Una teoria del benessere psicologico

Questa teoria prende spunto dalle mie letture di Seligman e Bandura e da una serie di riflessioni personali.

Si ha benessere psicologico quando la persona sperimenta, per gran parte del tempo, una sensazione soggettiva di buonumore.

Il buonumore dipende da:

  • 1. Le nostre sensazioni somatiche. Aumentano il buonumore sensazioni positive che derivano da un corpo sano e dalla soddisfazione dei bisogni corporei di base, quali mangiare, bere, dormire, etc. Riducono il buonumore sensazioni negative che derivano dalla mancata soddisfazione delle necessità corporee di base e da malattie o traumi.
  • 2. Emozioni e pensieri che derivano da esperienze quotidiane che ci permettono di soddisfare i nostri bisogni psicologici di (seguo in parte la Piramide dei Bisogni di Abraham Maslow) sicurezza fisica, amicizia, intimità, riuscita nelle attività che decidiamo di svolgere (professionali o extra professionali), rispetto da parte degli altri.
  • 3. Emozioni e pensieri positivi riguardo alle nostre possibilità future. Sono positive le aspettative di mantenimento della nostra situazione corrente (se valutata positivamente) e negative invece le aspettative di peggioramento o (se desiderato) mancato miglioramento.
  • 4. Emozioni e pensieri positivi che derivano dalla valutazione che diamo di noi (che può essere identificata con l’autostima, o concetto di valore personale). Tale valutazione deriva dall’accumulo/ cristallizzazione di tutti i pensieri e le emozioni che abbiamo sperimentato in passato e che continuamente sperimentiamo, riferiti a due ambiti principali:
    • A. il nostro funzionamento (nel passato e nel presente, negli ambiti fisico, cognitivo, relazionale, sessuale, lavorativo, familiare –ogni persona attribuisce maggiore importanza a determinati ambiti di vita e a determinati ricordi del passato). Migliorano la valutazione che diamo di noi i ricordi di esperienze e le esperienze correnti in cui riusciamo a soddisfare i bisogni corporei e psicologici e a rispondere con successo a eventuali minacce. Riducono invece la valutazione che diamo di noi i ricordi di esperienze e le esperienze correnti in cui non riusciamo a evitare che qualcuno si approfitti di noi, o ci svaluti, o in cui le nostre prestazioni (a livello cognitivo, affettivo, relazionale, economico) non ci sembrano adeguate.
    • B. dal possesso di una serie di attributi connotati culturalmente in maniera positiva (relativi ad esempio etnia, aspetto fisico, età, orientamento sessuale –anche in questo caso ogni persona attribuisce maggiore importanza a determinati attributi rispetto che ad altri).

Queste quattro determinanti sono a loro volta influenzate da:

  • I nostri criteri di giudizio. Persone che pretendono molto da se stesse saranno più spesso insoddisfatte e perciò tristi o di cattivo umore.
  • La nostra scala di valori, cioè le cose che sono importanti per noi e che vorremmo raggiungere. Obiettivi lontani dalle nostre possibilità ci rendono insoddisfatti.
  • Il tipo di ricordi che è maggiormente presente alla nostra memoria. Ricordi positivi migliorano il nostro buonumore e viceversa.
  • Il livello del nostro funzionamento rispetto a quello degli altri. Un nostro funzionamento o risultati inferiori alla media in uno o più ambiti (cognitivo, abilità sociali, oppure lavorativo, sessuale, etc.) tenderà a renderci tristi o depressi
  • Il nostro senso di autoefficacia. Un senso di autoefficacia elevato (o uno stile di attribuzione ottimista) tenderà a migliorare le nostre prestazioni e la valutazione dei risultati delle nostre attività (vedi i due articoli Albert Bandura e l’autoefficacia e Imparare l’ottimismo. Gli stili di attribuzione secondo Martin Seligman)

Dunque, in quali modi possiamo migliorare il nostro livello di buonumore? E’ possibile:

  • migliorare il nostro benessere fisico svolgendo attività fisiche. Influenza l’elemento 1.
  • migliorare le nostre abilità (sociali, cognitive, fisiche) con uno specifico training. Influenza 2 e in seconda battuta 4.
  • abbassare i nostri standard di giudizio (ad esempio con tecniche riprese dalla terapia cognitiva -metodo ABC etc.) e cambiare la nostra scala di valori. Influenza soprattutto 4.
  • ‘sterilizzare’ l’emergere di ricordi svalutanti con tecniche quali quelle descritte nel libro di Cagnoni e Milanese (2009), Cambiare il Passato. Influenza 4.
  • aumentare il nostro senso di efficacia nei modi indicati da Bandura o il nostro stile di attribuzione coi metodi indicati da Seligman (vedi i due articoli già citati). Influenza 1, 2, 3,4.

Valuta questo articolo 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)

Loading...

  1. Imparare l’ottimismo. Gli stili di attribuzione secondo Martin Seligman
  2. La psicologia positiva di Martin Seligman
  3. Come crescere un figlio ottimista (Martin Seligman sull’educazione dei nostri figli)
  4. La tecnica ABC per la modifica degli stili di attribuzione pessimistici

 

Collocato sul sito il 23 maggio 2013, ultima modifica 23 maggio 2013. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Scrivici cosa ne pensi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.