Apparentemente un’ovvietà e un errore, ma l’affermazione è dovuta alla deriva britannica dove la parola woman (donna) è diventata un termine da censurare. Vedi questi esempi ripresi dall’articolo: La Bbc e l’eterno crimine di chiamare le donne con il loro nome apparso sulla rivista Tempi:
“Cronologia sommaria della follia:
- 2014, nei documenti ufficiali fa irruzione l’inglese sessualmente corretto d’importazione Usa: “fisherman” diventa “fisher”, “policeman” “police officer”. Via “freshman”, “penmanship”, “sportsman”, “chairman”, “spokesman”, benvenuti “first year student”, “handwriting”, “outdoor enthusiast” (appassionato dell’aria aperta), “chairperson”, “spokesperson”. Per tutto il resto c’è “ze” invece di “he/she”, “hir” invece di “his/her”. “Ze went to hir bedroom”. Tradotto: non si capisce nulla ma è tutto molto inclusivo
- 2017, la British Medical Association (Bma) indica a suoi 160.000 medici: “Non chiamate più “futura mamma”, “mamma in attesa” le donne incinte”. Motivo? “Mamma offende i trans”. Soluzione: “Celebriamo la diversità”. Quindi: usare “persone incinte”
- 2018, l’amministrazione di Brighton e Hove decide che nelle scuole del distretto gli alunni dovranno imparare che le mestruazioni riguardano “all genders”. Ergo: insegnare ai bambini che anche i ragazzi hanno le mestruazioni. Non si dirà più «ragazze e donne che hanno il ciclo» ma «ragazze e donne e altri che hanno il ciclo».
- 2018, la Bloody Good Period, nata per rifornire di assorbenti chi non può permetterseli, non parla di “donne” ma di “menstruator” perché «non tutte le donne hanno le mestruazioni, e non tutte le persone che hanno le mestruazioni sono donne»
- 2019, la Cancer Research Uk, associazione inglese per la ricerca sul cancro, elimina la parola “donne” dalla campagna per il pap test. Uno screening importante «per ogni persona con la cervice tra i 25 e i 64 anni».
- 2019, Lynsey McCarthy-Calvert, doula con 4 figli, posta su Facebook: «Le donne fanno nascere tutti». Morale: è costretta a dimettersi da portavoce di Doula Uk, l’associazione nazionale inglese delle moderne levatrici, o assistenti materne. Motivo: usa un «linguaggio assolutamente disgustoso», dimenticando che «non solo le donne mettono al mondo bambini»
- 2019, Always (Procter & Gamble) rimuove il simbolo Venus (♀) dalle confezioni di assorbenti. Motivo? Le proteste di “non-binary e trans customers”
- 2019, Upfield, proprietario del marchio di margarina Flora, interrompe la collaborazione con il portale Mumsnet. Motivo? Vice definisce la rete di genitori (che partecipa a dibattiti e campagne come Let Girls Be Girls o Let Toys Be Toys contro la “sessualizzazione” dei bambini) un «focolaio tossico di transfobia»
- 2021, l’Università di Manchester elimina la parola “madre”. E “padre”. E anche “uomo”, “donna”, “anziano”, “diabetico”, “poliziotto”, “marito, moglie, fratello, sorella”. Dove? Nella sua nuova “guida al linguaggio inclusivo”. Università? No, asilo woke
- 2021, Lancet fa “woke washing”. In esergo a una presentazione della mostra sulla “storia delle mestruazioni” al Vagina Museum di Londra la rivista cancella il termine “donne” sostituendolo con «corpi con la vagina». “Bodies with vaginas”, sic.
- 2021, il Brighton & Sussex NHS Trust è il primo istituto nel Regno Unito ad adottare il linguaggio inclusivo di genere” per i suoi servizi di maternità. “Chestfeeding” invece di “breastfeeding”, “birthing parent” invece di “mother”, “father or second biological parent”. Da allora in Sussex nascono figli di un “genitore che allatta al petto”
- 2021, dopo mesi di minacce e intimidazioni da parte di studenti e attivisti Lgbtq, Kathleen Stock, filosofa lesbica e femminista “colpevole” di credere nel sesso biologico, è costretta a dimettersi dall’Università del Sussex. Ovazione dei suoi persecutori (e dei colleghi): «La strega è morta». Stesso destino di altre colleghe (da Selina Todd a Rosa Freedman). Spartiacque fu il linciaggio di J.K. Rowling, scrittrice, eterna madre di tutte le “terf” (Trans Excludent Radical Feminist), iniziato con un tweet di sostegno a Maya Forstater
- 2022, «Che cos’è una donna?». «Dipende dal contesto». «Che cos’è una donna?». «Non intendo partecipare a una dannosa discussione senza vie di uscita». Sono le risposte alle domande dei giornalisti in occasione della Giornata mondiale della donna, della presidente del partito laburista e ministro ombra per le questioni femminili Anneliese Dodds, e di Yvette Cooper, ministro degli Interni del governo ombra laburista
- 2022, Starmer dichiara al Times che «non è giusto dire che solo le donne hanno la cervice», «una donna è una donna adulta, e in aggiunta a ciò, le donne transgender sono donne, e questa non è solo la mia opinione: è la legge stessa a stabilirlo»
- 2023, Starmer dichiara al Sunday Times che il «99,9 per cento delle donne non ha un pene»
- 2023, i medici del servizio sanitario nazionale inglese iniziano a fare l’inventario degli organi sessuali dei loro pazienti: il signor x ha un pene? Una vagina? Un utero? Una cervice? E il seno? La prostata? I testicoli? Le ovaie? E perché un medico dovrebbe fare una cosa del genere? Perché lo richiede il nuovissimo sistema IT da 450 milioni di sterline adottato dall’Nhs. I moduli per la dimissione dei bambini nati al Guy’s and Thomas’ Hospital di Londra e al King’s College Hospital danno alle ostetriche solo la possibilità di selezionare “identità di genere” anziché il sesso biologico dei neonati.
- 2023, «Salve, qui è il 999: quale pronome preferisce?». Agli operatori del numero di emergenza 999 viene impartito di chiedere sempre a chi chiama quale è il suo pronome preferito. Motivo? Non misgenderare basandosi sulla voce. Va bene soffrire e morire, ma con il pronome giusto.
- 2024, Starmer dice di essere d’accordo con Tony Blair quando dice che «biologicamente, una donna è con una vagina e un uomo è con un pene»
- 2025, l’infermiera Jennifer Melle viene trasferita e indagata per misgendering. Motivo? Aver chiamato “Mr.” un molestatore sessuale alto due metri, ammanettato e scortato da due agenti. Rischia il licenziamento anche Sandie Peggie, per essersi opposta alla presenza di un collega alto un metro e ottanta nello spogliatoio femminile. Un medico senza Gender Recognition Certificate (GRC) che si dichiara «donna biologica» e afferma che il sesso è «un concetto nebuloso»
- Vedi la campagna della BBC a favore dei trans bbc-evidence-Nov25
Una donna è una donna, non un certificato: finalmente, quest’anno (2025), la Corte Suprema inglese sancisce che il sesso è biologico e non negoziabile.”
Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it.
