I ritardi nell’attivazione delle politiche attive del Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza, normato dalla Legge 26/2019, si pone come una misura di politica attiva del lavoro. In particolare l’art.1 della Legge afferma che:

È istituito, a decorrere dal mese di aprile 2019, il Reddito di cittadinanza (…)
quale misura fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

Come è noto, le politiche del lavoro si dividono in passive e attive.

In estrema sintesi, sono politiche passive i contributi diretti in denaro o il prepensionamento a chi perde il posto di lavoro.

Fanno parte delle politiche attive interventi quali:

  • attivazione o promozione di servizi di orientamento
  • attivazione e promozione di apprendistato, tirocini, alternanza scuola lavoro, lavori socialmente utili
  • attivazione e promozione di formazione
  • servizi e sgravi per la promozione dell’imprenditoria
  • promozione di servizi per l’incontro fra domanda e offerta di lavoro
  • sgravi all’assunzione.

 

Le politiche passive risolvono il problema immediato della mancanza di un reddito a seguito della perdita del lavoro o della inoccupazione, mentre le politiche attive cercano di aiutare le persone a trovarsi un  lavoro.

Il reddito di cittadinanza è una misura che vuole coniugare assieme politiche attive e passive, secondo una logica di condizionalità: l’ottenimento e il mantenimento nel tempo del contributo economico è subordinato alla partecipazione, da parte del beneficiario e dei membri della sua famiglia, a una serie di attività di politica attiva.

In questa fase iniziale del Reddito di cittadinanza è stata avviata la distribuzione del contributo economico, mentre la quasi totalità delle politiche attive sono in ritardo. In particolare, al momento sono in ritardo:

  • Mancano le due piattaforme web di supporto agli operatori coinvolti nel sistema (in  una delle due vanno anche pubblicate le offerte di lavoro riservate ai beneficiari del Reddito di cittadinanza)
  • INPS al momento non trasmette o trasmette ai centri per l’impiego l’elenco di solo alcuni beneficiari del Rdc e con file csv
  • Manca il modello su cui redigere il Patto per il lavoro
  • Mancano le modalità operative e l’importo dell’Assegno di ricollocazione
  • Nessuna Regione ha finora autorizzato i soggetti privati accreditati per i servizi al lavoro alla redazione del Patto per il lavoro
  • Mancano le linee guida per attivazione progetti utili alla collettività
  • Le Regioni non hanno bandito i concorsi per l’assunzione di personale aggiuntivo per i Centri per l’impiego (manca il decreto attuativo del Governo per la ripartizione delle risorse fra le Regioni)
  • Il concorso Navigator ANPAL (inizialmente previsto a marzo/aprile) è in svolgimento adesso.

 

Mercoledì prossimo interverrò a Bologna al Convegno Reddito di Cittadinanza: l’impatto sul sistema dei servizi organizzato da Maggioli Editore. Il programma e le modalità per iscriversi sono spiegate a questa pagina.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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