Richiedi il Glossario di 150 termini utilizzati nell’orientamento e nelle politiche attive ad uso di navigator e neo-orientatori

Il glossario (27 pagine) spiega il significato di 150 termini utilizzati nell’orientamento e nelle politiche attive.

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Queste le voci del Glossario.

    1. Abilità di counseling
    2. Accertamento delle competenze
    3. Accompagnamento
    4. Accreditamento
    5. Agenzia orientativa
    6. Agenzia orientativa
    7. Agenzia per il lavoro
    8. Analisi della domanda
    9. ANPAL Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro
    10. ANPAL Servizi

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  1. Approccio (alla validazione della competenza) basato sulla prestazione
  2. Approccio (alla validazione della competenza) basato sulle caratteristiche personali
  3. Ascolto attivo
  4. Aspirazione professionale
  5. Assegno di ricollocazione
  6. Assessment Center
  7. Atteggiamento
  8. Attitudine
  9. Attività (lavorativa)
  10. Attività (lavorativa) principale
  11. Autocandidatura
  12. Autoconsultazione
  13. Autostima
  14. Autovalorizzazione
  15. Behavioral Event Interview (BEI)
  16. Bilan de compétences
  17. Bilancio di competenze
  18. Bilancio di competenze per fattori
  19. Bilancio di competenze per storie
  20. Bilancio di prossimità
  21. Bilancio orientativo
  22. Bilancio orientativo per fattori
  23. Bilancio orientativo per storie
  24. Bussola professionale
  25. Capacità
  26. Capacità tecnica / Capacità tecniche
  27. Capacità trasferibili / Capacità trasferibile
  28. Centro per l’impiego
  29. Certificazione delle competenze
  30. Cliente (dei servizi di orientamento)
  31. Colloquio di accoglienza
  32. Colloquio di aiuto
  33. Colloquio di orientamento di secondo livello
  34. Colloquio di orientamento specialistico
  35. Colloquio di secondo livello
  36. Colloquio specialistico
  37. Competenza /competenze
  38. Competenza di base / Competenze di base
  39. Competenza orientativa / Competenze orientative
  40. Competenza tecnico-professionali / Competenze tecnico-professionali
  41. Competenza tecnica / competenze tecniche
  42. Competenza trasferibile / Competenze trasferibili
  43. Competenze ISFOL
  44. Conoscenza
  45. Conoscenza tecnica
  46. Consulente di bilancio
  47. Consulente di orientamento
  48. Consulenza orientativa
  49. Contratto di bilancio
  50. Counseling
  51. Counseling orientativo
  52. Counselling
  53. Counsellor
  54. Counselor
  55. Credenza di autoefficacia
  56. Credito formativo
  57. Curriculum vitae
  58. CV
  59. Diritto dovere istruzione e formazione
  60. Discussione professionale
  61. Dizionario delle competenze
  62. Documento di sintesi del bilancio
  63. Domanda aperta
  64. Dossier di bilancio
  65. FSE
  66. Fondo Sociale Europeo
  67. Formazione
  68. Formazione orientativa
  69. Gestione del personale per competenze
  70. Identificazione delle competenze
  71. Impiegabilità
  72. Incontri informativi di gruppo
  73. Informagiovani
  74. Informazione orientativa
  75. Informazioni orientative
  76. Interesse professionale
  77. Intervista focalizzata sulla prestazione
  78. Intervista informativa
  79. Intervista orientativa
  80. ISFOL
  81. Job analysis
  82. Job club
  83. Job description
  84. Lavoratore competente
  85. Lettera (o un messaggio, nel caso di invio via email) di accompagnamento
  86. Linguaggio non verbale
  87. Modello di competenza per una determinata figura professionale
  88. Modello ISFOL delle competenze
  89. Navigator
  90. Obbligo formativo
  91. Obiettivo professionale
  92. Occupabilità
  93. Operatori di accoglienza
  94. Operatori di orientamento
  95. Operatori di primo livello
  96. Operatori di sportello
  97. Orientamento
  98. Orientamento di primo livello
  99. Orientamento di secondo livello
  100. Orientamento narrativo
  101. Orientamento professionale
  102. Orientamento scolastico
  103. Orientamento specialistico
  104. Outplacement
  105. Percorso professionale
  106. Piano d’azione
  107. Piccolo gruppo
  108. Porta a porta
  109. Portfolio
  110. Portfolio di bilancio
  111. Presa in carico
  112. Prodotti del bilancio
  113. Profilo professionale
  114. Progetto professionale
  115. Psichiatra
  116. Psicologo
  117. Psicoterapia
  118. Reddito di cittadinanza
  119. Relazione di aiuto
  120. Relazione di bilancio
  121. Relazione finale di bilancio
  122. Repertorio professionale
  123. Riconoscimento delle competenze
  124. Riconoscimento di credito formativo
  125. Riformulazione
  126. Rinvio
  127. Rilevazione delle competenze
  128. Schede di autoanalisi
  129. Servizi di orientamento
  130. Sostegno psicologico
  131. Sportello
  132. Sportello di orientamento
  133. Storia professionale
  134. Tecniche di ricerca di lavoro
  135. Tirocinio formativo
  136. Tirocinio orientativo
  137. Tutor dell’obbligo formativo
  138. UFC
  139. Unità formativa capitalizzabile
  140. Utente (dei servizi di orientamento)
  141. Valore professionale
  142. Valenza orientativa delle discipline scolastiche
  143. Validazione consensuale
  144. Valutazione del potenziale
  145. Vincolo professionale

Non è più possibile scaricare il Glossario come documento a se stante perché l’ho inserito nel mio nuovo e-book Manuale sulla consulenza orientativa con adulti, che puoi scaricare da questo link.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Lettera a una Navigator: Ambasciator non porta pena

Buongiorno Sandra, ho letto con un po’ di sorpresa il suo messaggio, dove mi rimprovera di pubblicare su LinkedIn post ‘distruttivi’ che ‘demoliscono i Navigator’, e di essere prevenuto nei confronti del reddito di cittadinanza.

Tutte le mattine, per una mezz’ora prima di iniziare a lavorare scorro i titoli dei giornali. Linco su LinkedIn le notizie che mi interessano, pensando di fare una cosa utile a chi come me lavora nel settore delle politiche attive. Non è colpa mia se finora le notizie pubblicate su reddito di cittadinanza e Navigator sono quasi esclusivamente negative. Come avrà visto, io mi limito a lincare articoli di giornale. Dunque dovrebbe rivolgere la sua disapprovazione non a me, ma ai vari giornali (fra gli altri Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, Messaggero) che le pubblicano, e eventualmente a chi per stupidità, imperizia o calcoli elettorali ha inviato 3.000 persone allo sbaraglio. Come si dice: Ambasciator non porta pena. Quando inizieranno a essere pubblicate notizie positive (spero molto presto), lincherò anche quelle.

Relativamente al reddito di cittadinanza, l’obiettivo del mio lavoro è da tanti anni quello che adesso è anche il suo: aiutare persone disoccupate a ricollocarsi, ed è per questo che ancora oggi sono impegnato nell’insegnamento di tecniche operative efficaci (per lo svolgimento di colloqui, di bilanci di competenze, della consulenza a persone in cerca di lavoro, etc.). Per lo stesso motivo parlo positivamente delle politiche attive efficaci e critico quelle che mi sembrano fallate. La forza politica che propone ciascuna misura mi interessa relativamente.

Sul reddito di cittadinanza, si poteva fare meglio? Certo che sì. Le segnalo tre punti:

1 – invece di cestinare il REI e creare un dispositivo nuovo di zecca bastava allargare la platea dei beneficiari del REI; il REI già funzionava e non ci sarebbero state interruzioni. Invece col RDC si è voluto rivoluzionare tutto. Il sito rivolto ai servizi sociali è operativo solo da un mese, ma, per quel che ne so, molti comuni ancora non lo stanno utilizzando. I lavori socialmente utili nei comuni non sono ancora stati avviati. Dunque si sono persi 7 mesi per la stesura di piani di inserimento sociale e altri ancora se ne perderanno.

2 – per l’avvio immediato del RDC bastava coinvolgere nella sua implementazione le agenzie per il lavoro private (APL) e le agenzie formative accreditate per i sevizi per il lavoro. Invece Di Maio anno scorso si scagliò contro le APL definendole ‘i nuovi caporali’, così le APL sono state finora tagliate fuori dal RDC, e anche questo è fonte di ritardo e di inefficacia (come saprà, le APL intermediano una percentuale di assunzioni maggiore di quella dei centri impiego). Ci sono anche altri problemi temporali e sostanziali. Problemi temporali alla data odierna (metà dicembre 2019):

  • del software che doveva segnalare le offerte di lavoro nei cellulari dei disoccupati si sono perse le tracce.
  • Il sito e le istruzioni per godere degli sgravi all’assunzione sono operativi, se ricordo bene, da meno di 1 mese.
  • l’assegno di ricollocazione per i beneficiari del RDC non è ancora stato attivato
  • Le istruzioni su come godere degli sgravi in caso di assunzione di beneficiari del RDC che hanno partecipato a attività formative ancora non sono uscite.
  • Di Maio aveva dichiarato che il RDC sarebbe entrato in funzione nel 2020, per dare modo ai CPI di prepararsi. Invece poi il RDC è stato introdotto a gennaio 2019, stressando così tutto il sistema dei servizi pubblici all’impiego.

Problemi sostanziali:

  • Nel primo anno di applicazione reddito e situazione patrimoniale per calcolare il diritto al RDC sono stati basati sull’autocertificazione, facilitando così le false dichiarazioni (vedi unodue, tre)
  • E’ stato tolto stato tolto l’assegno di ricollocazione a chi non ha il RDC
  • Le caratteristiche dell’offerta congrua (stipendio di almeno 858 mensili lordi, rapporto di lavoro a tempo pieno, durata indeterminata o determinata non inferiore a tre mesi, coerenza con precedenti esperienze lavorative) disincentivano ad accettare il lavoro (vedi  zero, uno, duetre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci).
  • I parametri scelti per la concessione del reddito di cittadinanza sono sballati: il 41,9 per cento degli aventi diritto non rispetta i requisiti per essere classificato come povero dall’Istat. Inoltre i poveri Istat che sono esclusi dal RdC sono pari all’84,8 per cento dei nuclei (poveri e non) che percepiscono il sussidio. Cioè in pratica per ogni percettore del sussidio c’è quasi un povero che non lo percepisce. Fonte: Osservatorio sui conti pubblici dell’Università cattolica di Milano

3 – fra i Navigator ci sono anche persone esperte, ad esempio persone che come lei avevano già lavorato nelle politiche attive in agenzie private (alcune di queste le conosco personalmente e le stimo) o che hanno titoli di studio adeguati come il suo in psicologia del lavoro. Tuttavia concorderà con me che un test a risposta multipla è una modalità di selezione grossolana. Non crede che aggiungere un colloquio avrebbe permesso di valutare meglio le competenze dei candidati? Inoltre nella selezione non è stata considerata in alcun modo l’esperienza pregressa nell’ambito delle politiche attive, e sono state ammesse lauree (giurisprudenza, scienze politiche, etc.) che con lo svolgimento di colloqui con persone in situazione di bisogno hanno poco a che fare. Il risultato è che, se ricordo bene, il 40% dei Navigator assunti non ha mai lavorato o non ha alcuna esperienza nelle politiche attive , mentre molte persone con titoli più adeguati e precedenti esperienze sono state escluse. La formazione in aula dei Navigator mi dicono sia stata assai generica. Si impara anche (soprattutto) sul campo, ma per chi parte da lontano il percorso di apprendimento può essere molto lungo.

Queste cose, gli organi di informazione, le possono scrivere? E quando, a causa di queste scelte sbagliate, emergono fatti di cronaca che gettano cattiva luce sul RDC, i giornali cosa devono fare? Evidenziare i limiti e i cattivi risultati di un provvedimento è uno dei modi per chiederne (e a volte ottenere) delle modifiche. E’ così per tutti i provvedimenti di legge: è stato così per il Jobs Act, per la Buona Scuola, etc. perché per il RDC dovrebbe essere diverso?

Io credo che i Navigator, invece di parlar bene del RDC a prescindere, dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere quelle cose che (almeno per ora) non vanno. Essere stati assunti dal Governo di Di Maio non vi obbliga a esser supporter di Di Maio o fanatici del RDC nella sua forma attuale. Utile anche abbandonare il vittimismo: tutti ci auguriamo che i Navigator diventino presto pienamente operativi e credo che gli operatori dei CPI siano tutti disponibili a darvi una mano.

Le auguro una buona giornata,

Leonardo Evangelista

…………………………………..

16 dicembre 2019:

L’atteggiamento di chi deve imparare qualcosa dovrebbe essere l’umiltà (continua a essere il mio atteggiamento quando mi avvicino a cose che non conosco). Nei commenti su LinkedIn a questo articolo trovo invece sicumera (‘Per imparare a fare orientamento bastano poche settimane’, ‘Bastano le capacità trasversali’, ‘Lavoriamo già benissimo’, ‘Ci pensiamo noi a far funzionar bene i CPI’, etc.), arroganza (‘Può parlare solo chi ha vinto il concorso’, ‘Siete invidiosi perché avreste voluto essere al nostro posto’, ‘A voi al concorso vi avrebbero bocciato’, etc.), tesi fantasiose (‘Il RDC è un provvedimento perfetto’, ‘La selezione dei navigator era strutturata che meglio non si poteva’, ‘I CPI finora hanno fatto schifo’, etc.). Spero solo che il campione di navigator con cui mi capita di interagire su LinkedIn non sia rappresentativo di tutti i 3000 assunti.

 

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Arriva l’orgoglio navigator!

Una nostra Collega Navigator scrive oggi su Linkedin

Un fenomeno nuovo e per certi versi inaspettato (ma comprensibilissimo utilizzando gli insegnamenti della psicologia sociale) è l’ORGOGLIO NAVIGATOR emerso nell’ultimo mese, di cui anche questo post è espressione.

Va anche bene (sicuramente è meglio essere orgogliosi che depressi), eccetto quando l’orgoglio navigator porta a negare fatti difficilmente confutabili quali i gravi limiti del dispositivo del reddito di cittadinanza, gli enormi ritardi nella sua implementazione, l’inadeguatezza della procedura di selezione dei navigator, la superficialità della loro formazione iniziale (su quest’ultimo punto mi ha scritto una mia collega a cui la sua direzione dei servizi per il lavoro ha chiesto di organizzare una formazione aggiuntiva).

Al di là di tutti i limiti iniziali, anche i navigator impareranno il mestiere, come abbiamo imparato tutti, perciò benvenuti/e e avanti.

 

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I navigator non lavoreranno direttamente né con i disoccupati né con le imprese

Inizialmente il termine navigator è stato utilizzato per indicare quelli che l’articolo 9 comma 3 del decreto sul reddito di cittadinanza  chiama tutor e che sono incaricati di assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca intensiva di lavoro. Inizialmente il Governo prevedeva di farne assumere 6.000 dalla controllata ANPAL Servizi e di mandarli a lavorare nei centri per l’impiego.

Dunque in questa fase il termine navigator era un sinonimo, usato perlopiù da giornalisti e politici, per indicare quelle figure che nei centri per l’impiego sono chiamate operatori di orientamento e nelle agenzie per il lavoro addetti alle politiche attive del lavoro,

Successivamente, a seguito della trattativa fra il Ministro del Lavoro e il coordinamento delle Regioni, è stato concordato che ANPAL assumerà solo 3.000 persone e che gli assunti ANPAL non svolgeranno attività né con disoccupati né con le imprese.

Dunque il termine navigator viene adesso ad assumere un significato più preciso ed esclusivo: il termine indica solamente il personale assunto dal Ministero del lavoro tramite ANPAL Servizi per supportare i centri per l’impiego nell’assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Supportare in che modo?

Le mansioni dei navigator sono indicate all’articolo 2 dell’avviso per la loro assunzione. Dopo una iniziale affermazione di principio, nello specifico le mansioni indicate sono le seguenti:

  1. supporta gli operatori dei CPI nella definizione e qualificazione del piano personalizzato previsto dalla norma;
  2. svolge una funzione di assistenza tecnica agli operatori dei CPI impiegati nel supporto ai beneficiari del Reddito di cittadinanza nel percorso di inclusione socio‐lavorativa improntato alla reciproca responsabilità per garantire che il beneficiario porti a termine con successo il programma e raggiunga la propria autonomia;
  3. supporta i CPI nel raccordo con i servizi erogati dai diversi attori del mercato del lavoro a livello locale o regionale in relazione alle esigenze dei beneficiari, valorizzando tutte le opportunità offerte dai servizi nel territorio ‐ a partire dalle esigenze espresse dalle imprese e dalle opportunità offerte dal sistema di istruzione e formazione ‐ per permettere ai beneficiari di individuare e superare gli ostacoli che incontrano nel percorso verso la realizzazione professionale, l’autonomia economica e la piena integrazione sociale nella
    propria comunità;
  4. collabora con gli operatori dei CPI al fine di garantire la realizzazione delle diverse fasi.

Colpisce la genericità delle mansioni indicate. Come si può vedere, non sembra previsto il contatto diretto coi disoccupati. E ugualmente non sembrano previsti contatti diretti con le imprese; l’espressione gli ‘attori del mercato del lavoro’ che erogano ‘servizi’ esclude le imprese e si riferisce invece a nostro avviso ai soggetti pubblici e privati che fanno parte della rete dei servizi per il lavoro: agenzie formative, comuni, agenzie per il lavoro.

Sui social media vedo in questi giorni molte discussioni sul fatto se i navigator avranno o no competenze sufficienti per supportare direttamente i disoccupati, ma in realtà questa mansione non è prevista.

L’assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza sarà svolta dal personale ordinario dei centri per l’impiego, di cui è previsto il raddoppio (dagli attuali circa 5.000 a 11.000) grazie ad assunzioni fatte direttamente per concorso pubblico dalle singole regioni.

Poiché, almeno nella fase iniziale (per il futuro non si può mai dire) i navigator non lavoreranno direttamente né con disoccupati né con imprese, come passeranno il tempo? La mia impressione è che avranno poco da fare. Ma allora perché assumerne 3.000?

Una mia collega mi ha scritto che una volta i Governi, per accrescere il consenso, assumevano postini, oggi, visto che la corrispondenza su carta si è ridotta, assumono navigator.

 

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Come fare domanda per partecipare alla selezione per Navigator ANPAL

E’ uscito stamani il bando per partecipare alla selezione per Navigator, la figura che presso i centri per l’impiego contribuirà alla gestione del reddito di cittadinanza. Va evidenziato che i navigator non avranno un contatto diretto con i disoccupati. Sono previste 3.000 assunzioni distribuite per regioni (le graduatorie sono provinciali).

Come e quando fare domanda

E’ possibile presentare domanda per partecipare alla selezione da oggi 18 aprile fino alle ore 12 dell’8 maggio. La domanda può essere fatta solo per via telematica da questo sito.

Quali titoli di studio sono richiesti

E’ possibile accedere alla selezione con le seguenti lauree:

Laurea magistrale/specialistica(LM/LS) in una delle seguenti discipline:

 scienze dell’economia (LM‐56 o 64/S)
 scienze della politica (LM‐62 o 70/S)
 scienze delle pubbliche amministrazioni (LM‐63 o 71/S)
 scienze economico aziendali (LM‐77 o 84/S)
 servizio sociale e politiche sociali (LM‐87)
 programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (57/S)
 sociologia e ricerca sociale (LM‐88)
 sociologia (89/S)
 scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM‐57 o 65/S)
 psicologia (LM‐51 o 58/S)
 giurisprudenza (LMG‐01 o 22/S)
 teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica (102/S)
 scienze pedagogiche (LM‐85 o 87/S)

ovvero diploma di laurea (DL) secondo il “vecchio ordinamento” corrispondente ad una delle predette lauree magistrali ai sensi del decreto 9 luglio 2009 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Come è strutturata la selezione

La prova di selezione consiste in un test con domanda a risposta multipla costituito da 100 domande così ripartite:

  • 10 quesiti di cultura generale,
  • 10 quesiti psicoattitudinali,
  • 10 quesiti di logica,
  • 10 quesiti di informatica,
  • 10 quesiti sui modelli e strumenti di intervento di politica del lavoro,
  • 10 quesiti sul reddito di cittadinanza,
  • 10 quesiti sulla disciplina dei contratti di lavoro,
  • 10 quesiti sul sistema di istruzione e formazione,
  • 10 quesiti sulla regolamentazione del mercato del lavoro,
  • 10 quesiti di economia aziendale.

Il tempo complessivo a disposizione è di 100 minuti.

Compenso e durata della collaborazione

L’incarico di collaborazione avrà durata fino al 30 aprile 2021 e un compenso lordo annuo pari a euro 27.338,76 (ventisettemilatrecentotrentotto/76), oltre euro 300,00 (trecento/00) lordi mensili a titolo di rimborso forfettario.

Che cosa faranno esattamente i navigator

I compiti del navigator saranno i seguenti:

  1. supporta gli operatori dei CPI nella definizione e qualificazione del piano personalizzato previsto dalla norma;
  2. svolge una funzione di assistenza tecnica agli operatori dei CPI impiegati nel supporto ai beneficiari del Reddito di cittadinanza nel percorso di inclusione socio‐lavorativa improntato alla reciproca responsabilità per garantire che il beneficiario porti a termine con successo il programma e raggiunga la propria autonomia;
  3. supporta i CPI nel raccordo con i servizi erogati dai diversi attori del mercato del lavoro a livello locale o regionale in relazione alle esigenze dei beneficiari, valorizzando tutte le opportunità offerte dai servizi nel territorio ‐ a partire dalle esigenze espresse dalle imprese e dalle opportunità offerte dal sistema di istruzione e formazione ‐ per permettere ai beneficiari di individuare e superare gli ostacoli che incontrano nel percorso verso la realizzazione professionale, l’autonomia economica e la piena integrazione sociale nella
    propria comunità;
  4. collabora con gli operatori dei CPI al fine di garantire la realizzazione delle diverse fasi.

Come saranno ripartiti i navigator fra le diverseprovince

ABRUZZO TOT. 54
CHIETI 15
L’AQUILA 14
PESCARA 14
TERAMO 11

BASILICATA TOT. 31
MATERA 12
POTENZA 19

CALABRIA TOT. 170
CATANZARO 30
COSENZA 60
CROTONE 21
REGGIO CALABRIA 47
VIBO VALENTIA 12

CAMPANIA TOT. 471
AVELLINO 24
BENEVENTO 16
CASERTA 80
NAPOLI 274
SALERNO 77

EMILIA ROMAGNA TOT. 165
BOLOGNA 40
FERRARA 13
FORLI`‐CESENA 14
MODENA 25
PARMA 18
PIACENZA 10
RAVENNA 14
REGGIO EMILIA 18
RIMINI 13

FRIULI VENEZIA GIULIA TOT. 46
GORIZIA 6
PORDENONE 9
TRIESTE 10
UDINE 21

LAZIO TOT. 273
FROSINONE 21
LATINA 30
RIETI 12
ROMA 195
VITERBO 15

LIGURIA TOT. 66
GENOVA 39
IMPERIA 9
LA SPEZIA 8
SAVONA 10

LOMBARDIA TOT. 329
BERGAMO 38
BRESCIA 50
COMO 18
CREMONA 16
LECCO 12
LODI 12
MANTOVA 20
MILANO 76
MONZA BRIANZA 27
PAVIA 22
SONDRIO 10
VARESE 28

MARCHE TOT. 55
ANCONA 17
ASCOLI PICENO 8
FERMO 6
MACERATA 11
PESARO‐URBINO 13

MOLISE TOT. 13
CAMPOBASSO 10
ISERNIA 3

PIEMONTE TOT. 176
ALESSANDRIA 16
ASTI 8
BIELLA 6
CUNEO 16
NOVARA 12
TORINO 107
VERBANO‐CUSIO‐OSSOLA 4
VERCELLI 7

PUGLIA TOT. 248
BARI 78
BARLETTA‐ANDRIA‐TRANI 28
BRINDISI 21
FOGGIA 41
LECCE 45
TARANTO 35

SARDEGNA TOT. 121
CAGLIARI 41
NUORO 12
ORISTANO 12
SASSARI 25
SUD SARDEGNA 31

SICILIA TOT. 429
AGRIGENTO 35
CALTANISSETTA 24
CATANIA 100
ENNA 13
MESSINA 45
PALERMO 125
RAGUSA 21
SIRACUSA 31
TRAPANI 35

TOSCANA TOT. 152
AREZZO 12
FIRENZE 40
GROSSETO 9
LIVORNO 16
LUCCA 16
MASSA‐CARRARA 10
PISA 18
PISTOIA 13
PRATO 9
SIENA 9

UMBRIA TOT. 33
PERUGIA 24
TERNI 9

VAL D’AOSTA TOT. 6 AOSTA 6

VENETO TOT. 142
BELLUNO 4
PADOVA 25
ROVIGO 9
TREVISO 22
VENEZIA 27
VERONA 32
VICENZA 23
TOTALE 2.980

 

Abbiamo davvero bisogno di raddoppiare il personale dei Centri per l’Impiego?

L’introduzione del reddito di cittadinanza richiede un aumento degli operatori che assistono i beneficiari nella ricerca intensiva di un lavoro. Governo e Regioni hanno concordato l’assunzione nei prossimi 2-3- anni di circa 14.000 operatori, dei quali 3.000 da parte di ANPAL Servizi (una società controllata dal Ministero del Lavoro) e i rimanenti da parte delle Regioni. Poiché al momento gli operatori dei centri per l’impiego sono circa 8.000, si avrà quasi un raddoppio del personale.

L’aumento degli operatori di orientamento è sicuramente positivo (non so dire se ci sia bisogno di un numero così elevato), ma è opportuno che tutti questi operatori vengano assunti dai centri per l’impiego e, tramite ANPAL, dal Ministero del lavoro?

Non credo.

Abbiamo bisogno che il numero degli operatori aumenti, in modo da assicurare una assistenza maggiormente personalizzata ai disoccupati, ma abbiamo anche bisogno che i servizi siano erogati in maniera efficiente. In genere gli ecosistemi basati sulla competizione di mercato sono da preferire rispetto a sistemi non concorrenziali, perché la competizione assicura una migliore allocazione delle risorse.

I centri per l’impiego, al momento, non sono esposti alla concorrenza, nel senso che anche se intermediano percentuali minime non ci sono conseguenze. Il personale dei centri, in particolare quello che si occupa di intermediazione, è come un team di atleti che si allena ma non gareggia mai: come fa a diventare competitivo? Sarebbe stato molto meglio, per l’orientamento e la ricollocazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza maggiormente impiegabili, puntare maggiormente sulle agenzie per il lavoro, che invece sono abituate a stare sul mercato, hanno rapporti più stretti con le imprese e se non sono efficaci ed efficienti chiudono.

Al contrario, una volta che le Regioni avranno assunto 11.000 dipendenti a tempo indeterminato, se il numero si rivelerà eccessivo o se saranno incapaci di ricollocare un numero significativo di disoccupati sarà impossibile licenziarli e assai difficile destinarli ad altro incarico.

Più in generale, anche i centri per l’impiego dovrebbero essere esposti alla competizione, e per questo motivo finanziati almeno in parte con risorse condizionate al loro tasso di successo, allo stesso modo delle agenzie per il lavoro che svolgono attività di orientamento con risorse pubbliche quali ad esempio la Dote Unica Lavoro Lombardia.

Il Governo, che destina ingenti risorse sul servizio pubblico per l’impiego e riassegna al servizio pubblico un ruolo centrale a scapito degli operatori privati, ripristina un’architettura di sistema che in molte regioni italiane è stata superata da anni senza rimpianti.

Ovviamente è positivo che i centri per l’impiego pubblici siano dotati di strutture adeguate e che il personale che manca o va in pensione sia rimpiazzato, ma le assunzioni previste dal Governo vanno molto oltre queste necessità

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista.  L’articolo rispecchia le opinioni dell’Autore al momento della pubblicazione. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

 

L’orientamento e la Cometa di Halley

Dicevo sabato scorso ai partecipanti al seminario Come formarsi e lavorare nell’orientamento che le oltre 10.000 assunzioni previste dalle Regioni (più le 3.000 da parte di ANPAL Servizi) e il previsto Piano di potenziamento dei Centri per l’impiego sono un evento eccezionale, al pari del passaggio della Cometa di Halley.

Un evento della stessa importanza negli ultimi 50 anni si è verificato solo un’altra volta, a fine degli anni ’90, quando i vecchi uffici di collocamento furono trasformati nei centri per l’impiego, con l’obbligo di fornire attività di orientamento a tutte le persone in cerca di lavoro e la risultante diffusione delle figure del consulente di orientamento e dell’addetto alle politiche attive.

Da fine anni ’90 l’orientamento è forse la principale attività dei centri per l’impiego, e in molte regioni viene anche erogato in convenzione da soggetti privati quali Agenzie per il lavoro e Agenzie formative accreditate per i servizi di orientamento.

Ogni giorno migliaia di disoccupati si rivolgono ai consulenti di orientamento / addetti politiche attive che lavorano all’interno dei centri per l’impiego, delle Agenzie per il lavoro e delle agenzie formative per chiedere supporto su come scegliere un obiettivo professionale, migliorare la propria impiegabilità o rendere più efficace la propria ricerca di lavoro.

Nei Centri per l’impiego la soddisfazione per questo servizio è elevata, contrariamente a quella per l’incontro domanda e offerta di lavoro su cui i Centri per l’impiego faticano a ritagliarsi una quota di mercato significativa.

Le 10.000 assunzioni da parte delle Regioni permetteranno di ridurre il numero di disoccupati in carico a ogni operatore dei Centri per l’impiego (in alcuni Centri ogni operatore ha fino a 300 disoccupati in carico) con un netto miglioramento del servizio. Grazie alle nuove assunzioni ogni operatore di orientamento potrà seguire ogni disoccupato in modo molto più puntuale, mentre adesso l’accompagnamento personalizzato in genere non è possibile.

Ovviamente le assunzioni e le nuove attrezzature non basteranno per ridurre la disoccupazione in modo significativo. Ai miei corsisti spiego che l’orientamento è un ingranaggio di un macchinario (quello delle politiche attive) fatto di vari altri ingranaggi (ad esempio la formazione professionale, la possibilità di attivare tirocini, la possibilità di concedere borse lavoro, etc.) e che produce risultati quando anche tutti gli altri ingranaggi girano e le imprese sono incoraggiate ad assumere personale. L’attuale piano di assunzioni straordinario nei Centri per l’impiego, se manca il potenziamento delle altre misure di politica attiva e non si facilitano le assunzioni da parte delle imprese rischia di ridursi a uno spreco di risorse: se nel mulino che gira non si butta grano (posti di lavoro) dalla macina esce solo polvere.

Le previste 10.000 assunzioni da parte delle Regioni (e le 3.000 previste da ANPAL Servizi) avranno anche un impatto eccezionale sulle opportunità di lavoro nel settore.  Sono decenni che nella pubblica amministrazione non si vedeva un piano di assunzioni di queste dimensioni. Le opportunità occupazionali sono ottime anche per chi non ha i requisiti, non supererà i concorsi pubblici o non vuole diventare un dipendente pubblico: immagino che le Regioni preferiranno assumere persone che abbiano già esperienza, vale a dire persone che adesso lavorano nel settore privato presso Agenzie per il lavoro e Agenzie formative accreditate. Se, ammettiamo, 7.000 dei 10.000 nuovi assunti dalle Regioni proverranno dal settore privato, si scatenerà la caccia al consulente di orientamento / addetto alle politiche attive del lavoro anche nel privato.

Dunque, cosa aspetti a iniziare a formarti o, se già lavori nel settore, a migliorare le tue competenze?

Tutti i miei corsi di formazione, in aula e a distanza, sono accessibili da questa pagina.

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Scopri / approfondisci le opportunità di lavoro nell’orientamento

Come formarti e lavorare nell’orientamento (incluso Navigator)

Da un paio d’anni la richiesta di orientatori è aumentata grazie all’introduzione della NASPI e del relativo Assegno di ricollocazione. L’avvio del Reddito di cittadinanza crea ulteriori opportunità, sia nei centri per l’impiego che presso le agenzie private. Il seminario informativo Come formarti e lavorare nell’orientamento, che terrò a Milano il 16 Marzo, ti spiega in dettaglio come formarsi al meglio per lavorare nel settore, chi sono i possibili datori di lavoro, come contattarli. Farò anche un approfondimento sulla figura del navigator. Il seminario è rivolto a neolaureati in discipline psicologiche, pedagogiche, sociali, economiche, giuridiche; oppure persone che hanno un buon livello culturale e una significativa esperienza lavorativa in altri ambiti. Il programma dettagliato e le modalità di iscrizione sono descritti a questa pagina.

Corsi e Laboratori per imparare a lavorare nell’orientamento o migliorare la tua professionalità (se già ci lavori):

La Cassetta degli Attrezzi dell’Addetto politiche attive / Career Coach / Orientatore

Le conoscenze e gli strumenti necessari per svolgere consulenza di orientamento. A MILANO una nuova edizione il 22, 23, 24 Marzo. Vedi per maggiori informazioni.

Laboratorio sul bilancio di competenze per la consulenza di carriera

Il Laboratorio, previsto a Milano il 30 e 31 Marzo 2019, ti permette di esercitarti nel bilancio di competenze. Ogni partecipante svolgerà in aula, sotto la mia supervisione, due bilanci di competenze individuali, uno nel ruolo del consulente e l’altro nel ruolo di utente. Leggi per maggiori informazioni.

 

a MILANO 11-12 Maggio 2019

 

a MILANO il 25 Maggio 2019

 

a MILANO il 26 Maggio 2019

 

A Milano l’8 Giugno 2019

 

Tutti i corsi sono tenuti da Leonardo Evangelista Profilo LinkedIn

 

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Ma cosa si intende per Navigator?

Lo scrivo sperando di non dovermi ripetere ogni volta che posto una notizia col termine navigator: il termine navigator non esiste, è una parola americana utilizzata da Mimmo Parisi, adesso Presidente ANPAL.

Nessuno poteva aspettarsi che Parisi, che mancava dall’Italia da oltre 30 anni e parla un cattivo italiano, potesse conoscere la situazione e la terminologia italiana relativa ai servizi per l’impiego.

Poiché il termine navigator formalmente non esiste, in nessun decreto, convenzione, accordo con valore legale comparirà mai il termine ‘navigator’.

Il decreto sul reddito di cittadinanza all’art.9 comma 3 parla di ‘tutor’ che affianca il beneficiario nella ‘ricerca intensiva della nuova occupazione’. Il termine navigator viene usato nei talk show televisivi e nella stampa per riferirsi a operatori addizionali nei centri per l’impiego per far fronte al reddito di cittadinanza.

Questi operatori, a ben vedere, non si occuperanno solo o esclusivamente di tutoraggio nella ricerca di lavoro, ma faranno quello che c’è da fare nei centri. Immagino così che alcuni si occuperanno di incontro domanda-offerta, altri di collocamento disabili, altri ancora di attivazione e monitoraggio tirocini, etc.

Inoltre, poiché anche le agenzie per il lavoro si occuperanno di tutoraggio a persone in cerca di lavoro, possiamo anche utilizzare il termine navigator per riferirci al personale delle agenzie per il lavoro che lavorerà sui beneficiari del reddito di cittadinanza.

E per estensione, volendo possiamo utilizzare il termine navigator come sinonimo di operatore politiche attive del lavoro o di consulente di orientamento. Così ad esempio Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, l’Associazione nazionale che raccoglie le Agenzie per il lavoro ha di recente dichiarato: «I navigator? Nelle nostre realtà ci sono ben 15mila professionisti che già da anni svolgono quel ruolo». E ugualmente, Elena Buscemi, l’assessora con delega al Lavoro di Città metropolitana di Milano, ha dichiarato che “I navigator, qui, esistono da anni. Non abbiamo dovuto attendere che Luigi Di Maio se li inventasse. Si chiamano orientatori e, solo nel 2017, hanno aiutato 33.600 persone a trovare un impiego.”

Dunque riassumendo il termine navigator può indicare:

  1. Solo gli operatori aggiuntivi che dovrebbero essere assunti dai servizi pubblici per l’impiego per orientare i percettori del reddito di cittadinanza maggiorente impiegabili
  2. Tutti gli operatori aggiuntivi che dovrebbero essere assunti dai servizi pubblici per l’impiego per far fronte ai percettori del reddito di cittadinanza maggiorente impiegabili
  3. Gli operatori aggiuntivi che dovrebbero essere assunti dai servizi pubblici per l’impiego e dalle agenzie per il lavoro per orientare i percettori del reddito di cittadinanza maggiorente impiegabili
  4. Tutti gli operatori dei servizi pubblici e privati per l’impiego

 

Tieni conto che il navigator non è l’unica possibilità per chi vuole lavorare nel settore dell’orientamento. Tutte le possibilità di lavoro e formazione nel settore dell’orientamento (incluso quello che sappiamo sul bando navigator, ma anche esempi di altri concorsi pubblici recenti per figure simili e esempi di offerte di lavoro per orientatori nel settore privato) sono descritte in dettaglio nel mio seminario a Milano sabato 16 Marzo 2019.

Se invece vuoi imparare a lavorare o migliorare la tua professionalità di consulente di orientamento, career coach, consulente di carriera, addetto alle politiche attive del lavoro, navigator allora ti consiglio i miei due corsi:

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