E’ facile progettare per competenze se sai come farlo

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Come progettare per competenze nella Formazione professionale

La normativa sulla certificazione delle competenze (ma anche il Fondo nuove competenze) richiede che tutti i corsi di formazione siano strutturati per competenze (cioè per compiti principali). Vediamo cosa significa in concreto e qual è la differenza con l’approccio tradizionale focalizzato sui contenuti disciplinari.

La descrizione tradizionale dei corsi si limita a indicare le conoscenze (in linguaggio tecnico contenuti disciplinari) che il corsista deve imparare. La formazione è primariamente indirizzata all’acquisizione di conoscenze. L’acquisizione della capacità di svolgere i compiti principali della figura professionale di riferimento rimane sullo sfondo. Nei corsi che seguono questo approccio le prove di verifica verificheranno innanzitutto se il corsista conosce la teoria, se cioè ha acquisito le conoscenze; ci sarà anche qualche prova pratica, ma in posizione secondaria.

Ad esempio il programma di un corso di formazione ‘tradizionale’ per la qualifica di orientatore potrà prevedere:

  • L’orientamento come aiuto all’inserimento nella vita attiva
  • Le macro attività dell’orientamento (informazione orientativa, consulenza, accompagnamento e presa in carico)
  • Attori e servizi di orientamento
  • L’orientamento nelle politiche attive del lavoro
  • Misure di politica attiva e passiva relativa ai beneficiari di attività di orientamento
  • L’analisi della domanda
  • Tecniche di conduzione di gruppi
  • Tecniche di conduzione del colloquio
  • Piattaforme per lo svolgimento a distanza di colloqui e attività di gruppo
  • La consulenza a supporto della ricerca di lavoro
  • La consulenza per la scelta della professione obiettivo
  • Il bilancio di competenze nell’orientamento

In questo spezzone di un ipotetico programma di un corso di qualifica per orientatore, NON strutturato per competenze (cioè non strutturato per compiti principali), vediamo come il programma sia espresso in termini di conoscenze: cos’è l’orientamento, qual è la normativa, quali sono le tecniche da utilizzare per lo svolgimento delle attività di orientamento, etc. È legittimo immaginare che la docenza sarà focalizzata sulla trasmissione e acquisizione di queste conoscenze, con molte lezioni frontali e episodiche esercitazioni. Ad esempio quando descrive le tecniche per la conduzione di gruppi il docente potrà far svolgere qualche esercitazione in modo che sia più chiaro di che si tratta; l’obiettivo principale delle esercitazioni sarà così chiarificare il contenuto disciplinare per migliorarne l’apprendimento, non far apprendere l’uso delle tecniche illustrate. Possiamo ugualmente immaginare che le prove di verifica e l’esame finale siano ugualmente focalizzate a verificare l’acquisizione delle conoscenze descritte nel programma, con domande ‘teoriche’ e poi un’unica prova pratica, una sorta di ciliegina sulla torta a coronamento del percorso formativo.

Proviamo invece a scrivere adesso il programma di un corso di formazione per orientatore strutturato per competenze (cioè per compiti principali). Immaginiamo che i compiti principali della figura di orientatore, riportati nel repertorio regionale dei profili professionali, siano i seguenti:

  1. Fornire informazioni orientative come attività a sé stante
  2. Aiutare le persone a identificare professioni obiettivo adatte a loro
  3. Aiutare le persone a mettere a punto dei piani d’azione per il miglioramento della propria impiegabilità
  4. Aiutare le persone a mettere a punto una ricerca di lavoro efficace

Temiamo a mente che tutti i compiti principali sono suddivisi in attività di colloquio individuale e attività con piccoli gruppi. Ecco la descrizione del programma:

Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di:

  1. Fornire informazioni orientative come attività a sé stante attraverso i seguenti compiti secondari:
    • Individuare online informazioni orientative
    • Elaborare testi, infografiche, video e pagine web con informazioni informative adattate alla tipologia di utenti
    • Presentare informazioni orientative a livello individuale e a piccoli e grandi gruppi
  1. Aiutare gli utenti a identificare professioni obiettivo adatte a loro attraverso i seguenti compiti secondari:
    • Aiutare gli utenti a individuare le proprie caratteristiche personali rilevanti per le scelte professionali utilizzando le seguenti tecniche: racconto autobiografico del proprio percorso formativo e professionale, schede di autoanalisi, analisi di una posizione lavorativa attuale o recente, racconto di un episodio di successo o insuccesso, tecniche espressive quali disegno e immagini, bilancio di competenze sia a livello individuale che in piccolo gruppo
    • Aiutare gli utenti a reperire informazioni relative a profili professionali e andamento del mercato del lavoro per professioni specifiche e a collegarle alle proprie caratteristiche a livello individuale e in piccolo gruppo
  1. Aiutare le persone a mettere a punto dei piani d’azione per il miglioramento della propria impiegabilità attraverso i seguenti compiti secondari:
    • etc.

Vediamo che in questo approccio i compiti principali che caratterizzano la figura professionale sono presi come riferimento per la costruzione di moduli formativi. Ogni modulo formativo mira a permettere ai corsisti di imparare a svolgere un determinato compito principale.

La trasmissione di conoscenze è ugualmente prevista (se voglio che il corsista impari a usare il bilancio di competenze ovviamente dovrà prima imparare cos’è il bilancio di competenze), ma non costituisce più l’obiettivo principale del corso. In questo approccio risultano sottodimensionate le conoscenze di contesto; ad esempio, riferendoci al corso per orientatore, quelle relative a Attori e servizi di orientamento, L’orientamento nelle politiche attive del lavoro, Misure di politica attiva e passiva relativa ai beneficiari di attività di orientamento. Queste informazioni potranno essere inserite, in forma sintetica, nel modulo 4 (presentando ad esempio l’assegno di ricollocazione che permette di ottenere assistenza nella ricerca di lavoro) oppure in un modulo preliminare a sé stante oppure ancora come contenuti che i corsisti possono acquisire da soli.

Le prove d’esame dei corsi di formazione strutturati per competenze saranno esattamente uguali alle prove di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. Eventuali differenze nelle modalità d’esame previste nei dispositivi regionali (descritti nella prossima sezione) mostrano che i percorsi formativi regionali non sono ancora pienamente strutturati per competenze.

In che modo strutturare un corso per competenze? È necessario individuare quali sono i compiti principali della figura di riferimento e poi i compiti secondari. Per ogni compito secondario vanno messe punto specifiche unità didattiche, che saranno relative a sotto compiti. Se ad esempio voglio insegnare a svolgere il compito secondario 2.1. Aiutare gli utenti a individuare le proprie caratteristiche personali rilevanti per le scelte professionali utilizzando le seguenti tecniche: racconto autobiografico del proprio percorso formativo e professionale, schede di autoanalisi, analisi di una posizione lavorativa attuale o recente, racconto di un episodio di successo o insuccesso, tecniche espressive quali disegno e immagini, bilancio di competenze sia a livello individuale che in piccolo gruppo metterò a punto varie unità di didattiche, una per ogni tecnica più una relativa alla gestione dei colloqui e un’altra alla facilitazione di piccoli gruppi.

L’unità didattica relativa all’individuazione delle caratteristiche personali rilevanti per le scelte professionali attraverso il racconto autobiografico del proprio percorso formativo e professionale prevederà ad esempio una preliminare descrizione di quando è utile utilizzare questa tecnica, quali siano queste caratteristiche, in che modo è possibile rilevarle e poi una serie di simulazioni.

L’unità didattica relativa alla gestione dei colloqui prevederà una preliminare descrizione relativa all’utilità e al formato di domande aperte e riformulazioni e poi una serie di simulazioni.

In che modo concedere un credito formativo (ad esempio a seguito di un periodo di apprendistato, di lavoro al nero, di un precedente interrotto corso di formazione, di un precedente interrotto percorso scolastico, di studio individuale)? Se il corso su cui viene richiesto il credito formativo è strutturato per compiti principali (cioè per competenze) è necessario organizzare una prova pratica come quella della certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. Se invece il corso è strutturato per conoscenze, allora andrà organizzato un esame che rilevi le conoscenze. L’obiettivo dell’esame sarà perciò nel primo caso: Vediamo quali compiti principali hai imparato a svolgere finora, mentre nel secondo: Vediamo quanta parte delle conoscenze hai già acquisito. Normative specifiche possono prevedere che il credito formativo venga concesso solo sulla base di titoli di studio o attestazioni di competenza o di frequenza già conseguiti.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

 

 

 

 

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