Come crescere un figlio ottimista (Martin Seligman sull’educazione dei nostri figli)

Come crescere un figlio ottimista (Martin Seligman sull’educazione dei nostri figli)

Le persone ottimiste hanno la capacità di apprezzare e godersi la vita e un atteggiamento fiducioso nelle proprie capacità, nel futuro, e negli altri. Molte ricerche (citate ad esempio nei libri di Martin Seligman, uno dei più importanti psicologi americani, fondatore della Psicologia Positiva) dimostrano che ‘gli ottimisti rendono meglio nello studio, nel lavoro e nello sport. (…) Il loro stato di salute è eccezionalmente buono. Invecchiano bene e risentono molto meno dei consueti malanni fisici della mezza età. Prove empiriche suggeriscono che possono vivere più a lungo.’ (Imparare l’ottimismo (Seligman 1996:15)). Nel suo libro Come crescere un figlio ottimista, pubblicato in Italia nel 2007, Seligman spiega in che modo promuovere l’ottimismo nei nostri figli.

Gli stili di attribuzione

Secondo Seligman l’ottimismo è il risultato del nostro stile di attribuzione, vale a dire di come interpretiamo gli eventi che ci riguardano. Le persone pessimiste pensano che gli eventi negativi della loro vita dipendano dai propri comportamenti o da proprie caratteristiche Personali negative, che tali comportamenti o caratteristiche siano Permanenti (cioè immutabili), e che siano Pervasive, cioè influenzino tutta la loro persona. Le persone ottimiste tendono invece a ridurre l’importanza degli eventi negativi e pensano invece che gli eventi negativi dipendano da cause Esterne o legate a comportamenti che è possibile migliorare; Estemporanee, cioè occasionali e di breve durata; Esclusive, cioè di influenza limitata a un solo aspetto della loro persona. L’opposto vale in caso di eventi positivi. Vediamo alcuni esempi nel caso di eventi negativi ripresi da Come crescere un figlio ottimista:

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In che modo possiamo promuovere l’ottimismo nei nostri figli?

Crescendo, il bambino si crea un’immagine causale delle cose che gli accadono, sviluppa cioè delle teorie sui motivi per cui determinate cose accadono e del perché egli fallisce o ha successo. Queste teorie sono alla base del suo futuro atteggiamento ottimista o pessimista. I primi anni di vita del bambino sono caratterizzati da esperienze di grande padroneggiamento del mondo. Partendo da uno stato di totale impotenza, quale è quello alla nascita, il bambino impara a camminare, a parlare, a relazionarsi con gli altri. In questo modo sviluppa una grande fiducia nelle proprie capacità e così ha in genere uno stile esplicativo enormemente ottimista. Per i bambini, gli eventi negativi sono causati da qualcun altro, sono limitati e svaniscono rapidamente. Quelli positivi sono invece dovuti alle loro caratteristiche che vengono considerate pervasive e costanti nel tempo. Dall’inizio della carriera scolastica lo stile esplicativo tende a diventare più realista (in alcuni casi pessimista) e si cristallizza nella pubertà.

Tre sono i fattori principali che durante la crescita possono modificare lo stile esplicativo inizialmente ottimista (i numeri si riferiscono alle pagine del libro Imparare l’ottimismo) :

  • A. Lo stile esplicativo di chi si prende maggiormente cura di loro, in genere la madre. I bambini inferiscono i rapporti causali degli eventi del mondo non solo dalla propria esperienza diretta, ma anche dalle reazioni e delle dichiarazioni dei genitori. Ad esempio, ammettiamo che una madre che ha ammaccato la macchina dica a voce alta: ‘Accidenti! Cose come queste accadono sempre a me, tuo padre si arrabbierà tantissimo. Sono così pigra, voglio sempre andare a fare la spesa in auto. Sono veramente stupida!’ Il bambino inferirà che la causa dell’accaduto è personale, permanente e pervasiva (‘Cose come queste accadono sempre a me! Sono così stupida’) e tenderà a adottare lo stesso punto di vista 168. In una ricerca condotta da Seligman è risultato che i livelli di ottimismo dei bambini sono in genere simili a quelli della madre 169.
  • B. Le critiche degli adulti, a cui i bambini sono esposti soprattutto a scuola. Nel caso di un errore nello svolgimento di un esercizio l’insegnante può dire ‘Vedi? Non sei bravo a matematica’ (spiegazione personale e permanente) oppure ‘Vedi? Non hai fatto attenzione quando spiegavo’ (spiegazione personale e temporanea) 171. A scuola possono crearsi dei circoli viziosi in cui il bambino che ottiene risultati negativi, a seguito delle critiche dell’insegnante o dei compagni sviluppa uno stile pessimista e così rinuncia a impegnarsi e peggiora ulteriormente. In questi casi possono verificarsi abbandoni e/o, se il bambino ha una conformazione fisica adatta, può diventare un bullo. Seligman cita una ricerca da cui risulta che degli errori delle bambine -che di solito a scuola sono calme e attente- vengono spesso date spiegazioni personali e permanenti (mancanza di abilità per quella determinata materia). Al contrario degli errori dei bambini -che in genere a scuola sono irrequieti- vengono spesso date spiegazioni personali e temporanee (mancanza di attenzione) 171. Secondo Seligman questo è uno dei motivi che potrebbe spiegare come mai le donne siano assai più suscettibili degli uomini alla depressione 170.
  • C. Perdite o traumi in età precoce, in particolare la perdita della madre 177 e altri eventi quali divorzio e/o litigi fra i genitori 189-194.

In generale possiamo migliorare l’ottimismo (cioè lo stile esplicativo) dei nostri figli:

  1. Proponendo loro attività che migliorano la loro padronanza dei vari aspetti del mondo circostante (oggetti, attività, relazioni interpersonali)
  2. Spiegando i loro (e i nostri) insuccessi e successi con modalità che promuovono uno stile esplicativo ottimista
  3. Evitandogli per quanto possibile esperienze traumatiche

Vediamo in dettaglio le diverse strategie.

1A. Padronanza su oggetti e attività. E’ utile:

  • far esercitare ai bambini il maggior controllo possibile sulle attività quotidiane già alla loro portata, eccetto che nelle scelte importanti su cui decidiamo noi. Ad esempio (a seconda dell’età) far loro scegliere: i vestiti da mettersi ogni giorno, le cose da acquistare al supermercato, i cibi da mangiare, i giochi. Secondo Seligman è meglio portare i propri figli nei fast food piuttosto che al ristorante: nei fast food i bambini possono scegliere più facilmente quello che vogliono (i cibi da scegliere sono visibili), prendere il vassoio col proprio cibo, pagare, prendere le posate e scegliere i condimenti. Questo approccio comporta anche lasciare che i nostri figli provino a risolvere da soli le proprie difficoltà, senza criticarli in caso di insuccessi. Sostituirsi a loro, anche se a volte è più rapido, impedisce ai nostri figli di sviluppare le capacità necessarie per affrontare la vita, e riduce la loro fiducia in se stessi, perché trasmettiamo il messaggio che sono incapaci di cavarsela da soli. Riduciamo la loro fiducia in se stessi anche quando li critichiamo (invece di semplicemente aiutarli a trovare una soluzione). Fai attenzione perché anche dare ricompense senza che il bambino si sia impegnato sviluppa uno stile esplicativo pessimista.
  • proporre ai bambini nuove attività su cui possono esercitare un controllo. Ad esempio (a seconda dell’età), far loro imparare: a utilizzare le posate, la bicicletta, un cellulare o un tablet, uno sport, disegnare, cucinare, leggere e scrivere, tecniche di memorizzazione e calcolo, a fare a meno del pannolone (quando raggiungono l’età giusta), etc. In questi casi il genitore (e l’insegnante) devono proporre ai bambini attività che siano di loro interesse e alla loro portata, cioè non troppo difficili. Genitori e insegnanti possono rendere più facile il padroneggiamento di oggetti e attività anche insegnando strategie (cioè scorciatoie) per imparare rapidamente e con minor sforzo i compiti proposti.

1B. Padronanza nelle relazioni personali

  • E’ utile insegnare ai propri figli strategie per relazionarsi meglio con gli altri: come fare amicizia con altri bambini, negoziare in caso di disaccordi, rivolgersi a persone adulte, etc. Le strategie possono essere insegnate sia dando giorno per giorno dei consigli su episodi che ci raccontano, oppure insegnando delle tecniche ‘‘Oggi voglio insegnarti come si fa amicizia con qualcuno…’ Vedi alcuni esempi in questa pagina.

2A. Interazione rivolta all’ottimismo

  • Interagire con i nostri figli (specialmente in caso di insuccessi) con commenti che promuovono uno stile esplicativo ottimista, cioè descrivere l’evento negativo come di importanza limitata, temporaneo, circoscritto a un solo un aspetto della loro persona, e dovuto a cause esterne o a un loro comportamento modificabile. Alcuni esempi:

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Questo vale anche quando accade qualcosa di negativo a noi stessi, vedi l’esempio della madre che ha ammaccato la macchina descritto sopra.

Nel caso in cui i nostri bambini abbiano già acquisito uno stile esplicativo pessimista, provare a modificarlo utilizzando anche (oltre agli accorgimenti indicati ai punti precedenti) tecniche come quella ABC descritta in questo articolo. La tecnica ABC è spiegata in grande dettaglio e in forma adattata ai bambini nel libro di Seligman Come crescere un figlio ottimista.

Cosa fare in concreto

Se decidi di darti da fare per crescere un figlio ottimista, cosa puoi fare in pratica? Puoi:

  1. Fare il punto della situazione attuale, descrivendo quello che hai fatto finora per cambiarla e i risultati ottenuti, utilizzando la mia scheda 1 (vedi in fondo alla pagina come richiederla)
  2. Misurare i livelli di ottimismo tuoi e di tuo figlio utilizzando i questionari contenuto nel libro di Seligman Imparare l’ottimismo, oppure le versioni dei questionari (in inglese) sul sito Authentic Happiness http://www.authentichappiness.sas.upenn.edu/
  3. Migliorare la tua comunicazione con tuo figlio utilizzando le tecniche spiegate nella pagina già lincata sopra
  4. Tenere un diario delle tue attività per migliorare l’ottimismo di tuo figlio, utilizzando la mia scheda 2 (vedi in fondo alla pagina come richiederla)
  5. Leggere gli altri articoli sul mio sito dedicati alla psicologia positiva e i libri di Seligman. Riguardo ai libri, ti consiglio di iniziare da Come crescere un bambino ottimista, e poi Imparare l’ottimismo, purtroppo al momento entrambi i libri sono esauriti, prova a vedere se li trovi in una biblioteca pubblica o, se conosci l’inglese, puoi leggere le versioni in inglese. Fai fiorire la tua vita e La costruzione della felicità sono invece meno utili.
  6. Coinvolgere altre persone nel tuo processo di apprendimento. Ad esempio puoi invogliare altri genitori a impegnarsi per migliorare l’ottimismo dei propri figli, in modo da darsi supporto a vicenda, o raccontare ad altri questo progetto in cui ti sei impegnato/a. Può trattarsi di amici o amiche oppure cercare altre persone su internet. Puoi anche creare una pagina aperta su Facebook.

Per richiedere le due schede gratuite puoi andare alla pagina dei download.

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Collocato sul sito il 1 giugno 2013, ultima modifica 1 giugno 2013. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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