Poesie e Racconti Brevi

 

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Senza Mamma la casa stasera è vuota.
Più tardi proverò a chiamarla,
le chiederò come si trova.
Ormai sono quasi due anni che è morta,
ne avrà di cose da raccontare.

(7 Gennaio 2018)

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1994*

Quest’anno non pianterai i carciofi
E la vanga resterà nello stallino.
Eppure la terra ti è vicina ancora
Ti copre greve dalla testa ai piedi

* Nel 1994 è morto mio padre

 

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La vita è adesso (dal minuto 30:39)

In due parole, che cosa vuol dire la vita è adesso?

Vuol dire la vita è adesso. Vuol dire superare il passato, i ricordi che ci trascinano, che ci dilaniano (…) e neanche guardare così tanto al futuro (…) Evitare questa corsa verso qualcosa che non conosciamo, ma approfittare di ogni secondo della nostra esistenza per viverla intensamente.

 

orologio

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Claudio e Giovanni erano in auto, stavano andando a un appuntamento di lavoro.

Sai, disse Claudio, a un certo punto mio padre morì di una malattia professionale, e io, mia madre e i miei 4 fratelli ci ritrovammo sul lastrico. Il padrone di casa ci sfrattò subito dall’appartamento, io dovetti abbandonare gli studi e cominciare a lavorare da cameriere. E’ per questo che sono diventato di sinistra.

Io invece, disse Giovanni, sono diventato di sinistra perché da piccolo sono stato abusato sessualmente. La sinistra nata dal ’68 era molto aperta sui temi della sessualità, per questo a 18 anni mi indirizzai in quella direzione. (febbraio 2018)

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Arrivato presso la comunità del guru indiano, Marco si notò  che tutti parlavano a voce un po’ più alta del normale e che lui stesso per farsi sentire doveva alzare la voce. La mattina dopo si rese conto del perché: le musiche che usavano per le danze erano a un volume assordante. (aprile 2018)

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Marco era arrivato all’agriturismo dove avrebbe passato il ponte di Pasqua con Martina. Il telefono non prendeva, c’era solo una debole rete wifi utilizzabile per chiamare con whatsapp.

Mentre pensava a quale fosse la posizione migliore per avere più campo, Marco si sorprese a pensare che, adesso che sua madre era morta, non c’era nessuno a cui avrebbe dovuto telefonare. Non a suo fratello, in vacanza in Messico. Non alle figlie, una in Germania e l’altra anch’essa in vacanza.  Non alla moglie da cui si era separato ormai 7 anni fa.

Marco fece questa riflessione e si sentì improvvisamene solo. (aprile 2018)

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Una bella giornata di sole

Sono le 11 di mattina di domenica 6 marzo 1960. Mio padre e mia madre sono nello studio del notaio Interlandi, in corso Italia 15 a San Giovanni Valdarno, proprio davanti la caserma dei Carabinieri dove mio padre lavora da pochi mesi, per concludere l’acquisto dell’appartamento in cui andranno ad abitare per oltre 30 anni.

Io ho quasi due anni, non sono con loro, mi hanno lasciato a Terranuova con la Sig.ra Rosina, con cui siamo in coabitazione; mio fratello Filippo non è ancora nato.

Dal notaio sono presenti anche i 4 soci costruttori. Mio padre è in divisa (era ancora obbligatorio portarla tutti i giorni, e non esistevano giorni di riposo), è un po’ teso ma sorridente e comunicativo come al solito.  Anche mia madre sorride.

Il notaio legge il contratto, poi tutti firmano. Uno dei soci dà a mio padre le chiavi e si offre di portarli in macchina all’appartamento. Prima di uscire mio padre fa per pagare il notaio e le tasse di acquisto ma si accorge che ha fatto male i conti e gli mancano 100.000 lire (circa 1.000 € di oggi); gliele presta uno dei soci.

Poi salgono sulla macchina decappottata del costruttore e vanno verso viale Gramsci. È una bella giornata di sole e sono entrambi molto emozionati e enormemente felici.

(la storia è stata ricostruita sulla base dell’atto di vendita e dei racconti di mia madre)

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Avrò avuto 7 o 8 anni, ci avevano appena consegnato la nuova camera di me e mio fratello.

Io sono seduto alla scrivania (un mobile con un’anta che si apre a formare un ripiano per scrivere, acquistata per farmi avere uno spazio dove fare i compiti). Mio padre e mia madre mi guardano felici dall’altro lato della stanza, un po’ abbracciati e appoggiati allo stipite della porta. Il loro sguardo mi imbarazza.