Lettera a una Navigator: Ambasciator non porta pena

Buongiorno Sandra, ho letto con un po’ di sorpresa il suo messaggio, dove mi rimprovera di pubblicare su LinkedIn post ‘distruttivi’ che ‘demoliscono i Navigator’, e di essere prevenuto nei confronti del reddito di cittadinanza.

Tutte le mattine, per una mezz’ora prima di iniziare a lavorare scorro i titoli dei giornali. Linco su LinkedIn le notizie che mi interessano, pensando di fare una cosa utile a chi come me lavora nel settore delle politiche attive. Non è colpa mia se finora le notizie pubblicate su reddito di cittadinanza e Navigator sono quasi esclusivamente negative. Come avrà visto, io mi limito a lincare articoli di giornale. Dunque dovrebbe rivolgere la sua disapprovazione non a me, ma ai vari giornali (fra gli altri Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, Messaggero) che le pubblicano, e eventualmente a chi per stupidità, imperizia o calcoli elettorali ha inviato 3.000 persone allo sbaraglio. Come si dice: Ambasciator non porta pena. Quando inizieranno a essere pubblicate notizie positive (spero molto presto), lincherò anche quelle.

Relativamente al reddito di cittadinanza, l’obiettivo del mio lavoro è da tanti anni quello che adesso è anche il suo: aiutare persone disoccupate a ricollocarsi, ed è per questo che ancora oggi sono impegnato nell’insegnamento di tecniche operative efficaci (per lo svolgimento di colloqui, di bilanci di competenze, della consulenza a persone in cerca di lavoro, etc.). Per lo stesso motivo parlo positivamente delle politiche attive efficaci e critico quelle che mi sembrano fallate. La forza politica che propone ciascuna misura mi interessa relativamente.

Sul reddito di cittadinanza, si poteva fare meglio? Certo che sì. Le segnalo tre punti:

1 – invece di cestinare il REI e creare un dispositivo nuovo di zecca bastava allargare la platea dei beneficiari del REI; il REI già funzionava e non ci sarebbero state interruzioni. Invece col RDC si è voluto rivoluzionare tutto. Il sito rivolto ai servizi sociali è operativo solo da un mese, ma, per quel che ne so, molti comuni ancora non lo stanno utilizzando. I lavori socialmente utili nei comuni non sono ancora stati avviati. Dunque si sono persi 7 mesi per la stesura di piani di inserimento sociale e altri ancora se ne perderanno.

2 – per l’avvio immediato del RDC bastava coinvolgere nella sua implementazione le agenzie per il lavoro private (APL) e le agenzie formative accreditate per i sevizi per il lavoro. Invece Di Maio anno scorso si scagliò contro le APL definendole ‘i nuovi caporali’, così le APL sono state finora tagliate fuori dal RDC, e anche questo è fonte di ritardo e di inefficacia (come saprà, le APL intermediano una percentuale di assunzioni maggiore di quella dei centri impiego). Ci sono anche altri problemi temporali e sostanziali. Problemi temporali alla data odierna (metà dicembre 2019):

  • del software che doveva segnalare le offerte di lavoro nei cellulari dei disoccupati si sono perse le tracce.
  • Il sito e le istruzioni per godere degli sgravi all’assunzione sono operativi, se ricordo bene, da meno di 1 mese.
  • l’assegno di ricollocazione per i beneficiari del RDC non è ancora stato attivato
  • Le istruzioni su come godere degli sgravi in caso di assunzione di beneficiari del RDC che hanno partecipato a attività formative ancora non sono uscite.
  • Di Maio aveva dichiarato che il RDC sarebbe entrato in funzione nel 2020, per dare modo ai CPI di prepararsi. Invece poi il RDC è stato introdotto a gennaio 2019, stressando così tutto il sistema dei servizi pubblici all’impiego.

Problemi sostanziali:

  • Nel primo anno di applicazione reddito e situazione patrimoniale per calcolare il diritto al RDC sono stati basati sull’autocertificazione, facilitando così le false dichiarazioni (vedi unodue, tre)
  • E’ stato tolto stato tolto l’assegno di ricollocazione a chi non ha il RDC
  • Le caratteristiche dell’offerta congrua (stipendio di almeno 858 mensili lordi, rapporto di lavoro a tempo pieno, durata indeterminata o determinata non inferiore a tre mesi, coerenza con precedenti esperienze lavorative) disincentivano ad accettare il lavoro (vedi  zero, uno, duetre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci).
  • I parametri scelti per la concessione del reddito di cittadinanza sono sballati: il 41,9 per cento degli aventi diritto non rispetta i requisiti per essere classificato come povero dall’Istat. Inoltre i poveri Istat che sono esclusi dal RdC sono pari all’84,8 per cento dei nuclei (poveri e non) che percepiscono il sussidio. Cioè in pratica per ogni percettore del sussidio c’è quasi un povero che non lo percepisce. Fonte: Osservatorio sui conti pubblici dell’Università cattolica di Milano

3 – fra i Navigator ci sono anche persone esperte, ad esempio persone che come lei avevano già lavorato nelle politiche attive in agenzie private (alcune di queste le conosco personalmente e le stimo) o che hanno titoli di studio adeguati come il suo in psicologia del lavoro. Tuttavia concorderà con me che un test a risposta multipla è una modalità di selezione grossolana. Non crede che aggiungere un colloquio avrebbe permesso di valutare meglio le competenze dei candidati? Inoltre nella selezione non è stata considerata in alcun modo l’esperienza pregressa nell’ambito delle politiche attive, e sono state ammesse lauree (giurisprudenza, scienze politiche, etc.) che con lo svolgimento di colloqui con persone in situazione di bisogno hanno poco a che fare. Il risultato è che, se ricordo bene, il 40% dei Navigator assunti non ha mai lavorato o non ha alcuna esperienza nelle politiche attive , mentre molte persone con titoli più adeguati e precedenti esperienze sono state escluse. La formazione in aula dei Navigator mi dicono sia stata assai generica. Si impara anche (soprattutto) sul campo, ma per chi parte da lontano il percorso di apprendimento può essere molto lungo.

Queste cose, gli organi di informazione, le possono scrivere? E quando, a causa di queste scelte sbagliate, emergono fatti di cronaca che gettano cattiva luce sul RDC, i giornali cosa devono fare? Evidenziare i limiti e i cattivi risultati di un provvedimento è uno dei modi per chiederne (e a volte ottenere) delle modifiche. E’ così per tutti i provvedimenti di legge: è stato così per il Jobs Act, per la Buona Scuola, etc. perché per il RDC dovrebbe essere diverso?

Io credo che i Navigator, invece di parlar bene del RDC a prescindere, dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere quelle cose che (almeno per ora) non vanno. Essere stati assunti dal Governo di Di Maio non vi obbliga a esser supporter di Di Maio o fanatici del RDC nella sua forma attuale. Utile anche abbandonare il vittimismo: tutti ci auguriamo che i Navigator diventino presto pienamente operativi e credo che gli operatori dei CPI siano tutti disponibili a darvi una mano.

Le auguro una buona giornata,

Leonardo Evangelista

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16 dicembre 2019:

L’atteggiamento di chi deve imparare qualcosa dovrebbe essere l’umiltà (continua a essere il mio atteggiamento quando mi avvicino a cose che non conosco). Nei commenti su LinkedIn a questo articolo trovo invece sicumera (‘Per imparare a fare orientamento bastano poche settimane’, ‘Bastano le capacità trasversali’, ‘Lavoriamo già benissimo’, ‘Ci pensiamo noi a far funzionar bene i CPI’, etc.), arroganza (‘Può parlare solo chi ha vinto il concorso’, ‘Siete invidiosi perché avreste voluto essere al nostro posto’, ‘A voi al concorso vi avrebbero bocciato’, etc.), tesi fantasiose (‘Il RDC è un provvedimento perfetto’, ‘La selezione dei navigator era strutturata che meglio non si poteva’, ‘I CPI finora hanno fatto schifo’, etc.). Spero solo che il campione di navigator con cui mi capita di interagire su LinkedIn non sia rappresentativo di tutti i 3000 assunti.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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