi precedenti di servizio presso pubbliche amministrazioni. Dal gennaio 2000 tutti i concorsi pubblici prevedono una prova di informatica e una di lingua straniera. Per sapere quando escono i concorsi o quando e dove far domanda per i lavori a tempo determinato devi consultare il sito della Provincia o della Regione che ti interessano, i siti ufficiali Gazzetta Ufficiale Concorsi, http://www.lavoropubblico.gov.it oppure siti privati specializzati in concorsi pubblici come ad esempio Concorsando
  • Per informazioni sui concorsi e gli incarichi della Scuola Pubblica devi consultare il sito del Ministero dell’Istruzione.
  • Enel, Telecom, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane sono adesso società per azioni e non sono più tenute a seguire le procedure previste per la Pubblica amministrazione, anche se in genere continuano ad assumere con un bando pubblico e prove di selezione aperte a tutti; maggiori informazioni sulle possibilità e le modalità di assunzione direttamente presso gli uffici del personale di queste società.

Per le persone con disabilità valgono regole speciali descritte in questo documento.

Per persone che cercano lavoro, la ricerca nel settore pubblico può rivelarsi una trappola. Perché una trappola?

I concorsi pubblici sono molto affollati. In alcuni concorsi (in particolare in quelli per titoli ed esami nel settore amministrativo riservati a diplomati senza precedenti esperienze di lavoro), il rapporto fra posti disponibili e candidati è arrivato a 1 su 800.

Quando c’è molta sproporzione fra candidati e posti disponibili hai delle possibilità solo se:

  • ti piacciono le materie d’esame e nel corso degli studi hai dimostrato ottime capacità di apprendimento e di espressione verbale e scritta;
  • hai già lavorato per molti mesi nel ruolo messo a concorso tramite incarichi a termine;
  • prima di ogni concorso ti prepari accuratamente studiando almeno 6 ore al giorno per almeno 6 mesi, eventualmente frequentando anche dei corsi di preparazione (spesso organizzati dai Sindacati);
  • sei fortemente raccomandato e/o hai un amico in commissione d’esame che ti sostiene (questo non vuol dire che tutti i concorsi vengono vinti da raccomandati, ma in alcuni casi può accadere).

Se non rientri in una di queste categorie (e spesso una sola non basta) sei automaticamente uno degli altri 799 che stanno svuotando il mare con un secchiello.

Il brutto è (e qui sta la trappola) che anche queste persone senza speranza sono convinte che stanno facendo qualcosa per il lavoro. Passano il tempo leggendo bandi di concorso, compilando domande, andando in Comune, spedendo lettere…. e in effetti stanno davvero facendo qualcosa: lavorano di secchiello. Molte di loro, se indirizzassero il loro impegno nella ricerca di un lavoro nel settore privato, otterrebbero senz’altro risultati migliori.

In conclusione, se il tuo obiettivo è trovare un lavoro nel settore pubblico attraverso concorsi, attenzione ai secchielli.

…………………………………………….

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Insegnavi a Yale? Mettiti pure in coda – Corriere.it

Divertente / tragico, ma non nuovo:  Insegnavi a Yale? Mettiti pure in coda

Vale di più una cattedra ad Harvard o all’ateneo di Villautarchia? Dipende. All’Università del Salento, pare impossibile, il concorso per assumere 16 professori riconosce più punti a chi ha già insegnato nelle nostre aule piuttosto che ai docenti di Berkeley o Yale. (…)

Col risultato, ad esempio, che se un fuoriclasse celebre nel mondo come Andrew Stewart, specializzato in «Ancient Mediterranean Art and Archaeology», volesse prendersi lo sfizio di lasciare l’Università di Berkeley per venire a Lecce (ammesso che fosse accettato nonostante il passaporto straniero) avrebbe per la sua esperienza didattica 4 punti rispetto ai 20 riconosciuti a un ipotetico professor Tizio Caio che abbia insegnato in un’università telematica di Rocca Cannuccia. Assurdo. Tanto più di questi tempi, coi docenti delle «telematiche» che paiono (ma ci torneremo) moltiplicarsi miracolosamente. (…) appare folle la sproporzione, ad esempio, per la cattedra di Econometria (20 punti a 10), di «Meccanica applicata alle macchine» (30 punti a 10), di Botanica (20 punti a 5) o di «Misure elettriche ed elettroniche» dove lo squilibrio è ancora quintuplo: 10 punti ai «casalinghi», 2 agli eventuali acquisti dall’estero.

Contunua a leggere seguendo il link

Insegnavi a Yale? Mettiti pure in coda – Corriere.it.