Scarica il Manuale sulla Formazione Continua del Personale Sanitario

Come è noto, gli operatori sanitari, fra cui gli psicologi, hanno l’obbligo di svolgere attività di formazione continua per mantenere e migliorare costantemente la propria professionalità. Il Manuale sulla Formazione Continua del Personale Sanitario, realizzato AGENAS Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Nazionali, è un documento ufficiale che riporta tutte le informazioni relative alla formazione continua del personale sanitario.

Il Manuale è stato collocato sul sito AGENAS il 06/12/2018 e si riferisce al periodo dal 1 gennaio 2019 in poi.

L’indice del Manuale è il seguente:

MANUALE SULLA FORMAZIONE CONTINUA DEL PROFESSIONISTA SANITARIO

INDICE
1. Diritti ed obblighi sulla formazione continua del professionista sanitario 5
1.1. Obbligo di formazione continua 5
1.2. Destinatari e decorrenza dell’obbligo formativo 5
1.3. Accesso alla formazione continua 6
1.4. Pubblicità dell’evento ECM 7
1.5. Attività formative 8
1.6. Docenti dell’evento 11
1.7. Conflitto d’interessi, sponsorizzazione e pubblicità nell’evento 12
1.8. Reclutamento del professionista sanitario 14
1.9. Scheda di qualità percepita e percezione interessi commerciali in ambito sanitario 14
1.10. Attestati ECM e attestati di partecipazione 14
1.11. Certificazione ECM 15
1.12. Segnalazione di irregolarità 16
1.13. Tutela del discente (o docente) nel caso di mancato, incompleto o inesatto rapporto
dell’evento da parte del provider 16
2. Obiettivi formativi e Dossier formativo 17
2.1. Obiettivi formativi 17
2.2. Dossier formativo 19
2.2.1 Dossier formativo individuale e di gruppo 19
2.2.2 Requisiti per la realizzazione del dossier formativo e relativo bonus 20
3. Formazione individuale 21
3.1. Attività formative non erogate da provider 21
3.2. Attività di ricerca scientifica 21
3.2.1. Pubblicazioni scientifiche 21
3.2.2. Sperimentazioni cliniche 21
3.3. Tutoraggio individuale 22
3.4. Formazione individuale all’estero 22
3.4.1. Formazione individuale svolta all’estero presso enti inseriti nella LEEF 22
3.4.2. Formazione individuale svolta all’estero presso enti non inseriti nella LEEF 23
3.4.3. Convenzioni e misure per il mutuo riconoscimento dei crediti all’estero 23

3.5. Autoformazione 23
3.6. Riconoscimento e registrazione dei crediti per attività di formazione individuale 23
3.7. Recupero dell’obbligo formativo del triennio 2014/2016 24
3.8. Obbligo formativo medici competenti 24
4. Esoneri ed esenzioni 25
4.1. Esoneri 25
4.2. Esenzioni 26
4.3. Valutazione delle istanze 27
ALLEGATO I. Scheda di valutazione della qualità percepita
ALLEGATO II. Attestazione del numero di crediti formativi registrati sul sistema COGEAPS
ALLEGATO III A. Certificazione ECM
ALLEGATO III B. Certificazione ECM Medico del lavoro
ALLEGATO IV. Domanda di riconoscimento dei crediti per pubblicazioni
ALLEGATO V. Domanda di riconoscimento dei crediti per sperimentazioni cliniche
ALLEGATO VI. Domanda di riconoscimento dei crediti per tutoraggio
ALLEGATO VII. Domanda di riconoscimento dei crediti per formazione individuale all’estero
ALLEGATO VIII. Domanda di riconoscimento dei crediti per autoformazione
ALLEGATO IX. Modello per il riconoscimento di esonero
ALLEGATO X. Modello per il riconoscimento di esenzione
ALLEGATO XI. Modello per il riconoscimento di esonero/esenzione per casi non previsti dal Manuale
ALLEGATO XII. Delibera Dossier formativo 2017-2019

 

Puoi scaricare il Manuale cliccando su questo link.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego

 

Secondo dati ANPAL citati stamani da Il Corriere della Sera Online, psicologi e orientatori sono le figure di cui c’è maggiormente bisogno nei centri per l’impiego. I centri per l’impiego, come è noto, sono principale struttura su cui dovrebbe basarsi il previsto reddito di cittadinanza.

L’articolo de Il Corriere della Sera elenca anche una serie di criticità (oltre alla dotazione di personale preparato) che è necessario risolvere per poter attivare il reddito di cittadinanza, in particolare:

  • una banca dati unica nazionale di tutte le offerte di lavoro
  • la possibilità per i CPI di accedere alle banche dati di inps, Agenzia delle entrate, Miur
  • la riduzione i una serie di procedure burocratiche che al momento assorbono l’attività del 50% dei dipendenti dei centri per l’impiego
  • il rinvio ai centri per l’impiego delle sole persone che sono effettivamente in grado di lavorare. Si stima che le persone immediatamente in grado di lavorare siano solo circa un quarto dei 5 milioni di cittadini che potrebbero risolvere il reddito di cittadinanza.

Leggi l’articolo de Il Corriere della Sera

Leggi anche:

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza

Il programma dell’attuale Governo prevede com’è noto la concessione di un  reddito di cittadinanza  a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni.

La concessione del reddito di cittadinanza è subordinata alla partecipazione ad attività di orientamento e/o formazione.

Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro.

Fino a qualche mese fa sembrava che i soggetti privati fossero esclusi, così ad esempio un articolo apparso su Il Corriere della Sera il 28 settembre 2018 segnalava che il Ministero del Lavoro non aveva contatti con Assolavoro, l’associazione delle Agenzie per il lavoro private (Manpower, Randstad, etc.).

Nella puntata del 5 novembre 2018 della trasmissione televisiva Porta a Porta il Ministro Di Maio ha dato qualche informazione in più sul personale che seguirà le persone col reddito di cittadinanza, ribattezzato Navigator:

“Il Navigator fa parte del programma di assunzioni che faremo. Li selezioniamo con un colloquio per trovare altre persone con alto profilo per seguire i giovani che hanno perso il lavoro. (…) L’importante è che la persona che orienta il disoccupato venga pagato in base al numero delle persone orientate”.

Il Navigator: “formerà e  orienterà [il disoccupato] in modo che l’azienda la possa assumere senza doverla formare (…) La formazione non necessariamente deve essere avvenire nei centri per l’impiego; ma anche in un centro privato, in una azienda”.

Ascoltando l’intervista (vedi un estratto) sembra di capire (al minuto 3:06) che i Navigator possano essere anche personale esterno ai centri per l’impiego, appartenente alle Agenzie per il lavoro private.

Un altra informazione utile è che il 2 dicembre i relatori della legge di bilancio hanno presentato un emendamento che prevede che dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone da destinare ai centri per l’impiego.

Secondo un mio collega che lavora all’interno di un centro per l’impiego la misura è riferita almeno in parte a personale precario che già lavora presso i centri e che sarà così stabilizzato.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

4000 Assunzioni nei centri per l’impiego

In questi giorni è in discussione in parlamento la legge di bilancio 2019. La legge di bilancio, proposta dal Governo, stabilisce le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo.

Ieri 2 dicembre i relatori della legge hanno presentato un emendamento che prevede che dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone da destinare ai centri per l’impiego.

Vedi la notizia su Il Corriere della Sera.

 

Certificazione delle competenze e bilancio di competenze

Che relazioni possono esserci fra il sistema nazionale di certificazione delle competenze acquisite in contesti formali e non formali e il bilancio di competenze?

 

Il sistema nazionale di certificazione delle competenze è stato introdotto da vari provvedimenti legislativi, in particolare i Commi 56 e 68 della legge 92/2012, il D.Lgs 13/2013, il Dl 30-6-2015. In estrema sintesi, il  sistema permette di ottenere una qualifica professionale senza frequentare un corso  di formazione (per chi è interessato, maggiori informazioni possono essere richieste al Centro per l’impiego, ad agenzie formative accreditate, all’assessorato regionale alla formazione professionale, oppure col corso INAPP  Vali.Co).

 

Il processo di certificazione è strutturato in 4 fasi:

1. Accoglienza. Il candidato alla certificazione è informato sul processo e si valuta se gli conviene farlo.

2. L’individuazione delle competenze. Con l’aiuto di un operatore, il candidato individua le proprie competenze fra quelle indicate sul sito Atlante del lavoro e mette a punto un dossier delle evidenze che provano il possesso delle competenze individuate.

3. Validazione. Un operatore diverso da quello che ha aiutato il candidato nella fase precedente riesamina tutta la documentazione. Se una o più delle competenze non è sufficientemente dimostrata, l’operatore, assieme ad un esperto di settore, può far svolgere al candidato una prova di verifica.

4. Certificazione. Il candidato svolge una simulazione davanti a una commissione composta anche da un rappresentante della Regione dove viene svolto il processo di certificazione. La commissione rilascia la qualifica (se l’utente ha fornito evidenza del padroneggiamento di tutte le competenze che compongono la qualifica) oppure un documento che dichiara quali sono le singole le competenze padroneggiate.

 

Nell’orientamento, il bilancio di competenze è una tecnica che  con opportuni strumenti (schede pedagogiche, test psicoattitudinali, etc.)  rileva e rende manifeste al soggetto quelle  caratteristiche personali utilizzabili sul lavoro (una ‘fotografia’ della persona)  al fine di definire un obiettivo professionale e mettere a punto un piano d’azione per raggiungerlo.

 

Dunque ambedue i dispositivi rilevano le competenze. Quali rapporti ci sono fra i due dispositivi?  Il bilancio di competenze può essere utilizzato nella fase di individuazione o validazione delle competenze?

 

Nella fase di validazione sicuramente no, perché il bilancio di competenze orientativo si limita a rilevare le competenze, non le misura. Il dispositivo di certificazione delle competenze del sistema nazionale di certificazione invece rileva che le competenze del candidato raggiungano uno standard minimo prestabilito prima della prova di valutazione.

 

La risposta relativa alla fase di individuazione è più articolata. Nel bilancio di competenze usato nell’orientamento si analizzano una serie di fattori personali legati alla buona prestazione lavorativa e alla scelta dell’obiettivo professionale, quali ad esempio capacità trasferibili,  atteggiamenti, valori professionali, conoscenze e capacità di natura tecnica (si usa cioè l’approccio americano alla competenza, vedi il mio articolo). Nel sistema nazionale di certificazione l’analisi è invece focalizzata sulla prestazione, vale a dire a come il candidato alla certificazione svolge i compiti tipici della qualifica di cui chiede il rilascio (si usa cioè l’approccio inglese alla competenza). I due dispositivi analizzano così elementi in buona parte diversi.

 

L’unica area di analisi comune è l’analisi delle capacità di natura tecnica (e delle conoscenze collegate) svolta nel bilancio. In questa fase si chiede alla persona quali sono le attività principali delle esperienze lavorative più recenti e se la persona era in grado di svolgerle a un livello accettabile. Queste attività principali corrispondono alle sotto attività della ADA Aree di Attività utilizzate nel sistema nazionale di certificazione. Perciò, con l’aiuto dell’Atlante del lavoro, il bilancio di competenze orientativo può essere utilizzato per individuare le Aree di Attività su cui poi chiedere la certificazione.

 

Abbiamo così due casi:

  • DAL BILANCIO ALLA CERTIFICAZIONE. Il candidato ha già svolto un bilancio di competenze orientativo in cui il consulente di orientamento l’ha aiutato anche a individuare le ADA di possibile certificazione. In questo caso la procedura di individuazione delle competenze durante il processo di certificazione andrà comunque ripetuta con un diverso operatore, perché l’operatore del processo di certificazione vorrà esaminare direttamente quali sono le ADA certificabili. Inoltre la procedura del processo di certificazione prevede anche passaggi specifici diversi da quelli del bilancio orientativo e una modulistica specifica diversa da quella utilizzata nel bilancio (che in genere non prevede una modulistica standard o, nelle  regioni dove è standardizzata , come la Lombardia, prevede una modulistica diversa)

 

  • DALLA CERTIFICAZIONE AL BILANCIO. Il candidato ha già svolto un processo di certificazione e ha ottenuto una qualifica o la certificazione di alcune aree di competenza. In questo caso durante il bilancio di competenze il consulente di orientamento farà di nuovo analizzare le esperienze lavorative, perché nel bilancio si esaminano anche le capacità trasferibili sviluppate / utilizzate nelle varie esperienze lavorative.

 

Il bilancio di competenze e la certificazione delle competenze potrebbero essere svolte allo stesso tempo dallo stesso operatore? In teoria sì, ma va considerato che non tutte le persone che chiedono una certificazione delle competenze hanno necessità di un bilancio di competenze. Ad esempio una persona può richiedere una certificazione relativa a una qualifica del settore informatico perché già lavora o vuole lavorare in questo settore; poiché l’obiettivo professionale è chiaro, non ha necessità di un bilancio di competenze. Il tempo e la documentazione aggiuntiva dedicati al bilancio di competenze non sarebbero così giustificati. Un altro punto da considerare è che l’operatore della certificazione può non essere in grado di svolgere un bilancio di competenze, e viceversa.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Nuovi criteri di iscrizione a Consulentidicarriera.it

bilancio di competenze

Consulentidicarriera.it è una vetrina per operatori di orientamento / professional coach / esperti di selezione e gestione risorse umane interessati a svolgere attività di consulenza di carriera con utenti finali.

Il sito è inoltre una community di operatori interessati all’orientamento.

Da qualche giorno è possibile iscriversi in 3 diverse categorie:

  • Senior, per chi ha oltre 1.000 ore di colloqui retribuiti nei settori di orientamento / coaching di carriera / selezione
  • Junior, per chi ha un numero di ore fra 300 e 999
  • In formazione, per chi ha un numero di ore inferiore a 300.

L’iscrizione è gratuita per chi ha partecipato ai miei corsi negli ultimi 3 anni. Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione sono reperibili a questa pagina.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Linkedin collabora coi Centri per l’impiego liguri

Linkedin ha recentemente concluso un accordo di collaborazione con Alfa Liguria, l’Agenzia regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento che gestisce i Centri per l’impiego della regione Liguria.

Secondo Gianni Berrino, assessore regionale alle Politiche attive del Lavoro: Linkedin rappresenta un valore aggiunto e soprattutto uno strumento agile e immediato, che può dare un supporto fondamentale all’attività dei Centri, oggi interessati da una profonda trasformazione finalizzata all’erogazione di una più vasta gamma di servizi, ma con l’obiettivo finale di incrociare la richiesta di professionalità da parte delle aziende con l’offerta di lavoro. Auspichiamo che dal progetto pilota avviato possa nascere una sempre più capillare e solida collaborazione per un matching sempre più efficace tra bisogni delle aziende e lavoratori.

Fabio Liberati, direttore generale di Alfa: I quattro Centri coinvolti nel progetto – spiega Fabio Liberati, direttore generale di Alfa – grazie alle soluzioni innovative di Linkedin potranno meglio supportare le aziende del territorio ad entrare in contatto con i lavoratori che rispondono alle proprie esigenze. Al tempo stesso, potranno aiutare i lavoratori nell’utilizzo della piattaforma per la ricerca della giusta opportunità lavorativa.

Leggi l’articolo su Il Secolo IXX.

I miei clienti sono una bestia sempre affamata

Così mi ha risposto quest’estate un architetto a cui ho chiesto come mai avesse scelto un periodo così breve di vacanza (cioè di assenza dallo studio di progettazione).

La frase mi sembra chiarisca molto bene  un aspetto della condizione di consulenti e free lance: la necessità di alimentare costantemente il rapporto con clienti e possibili clienti.

Le persone che cercano un lavoro dipendente non sono le uniche a doversi preoccupare della creazione e del mantenimento di una rete; per consulenti e free lance l’impegno è ancora più gravoso.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

L’esperienza della disoccupazione

Estratti da una conversazione con un disoccupato durante un colloquio di orientamento:

Dopo che ho perso il lavoro, mentre ne cercavo un altro, mi sono iscritto a una palestra, ma fuori del mio paese, così non incontravo nessuno. Cercavo il più possibile far passare il tempo. Facevo quasi un’ora di treno verso la città capoluogo, poi 50 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria fino alla palestra, e passavo lì gran parte della giornata. Poi altri 50 minuti a piedi per tornare alla stazione e di nuovo un’ora di treno per tornare a casa. A volte  mi è capitato di scendere alla stazione del mio paese e di prendere  il primo treno e tornare alla città capoluogo. Sai, quando la gente ti vede in treno pensano che stai andando da qualche parte, così ti pensano impegnato. Sono andato avanti così per sei mesi, poi mi sono messo a fare quei lavori fregatura, vendevo contratti elettrici, ma le cose che dicevamo per convincere a passare con noi erano false. Poi l’aiuto agente immobiliare.

La disoccupazione ti dà un dolore tale che dopo puoi sopportare anche la perdita di un figlio. Quando sei disoccupato perdi l’identità. Quando ti chiedono che lavoro fai ti senti nessuno. Anche sulla carta d’identità c’è indicata la tua professione.

…………………………

Un’altra che ho avuto in aula non ha avuto il coraggio di dire che era stata licenziata e per mesi ha continuato a uscire la mattina dicendo in famiglia che andava al lavoro.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Quanto dura un bilancio di competenze?

La risposta dipende dalle modalità che utilizziamo. Ad esempio possiamo svolgere un bilancio in piccolo gruppo, con 10 persone che compilano le schede del bilancio in parallelo, oppure a livello individuale, oppure in modalità mista, con incontri individuali e in piccolo gruppo.

Un’altra variabile è se le schede del bilancio vengono compilate in presenza del consulente oppure a casa. La presenza del consulente spinge il cliente a fare presto, e la fretta va a scapito della riflessione e dell’approfondimento, così nei bilanci di competenze condotti in modalità individuale preferisco far compilare le schede a casa e utilizzare gli incontri per spiegare come compilare le schede che progressivamente consegno al cliente e discutere gli elementi che via via emergono grazie alla compilazione delle schede. In più preferisco che il cliente mi invii le schede compilate prima dell’incontro per posta elettronica, perché in questo modo posso riflettere meglio sul contenuto e appuntarmi gli aspetti da approfondire nel colloquio. Ricorro alla compilazione delle schede durante il colloquio solo se il cliente ha necessità di essere aiutato a riflettere con domande aggiuntive a quelle contenute nelle schede.

Dunque: quant’è la durata di un bilancio di competenze condotto in modalità individuale e con le schede compilate a casa? Il percorso di bilancio per la consulenza di carriera che distribuisco ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze  è composto di 11 schede base (poi ce ne sono altre opzionali da utilizzare se si ha necessità di approfondire aspetti aggiuntivi) e può essere svolto in 4 incontri. Se invece le schede vengono compilate durante il colloquio allora sono necessari 7 incontri.

Qual è l’articolazione dei 4 incontri? La spiegazione che segue è una sintesi di quella contenuta nella  traccia per la conduzione del bilancio che consegno ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze.

Prima del primo incontro ho inviato al mio cliente la scheda per il consenso informato e la privacy.

Incontro 1

  • Ascolto la storia formativa e professionale del cliente, e gli faccio compilare la scheda 1
  • Spiego come compilare le schede relative a valori, interessi professionali, capacità trasferibili

Incontro 2

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Spiego come compilare le schede relative alla descrizione delle esperienze e la scheda che riporta una sintesi di tutte le esperienze precedenti lavorative, più eventuali schede opzionali

Incontro 3

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Commentiamo la bozza della relazione di bilancio di competenze che ho redatto sulla base di tutte le schede compilate finora e che ho inviato al cliente per posta elettronica qualche giorno prima del colloquio.
  • Parliamo di possibili obiettivi professionali delineati sulla base degli elementi che sono emersi finora
  • Spiego come compilare le schede che aiutano ad analizzare una o più figure professionali e i piani d’azione relativi a ogni obiettivo professionale

Incontro 4

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica, in particolare parliamo di come migliorare i piani d’azione
  • Stabiliamo le modalità di accompagnamento

 

Nei giorni successivi invio la versione definitiva della mia relazione di bilancio di competenze.

L’infografica che segue è stata realizzata sulla base della traccia da Donatella Derchi, che ha partecipato a una edizione del Laboratorio.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.