Il sarto e gli abiti in serie, ovvero la formazione in aula e quella a distanza

Fino agli anni ’60 gli abiti erano tutti su misura, li facevano i sarti. Poi cominciarono a diffondersi gli abiti in serie, in vendita presso negozi specializzati e, nelle grandi città, nei grandi magazzini.

Gli abiti fatti su misura vestivano meglio, ma quelli fatti in serie costavano molto meno ed era possibile provarseli senza impegno prima dell’acquisto. Il risultato fu che un prodotto migliore (l’abito sartoriale) vide ridursi grandemente il suo spazio di mercato.

Questa evoluzione mi è tornata in mente pensando alla formazione professionale in aula e a distanza.

Alcune agenzie formative che conosco organizzavano ogni anno una formazione residenziale in hotel. Quest’anno, giocoforza, sono passate alla formazione a distanza, con un enorme risparmio di costi e, in uno dei due casi, triplicando il numero dei corsisti coinvolti.

Personalmente credo che la formazione in aula sia di qualità migliore, perché l’interazione col docente e fra i partecipanti è maggiore, però anche la formazione a distanza può ottenere buoni risultati.

Mi chiedo se, adesso che il coronavirus ha costretto moltissime agenzie formative e committenti di formazione a ricorrere alla formazione a distanza, e a verificarne gli aspetti positivi (costi estremamente ridotti, flessibilità di orari, possibilità di coinvolgere in contemporanea un gran numero di discenti), la formazione a distanza, anche se di qualità un po’ inferiore a quella in aula, non sia destinata a rimanere la modalità più comune di formazione anche dopo la fine dell’epidemia e delle misure di contenimento successive.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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