Regalo di Natale: fuori tutti consulenti dai servizi pubblici per l’impiego

Regalo di Natale: fuori tutti consulenti dai servizi pubblici per l’impiego

Questo sembra essere il prossimo risultato degli Standard minimi dei servizi e delle competenze degli operatori di orientamento approvati il 13 novembre 2014 dalla Conferenza Unificata Stato Regioni. Il Documento, realizzato dai più importanti soggetti pubblici che si occupano di orientamento in Italia (Ministeri del lavoro, dell’istruzione, dell’economia, coordinamento delle Regioni, Associazione dei comuni e Unione delle province, con la consulenza tecnica di ISFOL e di Università di Genova) e poi discusso con le parti sociali prevede che venga definita consulenza di orientamento solo cicli di colloqui di almeno 6 ore con lo stesso utente, mentre tutti i colloqui di 1 ora vengono definiti colloquio di primo livello.

Nei centri per l’impiego le attività di primo livello vengono svolte in genere da personale dipendente, indipendentemente dal titolo di studio. Le attività di consulenza vengono invece svolte da personale esterno laureato, spesso con lauree in discipline affini all’orientamento e specializzazioni ulteriori. Gli esterni sono incaricati direttamente dall’amministrazione pubblica o da agenzie private che hanno vinto bandi per l’erogazione dei servizi di consulenza.

È evidente che con i nuovi parametri fissati dagli standard, che non hanno alcuna base teorica né erano mai comparsi finora in studi e ricerche sull’orientamento , la stragrande maggioranza delle attività di consulenza svolte presso i centri per l’impiego (in genere della durata di 1 ora per utente) diventano attività di primo livello che può così essere svolta da personale interno o dai dipendenti delle vecchie province in soprannumero. Il Documento può essere scaricato da questa pagina; un commento è disponibile in questa pagina.

2 pensieri riguardo “Regalo di Natale: fuori tutti consulenti dai servizi pubblici per l’impiego”

  1. Il personale dipendente nei CPI in genere è amministrativo. E in genere si occupa di dare informazioni amministrative e il carattere orientativo è quasi nullo. E’ evidente che bisogna utilizzare il personale interno impegnandolo in attività che probabilmente non sa svolgere e non vuole svolgere. Ciò dà la portata di quanto sia considerato l’orientamento…e le persone (sia i collaboratori che il personale amministrativo).
    Bel regalo di Natale!!!!

    1. l’utenza dei CPI non è quasi mai un’utenza “serena” e le istruzioni per l uso a trattare persone con grandi difficoltà quando fai l’amministrativo raramente te le danno perché tu o fai l’amministrativo o fai lo psicologo e di sicuro non parli altra lingua oltre l’italiano. che non vogliono a chi? basta questa spesso non sottile ironia, istigare all’odio verso tutti i dipendenti pubblici a 1200 euro netti al mese! e aggiungo con cognizione di causa che 1 giorno, uno solo, dietro agli sportelli (che non ci son più son solo scrivanie “così si sta più a contatto con l’utente”, sano o malato che sia, residente oppure neo ospite in caritas) la dovrebbero fare tutti quelli che han qualcosa che non gli sta bene! specie di questi tempi aiuterebbe a comprendere al volo le difficoltà di um servizio come questo prima di emettere sentenze superficiali e qualunquiste. E tanti auguri di non beccarsi minacce o sedie in testa, o anche solo microbi e batteri di identita incerta. Senza sportelli così si è più vicini agli utenti! Provare per credere se riuscite a sorridere come noi perché dall’altra parte c’è comunque un utente in difficoltà e se fai questo lavoro non te lo devi dimenticare mai!

Scrivici cosa ne pensi