Ma quali sono le differenze fra orientamento degli adulti e orientamento scolastico o universitario?

Provo a elencarne alcune (suggerimenti benvenuti). Nell’orientamento in ambito educativo:

  1. si lavora molto di più su profili e settori professionali, perché la conoscenza del mondo produttivo che hanno gli studenti è limitata
  2. si lavora molto sugli indirizzi del ciclo di studi successivo, incluso, quando opportuno, la formazione professionale
  3. si enfatizza molto e si fa fare un’autoanalisi sulla riuscita scolastica e sul possesso delle capacità di natura cognitiva che la rendono possibile. Si invitano inoltre gli studenti a riflettere sulla loro esperienza del mondo educativo e sulla loro motivazione allo studio
  4. è più probabile che si usino test di interessi e di attitudini
  5. si può lavorare sugli stereotipi di genere relativi alle professioni
  6. si possono presentare particolari indirizzi di studio e settori produttivi che offrono buone opportunità di lavoro
  7. si può lavorare sulle tecniche di ricerca di lavoro con studenti di 5’ superiore o che stanno per terminare/hanno terminato l’università o la formazione professionale

Nell’orientamento in ambito educativo si può lavorare anche sullo sviluppo di competenze orientative, vale a dire di quelle capacità che sono direttamente correlate al positivo inserimento nel mondo educativo e lavorativo (raccogliere informazioni orientative, prendere decisioni relative a scuola o lavoro, fare ricerca di lavoro), ma questo accade anche nell’orientamento degli adulti.

In ambito educativo si può lavorare anche per migliorare il metodo di studio, la resistenza allo stress, il rapporto con i compagni e gli insegnanti, e simili, ma a mio modo di vedere queste attività non rientrano nell’orientamento propriamente detto.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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