3.10. Il processo di selezione e il colloquio individuale

Per essere assunto devi convince il datore di lavoro (e prima di lui altre figure coinvolte nella selezione, ad esempio i recruiter) che sei la persona giusta. In maggior dettaglio, questo vuol dire convincere il datore di lavoro che:

a. saprai svolgere bene o imparerai velocemente le mansioni per cui ti proponi, non solo nell’aspetto tecnico, ma anche in quello comportamentale;
b. desideri effettivamente svolgere il lavoro per cui ti proponi e desideri svolgerlo presso la sua impresa; non te ne andrai appena trovi qualcos’altro, né perderai motivazione mettendoti poi a lavorare al minimo;
c. riuscirai a inserirti bene nell’ambiente di lavoro, per quel che riguarda i rapporti con colleghi, clienti e fornitori e col datore di lavoro;
d. non hai vincoli (per esempio familiari) o problemi personali (di salute, caratteriali, etc.) che ti impediranno di fare quanto è richiesto dalla mansione che dovrai svolgere (a seconda dei casi trasferte, straordinari, lavoro sotto stress, sforzi fisici, gestione del denaro, etc.).

Se la leggi in negativo, la lista ti indica le quattro principali preoccupazioni dei datori di lavoro quando procedono ad assunzioni.

Nel settore pubblico, per evitare (almeno in teoria) valutazioni troppo discrezionali, si dà un grosso peso agli aspetti “oggettivi”, quali titoli di studio e precedenti esperienze professionali, e a verificare soprattutto la preparazione tecnica. Questo rende la selezione nel pubblico simile a un esame scolastico.

Nelle selezioni condotte da selezionatori non professionisti (es.: imprenditori) spesso ci si limita a esaminare il curriculum e a svolgere un semplice colloquio.

Nelle selezioni condotte da società specializzate in aggiunta all’esame del curriculum e al colloquio motivazionale si usano altri strumenti. Per esempio:

  • prove e test psicologici: cercano di verificare se il tuo profilo caratteriale è congruente con quello richiesto dalla mansione. Vengono utilizzati test a risposta multipla, oppure possono chiederti di disegnare alberi, di interpretare macchie colorate o fotografie, etc.;
  • test attitudinali: cercano di individuare quanto “sei portato” verso le mansioni che dovrai svolgere, attraverso quiz simili a quelli enigmistici, che utilizzano figure, parole, numeri;
  • test di cultura generale o su una disciplina specifica: cercano capire se hai il livello culturale o le conoscenze professionali di base richieste;
  • colloquio individuale ‘atipico’: l’intervistatore (selezionatore professionista, con un profilo psicologico di tipo sadico) sembra impazzito: strabuzza gli occhi senza parlarti, ti fa domande troppo personali o un po’ offensive, cerca in ogni modo di stressarti; il suo obiettivo è farti perdere sicurezza e dimenticare gli schemi di risposta che ti sei preparato. Se invece (in qualche caso capita) è un imprenditore che si comporta in questo modo, lascialo perdere, non vale la pena di lavorare per una persona così.
  • colloquio di gruppoti trovi in un’aula con altri candidati, e devi discutere come risolvere un problema. Può trattarsi di una nave che sta affondando e di cui tu e gli altri costituite l’equipaggio, di uno stabilimento che ha un problema produttivo, di una festa da organizzare, etc.. Normalmente non ci sono soluzioni ‘giuste’. Mentre discutete c’è un selezionatore che prende nota del comportamento dei vari componenti del gruppo. Lo scopo è quello di valutare il tuo comportamento “sociale” in maniera più approfondita di quanto sia possibile col colloquio individuale.

Come affrontare i processi di selezione?

  • Se hai difficoltà a parlare con sconosciuti, segui le indicazioni del capitolo 13. Ho un problema: sono timido/a. Come superare l’imbarazzo nei contatti con sconosciuti
  • Nell’affrontare una selezione devi prima di tutto individuare quali sono le caratteristiche della figura desiderata (alcune indicazioni sono contenute nel testo dell’inserzione) e muoverti tenendo sempre presenti i quattro punti indicati a inizio del capitolo. Se segui questa regola aurea, non avrai problemi e riuscirai a presentarti al meglio.
  • Nel colloquio individuale, per esempio, devi capire quali sono le preoccupazioni dietro a ogni domanda, e dare risposte che rassicurino l’intervistatore. Lo stesso nei colloqui atipici, sforzandoti in più di sdrammatizzare e mantenere la calma.
  • Nei colloqui di gruppo devi mostrare, col tuo comportamento, di possedere le caratteristiche desiderate.
  • Riguardo ai test, prova a prenderci confidenza esercitandoti coi numerosi libri in commercio o siti.

Altre cose che aiutano sono:

  • presentarti bene (ben vestito, ma senza strafare);
  • tenere coi tuoi interlocutori l’atteggiamento cordiale e sorridente che terresti con una persona che ti è simpatica;
  • fare domande (cosa vogliono farti fare esattamente, se è previsto un training iniziale, qual è il reddito annuo lordo, etc., anche tu devi fare una scelta). Per evitare brutte sorprese è utile chiedere anche come mai stanno cercando (ad esempio la persona che svolgeva quel ruolo può essere stata licenziata, pensionata, si è dimessa, è stata destinata a un altro ruolo, etc., oppure il posto di lavoro è nuovo a causa di un aumento di organico) e quante persone hanno ricoperto quel ruolo negli ultimi due anni  (potresti scoprire che c’è un elevato turn over, in questo caso può essere saggio non accettare);
  • mostrarti informato sull’azienda e sul settore in cui opera (utile visitare il sito aziendale prima del colloquio).
  • Chiedi anche quando prevedono di finire la selezione e, se non hai comunicazioni dopo quella data, chiama o scrivi per sapere com’è andata e perché sei stato escluso. Le risposte arrivano di rado: per le imprese rispondere a candidati non selezionati è un costo, perciò tendono ad evitarlo.

Anche per le selezioni vale la regola che per imparare a nuotare bisogna buttarsi nell’acqua: più selezioni fai, e più la tua performance migliora.

Il miglioramento è più rapido se dopo ogni selezione a cui partecipi fai autoanalisi, ripercorri cioè quanto è accaduto e cerchi di individuare dove avresti potuto migliorare.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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