Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza

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Il programma dell’attuale Governo prevede com’è noto la concessione di un  reddito di cittadinanza  a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni.

La concessione del reddito di cittadinanza è subordinata alla partecipazione ad attività di orientamento e/o formazione.

Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro.

Fino a qualche mese fa sembrava che i soggetti privati fossero esclusi, così ad esempio un articolo apparso su Il Corriere della Sera il 28 settembre 2018 segnalava che il Ministero del Lavoro non aveva contatti con Assolavoro, l’associazione delle Agenzie per il lavoro private (Manpower, Randstad, etc.).

Nella puntata del 5 novembre 2018 della trasmissione televisiva Porta a Porta il Ministro Di Maio ha dato qualche informazione in più sul personale che seguirà le persone col reddito di cittadinanza, ribattezzato Navigator:

“Il Navigator fa parte del programma di assunzioni che faremo. Li selezioniamo con un colloquio per trovare altre persone con alto profilo per seguire i giovani che hanno perso il lavoro. (…) L’importante è che la persona che orienta il disoccupato venga pagato in base al numero delle persone orientate”.

Il Navigator: “formerà e  orienterà [il disoccupato] in modo che l’azienda la possa assumere senza doverla formare (…) La formazione non necessariamente deve essere avvenire nei centri per l’impiego; ma anche in un centro privato, in una azienda”.

Ascoltando l’intervista (vedi un estratto) sembra di capire (al minuto 3:06) che i Navigator possano essere anche personale esterno ai centri per l’impiego, appartenente alle Agenzie per il lavoro private.

Un altra informazione utile è che il 2 dicembre i relatori della legge di bilancio hanno presentato un emendamento che prevede che dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone da destinare ai centri per l’impiego.

Secondo un mio collega che lavora all’interno di un centro per l’impiego la misura è riferita almeno in parte a personale precario che già lavora presso i centri e che sarà così stabilizzato.

Per saperne di più sulle possibilità di lavoro nel settore dell’orientamento puoi partecipare al mio seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, a Milano il 9 febbraio 2019.

Vedi la pagina dedicata a materiali gratuiti per lo svolgimento di attività di orientamento. Vedi il sito Consulenti di Carriera.

Vedi la notizia su Il Corriere della Sera.

Come formarti per lavorare come Navigator

Per formarti come Navigator puoi frequentare il mio corso a distanza o a Milano.

Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  4. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  5. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  6. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  7. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  8. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  9. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  10. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  11. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

4.000 Assunzioni nei centri per l’impiego

Vedi anche gli ultimi aggiornamenti.

In questi giorni è in discussione in parlamento la legge di bilancio 2019. La legge di bilancio, proposta dal Governo, stabilisce le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo.

Ieri 2 dicembre i relatori della legge hanno presentato un emendamento che prevede che dal 2019 le Regioni potranno assumere fino a 4000 persone (cosiddetti navigator) da destinare ai centri per l’impiego.

Inoltre sono stanziati fondi da destinare ad ANPAL Servizi (una società controllata dal Ministero del lavoro) per assumere altri 6000 navigator.

Per informazioni aggiornate, inclusi i tempi delle assunzioni dei navigator regionali e ANPAL e i requisiti richiesti ai navigator ANPAL leggi gli articoli in fondo alla pagina.

Leggi anche Bando ANPAL Navigator, aggiornamento al 2 febbraio 2019

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Dove trovare ulteriori informazioni

Per saperne di più sulle possibilità di lavoro nel settore dell’orientamento (inclusi i navigator) puoi partecipare al mio seminario Come formarti e lavorare nell’orientamento, a Milano il 16 marzo 2019.

Come formarti per imparare a lavorare come orientatore / addetto politiche attive

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Vedi la notizia su Il Corriere della Sera.

Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Bando ANPAL Navigator, aggiornamento al 2 febbraio 2019
  2. Il bando ANPAL è un’opportunità anche per chi non ha i requisiti
  3. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  4. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  5. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  6. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  7. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  8. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  9. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  10. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  11. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  12. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  13. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  14. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  15. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

 

Linkedin collabora coi Centri per l’impiego liguri

Linkedin ha recentemente concluso un accordo di collaborazione con Alfa Liguria, l’Agenzia regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento che gestisce i Centri per l’impiego della regione Liguria.

Secondo Gianni Berrino, assessore regionale alle Politiche attive del Lavoro: Linkedin rappresenta un valore aggiunto e soprattutto uno strumento agile e immediato, che può dare un supporto fondamentale all’attività dei Centri, oggi interessati da una profonda trasformazione finalizzata all’erogazione di una più vasta gamma di servizi, ma con l’obiettivo finale di incrociare la richiesta di professionalità da parte delle aziende con l’offerta di lavoro. Auspichiamo che dal progetto pilota avviato possa nascere una sempre più capillare e solida collaborazione per un matching sempre più efficace tra bisogni delle aziende e lavoratori.

Fabio Liberati, direttore generale di Alfa: I quattro Centri coinvolti nel progetto – spiega Fabio Liberati, direttore generale di Alfa – grazie alle soluzioni innovative di Linkedin potranno meglio supportare le aziende del territorio ad entrare in contatto con i lavoratori che rispondono alle proprie esigenze. Al tempo stesso, potranno aiutare i lavoratori nell’utilizzo della piattaforma per la ricerca della giusta opportunità lavorativa.

Leggi l’articolo su Il Secolo IXX.

Continua la scarsità di manodopera nel Nord Italia

Un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera segnala la scarsità di manodopera segnalata da un’azienda di Oderzo, in provincia di Treviso.

Secondo l’articolo,

Bepi Covre, proprietario a Oderzo, nella grassa provincia trevisana, di un’azienda metalmeccanica che fa componenti per l’arredamento e di un’altra che fa tavole e sedie (soprattutto per Mondo Convenienza, «roba buona perché alla prima “carega” che si rompe, nel nostro settore, hai chiuso»), dice di avere cercato a lungo personale da assumere. «Ne abbiamo 250, ce ne servivano quaranta. Non sono poche, quaranta assunzioni a tempo indeterminato. Con un stipendio di partenza intorno ai 1.300 o addirittura 1.500 euro. Niente da fare. Alla fine, dopo il “decreto dignità” di Di Maio ne ho presi una decina qui della zona e una trentina di varia provenienza. Rumeni, moldavi, indiani, bosniaci, africani… Residenti in Italia, magari nati in Italia, scolarizzati in Italia. Gente che non fa problemi a spostarsi e andar a lavorare dove c’è il lavoro. Gli diamo anche una mano a trovar casa…».

Covre, il titolare, segnala di non aver trovato disoccupati meridionali disponibili a spostarsi:

Ma, dispiace dirlo, non troviamo giovani meridionali disposti a venir su. Non solo io, anche tanti colleghi. C’è un mio amico, importante fornitore di Ikea, oltre 1.200 dipendenti, che ha incaricato le agenzie interinali di fare scouting al Sud per cercare lavoratori disposti a trasferirsi in provincia di Pordenone. Non per lavori in miniera… Soprattutto periti, tecnici, operai specializzati… Niente da fare. Pensi che siamo arrivati a “prenotare” ragazzi che vanno ancora a scuola…».

L’unico ‘meridionale’ viene da Norcia, in provincia di Terni.

Covre, visto che i disoccupati meridionali non sono disponibili a spostarsi, è anche perplesso sull’applicazione del reddito di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

App e psicologi del lavoro per i nuovi centri per l’Impiego

Come è noto, il progetto del Governo sul reddito di cittadinanza prevede un potenziamento dei servizi per il lavoro, in particolare dei Centri per l’impiego.

Mimmo Parisi, sociologo e docente universitario alla Mississippi State University negli Usa e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center, è stato incaricato dal Governo di mettere a punto un piano di riorganizzazione dei Centri per l’impiego. Il piano è stato presentato di recente al Ministero del Lavoro.

Un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera fornisce alcune informazioni sul contenuto dello studio di Parisi.

Secondo Il Corriere:

Parisi propone la realizzazione di un software per la gestione delle informazioni relative ai richiedenti e di una applicazione per poter accedere al proprio profilo via smartphone. In sostanza chi vorrà il sussidio potrà gestire — potendo — la pratica direttamente dal telefono: ricevere sms (con tanto di link con eventuali notifiche online), ma non solo. Cruciale nel progetto la funzionalità labor exchange (ossia un «incrocio in tempo reale tra domanda e offerte di lavoro»), che nell’applicazione dedicata permette di cercare direttamente un impiego, oltre ad aggiornare i dati su profilo lavorativo e formativo. Dal telefono si potrà controllare anche l’importo disponibile sul proprio account. 

Il piano di Parisi prevede inoltre l’utilizzo di psicologi del lavoro all’interno dei Centri per l’impiego.

La riorganizzazione dei Centri per l’impiego dovrebbe partire già nel prossimo dicembre.

Leggi l’articolo del Corriere della Sera.

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Vedi gli altri articoli sul reddito di cittadinanza:

  1. Fonte ANPAL: probabili criteri di valutazione dei curricula e temi dell’orale
  2. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  3. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  4. Ecco cosa sappiamo del bando ANPAL rivolto ai navigator
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  8. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  9. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  10. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  11. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  12. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  13. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  14. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego
  15. Possibilità formative per aspiranti operatori di orientamento

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)

Un recente articolo di Carlo Cottarelli (per un periodo commissario alla spending review nel Governo Letta e attualmente direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano) fornisce alcuni dati per confrontare il reddito di cittadinanza recentemente approvato in Italia con quello esistente in altri Paesi europei. Mancano dettagli sulla strutturazione finale del reddito di cittadinanza, Cottarelli prende perciò a riferimento la legge sul reddito di cittadinanza presentata dai 5 Stelle nel 2013. Cito dal documento di Cottarelli:

Nella proposta contenuta nel programma di governo, il reddito di cittadinanza spetterebbe a tutti i cittadini italiani che si trovino in condizione di povertà e abbiano più di 18 anni. La soglia di povertà viene individuata nel disegno di legge in un reddito di 780 euro mensili, indipendentemente dal livello della ricchezza (totale delle attività detenute). Chi percepisse un reddito inferiore riceverebbe dallo Stato un’integrazione fino al raggiungimento di tale soglia. In cambio, verrebbe richiesto una disponibilità ad accettare offerte di lavoro. 

In Italia un reddito minimo è stato introdotto nel 2017 con il nome di “reddito di inclusione” (REI); nel 2016 era stata introdotta una misura transitoria, il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA). Quello che differisce da paese a paese è la generosità delle regole che riguardano tale reddito minimo. Se il reddito di cittadinanza fosse introdotto nei termini finora considerati dai suoi proponenti sarebbe il più generoso in Europa in termini monetari e uno dei meno stringenti in termini di obblighi per il beneficiario.

La soglia individuata dal disegno di legge corrisponde a quella di povertà che era stata prevista per il 2014, così come definita da Eurostat, pari a 780 € mensili per una persona singola (con i dati 2016, questa si è alzata a 812 €). Nel disegno di legge si prevede che tutte le persone che percepiscono un reddito netto inferiore a tale soglia raggiungano attraverso un trasferimento dallo stato un reddito di 780 €. Quindi, se una persona dichiara un reddito di 400 €, altri 380 € gli verrebbero versati dallo Stato. Nel caso di un nucleo familiare composto da più di una persona, viene preso in considerazione il reddito percepito dalla famiglia in totale, diviso per il numero dei componenti della famiglia; se questo non raggiunge la soglia, viene integrato dallo Stato. Il reddito di cittadinanza non è poi sottoposto a tassazione.

In nessun paese UE esiste un trattamento simile. L’Italia sarebbe l’unico paese in cui il reddito garantito sarebbe uguale alla soglia di povertà. In tutti i Paesi europei è minore. Si noti che i principali paesi europei garantiscono un reddito molto più basso di quello del reddito di cittadinanza: circa 530 euro in Francia, circa 400 euro in Germania e meno di 400 nel Regno Unito.

Questa relativa generosità del reddito di cittadinanza proposto in Italia, oltre ad avere notevoli conseguenze di costo per le finanze pubbliche, ha dei riflessi anche sull’offerta di lavoro. Difatti, il rischio che una persona rimanga inattiva cresce al crescere del reddito ricevuto in assenza di lavoro. Inoltre, non parametrando l’importo del sussidio rispetto alla zona di residenza, il reddito di cittadinanza risulta più generoso per il Sud del paese dove il costo della vita è, secondo alcune stime, di circa il 16 per cento più basso che nel resto del paese. In termini di costo per le casse dello Stato, questo problema diventa ancor più rilevante se si osserva che la maggioranza dei percettori del reddito di cittadinanza risiederebbe nelle regioni meridionali.

Oltre a un livello di sussidio relativamente elevato, il rischio di un effetto perverso sull’offerta di lavoro proviene anche dal minore collegamento previsto in Italia tra il beneficio e la partecipazione in programmi di attivazione e/o accettazione dell’offerta di lavoro.

Tutti i paesi europei richiedono ai percettori di redditi minimi garantiti di essere disposti a lavorare e nella gran parte questo comporta l’obbligo di adesione e partecipazione a un programma di integrazione sociale e formazione lavorativa, che, se disatteso, comporta la perdita del reddito minimo.
In 10 paesi è obbligatorio accettare qualsiasi offerta di lavoro pena la perdita del beneficio, in 11 qualsiasi offerta appropriata, e in Francia si può rifiutare soltanto una offerta. Altri impongono l’obbligo di svolgere lavori socialmente utili nell’attesa di trovare un’occupazione (ad esempio Lussemburgo e Romania). Questo vuol dire che in 22 paesi è concesso di rifiutare al massimo una offerta di lavoro ritenuta appropriata, e almeno altri due richiedono di accettare obbligatoriamente di svolgere lavori di pubblica utilità durante il periodo di inattività.

In alcuni paesi si perde diritto al sussidio nel momento in cui il cittadino è scoperto svolgere attività in nero oppure il beneficiario si licenzia senza giustificazione (ad esempio in Ungheria). Inoltre, diversi paesi prevedono che i requisiti per accedere al reddito minimo siano rivisti periodicamente: questo implica che al termine del periodo per cui il sussidio è stato garantito, per rimanerne titolari i beneficiari devono dimostrare agli enti preposti (spesso gli stessi centri per l’impiego) che le condizioni reddituali e di ricchezza necessarie per averne diritto permangono.

Invece, il disegno di legge presentato alla Camera prevede come cause di decadenza dal beneficio il rifiuto della terza offerta di lavoro ritenuta congrua (o il fallimento volontario di tre colloqui di lavoro), o la recessione dal lavoro per due volte nell’arco dell’anno solare (il che vuol che una volta accettato un lavoro è concesso di potersi licenziare almeno una volta senza giustificazione non incorrendo nella perdita del beneficio). Quindi, il sistema risulterebbe molto meno stringente di altri omologhi europei.

Il nuovo redditto di cittadinanza richiede l’ampliamento e l’ulteriore miglioramento dei servizi per l’impiego. Un punto interessante è se il reddito di cittadinanza sarà gestito solo dai servizi pubblici per l’impiego oppure, come già accade nella gran parte delle regioni italiane per le politiche del lavoro esistenti, anche da agenzie private accreditate per l’orientamento e i servizi al lavoro. Secondo un articolo apparso oggi su Corriere della Sera Online:

[finora] non sono state minimamente coinvolte le agenzie per il lavoro, come Adecco, Manpower, Gi Group e Randstad e la stessa associazione di rappresentanza, Assolavoro, denuncia di non aver ancora incontrato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Temi e servizi sottovalutati nello sviluppo dei servizi per il lavoro

 

In un post molto interessante pubblicato qualche giorno fa, il mio collega Sergio Bevilacqua, che da 30 anni collabora con Lombardia lavoro e con altri servizi pubblici per l’impiego, ripercorre lo sviluppo dei servizi per l’impiego, passati da una logica assistenziale all’approccio attuale basato su vari strumenti di politica attiva per il lavoro.

Dal suo osservatorio privilegiato, Bevilacqua si interroga anche sulle occasioni perdute, su servizi e approcci che cioè non sono stati finora sviluppati come avrebbero dovuto. Bevilacqua segnala in particolare:

  • i servizi di orientamento
  • la valutazione dell’efficacia dei servizi per il lavoro
  • l’integrazione fra servizi per il lavoro e servizi sociali e fra servizi per il lavoro e servizi per lo sviluppo economico.

 

L’articolo è disponibile sul sito di SLO Sviluppo Lavoro Organizzazione

Il reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro nell’orientamento

assegno di ricollocazione

Dall’aprile 2019 sarà avviato in tutta Italia il reddito di cittadinanza.

Il dispositivo prevede che le persone che ricevono il reddito di cittadinanza siano prese in carico dai centri per l’impiego e dalle agenzie accreditate per i servizi al lavoro e assistite nella ricerca di lavoro. Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere corrisposto a circa 4 milioni di persone. Attualmente le persone che utilizzano i servizi per l’impiego pubblici sono circa 3 milioni.

Al momento il Governo ha stanziato fondi per assumere circa 10.000 operatori di orientamento (ribattezzati navigator). 6.000 saranno assunti da ANPAL Servizi, un’agenzia controllata dal Ministero del lavoro che supporta i sevizi pubblici per l’impiego. Altri 4.000 saranno assunti dalle regioni. Altri operatori (non sappiamo quanti) saranno assunti dalle agenzie accreditate. Altri operatori saranno verosimilmente assunti dai servizi che si occupano di assistenza a utenze svantaggiate non immediatamente ricollocabili, come ad esempio le cooperative sociali.

E’ ovvio che con una modalità di questo tipo la richiesta di operatori di orientamento cresce. Possiamo prevedere che l’orientamento è al momento un buon settore dove investire per il proprio sviluppo professionale.

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Dove trovare ulteriori informazioni

Per approfondimenti sul reddito di cittadinanza e i navigato vedi i miei articoli pubblicati finora (altri saranno aggiunti non appena ci sono informazioni aggiuntive, saranno lincati a questa pagina):

  1. Arriva il reddito di cittadinanza (e il potenziamento dei servizi per il lavoro)
  2. La messa a regime del reddito di cittadinanza aumenta le possibilità di lavoro per gli operatori di orientamento
  3. Quali strategie per lavorare come Navigator sul reddito di cittadinanza
  4. Di Maio: I navigator (nei prossimi anni) saranno stabilizzati
  5. Ecco le lauree richieste ai navigator
  6. “I Navigator vanno formati, non li troviamo al supermercato. Rischio Tsunami sui centri per l’impiego”
  7. I navigator lavoreranno anche presso le agenzie accreditate
  8. Il Navigator per la gestione del reddito di cittadinanza
  9. 4.000 assunzioni per i centri per l’impiego
  10. App e psicologi per i nuovi centri per l’impiego
  11. Reddito di cittadinanza: cosa ne pensano le Regioni
  12. Psicologi e orientatori le figure più necessarie per i nuovi centri per l’impiego

Come formarsi nell’orientamento

Ecco un elenco dei miei corsi:

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista.  Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Disoccupati per scelta.”Tanto, ho la Naspi…” | La nuvola del lavoro

Ne arrivano a pioggia segnalazioni d’imprenditori che vogliono assumere e che ricevono un rifiuto: “No…tanto ho l’indennità di disoccupazione…”Qualche mese fa, era stato Bachisio Ledda titolare della ‘Mail Express Posta & Finanza’ di Teramo a lanciare una specie di allarme: “Su 100 persone selezionate per il ruolo di portalettere, 90 hanno rinunciato. Il nodo è che riescono a mantenersi con la Naspi. E dei controlli, meglio non parlare…

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ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE: SPUNTI PER UNA NUOVA PROGETTAZIONE | Sviluppo Lavoro Organizzazione

Stanno arrivando i primi risultati relativi all’assegno di ricollocazione, sulle 30mila lettere inviate nella sperimentazione dell’assegno ben poche sono le risposte da parte dei destinatari. Inevitabile l’avvio dei ragionamenti sull’efficacia del dispositivo. Claudio Negro – profondo conoscitore delle politiche del lavoro lombarde – segnala alcuni punti di attenzione che sarebbe utile introdurre in tempi molto brevi. E lo stesso fa Luigi Olivieri, che ragiona tra l’altro sulla modalità di gestione della co

Continua a leggere: ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE: SPUNTI PER UNA NUOVA PROGETTAZIONE | Sviluppo Lavoro Organizzazione