3.3. Il passaparola

Fare passaparola vuol dire far sapere che stai cercando lavoro a persone che non sono datori di lavoro né recruiter. Puoi fare passaparola ad esempio con ex colleghi, parenti, vicini di casa, vecchi compagni di università, barista, parrucchiera, il tuo medico, il tuo commercialista, etc.

Quando fai passaparola, la persona a cui hai detto che stai cercando lavoro può segnalati un’offerta di lavoro che ha visto o vedrà su internet, sulla vetrina di un negozio o di cui ha sentito o sentirà parlare da un amico, un collega o un datore di lavoro, oppure può chiedere a un datore di lavoro se ha necessità di personale, oppure ancora dare i tuoi contatti e eventualmente parlare bene di te con un datore di lavoro che sta cercando un dipendente.

Anche il datore di lavoro può fare passaparola, ad esempio dicendo a dipendenti e conoscenti che sta cercando qualcuno da assumere e chiedendo segnalazioni di persone che possono avere i requisiti richiesti.

Circa il 40% delle assunzioni avviene tramite passaparola. È facile capire perché. Se ci serve un gommista, un idraulico o una baby-sitter invece che mettere un annuncio su internet chiederemo prima ai nostri amici se conoscono qualcuno da segnalarci. Assumere un dipendente o un collaboratore è un’incognita, gli imprenditori cercano di minimizzare il rischio.

Il passaparola è particolarmente efficace se cerchi un lavoro nella zona dove abiti oppure nel settore dove già lavori.

Il passaparola è diverso dalla raccomandazione. La raccomandazione è quando qualcuno ha il potere di farti assumere (un caso potrebbe essere un politico che ti fa assumere in un’impresa a cui, grazie al suo interessamento, ha fatto avere un finanziamento).

Possiamo distinguere fra un passaparola generico, rivolto a persone che non lavorano all’interno del settore economico in cui stai cercando lavoro, e un passaparola che possiamo chiamare di settore, rivolto a persone che sono ben inserite all’interno del settore di tuo interesse, ad esempio perché svolgono attività di servizio o supporto che li mettono a contatto con molti candidati e imprese interessanti. Può essere il caso di un fotografo di moda che ha contatti con molti giornalisti specializzati sulla moda e molti giornali e siti web del settore. Può essere anche il caso di un formatore specializzato nell’orientamento / politiche attive che, grazie alla sua attività, conosce molti operatori di orientamento e molte agenzie formative e agenzie per il lavoro.

Il passaparola di settore è assai più efficace del passaparola generico, che in genere è utile solo per trovare profili poco qualificati.

Il passaparola generico è tipico di piccole comunità in cui le informazioni su datori di lavoro, offerte di lavoro e candidati circolano con fatica, in cui le assunzioni per ciascuna singola impresa sono rare e la vita sociale è basata su legami di fiducia. È un mondo che ancora esiste in molte zone d’Italia poco sviluppate e/o basate sull’impresa artigiana; in questi mercati del lavoro il passaparola è ancora il canale maggiormente utilizzato per le assunzioni.

A ben vedere, il passaparola risponde a due esigenze fondamentali.

La prima è mettere in contatto chi cerca e chi offre lavoro. Questa funzione è utile se i datori di lavoro non sono in grado di utilizzare, non si fidano o non vogliono pagare i servizi di agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, gli intermediari che si occupano professionalmente di incontro domanda e offerta (i servizi dei centri per l’impiego sono gratuiti). Va evidenziato come il passaparola generico, dal punto di vista del datore di lavoro, risulti spesso nell’individuazione di pochi candidati, e non sempre con profili adatti.

L’altra funzione del passaparola è rassicurare il datore di lavoro sulla affidabilità della persona da assumere. In Italia può essere molto difficile e/o molto costoso licenziare un dipendente. L’assunzione in prova, a termine e il licenziamento sono condizionati a una serie minuziosa di adempimenti il cui mancato rispetto comporta la trasformazione dell’assunzione in un tempo indeterminato, l’annullamento del licenziamento, il pagamento di varie mensilità di stipendio. Tutto questo porta i datori di lavoro a cercare di assumere dipendenti volenterosi e non conflittuali, e molti datori di lavoro credono che la presentazione del candidato da parte di una persona a cui sono legati da un rapporto di amicizia o comunque di conoscenza riduca la probabilità di imprevisti. L’importanza di una rassicurazione si riduce quando l’imprenditore cerca profili specializzati, non facili da trovare, ed è abituato a fare assunzioni (ha imparato cioè a gestire correttamente tutte le procedure per assunzioni in prova e licenziamenti).

Per il datore di lavoro, il ricorso al passaparola generico può anche dipendere dal desiderio di assumere in maniera irregolare: il non fare un torto a chi ha fatto da tramite rende meno probabile l’avvio di una causa di lavoro da parte del dipendente irregolare.

Quali indicazioni operative possiamo ricavare dalla descrizione del funzionamento del passaparola?

  • Innanzitutto, che conviene sempre fare passaparola in maniera intensiva, perché il passaparola è il canale da cui passa il maggior numero di assunzioni
  • In secondo luogo, per quanto possibile conviene sempre fare passaparola di settore.

Per poter fare un buon passaparola è fondamentale creare e mantenere costantemente una ampia rete di contatti nel proprio ambiente di lavoro e di vita. La diffusione dei social media ha reso assai più facile mantenere i contatti e allargare la propria rete. Le persone con molti amici e conoscenti sono quelle che, a parità di altre condizioni, riescono a ricollocarsi con più facilità. Alcune persone che conosco mantengono rapporti (scambio di auguri, messaggi di tanto in tanto per telefono o social media, cene assieme, etc.) con ex colleghi simpatici con cui hanno lavorato anni e anni fa. Se hai una rete ristretta puoi provare ad allargarla entrando in qualche associazione o partecipando nel tempo libero ad attività che ti mettono a contatto con altre persone.

Per fare un passaparola efficace devi prima di tutto fare un elenco dettagliato di tutte le persone che conosci, comprese quelle che non conosci in maniera approfondita.

  • Ovviamente è più facile contattare persone amiche, ma, nella maniera opportuna, è possibile contattare anche semplici conoscenti o addirittura persone sconosciute.
  • Ognuno dei nomi che hai indicato può portare ulteriori nominativi. Per esempio, anche i tuoi vicini di casa hanno a loro volta parenti e conoscenti.

Nel passaparola generico, non tutti i contatti sono sullo stesso piano, in particolare ci sono due categorie da privilegiare:

  1. Imprenditori e persone che conoscono molti imprenditori, quali ad esempio commercialisti, impiegati di banca, agenti e rappresentanti, assicuratori, promotori finanziari, dipendenti di determinati uffici pubblici, etc, e in subordine
  2. persone che conoscono molta gente, quali ad esempio negozianti, il tuo medico, gestori di bar e ristoranti, insegnanti, membri di associazioni varie, dipendenti pubblici in genere, il tuo parroco, etc.

Nel passaparola generico fatto persona (non sui social) come entrare in argomento con le persone della tua lista?

  • Con parenti e amici non hai problemi; con persone che conosci meno, e che ti capita di incontrate normalmente, puoi iniziare chiedendo, dopo alcune frasi di cortesia (il tempo, i bambini, il traffico, etc.) che lavoro fanno, e dire poi in due parole quali sono le tue precedenti esperienze di lavoro o di studio e che lavoro stai cercando.

A persone che non conosci e a cui sei arrivato col passaparola puoi inviare una mail o un messaggio LinkedIn scrivendo qualcosa del tipo:

  • Buongiorno, sono un amico/conoscente di XX [nome della persona che ti ha suggerito il contatto]. Sto cercando lavoro come …. e XX mi ha detto che lei potrebbe darmi delle indicazioni.

Quando si contattano persone poco conosciute o sconosciute, è facile sentirsi a disagio. Tuttavia il passaparola è uno strumento efficace, e per questo il mio consiglio è che lo usi costantemente e con metodo. Se hai difficoltà al contatto con persone sconosciute, segui le indicazioni del capitolo 3.13. Ho un problema: sono timido. Come superare l’imbarazzo nei contatti con datori di lavoro e recruiter

Una volta entrato in contatto con qualcuno, cosa chiedere esattamente? Esistono tre livelli di passaparola, anche se molte persone si fermano solo al primo:

  • 1olivello: conosce qualcuno che sta cercando o potrebbe cercare un dipendente (o un collaboratore) con le mie caratteristiche?
  • 2olivello: conosce almeno altre due persone che potrebbero conoscere persone che stanno cercando un dipendente?
  • 3olivello: conosce qualcuno che conosce molte persone?

Devi memorizzare e usare questa scaletta.

Per quanto tempo pensi che le persone che contatti continuino a ricordarsi che stai cercando lavoro? 15 giorni ti sembrano abbastanza?

Almeno una volta ogni 2 mesi ricontatta tutte le persone della tua lista. Se la persona si è mostrata disponibile, prima di salutarvi, chiedi: Potrei ricontattarla fra due mesi, mentre sto conducendo la mia ricerca di lavoro? Un interlocutore che al momento non ha nessuna indicazione utile da darti, il mese dopo può farti trovare lavoro; questo capita specialmente con persone che hanno attività o che hanno contatti con molte persone che hanno attività; tieni aperta la possibilità di richiamarle.

  • Un modo per farti ricordare più a lungo è lasciare un biglietto da visita a tutte le persone con cui fai passaparola fisicamente (vedi il capitolo 5. Il biglietto da visita)
  • Un altro accorgimento utile è aprire un profilo su LinkedIn e se contatti qualcuno via mail inviare il link al tuo profilo.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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