Una griglia per l’analisi delle attività di orientamento con utenze specifiche

L’orientamento con giovani in diritto dovere istruzione e formazione

L’orientamento può essere rivolto a categorie di utenti molto diverse, ad esempio giovani in varie fasce d’età e all’interno di segmenti scolastici diversi, adulti di varie fasce d’età, persone con disabilità, ex carcerati, ex tossicodipendenti, migranti, rifugiati, etc. In alcuni casi le differenze sono tali da richiedere un approccio specifico e una specifica preparazione degli operatori.

Questo articolo presenta una griglia che permette di descrivere gli elementi che è necessario considerare nell’azione orientativa con categorie specifiche di utenti. A seconda del dettaglio con cui sono trattati i diversi punti (ad esempio la descrizione dei casi può non essere sviluppata) la griglia può essere utilizzata per 3 obiettivi principali:

  • A. permette a chi già lavora in un servizio (sia a livello individuale che di equipe) di riflettere su e revisionare le modalità di lavoro, in modo da migliorare il servizio e valorizzare maggiormente le capacità e i livelli di soddisfazione degli operatori
  • B. comunicare all’esterno le caratteristiche del proprio servizio
  • C. accorciare i tempi di apprendimento di nuovi operatori.

Utilizzo questa griglia nel mio seminario dedicato all’Analisi e al miglioramento dei servizi di orientamento rivolti a categorie specifiche di utenti.

Griglia per l’analisi delle modalità di orientamento con categorie specifiche di utenti

  1. Nome della categoria di utenti. Ad esempio Giovani in diritto dovere, disoccupati di più di 50 anni, etc.
  2. Accesso ai servizi di orientamento. Come gli utenti arrivano ai servizi di orientamento
  3. Caratteristiche della categoria di utenti. Ad esempio fascia di età, nazionalità, genere (maschile o femminile), altri elementi significativi di questo tipo.
  4. Bisogni: quali sono le domande tipiche che porta la categoria. Può trattarsi non solo di ricerca di lavoro, ma anche altro quale ad esempio abitazione, imparare l’italiano, etc.
  5. Strutture / servizi che si occupano della categoria. Ad esempio può trattarsi di attori interni al sistema dell’orientamento (centri per l’impiego) ma anche esterni (servizi sociali, associazioni di volontariato, etc.)
  6. Figure professionali che interagiscono con la categoria e ruoli di ciascuna e, se disponibili, dove trovare i relativi profili professionali
  7. Informazioni specifiche che è necessario padroneggiare per lavorare con la categoria. Può trattarsi ad esempio di specifiche normative di legge quali ad esempio quelle relative a avviamento persone disabili, al permesso di soggiorno, etc, oppure informazioni relative alla presenza sul territorio di specifiche strutture di sostegno (dormitori, centri di accoglienza, etc.)
  8. Modalità tipiche di erogazione del servizio di orientamento. Può trattarsi ad esempio di colloqui individuali (va indicato quanti e in che arco di tempo), attività in piccoli gruppi (va indicato consistenza dei gruppi, durata del percorso, ripartizione temporale dei temi), etc.
  9. Temi di lavoro principali con la categoria di utenti. Si tratta delle principali tematiche su cui è focalizzato l’intervento di orientamento. Può trattarsi ad esempio di scelta di percorsi formativi, ricerca di lavoro, validazione delle competenze, riconoscimento del titolo di studio, etc.
  10. Problemi più ricorrenti che si incontrano con la categoria, suddivisi per interni alla categoria e esterni. ‘Interni’ significa legati ai comportamenti tipici della categoria, quali ad esempio avversione per apprendimento strutturato in modalità scolastica, scarse abilità sociali, scarsa motivazione, etc. ‘Esterni’ significa invece dipendenti dal contesto esterno (normative e soggetti che hanno a che fare con l’utenza)
  11. Materiali strutturati disponibili per lavorare con l’utenza. Se disponibili, indicare quali e dove trovarli
  12. Dove trovare maggiori informazioni sull’orientamento con la categoria. Vanno indicati siti e pubblicazioni
  13. Descrizione di casi di successo e di insuccesso.

Un esempio di applicazione della Griglia

L’orientamento con giovani in diritto dovere istruzione e formazione

1. Nome della categoria di utenti
Giovani in diritto-dovere istruzione e formazione

2. Accesso ai servizi di orientamento
In genere i giovani sono invitati alla consulenza di orientamento dai Centri per l’impiego oppure vengono invitati ai Centri per l’impiego da insegnanti e genitori.

3. Caratteristiche della categoria di utenti
Giovani di 15-18 anni fuori canale, cioè che non frequentano un corso scolastico, un corso di formazione né lavorano come apprendisti, oppure sono all’interno di un canale in cui non vogliono continuare o in cui stanno ottenendo risultati negativi. Alcune caratteristiche comuni:

  • percorsi scolastici non di successo
  • nessuna o trascurabili esperienze professionali
  • limitata esperienza di vita e in particolare una conoscenza estremamente ridotta dei    settori professionali e delle possibilità formative e lavorative per loro disponibili
  • scarse capacità di autoanalisi e di verbalizzazione dei vissuti
  • spesso assenza di progettualità rispetto a possibili obiettivi personali di vita.

Alcune tipologie ricorrenti:

  1. Giovani con scarsa motivazione all’impegno scolastico e/o con problemi di rendimento
  2. Giovani appartenenti a nuclei familiari problematici da un punto di vista socio-economico,  provenienti spesso da nuclei familiari monoparentali
  3. Giovani stranieri con problematiche diverse a seconda che abbiano o non frequentato anni di scuola in Italia, siano o non  in possesso del permesso di soggiorno.
  4. Giovani con difficoltà di carattere psicologico, con problematiche educativo/relazionalia volte disagi contenuti main ogni caso tali da comportare l’abbandono scolastico
  5. Giovani con handicap fisico o psichico che arrivano ai servizi per l’obbligo formativo dei Centri per l’impiego per lo più in età vicina ai 18 anni (la scarsa offerta formativa alternativa alla scuola li ha mantenuti nel canale scolastico)

4. Bisogni
I bisogni principali possono essere:

  • individuare un canale alternativo dove proseguire il proprio percorso di professionalizzazione
  • risolvere i problemi incontrati nel canale attuale e proseguire il proprio perscorso all’interno dello stesso canale.

5. Strutture / servizi che si occupano della categoria

  • Istituti scolastici: svolgono attività didattica, e inoltre attività di orientamento verso giovani e genitori. Spiegano la normativa su diritto dovere e segnalano gli abbandoni ai Centri per l’impiego.
  • Agenzie formative: organizzano corsi di formazione dove i giovani possono assolvere l’obbligo, percorsi brevi per acquisizione di competenze di base e formazione esterna per apprendisti. Svolgono inoltre attività di  orientamento all’interno dei corsi,
  • Amministrazioni Provinciali: programmano l’offerta formativa per i giovani.
  • Centri per l’Impiego (CPI): tengono un’anagrafe dei giovani in obbligo, li invitano a partecipare ad attività di orientamento, svolgono attività di orientamento. I CPI sono il soggetto centrale che prende in carico e si occupano dei giovani fori canale.
  • Servizi sociali: prendono in carico giovani che vivono situazioni di disagio personale o familiare, e li supportano interfacciandosi con tutte le strutture con cui i ragazzi hanno a che fare: scuole, CPI, imprese (in caso di apprendistato / stage), tribunale dei minori.
  • Centri educativi e di aggregazione giovanile: organizzano attività extrascolastiche di socializzazione, di miglioramento delle competenze di base, e laboratori di attività manuali.
  • Aziende e Associazioni di categoria: ospitano i ragazzi in stage / alternanza scuola lavoro,

6. Figure professionali che interagiscono con la categoria

  • Referente per l’orientamento e la dispersione nelle scuole: segue i giovani durante il loro percorso, monitorando andamento e eventuali abbandoni, che segnalano agli operatori dei CPI.
  • Tutor del diritto dovere nelle agenzie formative: come la figura precedente, con riferimento a corsi di formazione.
  • Tutor aziendale: come la figura precedente, con riferimento a stage
  • Operatori dei CPI per l’obbligo formativo: invitano i giovani ai colloqui di orientamento presso il CPI, svolgono attività di orientamento, contattano periodicamente i giovani impegnati in istituti scolastici, agenzie formative o apprendistato cosiccome le figure di che si occupano dei giovani presso scuole agenzie formative e imprese per monitorare l’esperienza.
  • Assistenti sociali: decidono il tipo di supporto da dare ai giovani e alle loro famiglie presi in carico dai servizi sociali, monitorano i giovani e tengono rapporti con le famiglie e tutte le altre organizzazioni e operatori,
  • Educatori: svolgono attività di accompagnamento e supporto ai ragazzi quali supporto nel fare i compiti, accompagnamento durante attività ludiche, accompagnamento al CPI
  • Mediatori linguistici e culturali: svolgono attività di mediazione con giovani e famiglie straniere accompagnandoli nei loro contatti con tutte le figure che si occupano dei giovani
  • Operatori di centri giovani: svolgono attività extrascolastiche di aggregazione.

7. Informazioni specifiche che è necessario padroneggiare per lavorare con la categoria.

  • Normative nazionali e regionali su obbligo scolastico e obbligo formativo
  • caratteristiche del sistema dell’istruzione e della formazione e offerta formativa scolastica e della F.P.
  • repertorio figure professionali dell’offerta IeFP
  • normativa su contratto di apprendistato per la qualifica o per il diploma
  • normative su permesso di soggiorno e riconoscimento titoli stranieri
  • modalità per la certificazione delle competenze
  • borse/voucher per sostegno economico alla frequenza.

8. Modalità tipiche di erogazione del servizio di orientamento

  • Colloqui individuali in successione per la presa in carico individuale e definizione di un piano d’azione
  • incontri individuali e contatti telefonici per il monitoraggio e tutoraggio durante lo svolgimento del percorso
  • attività in gruppo centrate su acquisizione di abilità trasversali, lettura del mondo del lavoro, informazioni su opportunità scolastiche e formative e colloqui individuali
  • visite guidate a scuole e centri di formazione professionale, aziende, stage/tirocini
  • incontri individuali e/o di gruppo rivolti ai genitori/adulti di riferimento.

9. Temi di lavoro principali dell’operatore di orientamento con la categoria

  1. individuare un canale alternativo dove il giovane può proseguire il proprio percorso di professionalizzazione
  2. aiutare il giovane a risolvere i problemi incontrati nel canale in cui si trova e proseguire il proprio percorso all’interno dello stesso canale

Il raggiungimento di uno o più di questi obiettivi può richiedere di:

  • informare il giovane e le famiglia della normativa e delle possibilità esistenti per l’assolvimento dell’obbligo
  • migliorare autostima e senso di autoefficacia attraverso un approccio formativo nelle attività di orientamento
  • lavorare col giovane e con le famiglie per la definizione di un obiettivo e in alcuni casi negoziare coi genitori il cambio di canale (alcuni genitori pretendono che il figlio prosegua nel canale anche se i risultati sono insoddisfacenti)
  • definire coi docenti come ridurre i problemi incontrati nel canale
  • insegnare tecniche e strategie per migliorare metodo di studio

10. Problemi ricorrenti che si incontrano con la categoria

  • accesso non volontario dei giovani alle attività di orientamento
  • scarsa fiducia negli adulti e nelle istituzioni
  • scarse opportunità formative alternative alla scuola
  • difficoltà nel coinvolgere le famiglie/adulti di riferimento
  • scarso coordinamento (a volte dialogo) tra gli attori (servizi/operatori) coinvolti, scarsa circolazione delle informazioni

11. Materiali strutturati disponibili per lavorare con l’utenza

  • Marmocchi, Dall’Aglio, Zannini: Educare alle life skills
  • Maggi M. L’educazione socio affettiva nelle scuole
  • Becciu / Colasanti: La promozione delle capacità personali
  • Mancinelli: L’orientamento nel biennio della scuola superiore e Orientare all’università e al lavoro
  • Sunderland: Disegnare le emozioni
  • Marcato / Giolito / Musumeci: Benvenuto! 32 giochi di accoglienza
  • Marchiori / Draghi: Giochi per parlare
  • COSPES: Orientare alle scelte
  • Evangelista L. Profili professionali su internet

12. Dove trovare maggiori informazioni sull’orientamento con la categoria

  • http://www.istruzione.it/orientamento sito Ministero Istruzione
  • http://www.cliclavoro.gov.it sito Ministero del Lavoro
  • Pagine dedicate sui siti delle Regioni e della Provincie
  • http://www.cnos-fap.it/ sito del Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale con una newsletter molto aggiornata

13. Descrizione di casi di successo e di insuccesso
Non riportato qui per motivi di spazio.

Ha collaborato Donatella Allori.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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