1.5. Cosa offri quando cerchi lavoro?

Cosa offri quando cerchi lavoro? Ci sono tre diverse strategie; le indico con le frasi che si usano di solito per ciascuna di esse:

1. “Cerco lavoro…” Cerchi cioè un lavoro qualsiasi, e ti presenti senza valorizzare le tue capacità e conoscenze. Cosa offri in pratica? Due braccia, in senso reale o metaforico. Quanti concorrenti hai? Tutte le migliaia di persone che utilizzano questo approccio. Funziona soprattutto per lavori dequalificati e/o per lavori pesanti che pochi vogliono fare.

• 2. “Sono uno specialista in… Cerco lavoro come…”. Qui offri un saper fare specifico. Quanti concorrenti hai? Un numero molto minore, a seconda del tuo livello di specializzazione. Oggigiorno purtroppo il solo titolo di studio o una preparazione poco approfondita non sono più sufficienti per adottare questa strategia (con un titolo o una preparazione poco approfondita rischi di continuare a offrire solo due braccia). Per diventare un vero specialista oggi devi autovalorizzarti (vedi uno dei prossimi capitoli).

• 3. “Ho un progetto/un’idea di cui vorrei parlare con lei…”. Qui offri un progetto specifico. Grazie alla tua specializzazione, hai individuato una possibilità di ampliare o migliorare le attività del tuo possibile datore di lavoro, e gliela presenti. Concorrenti: se non ci ha già pensato qualcun altro, nessuno. Va molto bene, purché l’idea sia valida e il tuo interlocutore sia quello giusto. Molto efficace, anche se per specialisti, perché non è facile suggerire qualcosa di sensato a chi già opera in un certo settore. Un approccio di questo tipo può anche essere utile per differenziarti da tutti gli altri candidati e arrivare a un contatto diretto (es.: sei un agrotecnico, hai studiato tutto su una nuova varietà di piante e ne proponi la coltivazione a un’azienda florovivaistica; non se ne fa di niente, ma in questo modo sei riuscito a parlare direttamente col titolare che alla fine ti propone una collaborazione perché è rimasto ben impressionato dalla tua preparazione), oppure, se decidi di sfruttare la tua idea direttamente, per metterti in proprio. Attenzione a non presentare una proposta troppo dettagliata che il datore di lavoro possa utilizzare senza la tua collaborazione rubandoti l’idea.

La strategia 1 va bene per farti un po’ di soldi, se esempio sei giovane e non hai grandi necessità di reddito. Va meno bene quando le tue esigenze di reddito crescono o le tue condizioni di salute non ti permettono di fare lavori pesanti. In questi casi sarai costretto ad accettare una vita di ristrettezze e/o precariato oppure seguire le strategie 2 e 3.

Se vuoi seguire la strategia 1 (se ti va bene cioè accettare qualunque lavoro) devi solo contattare più datori di lavoro possibile utilizzando i vari canali di ricerca, come già spiegato al capitolo 1.2. Quanti contatti ogni mese?).

In che modo invece seguire la strategia 2?

I datori di lavoro privati (aziende, studi professionali, società di servizi, etc.) che vogliono assumere un dipendente possono cercare:

  • qualcuno che sa già fare un mestiere (vantaggi: il nuovo assunto non ha bisogno di un periodo di formazione, può portare in azienda un nuovo patrimonio di conoscenze; svantaggi: chiederà uno stipendio più alto, può pretendere di continuare a lavorare coi propri metodi) oppure
  • qualcuno che può imparare rapidamente un mestiere (vantaggi: il nuovo assunto costa meno, impara i metodi seguiti in azienda; svantaggi: ha bisogno di un periodo di formazione).

Nel primo caso sarà assunto, a parità di altre condizioni (età, genere maschile o femminile, pretese retributive, abilità sociali, etc.) il candidato con le maggiori capacità tecniche. La variabile fondamentale è in questo caso sono le capacità tecniche, sviluppate con l’esperienza.

Nel secondo caso, sarà assunto, a parità di altre condizioni, il candidato che ha le maggiori conoscenze teoriche richieste da quella determinata mansione, perché il possesso di una preparazione teorica accorcia i tempi di apprendimento, e questo significa un risparmio per il datore di lavoro. Per fare un esempio, se un commercialista ha bisogno di un aiuto contabile, preferirà una persona che ha un diploma in discipline aziendali (istituto tecnico commerciale o istituto professionale per il commercio), e fra tutti i diplomati in discipline aziendali, quelli che conoscono meglio la materia. La variabile fondamentale è in questo caso la preparazione teorica.

In conclusione, se vuoi aumentare le tue possibilità di trovare lavoro presentandoti come uno specialista (strategia 2) devi migliorare le tue conoscenze tecniche e/o le tue capacità tecniche.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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