Intelligenza artificiale e orientamento professionale: una indagine empirica sugli operatori italiani

 

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La ricerca

Questa ricerca studia in che modo i siti di intelligenza artificiale generativa (SIAG) – strumenti come ChatGPT, Claude e Perplexity – modificano le pratiche degli operatori di orientamento professionale rivolto ad adulti nel contesto italiano. Le rilevazioni si sono svolte nel luglio 2025.

Perché questa ricerca. I SIAG sono strumenti qualitativamente diversi dalle precedenti innovazioni tecnologiche: non si limitano a reperire informazioni, ma possono svolgere direttamente alcune delle attività più sofisticate della consulenza, come l’analisi delle caratteristiche dell’utente, la produzione di testi personalizzati e l’individuazione di profili professionali coerenti. Questo pone domande concrete su come cambiano il lavoro degli operatori, la relazione con gli utenti e la struttura dei servizi.

Come è stata condotta. La ricerca adotta un approccio mixed methods basato su tre strumenti complementari:

  • un questionario online somministrato a 81 operatori di orientamento, per analizzare la diffusione dei SIAG e i motivi del loro mancato utilizzo
  • interviste semi-strutturate a 9 operatori del Nord Italia che già utilizzano i SIAG nella loro pratica professionale
  • un questionario di valutazione quantitativa dell’utilità percepita dei SIAG, compilato da 7 dei 9 operatori intervistati

Risultato 1. I SIAG sono ancora poco usati: il 69% degli operatori non li usa o li usa raramente

Il questionario online mostra che la maggioranza degli operatori di orientamento non utilizza i SIAG nella propria attività. I principali motivi del mancato utilizzo sono:

  • insufficiente capacità di utilizzo e mancanza di conoscenze sulle modalità d’uso (27 occorrenze su 42 risposte)
  • atteggiamento personale negativo verso i SIAG (18 occorrenze)
  • percezione che non siano adatti ad alcune categorie di utenti, in genere quelli poco informatizzati (7 occorrenze)
  • vincoli organizzativi o procedurali, in particolare nei Centri per l’Impiego (6 occorrenze)

I fattori associati al minor utilizzo sono l’età superiore ai cinquant’anni, l’esperienza lavorativa superiore ai dieci anni e il lavoro presso i Centri per l’Impiego. Il fattore che potrebbe favorire maggiormente l’adozione è la disponibilità di formazione strutturata e di opportunità di pratica (29 occorrenze).

Risultato 2. Chi usa i SIAG: per quali compiti e con quale intensità

Tra gli operatori che utilizzano i SIAG, la ricerca ha identificato 74 attività specifiche, classificate secondo uno schema di otto funzioni omogenee:

  • Autore/Editor (36% del totale, utilizzata da tutti i 9 operatori): redazione e revisione di CV, profilo LinkedIn, messaggi di autocandidatura, relazioni di bilancio
  • Analista di coerenza (22%, utilizzata da tutti i 9 operatori): individuazione di profili professionali coerenti con le caratteristiche dell’utente, analisi di gap di competenze, individuazione di percorsi formativi
  • Motore di ricerca intelligente (18%, concentrata su 5 operatori): raccolta e sintesi di informazioni su imprese, settori, normative, andamento del mercato
  • Sparring partner (4 operatori): simulazioni di colloqui di selezione con valutazione dettagliata
  • Super consulente (4 operatori): analisi di opzioni di scelta e definizione di piani d’azione durante il colloquio
  • Supervisore di operatori (5 operatori): valutazione in back office dell’andamento delle consulenze e delle aree di miglioramento
  • Formatore per autoformazione (3 operatori) e Progettista di interventi (2 operatori).

I dati del questionario quantitativo confermano: i compiti valutati come molto utili o estremamente utili includono la redazione di profili di sintesi (media 4,6/5), la messa a punto di CV e strumenti di ricerca (4,4), lo sviluppo della capacità di sostenere colloqui (4,3) e la facilitazione della scelta di profili professionali (4,2).

Emerge una polarizzazione: un gruppo di utilizzatori intensivi (11-15 attività ciascuno) che integrano i SIAG in modo ampio, e un gruppo di utilizzatori minimali (3-7 attività) che si concentrano principalmente sulle funzioni Autore/Editor e Analista di coerenza.

Risultato 3. I vantaggi principali: tempo, cognizione, supervisione

I vantaggi documentati si articolano in quattro dimensioni:

  • Risparmio di tempo: drastico, in particolare nella produzione di testi strutturati (CV, relazioni di bilancio) e nella ricerca e sintesi di informazioni complesse
  • Supporto cognitivo: i SIAG svolgono operazioni di analisi, sintesi e inferenza persona-opportunità su una base dati enormemente più ampia di quella disponibile al consulente, perciò con risultati migliori, e lo fanno in tempo reale durante il colloquio
  • Supervisione accessibile: anche gli operatori che lavorano in isolamento professionale (liberi professionisti) possono ottenere feedback su casi specifici e supporto emotivo-professionale su casi complicati
  • Sviluppo accelerato dei professionisti junior: i SIAG riducono il gap tra operatori con poca esperienza e operatori senior, permettendo ai meno esperti di gestire autonomamente casi che tradizionalmente richiederebbero anni di pratica

Risultato 4. Due modalità d’uso con effetti molto diversi

La ricerca ha identificato due modalità d’uso dei SIAG con esiti qualitativamente diversi:

  • Modalità co-pilot: il SIAG viene interrogato in modo rapido per ottenere un risultato su un compito specifico (produrre un CV, cercare un’informazione). Permette di risparmiare tempo, ma il risultato rimane scollegato dal processo consulenziale complessivo.
  • Modalità co-thinking: il SIAG viene coinvolto in un dialogo iterativo. Richiede più tempo, ma attiva un processo metacognitivo che migliora la qualità complessiva della consulenza.

Risultato 5. Come cambia il colloquio e il ruolo dell’operatore

I SIAG vengono in genere introdotti nella seconda parte del colloquio, dopo la fase iniziale di ascolto e ricostruzione del percorso dell’utente. La maggioranza degli operatori (7 su 9) li utilizza già dal primo incontro, condividendo lo schermo e mostrando la scrittura dei prompt.

L’uso dei SIAG trasforma il colloquio in una configurazione triangolare operatore-utente-SIAG, in cui l’operatore non è più l’unico depositario di conoscenze ed expertise, ma diventa mediatore tra le proposte del SIAG e le caratteristiche specifiche dell’utente. La relazione umana non viene sostituita ma modificata: tutti gli operatori sottolineano che la dimensione relazionale rimane centrale.

Il ruolo professionale si ridefinisce attorno a quattro funzioni chiave: formulare prompt efficaci, validare criticamente gli output, formare gli utenti all’uso autonomo e consapevole dei SIAG, gestire la relazione consulenziale nella configurazione triangolare. La produzione diretta di contenuti perde importanza a favore della capacità di governare l’interazione con i SIAG.

Risultato 6. Le criticità principali

Le criticità emerse si articolano in tre aree:

Criticità normative ed etiche

  • 6 operatori su 9 (66%) utilizzano account personali per i SIAG, in difformità dalla normativa GDPR, che richiede account aziendali con Data Processing Agreement per il trattamento di dati personali degli utenti
  • Le principali piattaforme (ChatGPT, Claude, Perplexity) al momento della ricerca (ottobre 2025) non stipulavano DPA con liberi professionisti o privati

Criticità organizzative e sistemiche

  • Assenza quasi totale di formazione strutturata e di linee guida condivise nelle organizzazioni (8 operatori su 9)
  • Elevata variabilità delle pratiche all’interno della stessa organizzazione
  • Vincoli specifici nei Centri per l’Impiego: procedure rigide, tempi molto ridotti per i colloqui (15-20 minuti), sistemi informatici chiusi
  • Rischio di disintermediazione: gli utenti più informatizzati possono svolgere in autonomia attività che prima richiedevano la presenza dell’operatore

Criticità tecniche

  • Allucinazioni: la maggioranza degli operatori (7 su 9) adotta strategie di verifica, ma il controllo da parte di operatori junior potrebbe essere meno efficace
  • Bias: la consapevolezza è meno diffusa (2 su 9 operatori), e la rilevazione è più difficile rispetto alle allucinazioni

Sul divario digitale: il tipo di consulenza ricevuta dipende dalle competenze digitali degli utenti. Con utenti poco informatizzati – che tendono a sovrapporsi ad altre condizioni di svantaggio (bassa scolarità, origine migratoria, marginalità sociale) – l’insegnamento dei SIAG risulta difficoltoso o impraticabile, con il rischio di un servizio differenziato per categorie di utenti.

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