Un programma operativo per migliorare l’autoefficacia degli studenti

Un programma operativo per migliorare l’autoefficacia degli studenti

L’autoefficacia è la fiducia che ogni persona ha sulle proprie capacità di ottenere gli effetti voluti con la propria azione (Bandura A., Autoefficacia: teoria e applicazioni (1997, ed. it. 2000), pag.17; per approfondimenti vedi questo articolo). In particolare secondo Bandura il senso di autoefficacia ‘ corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati’. Ad esempio se l’autoefficacia è bassa la persona ritiene che le proprie azioni raramente ottengano i risultati desiderati. Inoltre ‘La convinzione della propria efficacia attiva e sostiene l’impegno delle attività cognitive necessarie per sviluppare le abilità. Viceversa il fatto di ritenersi inefficaci ritarda proprio lo sviluppo di quelle sotto abilità dalle quali dipendono le prestazioni più complesse’

In un altro articolo ho descritto una serie di strategie di carattere generale che è possibile adottare per migliorare l’autoefficacia degli studenti.

Questo articolo descrive un programma operativo per il miglioramento dell’autoefficacia degli studenti chiamato ‘Primo comandamento: credo in me stesso… Anche perché mi conviene’ contenuto nel libro Soresi S., Nota L. (2000) Autoefficacia nelle scelte. Il libro contiene tutto il programma, vale a dire le slides, le schede di lavoro fotocopiabili e una traccia per utilizzare i materiali, per un totale di 200 pagine. La parte iniziale del libro descrive inoltre in modo esauriente la tematica dell’autoefficacia in ambito scolastico.

Il programma è rivolto a gruppi di 15 studenti e strutturato in 16 unità didattiche della durata di due ore, da svolgersi ogni settimana. Nel caso di aule più numerose il consiglio degli Autori è di suddividere la classe in due sottogruppi svolgendo con ciascuno di essi il programma in parallelo o in tempi diversi. Non sono riuscito a trovare indicazione dell’età degli studenti a cui il programma è rivolto; dall’esame dei materiali sembra che i destinatari siano ragazzi in terza media o nella prima classe delle superiori. Il programma è condotto da un conduttore, che viene definito dagli Autori ‘esperto in autoefficacia’ e da un insegnante che funge da co-conduttore.

Qui di seguito descrivo in dettaglio il contenuto principale di ciascuna unità didattica. In ogni unità didattica il conduttore promuove ogni volta una discussione per approfondire i temi introdotti dalle slides. Inoltre, al termine di ogni unità didattica viene in genere svolta una prova di verifica sui concetti principali discussi e viene assegnata un’attività da svolgere a casa nella settimana intercorrente fra ogni incontro. I risultati della prova di verifica e dell’attività svolta a casa vengono discussi all’inizio dell’incontro successivo. Per evitare appesantimenti, nella descrizione di ciascuna unità didattica la discussione di approfondimento dei temi introdotti con le slides, la distribuzione della prova di verifica, la correzione della prova di verifica e la discussione dell’attività svolta casa non vengono indicate.

Unità didattica 1. Tema principale: le caratteristiche del programma e misurazione del livello di autoefficacia iniziale

  • vengono mostrate due slides che spiegano le caratteristiche del programma
  • vengono consegnati a ogni studente un contratto d’aula e un registro dove inserire i risultati delle prove di valutazione dell’apprendimento che vengono svolte alla fine di ogni unità didattica
  • vengono somministrati i questionari Il mio lavoro futuro e Quanta fiducia ho in me? Per misurare rispettivamente interessi professionali e livello di efficacia percepito.

Unità didattica 2. Tema principale: definizione di auto efficacia e di altri concetti correlati

  • vengono mostrate quattro slides che spiegano il significato dei termini autoefficacia, autostima, concetto di sé, etc.
  • dopo aver mostrato un esempio, viene distribuita una scheda dove ogni studente deve indicare alcune delle proprie credenze di efficacia
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve elencare almeno 10 riflessioni relative alle proprie abilità.

Unità didattica 3. Tema principale: modalità di misurazione e livello di autoefficacia di ogni studente

  • vengono mostrate nove slides relative alle scale di valutazione e al loro utilizzo per misurare le credenze di efficacia
  • viene distribuito a ogni studente il proprio profilo di efficacia ottenuto attraverso il questionario Quanta fiducia ho in me? somministrato nella prima unità didattica
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve intervistare una persona adulta approfondendo le sue credenze di efficacia. Viene svolto un role playing su come svolgere l’intervista.

Unità didattica 4. Tema principale: la varianza personale e gli interessi professionali di ogni studente

  • vengono mostrate tre slides sulla varianza personale (vale a dire sul fatto che ogni persona ha caratteristiche specifiche e distinte da quelle degli altri)
  • viene svolto un esercizio di memorizzazione e misurate le differenze individuali di memorizzazione
  • viene distribuito a ogni studente il proprio profilo di interessi professionali ottenuto attraverso il questionario Il mio lavoro futuro distribuito nella prima unità didattica
  • vengono distribuite due schede dove ogni studente deve riportare i propri profili di interessi e di autoefficacia risultanti dai due test
  • viene mostrata una fotografia che presenta una situazione ambigua (un bambino seduto all’ingresso di una porta, si tratta di una foto del TAT Thematic Appreciation Test) e si chiede a ogni studente di compilare una scheda immaginando la situazione
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve confrontate le risposte date nel commentare la fotografia con quelle di altri due studenti.

Unità didattica 5. Tema principale: i fattori che determinano l’autoefficacia e esperienze personali di miglioramento o diminuzione dell’efficacia

  • vengono mostrate cinque slides sui fattori prossimali e distali che determinano l’autoefficacia
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve indicare una attività per cui nutre buone credenze di efficacia e un’altra per cui nutre basse credenze di efficacia e spiegare quali esperienze passate possono avere determinato tali credenze.

Unità didattica 6. Tema principale: i fattori che determinano l’autoefficacia

  • vengono mostrate cinque slides sui fattori (ad esempio obiettivi personali, aspirazioni, l’impegno) che vengono influenzati dalle credenze di efficacia
  • viene richiesto a ogni studente di descrivere prima per iscritto compilando una scheda e poi ad alta voce un ambito nel quale ha registrato di recente un incremento di efficacia, i motivi per cui ciò è avvenuto e le conseguenze di questo cambiamento
  • nella scheda da compilare a casa lo studente deve svolgere lo stesso esercizio del punto precedente utilizzando una scheda leggermente diversa.

Unità didattica 7. Tema principale: la correlazione fra interessi professionali e autoefficacia

  • vengono mostrate otto slides sugli interessi professionali e sul loro rapporto con le credenze di efficacia
  • viene consegnata una scheda relativa ai risultati del test di interessi distribuito nella prima unità didattica. Ogni studente deve scrivere e poi raccontare ad alta voce quali sono gli ambiti per i quali nutre maggiori e minori livelli di efficacia e di interesse e per quali motivi
  • nella scheda da compilare a casa lo studente deve riflettere su eventuali discordanze fra credenze di efficacia e interessi professionali e sulle proprie credenze di efficacia in matematica.

Unità didattica 8. Tema principale: le esperienze di scarsa efficacia di ogni studente

  • vengono mostrate cinque slides sulle caratteristiche dell’apprendimento e su come è possibile descrivere un comportamento con l’analisi funzionale
  • ogni studente deve compilare una scheda effettuando l’analisi funzionale di una delle proprie attività quotidiane
  • nella scheda da compilare a casa lo studente deve indicare uno o più ambiti in cui nutre scarse credenze di efficacia e descrivere situazioni (scolastiche o extra scolastiche) in cui ha dimostrato scarse abilità.

Unità didattica 9. Tema principale: definizione di un generico obiettivo di miglioramento da parte di ogni studente

  • vengono mostrate otto slides sulla definizione e caratteristiche di un obiettivo
  • ogni studente deve compilare una scheda definendo un proprio obiettivo scolastico o extra scolastico e strutturarlo in sotto obiettivi, indicando anche per ciascuno di essi contesto (cioè quando, in quale situazione), tipo di prestazioni, criteri di valutazione delle prestazioni
  • nella scheda da compilare a casa lo studente deve indicare un obiettivo scolastico e uno extra scolastico di particolare interesse e scomporlo in sotto obiettivi indicando anche contesto, tipo di prestazioni e criteri di valutazione.

Unità didattica 10. Tema principale: programmazione delle attività di miglioramento di ogni studente

  • vengono mostrate nove slides di approfondimento delle caratteristiche degli obiettivi e delle modalità ottimali di programmazione degli obiettivi
  • ogni studente deve compilare una scheda dove, oltre a definire un generico obiettivo e i suoi sotto obiettivi, deve programmare in modo dettagliato (cosa, in quale giorno e ora, quante volte ho per quanto tempo) una serie di attività per raggiungere ogni sotto obiettivo
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve indicare tre generici obiettivi che ritiene utile perseguire.

Unità didattica 11. Tema principale: l’identificazione e ricorso a un modello da parte di ogni studente

  • vengono mostrate quattro slides sulla definizione e le caratteristiche ottimali di una persona che funge da modello di comportamento e come trarne vantaggio
  • ogni studente deve compilare una scheda dove identifica una serie di obiettivi, e per ciascuno di essi, un modello.
  • viene svolto un role playing dove uno studente deve far apprendere a un altro studente il concetto di auto efficacia. Vengono svolti altri role playing per i concetti di obiettivo personale e di programmazione
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve identificare una persona che potrebbe fungere da modello e chiedergli aiuto. Deve inoltre compilare un’altra scheda dove descrive per quali abilità, a vantaggio di chi e in quali modi e potrebbe fungere da modello.

Unità didattica 12. Tema principale: identificazione e ricorso a un persuasore; ricorso a frasi automotivanti

  • vengono mostrate sei slides dedicate alla persuasione sociale e alle caratteristiche ottimali dei persuasori sociali, vale a dire di persone che possono sostenere gli sforzi dello studente per raggiungere gli obiettivi desiderati
  • ogni studente deve compilare una scheda dove, con riferimento ai propri obiettivi identificati in un incontro precedente, sceglie un persuasore e inoltre un’altra scheda dove scrive delle frasi automotivanti e richiama esperienze positive del passato
  • nella scheda da compilare a casa è riportata una lettera scritta da una ipotetica ragazza ai propri genitori; ogni studente deve individuare le strategie di persuasione utilizzate dalla ragazza.

Unità didattica 13. Tema principale: identificazione e utilizzo di rinforzi da parte di ogni studente

  • vengono mostrate sette slides sulla definizione e caratteristiche dei rinforzi, con esempi di programmi di autorinforzamento
  • ogni studente deve compilare una scheda dove indica le modalità di auto rinforzo per ognuno dei propri sotto obiettivi e un’altra scheda dove indica gli agenti rinforzanti (ad esempio i propri genitori)
  • nella scheda da compilare a casa ogni studente deve programmare il ricorso all’autorinforzo nel corso della settimana, con riferimento al proprio obiettivo.

Unità didattica 14. Tema principale: identificazione di credenze di efficacia che ogni studente vuole migliorare e definizione di un piano d’azione per riuscirci

  • viene mostrata una slide riguardo alla definizione di ‘personal agency’
  • ogni studente deve compilare una scheda dove indica due credenze di efficacia che vuole sviluppare e mettere a punto un piano d’azione per raggiungere l’obiettivo

Unità didattica 15. Tema principale: revisione e monitoraggio del piano d’azione di ogni studente

  • questa unità consiste in un incontro individuale di supervisione per l’analisi dell’andamento del programma di sviluppo delle credenze di efficacia messo a punto nella unità didattica precedente da ogni singolo studente
  • il docente compila una scheda dove valuta il piano individuale di ogni studente relativamente a una serie di parametri

Unità didattica 16. Tema principale: i risultati del programma

  • viene somministrato di nuovo il questionario Quanta fiducia ho in me? Per misurare eventuali modifiche nella efficacia percepita da ciascuno studente
  • viene ripercorso il programma giunto al termine
  • viene consegnato ogni studente il ‘Diploma di esperto in autoefficacia’ e una fotografia del gruppo.

Osservazioni sul programma

Grazie al programma ogni studente:

  1. approfondisce la comprensione del concetto di auto efficacia, inclusi i suoi effetti, le sue determinanti e le modalità di misurazione (unità 2, 3,5, 6,7)
  2. approfondisce la conoscenza dei propri interessi professionali e dei propri livelli di auto efficacia (unità 3 e 7)
  3. mette a punto alcuni generici obiettivi di miglioramento in ambito scolastico o extra scolastico e due obiettivi di miglioramento delle proprie abilità e viene guidato al loro raggiungimento attraverso i seguenti passaggi:
    • definizione di un obiettivo di miglioramento
    • suddivisione dell’obiettivo in sotto obiettivi e per ciascuno di essi, contesto, tipo di prestazioni e criteri di valutazione
    • identificazione di modelli, di persuasori sociali, di frasi automotivanti
    • (solo per il miglioramento delle abilità) revisione e monitoraggio dell’andamento del progetto di miglioramento dopo una settimana
  4. condivide con i conduttori e gli altri studenti i propri obiettivi, piani d’azione e comportamenti per metterli in atto e viene a conoscenza degli obiettivi, dei piani d’azione e dei comportamenti dei propri compagni.

Quale delle quattro fonti di autoefficacia identificate da Bandura (esperienze dirette, osservazione delle esperienze di altre persone, persuasione discorsiva da parte di altre persone, stati fisiologici e affettivi, vedi il nostro articolo di approfondimento) vengono maggiormente utilizzate nel programma?

Il programma prevede esperienze dirette (unità 3, 11, 13, 14, 15), l’osservazione e condivisione delle esperienze di altre persone (le esperienze di altre persone vengono osservate e condivise attraverso le schede relative a ipotetici studenti, i role playing, i racconti delle esperienze di ciascuno studente, le restituzioni relative alle esercitazioni svolte a casa che prevedevano racconti delle proprie esperienze o interazione con altre persone; questo si verifica nelle unità 2, 3, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 14) e la persuasione discorsiva (praticamente tutte le unità). Il programma non utilizza invece l’esame degli stati fisiologici e affettivi.

Possibili miglioramenti:

  • Nel programma viene dato un grande spazio alla presentazione dettagliata e rigorosa di concetti teorici (concetto di sé, autostima, scale di valutazione, auto ed etero valutazione varianza personale, fattori prossimali e distali, aspettative di risultato, ‘personal agency’, etc.). Tutta questa parte sembra di difficile comprensione per studenti di terza media e inoltre costituisce una forma di persuasione discorsiva, che, secondo Bandura, è una fonte di efficacia abbastanza debole. Avrebbe potuto essere più opportuno ridurre questa parte a vantaggio di ulteriori esperienze dirette e/o ulteriore osservazione e condivisione delle esperienze di altre persone.
  • Nella struttura attuale del programma il piano di miglioramento delle due abilità personali (che è quello che in caso di successo aumenta in maniera più rilevante le credenze di efficacia personali) viene messo in atto e monitorato solo per una settimana (fra le unità didattiche 14 e 15). Una settimana sembra un periodo troppo limitato per ottenere dei risultati. Inoltre il monitoraggio si limita un solo incontro; come comportarsi se nella settimana di sperimentazione lo studente non riesce a mettere in atto le azioni programmate o le azioni non ottengono i risultati voluti? In questo secondo caso in particolare l’attività potrebbe avere un effetto controproducente, cioè abbassare l’autoefficacia. Al contrario per buona parte del programma (dalla unità 9 alla 13) gli studenti vengono fatti lavorare su generici piani di miglioramento (nell’unità 9 viene citato come esempio di obiettivo ‘Scrivere il punto di vista di studiosi critici di …. e l’introduzione del periodo fornita da due scrittori diversi’). Poteva essere opportuno far lavorare subito gli studenti sul miglioramento di una o più abilità, in modo da avere più tempo per la messa in atto del piano d’azione e la supervisione.
  • La scheda a 14-2, che è quella principale dell’unità 14, chiede allo studente di indicare quali credenze di efficacia vuole sviluppare e poi di definire due obiettivi per incrementarle. A nostro avviso nella scheda c’è un’incongruenza: dal punto di vista della singola persona il miglioramento dell’autoefficacia è risultato indiretto del miglioramento o del successo in una specifica attività. Dunque la scheda avrebbe dovuto riferirsi non alle credenze di autoefficacia ma alle abilità da sviluppare. E in effetti nella descrizione dell’unità (pag.173) si dice che il conduttore, per la compilazione della scheda, ‘invita i soggetti a pensare ad abilità nei confronti delle quali desidererebbe poter registrare un incremento di efficacia e a programmare le operazioni necessarie a ciò’.

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Collocato sul sito il 1 maggio 2013, ultima modifica 1 maggio 2013. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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