Reddito di cittadinanza e senso civico

Il senso civico può essere definito come un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive. La fiducia ha effetti benefici a tutta la società. In particolare il livello di benessere è più alto, le istituzioni (comuni, province, regioni) funzionano meglio, la sanità (e in generale i servizi pubblici) funzionano meglio, i cittadini sono mediamente più soddisfatti della propria esistenza. La sfiducia al contrario provoca indifferenza e in alcuni casi addirittura atteggiamenti predatori verso gli altri e le risorse pubbliche.

In società dove la fiducia è scarsa alcuni comportamenti tendono ad essere più frequenti.

Indicatori di società con bassi livelli di fiducia

  • Strade e altri luoghi pubblici sporchi a causa di rifiuti gettati per strada, muri imbrattati da graffiti
  • Mancato rispetto di semafori, dell’obbligo del casco e della cintura di sicurezza, del codice stradale in generale, del divieto di fumare in luoghi pubblici
  • Ostruzione e/o occupazione di luoghi pubblici di passaggio (strade, accessi al mare, ingressi dei negozi, passi carrabili, parcheggi riservati a disabili, corridoio dei treni)
  • Indifferenza per gli obblighi relativi al lavoro: impegno scarso o altalenante, assenze non giustificate, scarso rispetto degli orari.
  • Furbizia nei rapporti con gli altri
  • Cose pubbliche (arredo dei treni, panchine, lampioni, arredi scolastici, etc.) in cattivo stato perché usate senza attenzione o per scarsa manutenzione
  • Mancato pagamento di condominio, utenze domestiche, bollo e assicurazione auto, biglietti treno, imposte
  • Appropriazione o utilizzo non autorizzato di beni privati poco sorvegliati e beni pubblici
  • Bambini e ragazzi rumorosi e agitati non tenuti a freno dai genitori in luoghi pubblici
  • Fonti di rumore (es: CD, televisione) ad alto volume senza preoccupazione dei vicini
  • Violenza (minacce, percosse, omicidio) come modalità occasionale di risoluzione dei conflitti, anche per motivi futili (es: precedenze stradali, diritto di parcheggio, liti condominiali, etc.)
  • Violenza (minacce, percosse, stupro) come modalità occasionale di interazione con le donne
  • Furti, scippi, omicidi / delinquenza organizzata

Sul senso civico (significato, genesi, distruzione, promozione) vedi il mio articolo Come migliorare il senso civico in Italia.

Dunque, lo Stato dà un sussidio a una serie di persone. Ma queste persone cosa danno allo Stato e alla collettività?

Ai beneficiari del reddito di cittadinanza dovrebbe essere richiesto (oltre a seguire corsi di formazione e trovarsi un lavoro) di rispettare le leggi e le regole della convivenza civile. Il reddito di cittadinanza (e altri sussidi e benefici, ad esempio case popolari) dovrebbero essere condizionati a comportamenti quali:

  • fare lavori di pubblica utilità (se disoccupati)
  • mandare i figli a scuola
  • pagare l’affitto e il condominio
  • pagare le bollette
  • pagare le multe
  • non delinquere
  • etc.

Non risulta che da parte dei servizi statali ci sia una attenzione a questi aspetti, anche quando, come nel caso di mandare i figli a scuola o fare lavori di pubblica utilità, c’è una norma a supporto (vedi qui sotto).

L’obbligo di istruzione e formazione per i figli

L’obbligo formativo come condizione per ricevere il reddito di cittadinanza è previsto dalla L. 26/2019 («Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.») art. 7 comma 9:

In caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel Patto per l’inclusione sociale relativi alla frequenza dei corsi di istruzione o di formazione da parte di un componente minorenne ovvero impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni….

Dalla approvazione del RDC a oggi non ho mai letto notizie su casi di persone escluse dal RDC per mancato rispetto di questo comma.

La partecipazione a progetti di pubblica utilità

Il numero di beneficiari di RDC coinvolti finora in progetti di pubblica utilità (possibilità prevista dall’art. 4 comma 15 della L. 26/2019) è minimo. Risibile l’impegno previsto: 8 ore a settimana, nella prima formulazione  “aumentabili fino ad un numero massimo di sedici ore con il consenso di entrambe le parti.” La necessità di consenso per l’ampliamento a 16 ore è stata abolita con la legge di bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234). Sempre dal 2022 è previsto che ogni comune coinvolga in progetti di pubblica utilità almeno 1/3 dei residenti. Si aspettano notizie.

Non delinquere

Inizialmente era prevista l’esclusione dal RDC solo per reati molto gravi. Ad esempio potevano ricevere il RDC ANCHE persone condannate per:

  • prostituzione minorile;
  • la tratta di persone;
  • il furto in abitazione e il furto con strappo;
  • la rapina;
  • l’estorsione e l’usura;
  • la ricettazione e il riciclaggio;
  • l’impiego di denaro o beni di provenienza illecita;
  • l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope;
  • il reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento sessuale
  • la promozione, direzione, organizzazione, finanziamento o l’effettuazione del trasporto di stranieri nel territorio dello Stato.

I condannati per questi reati sono stati esclusi solo dal gennaio 2022. Per quel che ne so l’INPS non ha ancora accesso al casellario giudiziale, perciò il controllo sulle condanne passate in giudicato ancora non è operativo.

Rimangono ancora molti altri reati, anche se di minore gravità, e comportamenti sanzionati solo in via amministrativa (ad esempio il mancato pagamento delle bollette) per cui la corresponsione del RDC è permessa.

Sulle modifiche al RDC apportate dalla legge di bilancio 2022 vedi queste slide.

Vedi un caso, ripreso dalla cronaca di oggi, per cui sarebbe stato utile applicare questa impostazione (la famiglia abita in una casa popolare). I sevizi pubblici, per quel che si può capire dall’articolo, si sono attivati solo dopo la denuncia della tredicenne. Ma non c’è bisogno di andare nelle periferie degradate. Dove vivo io, a Empoli FI, davanti al supermercato dove vado a fare la spesa trovo sempre, a qualunque ora, una famiglia rom con dei figli in età di obbligo di istruzione. Quei bambini a scuola non ci vanno.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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