Conviene formarsi adesso per navigator? E come scegliere la formazione per navigator?

Quali sono le mansioni del navigator?

Innanzitutto, stabiliamo chi è e cosa fa il navigator. Il decreto sul reddito di cittadinanza, all’art. 9, comma 3, fa riferimento a un ‘tutor’ che assiste il beneficiario del reddito di cittadinanza nella ricerca intensiva di un’occupazione. Perciò il nome corretto è ‘tutor’ della ricerca di lavoro; navigator è il nome usato nei talk show televisivi e sui giornali. In quest’articolo userò entrambi i termini, come equivalenti.

Nei centri per l’impiego (le strutture pubbliche che erogano servizi di orientamento e incrociano domanda e offerta di lavoro) e nelle agenzie per il lavoro (le strutture private come ad esempio Adecco, Manpower, Randstad che ugualmente erogano orientamento e incrociano domanda e offerta di lavoro) i tutor della ricerca di lavoro esistono già, da anni. Chi lavora come tutor  della ricerca di lavoro si definisce ‘consulente di orientamento’ o anche ‘addetto alle politiche attive del lavoro’, o anche più in breve ‘orientatore’.

Secondo il Governo, l’introduzione del reddito di cittadinanza porterà a un aumento del fabbisogno dei navigator. Di Maio, in più occasioni, ha fatto riferimento a 10.000 nuovi assunti in 2 anni, dei quali 6.000 assunti dal Ministero del lavoro tramite la sua controllata ANPAL Servizi e 4.000 dalle Regioni. Inoltre altri navigator saranno verosimilmente assunti dalle agenzie per i lavoro che, secondo quanto previsto dal  decreto si occuperanno ugualmente di assistere i beneficiari del reddito della cittadinanza nella loro ricerca di lavoro.

CONCLUSIONE 1: Perciò a questo punto possiamo arrivare a una prima conclusione: L’ORIENTAMENTO È UN SETTORE PROMETTENTE IN TERMINI LAVORATIVI.

Un elemento aggiuntivo da evidenziare è che a seguito del reddito di cittadinanza aumenterà la richiesta anche di altre figure, ad esempio di formatori (perché una parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza saranno formati) e di educatori e assistenti sociali (prenderanno in carico i beneficiari del reddito di cittadinanza meno impiegabili). La mia impressione è che la richiesta di assistenti sociali e educatori sarà comparabile a quella degli orientatori.

Vale la pena di formarsi adesso per navigator? E come scegliere la formazione?

Le persone che lavorano nell’orientamento hanno in genere una laurea in psicologia, scienze dell’educazione, sociologia, economia, scienze politiche, giurisprudenza. Le stesse lauree sono state indicate da Tridico, il consigliere economico di Di Maio, come quelle richieste ai navigator per il bando ANPAL Servizi.

CONCLUSIONE 2: Tutto è possibile, ma SE NON HAI UN LAUREA IN UNO DI QUESTI AMBITI, SECONDO ME NON VALE LA PENA DI IMPEGNARTI PER LAVORARE COME NAVIGATOR.

In un concorso pubblico come quello delle Regioni o simil pubblico come quello di ANPAL Servizi i requisiti richiesti sono inderogabili: se non hai uno dei titoli di studio richiesti non puoi partecipare. Le agenzie per il lavoro sono invece strutture private e possono essere più elastiche, in teoria è possibile essere assunti anche con lauree di altro tipo a condizione di seguire una formazione specifica sull’orientamento e fare un tirocinio nell’orientamento di durata significativa (almeno 6 mesi, secondo me). Dunque lavorare come navigator per le agenzie per il lavoro in teoria è possibile ma prima di diventare competitivo ti ci vorrà circa  un anno (6 mesi di tirocinio + 1-2 mesi per formarsi sull’orientamento, poi ci sono di mezzo Natale e le ferie e arrivi a 12 mesi).

Se hai una laurea di quelle che sembra saranno richieste per lavorare come navigator, vale la pena di formarti adesso?

Se ti interessa lavorare nel settore dell’orientamento in generale, prima cominci a formarti e prima sei competitivo, perciò va bene cominciare a formarti adesso. Una volta formato, potrai proporti con le agenzie per il lavoro e eventualmente anche sui bandi pubblici.

CONCLUSIONE 3. SE TI INTERESSA LAVORARE NEL SETTORE DELL’ORIENTAMENTO IN GENERALE (PUBBLICO E PRIVATO) COMINCIARE A FORMARTI ADESSO È UNA BUONA STRATEGIA. Dai un’occhiata ai miei corsi, che sono brevi, molto operativi ed economici.

Se invece sei interessato a lavorare SOLO nel settore pubblico (bandi ANPAL e bandi regionali) tieni conto che NON SAPPIAMO COME SARANNO STRUTTURATI I BANDI PUBBLICI. Ad esempio, oltre alla laurea potrebbe essere richiesto UN PERIODO MINIMO DI ESPERIENZA. Perciò se acquisti adesso corsi di formazione sperando che ti saranno utili per partecipare ai bandi pubblici RISCHI DI BUTTARE VIA TEMPO E SOLDI.

CONCLUSIONE 4: SE TI INTERESSA LAVORARE SOLO NEL PUBBLICO, PRIMA DI COMPRARE CORSI DI FORMAZIONE PER NAVIGATOR ASPETTA I BANDI.

L’unico corso che ti consiglio di seguire già adesso, se sei interessato solo al bando navigator, è quello organizzato da ADAPT. È un corso che tratta solo norme giuridiche, perciò credo sarà un po’ noioso (ma prepararsi su norme giuridiche è in genere noioso). Te lo consiglio perché ADAPT è un’associazione esperta nella normativa giuridica relativa alle politiche attive del lavoro E PERCHE’ È GRATIS, perciò se poi non puoi partecipare all’eventuale bando ANPAL perché non hai i requisiti, se non altro hai perso solo tempo, non soldi.

Che formazione serve per lavorare per navigator?

Che cosa deve esserci nella formazione? Se vuoi lavorare con le agenzie per lavoro, sarà probabilmente molto importante aver seguito una formazione (corsi e eventualmente tirocinio) sull’orientamento. Se invece vuoi passare un concorso pubblico probabilmente ti dovrai formare soprattutto sulle norme di legge relative alle politiche attive del lavoro e sul diritto amministrativo.

Fai anche attenzione a cosa compri. Una rapida ricerca in rete mi fa ad esempio scoprire:

  • Un seminario per superare il colloquio per navigator. Ma le ultime notizie sono che non ci sarà nessun colloquio di selezione, solo un test psicoattitudinale e un test sulla normativa relativa alle politiche attive del lavoro
  • Un corso a distanza sulla didattica orientativa venduto come ‘preparazione di base per i navigator’. La didattica orientativa è una cosa da insegnanti, non è chiara (almeno a me) l’utilità di un corso di questo tipo per chi dovrà orientare disoccupati adulti

CONCLUSIONE 5: NON ACQUISTARE CORSI PER NAVIGATOR A OCCHI CHIUSI.

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Bando ANPAL Navigator, aggiornamento n. 2

Vedi anche gli ultimi aggiornamenti.

Molte persone, soprattutto laureate, sono interessate al bando ANPAL per il navigator, l’operatore che dovrebbe assistere nella loro ricerca di lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza. In particolare molte persone vorrebbero sapere quando uscirà il bando, quali saranno i requisiti per partecipare al bando, quali le prove d’esame, quali titoli saranno valutabili e i criteri di valutazione dei titoli, quali saranno i tempi d’entrata in servizio dei navigator che superano la prova di selezione.

Questo articolo riassume quello che sappiamo al momento sul bando ANPAL navigator sulla base di anticipazioni che sono uscite sulla stampa. Tieni conto che alcune di queste anticipazioni sono contraddittorie e che l’unico modo per avere risposte certe è attendere l’uscita del bando. Tieni anche conto che il bando navigator non è l’unica possibilità per chi vuole lavorare nel settore dell’orientamento. Tutte le possibilità di lavoro e formazione nel settore dell’orientamento (incluso quello che sappiamo sul bando navigator, ma anche esempi di altri concorsi pubblici recenti per figure simili e esempi di offerte di lavoro per orientatori nel settore privato) sono descritte in dettaglio nel mio seminario previsto a Milano sabato 16 marzo 2019. Ne ho già svolto uno il 9 febbraio, andato esaurito, ne ho messo un altro a calendario perché alcune persone interessate hanno aspettato l’ultimo momento pe iscriversi e sono rimaste fuori; perciò se sei interessata/o alle opportunità di lavoro nel settore dell’orientamento, incluso navigator, iscriviti al più presto. Se invece vuoi imparare a lavorare o migliorare la tua professionalità di consulente di orientamento, career coach, consulente di carriera, addetto alle politiche attive del lavoro,  allora ti consiglio i miei corsi.

Allora riassumo quello che sappiamo finora sul bando navigator:

  • Dovrebbero essere assunte 10.000 persone, delle quali 6.000 da ANPAL servizi spa, che è una società controllata dal Ministero del Lavoro. Le altre 4.000 saranno assunte dalle Regioni
  • Tridico, consigliere economico di Di Maio (nella foto in questa pagina), ha dichiarato la settimana scorsa che il bando ANPAL sarebbe uscito entro il 15 febbraio (perciò questa settimana). I bandi regionali richiedono molto più tempo; l’ipotesi più ottimistica è settembre, ma quella più verosimile è che ci vorrà circa 1 anno, perciò i vari bandi regionali dovrebbero uscire a febbraio 2020.
  • Il bando sarebbe pronto, ma il Titolo V della Costituzione assegna le potestà legislative sulle politiche attive del lavoro alle Regioni, perciò è opportuno che il bando esca solo dopo l’accordo con la Conferenza delle Regioni. Toscana e Veneto hanno minacciato un ricorso alla Corte costituzionale se l’assunzione dei navigator ANPAL non sarà negoziata con le regioni. La necessità di questo accordo sta allungando i tempi e potrebbe portare a modifiche sostanziali di quanto inizialmente previsto dal Ministero del lavoro. E’ previsto un incontro fra Ministero del Lavoro e regioni domani 12 Febbraio.
  • Le ultime indiscrezioni sui contenuti del bando affermano che potranno presentare domanda solo i laureati in psicologia, scienze della formazione, giurisprudenza, economia, scienze politiche, sociologia; il voto di laurea sarà considerato. Sembra non sarà indispensabile (le indiscrezioni non ne parlano) una precedente esperienza, anche se in teoria la precedente esperienza potrebbe essere valutata con un punteggio aggiuntivo. Il motivo della mancata obbligatorietà di esperienza pregressa è secondo me che potrebbe essere difficile trovare 6.000 operatori con esperienza pregressa. Ci sarà una preselezione basata sull’esame delle domande e poi una prova a riposta multipla basata su test psicoattitudinali e domande di carattere giuridico sulle normative relative alle politiche attive del lavoro. La prova dovrebbe tenersi a Roma.

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Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

Vedi la pagina dedicata a materiali gratuiti per lo svolgimento di attività di orientamento. Vedi il sito Consulenti di Carriera.

Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  2. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  3. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  4. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  5. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  8. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  9. 000 assunzioni per i centri per l’impiego
  10. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  11. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  12. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  13. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

 

Altre fonti oltre a quelle già citate nell’articolo:

 

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Bando ANPAL Navigator: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale

Del-Conte

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Un’intervista a Maurizio del Conte (attuale Presidente uscente di ANPAL, nella foto) ci dà informazioni molto interessanti relativamente alle caratteristiche richieste a quanti saranno selezionati come Navigator. Come è noto i navigator sono gli operatori che assisteranno nella ricerca di lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Secondo quanto riportato nell’intervista, Parisi (futuro presidente di ANPAL e ideatore del sistema dei sistema a supporto dei centri per l’impiego, inclusi i navigator) ha chiesto a Del Conte:

quali sono le competenze specifiche che deve avere il ‘navigator’ per operare sul mercato del lavoro italiano, dalla legislazione alle regole fino alla capacità di incrociare domanda e offerta di lavoro.

Del Conte ha risposto che il riferimento è il profilo dell’operatore del mercato del lavoro, e in particolare delle figure più esperte attualmente impegnate presso i centri per l’impiego.

Secondo Del Conte:

  • il navigator deve conoscere le regole e cioè benefici, incentivi e sussidi di disoccupazione, con le differenze messe in campo a livello regionale e territoriale,
  • avere conoscenza tecnica e giuridica precisa,
  • avere capacità anche di orientatore e valutatore delle competenze professionali di chi si presenta allo sportello, in modo tale da realizzare un bilancio delle competenze del disoccupato.
  • Ed essere capace di leggere come si muove il mercato territorialmente, essendo così in grado di
  • incrociare domanda e offerta di lavoro, andando a incrociare le imprese con i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Questa descrizione ci dà un’idea precisa dei possibili criteri di valutazione dei curricula e dei temi dell’orale. Ovviamente Parisi potrà anche togliere o inserire altri temi, ma ci sembra improbabile, dal momento che l’elenco è significativo e Parisi non conosce il mercato del lavoro e il sistema pubblico per l’impiego italiano.

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Dove trovare ulteriori informazioni

Per saperne di più sulle possibilità di lavoro nel settore dell’orientamento (inclusi i navigator) puoi partecipare al mio seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, a Milano il 16 marzo 2019.

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Il bando ANPAL è un’opportunità anche per chi non ha i requisiti
  2. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  3. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  4. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  5. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  6. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  7. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  8. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  9. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  10. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  11. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  12. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  13. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  14. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

 

Note: L’intervista a Del Conte è stata effettuata da ad Adnkronos/Labitalia, leggi un resoconto.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate

Il disoccupato che riceve il reddito di ricollocazione potrà farsi assistere anche da operatori di orientamento (cosiddetti navigator) che lavorano presso agenzie private accreditate (agenzie formative, agenzie per il lavoro -cioè le ex interinali). Così un articolo di La Repubblica Online pubblicato ieri che riporta anticipazioni sulla nuova versione del decreto relativo al reddito di cittadinanza.

L’articolo afferma che ‘l’assegno di ricollocazione, che serve al disoccupato ad attivare l’affiancamento del navigator si potrà spendere non solo presso i centri per l’impiego ma anche presso gli altri soggetti accreditati’

Se questa impostazione sarà confermata, saranno evitati mega concorsi presso i centri per l’impiego pubblici o ANPAL Servizi, come sembrava in un primo tempo. L’aumentato fabbisogno di operatori di orientamento dipendente dall’introduzione del reddito di cittadinanza sarà soddisfatto anche da una aumentata attività e eventualmente assunzioni presso le agenzie private accreditate, rendendo tutto il processo più rapido e fluido.

Per saperne di più sulle possibilità di lavoro nel settore dell’orientamento puoi partecipare al mio seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, a Milano il 9 febbraio 2019.

Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

Vedi la pagina dedicata a materiali gratuiti per lo svolgimento di attività di orientamento. Vedi il sito Consulenti di Carriera.

Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  4. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  5. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  6. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  7. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  8. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  9. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Leggi l’articolo su La Repubblica.

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Il reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro nell’orientamento

assegno di ricollocazione

Dall’aprile 2019 sarà avviato in tutta Italia il reddito di cittadinanza.

Il dispositivo prevede che le persone che ricevono il reddito di cittadinanza siano prese in carico dai centri per l’impiego e dalle agenzie accreditate per i servizi al lavoro e assistite nella ricerca di lavoro. Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere corrisposto a circa 4 milioni di persone. Attualmente le persone che utilizzano i servizi per l’impiego pubblici sono circa 3 milioni.

Al momento il Governo ha stanziato fondi per assumere circa 10.000 operatori di orientamento (ribattezzati navigator). 6.000 saranno assunti da ANPAL Servizi, un’agenzia controllata dal Ministero del lavoro che supporta i sevizi pubblici per l’impiego. Altri 4.000 saranno assunti dalle regioni. Altri operatori (non sappiamo quanti) saranno assunti dalle agenzie accreditate. Altri operatori saranno verosimilmente assunti dai servizi che si occupano di assistenza a utenze svantaggiate non immediatamente ricollocabili, come ad esempio le cooperative sociali.

E’ ovvio che con una modalità di questo tipo la richiesta di operatori di orientamento cresce. Possiamo prevedere che l’orientamento è al momento un buon settore dove investire per il proprio sviluppo professionale.

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Dove trovare ulteriori informazioni

Per approfondimenti sul reddito di cittadinanza e i navigato vedi i miei articoli pubblicati finora (altri saranno aggiunti non appena ci sono informazioni aggiuntive, saranno lincati a questa pagina):

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  4. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  8. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  9. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  10. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  11. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  12. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego

Come formarsi nell’orientamento

Ecco un elenco dei miei corsi:

 

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Disoccupati per scelta.”Tanto, ho la Naspi…” | La nuvola del lavoro

Ne arrivano a pioggia segnalazioni d’imprenditori che vogliono assumere e che ricevono un rifiuto: “No…tanto ho l’indennità di disoccupazione…”Qualche mese fa, era stato Bachisio Ledda titolare della ‘Mail Express Posta & Finanza’ di Teramo a lanciare una specie di allarme: “Su 100 persone selezionate per il ruolo di portalettere, 90 hanno rinunciato. Il nodo è che riescono a mantenersi con la Naspi. E dei controlli, meglio non parlare…

Continua a leggere: Disoccupati per scelta.”Tanto, ho la Naspi…” | La nuvola del lavoro

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE: SPUNTI PER UNA NUOVA PROGETTAZIONE | Sviluppo Lavoro Organizzazione

Stanno arrivando i primi risultati relativi all’assegno di ricollocazione, sulle 30mila lettere inviate nella sperimentazione dell’assegno ben poche sono le risposte da parte dei destinatari. Inevitabile l’avvio dei ragionamenti sull’efficacia del dispositivo. Claudio Negro – profondo conoscitore delle politiche del lavoro lombarde – segnala alcuni punti di attenzione che sarebbe utile introdurre in tempi molto brevi. E lo stesso fa Luigi Olivieri, che ragiona tra l’altro sulla modalità di gestione della co

Continua a leggere: ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE: SPUNTI PER UNA NUOVA PROGETTAZIONE | Sviluppo Lavoro Organizzazione

Elena, la prima italiana che torna al lavoro con l’assegno di ricollocazione Corriere.it

Elena Perbellini, 47 anni, è tornata a lavorare lunedì scorso in una grande azienda della provincia di Verona, la sua città. Era disoccupata da quasi due anni, un periodo non facile. Ed è la prima italiana ad aver trovato un posto grazie all’assegno di ricollocazione, la misura sperimentale partita da poche settimane che aiuta i disoccupati a trovare un nuovo impiego.

Continua a leggere: Corriere della Sera

Pietro Ichino |  ANPAL: CIÒ CHE SI SPERIMENTA NON È LA RIFORMA

Il 3 marzo scorso l’ANPAL ha inviato a 20.000 disoccupati la lettera con cui si offre loro, in via sperimentale, la possibilità di beneficiare di una nuova misura di politica attiva del lavoro che sembra ispirarsi alla riforma del 2015: l’assegno di ricollocazione. In sostanza, si consente loro di scegliersi liberamente, e retribuire con l’assegno a risultato ottenuto, l’operatore specializzato da cui farsi assistere nella ricerca del lavoro. Ora apprendiamo che, a un mese di distanza, hanno aderito a questa iniziativa soltanto 600 disoccupati: il 3 per cento dei destinatari di quella lettera! Come si spiega un interesse così basso? Lo spiega il Vademecum sulla sperimentazione dell’assegno di ricollocazione predisposto dalla stessa ANPAL: dove alle pagine 4 e 5 si legge che il destinatario può – trascrivo parola per parola – “pensarci su e riservarsi di aderire in seguito”. Entro quando? Entro il termine del trattamento di disoccupazione, che può durare fino a 24 mesi. Ora, chiunque si occupi di politiche attive del lavoro sa che la ricollocazione di una persona è tanto più difficile quanto più lungo è stato il suo periodo di disoccupazione. Consentire di “pensarci su” finché dura il sostegno del reddito significa lisciare il pelo a quella pessima cultura che caratterizza i nostri vecchi servizi per l’impiego, e di riflesso i comportamenti opportunistici di troppi disoccupati: quelli che considerano il godimento dell’ammortizzatore sociale come una sorta di prepensionamento, o comunque di vacanza. Ma questo è esattamente il contrario dell’idea cui si ispira la riforma del 2015.

Continua a leggere: Pietro Ichino |  ANPAL: CIÒ CHE SI SPERIMENTA NON È LA RIFORMA

Assegno di ricollocazione e criticità da tenere d’occhio

Assegno di ricollocazione e criticità da tenere d’occhio

Ormai di stanno moltiplicando articoli, post, servizi televisivi che annunciano l’avvio della sperimentazione di questo voucher che proporrà ad una platea di persone senza lavoro, inizialmente 30.000, un voucher che può essere utilizzato per servizi finalizzati ad attivare la persona nella ricerca del lavoro e al suo collocamento nel mercato del lavoro.

La misura è coordinata dall’Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) di recentissima istituzione che appare per la prima volta tra gli attori dei servizi per il lavoro. Inoltre la misura dovrebbe rilanciare le politiche attive che costituiscono l’altra gamba del Jobs Act, finalizzato a rendere più dinamico il nostro mercato del lavoro che in molti osservatori valutano bloccato e ancorato a vecchie logiche improntate ad una cultura assistenziale  http://www.pietroichino.it/?p=44260

In Lombardia il modello proposto dalla Regione si avvicina ai 4 anni e ha preceduto la logica dell’assegno di ricollocazione proponendo a centri per l’impiego ed agenzie accreditate al lavoro un approccio per cui il servizio proposto alle persone senza lavoro viene retribuito sostanzialmente “a risultato” http://www.bollettinoadapt.it/old/files/document/23127131001_dlu_accom.pdf  In sostanza se l’agenzia è capace e favorisce il collocamento della persona senza lavoro che ha preso in carico ottiene una “premialità”. Se un’agenzia prende in carico e colloca una donna, over 50, senza diploma, da più di un anno fuori dal mercato del lavoro (fascia ad altra intensità di aiuto) avrà una premialità maggiore se prendesse in carico una persona giovane, diplomata con pochi mesi di disoccupazione (fascia a bassa intensità d’aiuto) la premialità sara significativamente minore: 1835 euro per le fasce 3 e 3 plus, contro le 567 per la fascia 1.

Logico e razionale. Efficiente? Un po’ meno. Perché bisogna addentrarsi nell’operatività. Intanto il meccanismo genera dal punto di vista organizzativo una forte richiesta di documentazione amministrativa. Alcuni operatori accreditati segnalano che l’attività di rendicontazione richiesta dalla Regione supera per monte ore, l’attività erogata all’utente. Questo indicatore andrà monitorato con grande attenzione perché una delle storiche critiche alla scarsa efficienza dei CpI è legata al fatto che da erogatori di servizi rivolti a persone ed aziende si sono trasformati in organismo sostanzialmente amministrativi https://slosrl.wordpress.com/2014/09/01/centri-per-limpiego-e-una-questione-di-efficacia-ed-efficienza/

Ma il modello è comunque efficace? I numeri relativi al collocamento delle persone prese in carico sono significativi “il numero di destinatari avviate al lavoro attraverso la Dul è di 30.812 (nel periodo 2013-’15) che corrisponde circa al 63% delle Doti assegnate” https://lavoroeimpresa.com/2015/03/27/dote-unica-lavoro-dalla-regione-lombardia-un-esempio-di-innovazione-da-seguire/  E’ però interessante notare il profilo delle persone prese in carico “Il 67% del campione risulta avere come titolo di studio un diploma. Inoltre il campione è prevalentemente giovane: il 51% ha meno di 34 anni e in generale più del 75% dei destinatari è un under 45 e infine si tratta prevalentemente di disoccupati (più del 70%). In altre parole, l’idealtipo della Dote Unica del lavoro è un giovane Under 45’ disoccupato, con un titolo di studio medio alto (laurea o diploma)”. Questo porta Francesco Giubileo e Simone Cerlini, autori del post, a segnalare un punto di attenzione “è necessario evitare che alcuni enti accreditati (profit, non profit o pubblici) respingano soggetti molto lontani dal mercato del lavoro, come i disoccupati di lungo periodo Over 55’”. Tema ripreso da Stefano Zanaboni “Questo fenomeno, noto come “creaming”, benché sia esplicitamente vietato dalle normative vigenti (dal D.Lgs 276 alle norme regionali sull’accreditamento), è purtroppo riscontrabile nelle aree in cui le regioni hanno impostato con la logica della remunerazione a risultato il proprio sistema di servizi al lavoro, sia che ciò riguardi i soli operatori privati come in Lazio, sia che coinvolga anche gli operatori pubblici come in Lombardia” http://www.workmag.it/2016/09/servizi-per-il-lavoro-come-remunerare-senza-discriminare/  Ed è anche il senso di un richiamo da parte della dirigente Antonella Chiusole, della storica Agenzia del Lavoro di Trento, antesignana delle politiche attive nel nostro paese http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/08/11/news/storia-di-antonella-l-unica-dirigente-che-applica-le-sanzioni-1.280201

Quali conclusioni trarre da queste riflessioni? Ben vengano le sperimentazioni, introducono un confronto con un nuovo modo di gestire i servizi per il lavoro. Ben venga l’idea di premiare chi produce risultati. E’ il caso di considerare però se le modalità adottate in Regione Lombardia per la valutazione:

  • tasso di successo inteso come capacità, da parte degli operatori di far raggiungere, ai destinatari dell’intervento, il miglior risultato occupazionale;
  • soddisfazione dei destinatari dell’intervento, misurabile attraverso indagini di customer satisfaction

siano modalità tra le più efficaci o non sia utile affidare ad un’agenzia indipendente l’analisi degli esiti anche in relazione ai profili di disoccupati presi in carico valutando la rappresentatività di quel campione. Traducendo: l’idealtipo della Dote Unica del lavoro, giovane Under 45, disoccupato, con un titolo di studio medio alto rappresenta la media del disoccupato lombardo o una quota minoritaria?

Infine una questione di metodo: sarebbe utile che la sperimentazione dell’ANPAL portasse con sé anche uno spirito diverso nella gestione dei servizi. A lungo ci si è divisi in vista della nascita dell’ANPAL  su quale fosse il modello migliore: quello pubblico o quello orientato al privato? Sarebbe utile un approccio estremamente pragmatico, orientato alle persone (i disoccupati) e anche alle aziende (che non sono solo dispensatori di posti di lavoro), attento alle persone capaci di attivarsi e anche a quelle in grave difficoltà che recenti fatti di cronaca hanno riportato alla ribalta http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/02/07/news/non-posso-passare-il-tempo-a-cercare-di-sopravvivere-1.14839837  e la cosa non è impossibile visto quello che si riesce a fare già ora con le persone in difficoltà  Inoltre sarebbe utile favorire l’integrazione fra pubblico e privato come avviene già ora nelle reti che gestiscono i servizi sulla disabilità https://slosrl.wordpress.com/2016/05/16/quando-un-sistema-acquista-consapevolezza/   Infine sarebbe auspicabile che sul tema della riforma dei servizi per il lavoro gli operatori partecipassero attivamente facendo sentire la propria voce e le proprie proposte. E la possibilità offerta dai nuovi social media è una occasione da utilizzare.

Autore: Sergio Bevilacqua

Sergio Bevilacqua è esperto dei servizi per il lavoro, gestisce progetti sulla governance dei servizi con strutture pubbliche e private https://www.linkedin.com/in/sergio-bevilacqua-2b401324/  Segue il tema delle politiche attive del lavoro sul blog di SLO https://slosrl.wordpress.com/