Perché sei ancora disoccupato? Vediamo se hai capito

Sei al mare su un patino lontano dalla spiaggia, senza telefonino. Improvvisamente il patino comincia a piegarsi da un lato e affonda. A questo punto, cosa pensi / fai?

Puoi pensare tante cose: chiederti come mai il patino è affondato, chi era il responsabile della manutenzione del patino, quali sono le leggi e le norme di sicurezza per i patini , quanti metri d’acqua ci sono sotto di te, che appena torni a riva andrai a litigare con chi te l’ha affittato, se ti ridaranno indietro i soldi del noleggio, dove si trova in questo momento la tua ragazza, se arriverai in tempo per l’appuntamento di stasera, a che avvocato potresti rivolgerti per farti dare un indennizzo, in che modo potrai dimostrare a un giudice lo stress che stai subendo, etc. Puoi pensare tante cose, ma nessuna di queste, in questo momento preciso, è importante. Le uniche cose cosa importanti in questo momento sono metterti a nuotare per raggiungere la riva e dosare bene le forze.

La ricerca di lavoro è una situazione simile. Cosa hai risposto alla domanda nell’esercizio iniziale: Perché sei ancora disoccupato/a?

Provo a indovinare:

  • le aziende non assumono (sicuro? Nel 2018 sono state assunte in Italia 6 milioni di persone, 2 milioni delle quali con contratti più lunghi di  1 anno)
  • il Covid ha bloccato le assunzioni (chi te lo ha detto? Nei primi 6 mesi del 2020 sul sito Infojobs sono state pubblicate 180 mila offerte di lavoro, in gran parte operai, amministrativi, addetti logistica)
  • dove abiti tu ‘non c’è lavoro’ (ma i tuoi conoscenti di che campano?)
  • trovano lavoro solo i raccomandati (se è così, perché tutti ci riescono e tu no?)
  • i datori di lavoro discriminano la categoria di persone a cui appartieni -ad esempio sei donna, donna con figli piccoli, hai più di cinquanta anni, etc. (stai dicendo che tutti quelli che si trovano in una di queste condizioni sono disoccupati?)
  • sei sfortunato
  • i datori di lavoro ce l’hanno con te
  • il mondo è cattivo
  • etc.

I motivi (reali o presunti) possono essere tanti, ma, se vuoi trovare lavoro (se vuoi tornare sano e salvo alla spiaggia) devi concentrarti sui motivi che dipendono da te:

  • Sei poco flessibile. Ad esempio, stai rifiutando una serie di lavori che sei in grado di svolgere ma non ti piacciono, oppure stai rifiutando i lavori che non sono vicini a casa, non sono part time, non sono raggiungibili con mezzi pubblici, non si svolgono nei giorni feriali in orario 8-17. Se questo è il tuo caso, sei disoccupato perché la tua scarsa flessibilità ti taglia fuori dalla gran parte dei lavori offerti.
  • Sei poco preparato per il lavoro che stai cercando: rispetto ad altri candidati la tua preparazione è nella media, sotto la media o inesistente. Se questo è il tuo caso, sei senza lavoro perché finora non ti sei qualificato abbastanza e vengono assunte le persone più preparate di te.
  • Finora hai fatto una cattiva ricerca di lavoro: ad esempio il tuo CV è fatto male, oppure nei colloqui di selezione non interagisci bene. Se nell’ultimo mese hai contattato meno di 100 datori di lavoro sei senza lavoro sicuramente perché troppo pochi datori di lavoro sanno che stai cercando.

Dunque, a questo punto concentrati sul nuoto (sulle cose che dipendono da te) e nel capitolo successivo rispondi di nuovo alla domanda Perché sei ancora disoccupato? citando uno o più dei tre motivi indicati sopra.

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Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

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