L’orientamento per occupati e il ruolo del Sindacato

Come è noto lo scopo dell’orientamento è aiutare le persone a gestire al meglio la propria vita professionale. Gestire la propria vita professionale può ad esempio significare individuare una determinata professione, selezionare determinati percorsi formativi per arrivare a svolgerla, fare ricerca di lavoro, etc. Questo aiuto viene offerto attraverso i servizi di informazione (l’erogazione di informazioni su percorsi formativi, professioni, tecniche ricerca di lavoro, normative sul lavoro), formazione orientativa (attività per sviluppare competenze orientative quali ad esempio corsi per il miglioramento delle capacità personali o delle proprie modalità di ricerca attiva di lavoro), consulenza orientativa (attività per facilitare i processi decisionali della persona) e accompagnamento (attività di affiancamento di persone in condizioni di bisogno impegnate in percorsi formativi e/o professionali).

Le attività di orientamento possono essere svolte con gli strumenti più diversi (ad esempio colloqui individuali, attività in piccoli gruppi, informazioni o software su siti web, test o schede pedagogiche utilizzate nel colloquio individuale o in attività in piccoli gruppi, etc.) senza che l’orientamento cambi la sua natura. Quello che caratterizza l’orientamento è infatti lo scopo, non gli strumenti utilizzati per raggiungerlo.

Un altro aspetto da evidenziare è che il cliente dell’orientamento è la persona che si rivolge all’operatore di orientamento. Questo aspetto differenzia l’orientamento da altre pratiche (ad esempio la selezione del personale e la valutazione del potenziale) che possono usare metodologie simili ma il cui cliente primario (cioè il soggetto i cui interessi vengono privilegiati in caso di conflitto di interessi) è l’impresa.

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