La valutazione e la certificazione delle competenze nel Sistema Toscano delle Competenze

In questo periodo varie Regioni (per la Lombardia vedi Evangelista 2010) stanno introducendo dispositivi per il riconoscimento dell’apprendimento avvenuto in percorsi non formali (cioè svolti all’interno di una organizzazione educativa ma che non rilasciano un titolo, ad esempio singoli seminari) e in contesti informali (cioè al di fuori di organizzazioni educative; rientrano in questa categoria l’apprendimento sul lavoro, da internet e libri). L’obiettivo è ‘rendere certe’, ovvero definite, classificate e riconosciute con un linguaggio condiviso tra i sistemi educazione-istruzione formazione-lavoro, conoscenze e capacità comunque acquisite. Per un inquadramento generale vedi i nostri articoli Che cosa certifichiamo esattamente quando certifichiamo le competenze?, Perché e come certificare l’apprendimento non formale e informale e La certificazione delle competenze in pratica. Qui di seguito descrivo il dispositivo messo a punto dalla Regione Toscana descritto nel documento Standard regionali per la descrizione, la formazione, il riconoscimento e la certificazione delle competenze, rev 04.02.08, reperibile dalla pagina http://www.regione.toscana.it/-/il-riconoscimento-e-la-certificazione-delle-competenze.

A cosa serve

Il provvedimento crea un sistema (d’ora in poi lo chiamiamo ‘dispositivo’ oppure ‘STC’ Sistema Toscano delle Competenze) che ha lo scopo di dare evidenza legale agli apprendimenti, comunque sviluppati.

In concreto il dispositivo permette di ottenere qualifiche professionali senza frequentare percorsi formativi e di ottenere crediti formativi a partire da precedenti esperienze di vita o dalla precedente frequenza, anche interrotta, a percorsi formativi.

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