Cuore o testa nelle scelte professionali?

 

Il cuore come sappiamo rappresenta le emozioni, la testa la razionalità. Quale dei due dobbiamo usare nelle nostre scelte professionali o, meglio, come integrarli?

Il rischio di scegliere solo in base a considerazioni razionali è trovarci poi al lavoro in ruoli che non ci interessano, con tutti i problemi conseguenti: mancanza di motivazione, scarso rendimento, desiderio di far altro, mancata espressione delle nostre capacità.

Le emozioni sono espressione della parte più profonda di noi, perciò sono loro che devono indicarci la strada. Un senso di repulsione, fastidio o noia verso una determinata professione (sia nel caso in cui la svolgiamo veramente sia se pensiamo a svolgerla) oppure, al contrario, un senso di soddisfazione e gioia ci indicano la strada da seguire.

Tuttavia le emozioni hanno alcune caratteristiche che rendono pericoloso seguirle senza basare le nostre scelte anche sul ragionamento. Le emozioni:

  • possono basarsi su una conoscenza incompleta o errata delle mansioni e sul contesto che caratterizzano una determinata professione, oppure su elementi ininfluenti (ad esempio, sul nostro atteggiamento verso l’unica persona che conosciamo che svolge quella determinata professione)
  • possono essere di breve durata. E’ noto che le emozioni possono essere volubili
  • possono avere una intensità spropositata rispetto al fattore che le ha scatenate (ad esempio forti reazioni emotive possono essere provocate anche da piccolo insuccessi o delusioni in ambito lavorativo o formativo)
  • possono spingerci verso mete irrealistiche e irraggiungibili, proprio perché non ‘temperate’ da un’analisi razionale del contesto
  • spingono all’azione immediata.

Per questi motivi è pericoloso scegliere solo sulla base di un’emozione immediata, si rischiano quelli che impropriamente sono chiamati ‘colpi di testa’, ma in realtà sono ‘colpi di cuore’.

Solo se l’emozione è continua nel tempo allora va ascoltata, ma anche le decisioni verso cui l’emozione ci spinge devono essere ponderate per evitare di danneggiarci. Tornando a quanto detto all’inizio di questo articolo, le emozioni (quelle costanti nel tempo), devono indicarci la strada, ma poi sta alla testa definire con precisione la meta (scartando quelle irrealistiche) e scegliere come arrivarci.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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