Le fasi del bilancio di competenze come le vedremo nel Master in Orientamento degli adulti

👉 Il bilancio di competenze è uno strumento fondamentale nella cassetta degli attrezzi dell’operatore di orientamento. In questo breve video spiego come è strutturato.

✳️ Per imparare a svolgere o migliorare la tua tecnica di #bilancio di #competenze puoi partecipare al mio #master in #orientamento degli adulti, a distanza, in partenza il 4 marzo.

Questa edizione del Master è strutturata in due sabati mattina al mese, da marzo a giugno, per un totale di 8 incontri. Se qualche sabato sei impegnata/o puoi sostituire la partecipazione agli incontri con videolezioni.

Puoi leggere maggiori informazioni a questa pagina

Se non vedi il video puoi andare a questa pagina https://youtu.be/nNKFbqn5yEA

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Hai perso le edizioni precedenti? Hai ancora una possibilità: l’11 marzo inizia la nuova edizione del Master in Orientamento degli adulti

A cosa serve il Master in Orientamento degli adulti:

  1. hai imparato sul campo,  ma senti la necessità di sistematizzare quello che fai, capire perché lo fai, verificare se ci sono spazi di miglioramento. Il Master migliorerà la tua efficacia e la tua sicurezza nella consulenza di orientamento. Come ha scritto Paola, che ha partecipato a una delle precedenti edizioni:

Avevo appena concluso la formazione per diventare coach professionista e lavorando già da tempo nel campo della consulenza di carriera e dell’orientamento scolastico, sentivo l’esigenza di “mettere ordine” ai vari strumenti e metodi acquisiti in parte sul campo e in parte nei vari progetti che ho gestito. Le aspettative che avevo sono state pienamente corrisposte.

2. Conosci la teoria, ma senti la necessità  di nuove tecniche efficaci e strumenti operativi da usare coi tuoi utenti.

Donata: [Il Master] E’ stato in assoluto il miglior investimento formativo della mia vita. Avevo bisogno di una formazione che mi fornisse strumenti da mettere subito in campo e struttura logica dei bilanci di competenze e dei percorsi di orientamento. (…) Mi sono sentita subito sicura nell’incontro con le persone, nell’utilizzo dei materiali abbondanti messi a disposizione e anche con i casi più complessi non mi sono persa d’animo ricorrendo alle tecniche espressive che mi avevano particolarmente incuriosito durante le lezioni.

Monica:  Leonardo fornisce tanti strumenti preparati nei tanti anni di lavoro, qua non si tratta di una cassetta degli attrezzi, ma di una valigia! 

Silvia: Grazie Leonardo per aver condiviso la tua cassetta degli attrezzi, frutto di anni ed anni di esperienza sul campo.

Paola: Ho già iniziato ad integrare il suo approccio ed alcune degli strumenti all’interno della mia attività di career coach, con grande soddisfazione e risultati per i miei clienti. Grazie Leonardo!

3. Cerchi una formazione pratica, svolta in un contesto piacevole e significativo

Giulia: Il Master in orientamento è insieme un percorso di crescita personale e una formazione ricca di contenuti e metodo. Mi è piaciuto il taglio molto concreto, che coinvolge e sollecita i corsisti a mettersi in gioco in prima persona. Ci sono tanti momento di pratica e confronto. Inoltre sono forniti parecchi materiali e contenuti sistematizzati per argomento. Il corso ha superato le mie aspettative e con i partecipanti si è creato un bel gruppo. Mi sento di avere aggiunto un tassello importante alla mia crescita professionale. Grazie!

Silvia: Ho apprezzato particolarmente la metodologia didattica e le tante esercitazioni pratiche e di gruppo che mi hanno aiutato a prendere consapevolezza delle nozioni teoriche fondamentali per poter svolgere la professione di consulente di carriera ed orientatore professionale.

Anna Maria: il Master ha rappresentato un’ottima occasione per confrontarsi tra colleghi orientatori con diversi background formativi e professionali, provenienti da contesti e regioni differenti. Questo confronto, grazie alla facilitazione di Leonardo, ha arricchito ancora di più l’apprendimento.

Valeria: Il corso è stato gestito in maniera ottima ma la cosa più bella è stato lo scambio continuo tra professionisti in vari ambiti provenienti da ogni parte d’Italia. Leonardo ha coniugato competenze e capacità di ciascuno di noi facendole emergere e dandogli importanza. 

Paola:  Leonardo è uno dei pochi formatori e consulenti che conosco che dedica davvero tempo ed energie, non solo a portare in modo efficace la propria conoscenza e competenza a chi forma ma anche a creare ed offrire un vero network di riferimento. Offre ai propri corsisti ulteriori workshops ed approfondimenti gratuiti e segnala opportunità di lavoro e collaborazione che riceve dal suo network personale.

Puoi leggere tutte le testimonianze a questa pagina (scorri la pagina fino in fondo).

Vuoi partecipare? Puoi iscriverti dopo aver letto le informazioni a questa pagina.

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Perché il bilancio di competenze aumenta lo spirito d’iniziativa dei nostri utenti?

Ieri, durante una formazione via webinar rivolta a 30 operatori appartenenti a cooperative sociali, abbiamo approfondito i motivi per cui un bilancio di competenze ben svolto migliora lo spirito di iniziativa dei nostri utenti.

Grazie al bilancio di competenze (ma anche alla consulenza di orientamento, se sufficientemente lunga) i nostri utenti acquisiscono una maggiore fiducia in se stessi e scelgono obiettivi che in precedenza, demoralizzati, non avevano considerato.

I motivi del cambiamento possono essere spiegati sia attraverso il buon senso che facendo riferimento a costrutti psicologici.

Se utilizziamo la prima impostazione, possiamo dire che il bilancio di competenze ha un effetto positivo sui nostri utenti perché il bilancio di competenze è una riflessione guidata sui propri punti forti. Spesso i nostri utenti vengono in orientamento in situazioni di crisi professionale, ad esempio sono stati licenziati da poco, oppure stanno svolgendo da mesi una ricerca di lavoro improduttiva. Per questo motivo sono focalizzati sui propri punti deboli (veri o presunti), e questa focalizzazione toglie loro potere e voglia di fare. Il bilancio di competenze invita invece i nostri utenti a individuare i propri punti forti, e a prefigurare possibili strategie per incrementarli ulteriormente. Il risultato di questa diversa direzione dello sguardo (dalle proprie mancanze ai propri punti forti) porta una maggiore fiducia in se stessi e una rinnovata progettualità.

Gli effetti benefici del bilancio di competenze possono essere spiegati anche attraverso costrutti psicologici.

Possiamo ad esempio rifarci alla teoria dell’autoefficacia di Albert Bandura. L’autoefficacia è la fiducia che ogni persona ha sulle proprie capacità di ottenere gli effetti voluti con la propria azione. Ad esempio se l’autoefficacia è bassa la persona ritiene che le proprie azioni raramente ottengano i risultati desiderati. Chiaramente una persona con bassa autoefficacia sarà portata a scegliere obiettivi più limitati e a impegnarsi di meno per raggiungerli e, a parità di complessità del compito, proverà maggiore stress. Il bilancio di competenze ben svolto migliora l’autoefficacia perché agisce su 3 delle 4 determinanti dell’autoefficacia individuate da Bandura:

  1. esperienze dirette di buono o cattivo padroneggiamento di situazioni
  2. osservazione delle esperienze di altre persone
  3. persuasione discorsiva da parte di altre persone.

Trovi una spiegazione dettagliata a questa pagina.

Un altro costrutto che spiega l’efficacia del bilancio di competenze è quello degli stili di attribuzione, sviluppato da Martin Seligman. Secondo Seligman. Lo stile di attribuzione può essere definito come il modo in cui abitualmente spieghi a te stesso perché accadono di eventi che ti riguardano.

Le persone pessimiste pensano che gli eventi negativi della loro vita dipendano dai propri comportamenti o da proprie caratteristiche personali negative, che tali comportamenti o caratteristiche siano permanenti (cioè immutabili), e che siano pervasive, cioè influenzino tutta la loro persona. Le persone ottimiste tendono invece a ridurre l’importanza degli eventi negativi e pensano invece che gli eventi negativi dipendano da cause esterne o legate a comportamenti che è possibile migliorare; estemporanee, cioè occasionali e di breve durata; esclusive, cioè di influenza limitata a un solo aspetto della loro persona. L’opposto vale in caso di eventi positivi. Secondo Seligman questi due modi di interpretare le cause (ottimista o pessimista) hanno conseguenze importanti: i pessimisti hanno meno fiducia in se stessi e pertanto investono meno su se stessi e si arrendono più facilmente; gli ottimisti al contrario hanno maggiore spirito di iniziativa e in caso di difficoltà sono più persistenti e in caso di insuccesso si riprendono con più facilità. Per questo motivo gli ottimisti, a parità di altre condizioni, ottengono risultati migliori nello studio, nel lavoro e nello sport. Il bilancio di competenze funziona perché modifica lo stile di attribuzione pessimista.

Trovi una spiegazione dettagliata a questa pagina.

Se vuoi approfondire questi aspetti, e imparare tecniche (con relative schede) per svolgere bilanci di competenze che attivano gli utenti puoi seguire la formazione webinar dedicata al bilancio di competenze che terrò 3 e 17 dicembre 2022 e 14 gennaio 2023. Oppure in alternativa puoi acquistare il mio corso a distanza dedicato al bilancio di competenze basato su video registrati.

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Come si scrive una Relazione di Bilancio di competenze?

Al termine dei #bilanci di #competenze individuali il consulente scrive una relazione che riporta gli elementi salienti del percorso.

📙 La relazione conterrà una sintesi delle caratteristiche e delle aspirazioni personali, la descrizione di una serie di profili professionali che sono stati identificati come possibili professioni obiettivo (e per ciascuno di essi il grado di corrispondenza col profilo attuale del cliente), e poi uno o più piani d’azione per arrivare a svolgere le professioni su cui il cliente ha deciso di puntare.

E’ utile iniziare a scrivere la relazione di bilancio già dopo i primi incontri, e nel penultimo incontro discutere la bozza di relazione di bilancio col cliente.

👉 La relazione serve innanzitutto al cliente, per sintetizzare i risultati del lavoro col consulente, e ricordare nei mesi successivi le proprie caratteristiche individuate e il piano d’azione. E’ inoltre un documento utile per riflettere a distanza di qualche anno su quanto sia cambiata la percezione di sé e i propri obiettivi professionali. La relazione serve poi al consulente e ad altri operatori a cui il cliente dovesse rivolgersi come punto di partenza per ulteriori attività di consulenza.

✅ Vedremo degli esempi di relazione di bilancio e ne discuteremo la messa a punto nel mio prossimo #master in #orientamento degli adulti, in partenza fra 10 giorni (19 novembre). Il Master si tiene a distanza via #webinar.

⏰ Se desideri partecipare iscriviti al più presto perché i posti sono in esaurimento. Vedi per maggiori informazioni.

 

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Anche tu lavori a sentimento? Bene, però puoi fare di meglio

👉 Molti operatori che lavorano nell’orientamento / politiche attive hanno imparato sul campo, lavorano così basandosi sul buonsenso e sull’esperienza accumulata.  Va bene, però un apprendimento strutturato ha due vantaggi:

✅ permette tempi più brevi di apprendimento perché la teoria guida l’osservazione, quando ci viene detto su quali elementi concentrarci o quali sono i comportamenti migliori da adottare li impariamo prima

✅ ci rende meglio in grado di affrontare gli imprevisti, grazie all’applicazione al caso mai verificatosi in precedenza dei principi generali da cui la teoria è costituita. Un apprendimento tutto basato sull’esecuzione permette di affrontare ugualmente bene gli imprevisti solo dopo una lunga esperienza e/o se l’operatore è stato in grado di sviluppare rapidamente una propria teoria efficace a partire dalla pratica.

🚩 Le teorie (quelle valide) contengono il sapere cristallizzato di centinaia / migliaia di operatori.

🌈 Se vuoi ‘sistematizzare’, ‘organizzare meglio’, ‘approfondire’ quello che già fai in pratica quando svolgi consulenza di orientamento puoi seguire il mio #master via #webinar in #orientamento degli adulti, descritto a questa pagina.

📌 Nel Master, oltre a tante simulazioni e tanti strumenti da utilizzare coi tuoi utenti, approfondiremo anche una serie di indicazioni teoriche efficaci per svolgere al meglio consulenza di orientamento. Maggiori info a questa pagina.

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Ma come si scrive un piano d’azione efficace?

Le persone si rivolgono ai servizi di orientamento per cambiare la loro situazione. Il piano d’azione è un documento strutturato in senso logico e cronologico che elenca le azioni che il nostro cliente ritiene utile fare per ottenere il risultato desiderato. Ad esempio piano d’azione di un persona in cerca di lavoro descriverà i canali di ricerca da utilizzare, il numero di attività di ricerca da svolgere su ciascuno di essi, e le date delle diverse attività.

✳️ Due sono gli errori principali nella redazione del piano d’azione: il primo è non farlo scritto. Se ci accontentiamo di un piano d’azione verbale, dopo pochi giorni il nostro utente si scorderà una parte delle attività che aveva previsto di svolgere e, ovviamente, non le svolgerà.

✳️ Il secondo errore è adottare, nella stesura del piano d’azione, un approccio ‘ricetta’. L’approccio ricetta è quando è il consulente ‘prescrive’ all’utente le azioni da svolgere. Questa modalità è poco efficace perché a nessuno di noi piace sentirci dire cosa fare. La modalità ricetta provoca scarsa attivazione dell’utente, e così un numero ridotto di azioni di ricerca e, nei casi limite, ghosting (l’utente non si presenta al colloquio successivo).

🌈 Nel #Master via #webinar in #Orientamento degli adulti vedremo in dettaglio come mettere a punto piani d’azione scritti e motivanti.

⏰ Il Master inizierà fra 10 giorni (il 16 novembre), ci sono già 17 persone iscritte su un totale previsto di massimo 20 partecipanti. Se anche tu vuoi far parte della squadra, ti suggerisco di iscriverti al più presto. Vedi questa pagina per maggiori informazioni.

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Ho inviato 1000 curricula e non mi ha risposto nessuno. Lista di controllo e direzioni di lavoro coi nostri utenti

Il supporto a persone in cerca di lavoro è una delle principali attività di consulenti di orientamento / operatori politiche attive / job coach. La consulenza non può però limitarsi alle sole indicazioni su come compilare il CV e il messaggio di accompagnamento. Altrettanto importanti sono la programmazione della ricerca di lavoro, il suo monitoraggio, il supporto all’utente / cliente durante le fasi di demoralizzazione.

👉 Questi temi fondamentali saranno trattati nel mio #master via #webinar in #orientamento degli adulti che partirà il 19 novembre. Il Master ti fornisce tecniche e strumenti efficaci per svolgere consulenza di orientamento, e si tiene in 8 sabati, da novembre a febbraio.

▶️ Puoi partecipare anche a singole giornate.

✅ Sono rimasti solo 3 posti, e la data di avvio è vicina; se sei interessato/a ti suggerisco di iscriverti al più presto. Maggiori informazioni a questa pagina.

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Il Bilancio di competenze per la consulenza di carriera

Sappiamo che il bilancio di competenze è un percorso di consulenza strutturato che aiuta il cliente a definire una professione obiettivo.

Franca, ad esempio, 33 anni, mi contatta perché da dieci mesi è disoccupata a seguito di un licenziamento che per lei è stato decisamente traumatico. Al momento non sa che lavoro mettersi a cercare, perché il suo percorso professionale precedente è stato condizionato dalla necessità di seguire gli spostamenti di lavoro del marito. A seguito dei cambiamenti di città, Franca ha imparato a cambiare lavoro e mansioni, non ha mai avuto difficoltà a rimettersi in gioco e ad apprendere nuove competenze, stavolta però si sente stanca e arrabbiata. Cerca il mio aiuto per capire ‘che cosa vuole fare veramente’ e per avere un sostegno che la aiuti a rimettersi in moto.

Nel bilancio di competenze possiamo identificare tre fasi principali: nella prima fase aiutiamo il nostro cliente a identificare e chiarificare le proprie capacità e aspirazioni, nella seconda fase lo aiutiamo a identificare delle professioni coerenti con le capacità e aspirazioni emerse nelle prima fase e definire un percorso d’azione di inserimento professionale, nella terza fase aiutiamo il cliente nella messa in atto del piano d’azione. Il percorso è facilitato dall’utilizzo di schede di autoanalisi, di schede per l’analisi di profili professionali, di schede per la stesura e il monitoraggio del piano d’azione.

La consulenza di carriera è rivolta a persone con professionalità e/o livello culturale medio alti ed è pagata direttamente dal cliente. I clienti della consulenza di carriera che hanno necessità di un bilancio di competenze hanno perciò molto da raccontare e sono in grado di raccontarlo.

Nel bilancio di competenze per la consulenza di carriera abbiamo necessità di schede di supporto che permettano di andare molto in dettaglio nell’analisi delle aspirazioni e delle caratteristiche personali e di organizzare efficacemente la gran mole di informazioni che ci porta il cliente. In concreto, l’operatore di orientamento ha necessità, nella sua cassetta degli attrezzi, di due percorsi di bilancio diversi: uno per disoccupati standard, e uno per la consulenza di carriera.

Dove trovare questi strumenti? Partecipando al mio Master in Orientamento degli adulti riceverai due percorsi di bilancio:

  • Un percorso di bilancio di competenze individuale rivolto a utenti con professionalità medio bassa. Il percorso di compone di 13 schede più istruzioni per il loro utilizzo, totale 50 pagine.
  • Un percorso di bilancio di competenze individuale per la consulenza di carriera. Il percorso si compone di 23 schede più le istruzioni per il loro utilizzo, per un totale di 90 pagine (alcune schede dei due percorsi di bilancio sono identiche oppure simili ma più approfondite).
  • Riceverai inoltre una serie di materiali di supporto di carattere più teorico che ti spiegano quando e come strutturare bilanci di competenze secondo le necessità dei tuoi utenti/clienti.

Il Master in Orientamento degli adulti si tiene a distanza via webinar, in 8 incontri, per un totale di 56 ore. Inizierà il 19 novembre, il costo è 990 €. Vedi questa pagina per informazioni sul Master.

Puoi ricevere i due percorsi di bilancio e i materiali di supporto anche seguendo solo i 3 incontri del Master dedicati al bilancio di competenze. Vedi questa pagina per maggiori informazioni sulla partecipazione solo ai tre incontri dedicati al bilancio di competenze.

Poiché l’avvio del corso è fra meno di un mese, se sei interessato ti suggerisco di iscriverti al più presto.

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Aiuto! Non riesco a motivare i miei utenti

Motivare i propri utenti è una delle principali difficoltà che incontrano gli operatori di orientamento nella loro attività con persone disoccupate.

Nonostante gli sforzi dell’operatore, alcuni utenti hanno un atteggiamento ostile o poco collaborativo, non raccontano nei dettagli la propria situazione, non raccolgono i suggerimenti dell’operatore, non mettono in atto le azioni previste nel piano d’azione, alcuni addirittura semplicemente scompaiono non ripresentandosi all’incontro successivo.

Tutto questo crea nell’operatore un senso di frustrazione, e lo porta a interrogarsi sull’utilità del suo lavoro e sull’efficacia delle proprie modalità di colloquio. Molti operatori, peraltro, non hanno mai seguito una formazione specifica sulla conduzione dei colloqui e li svolgono ‘a sentimento’, senza usare cioè tecniche specifiche.

Ho una buona notizia: esistono tecniche che permettono di modificare l’atteggiamento degli utenti rendendoli attivi e propositivi.

Premetto che queste tecniche non funzionano con utenti che non hanno necessità del nostro aiuto perché sono contenti della loro situazione attuale, ad esempio l’utente che sta lavorando al nero, oppure che sta prendendosi cura di un familiare anziano. Queste persone non hanno una necessità o desiderio immediato di trovare lavoro, perciò non hanno bisogno di noi, il loro comportamento potrebbe essere modificato (forse) solo con l’ipnosi o con un incantesimo.

Le tecniche che conosco e che insegno ai miei corsisti possono invece funzionare molto bene con quegli utenti che hanno una reale necessità di trovarsi un lavoro, e che sono poco motivati fondamentalmente perché non hanno fiducia nel nostro servizio oppure nella nostra capacità di erogarlo.

La strategia da seguire con questi utenti è innanzitutto creare un rapporto di fiducia, che li porti a vederci come accoglienti e interessati alle loro necessità. Sentendosi ascoltati, saranno felici di incontrarci e di raccontarci in dettaglio la loro situazione.

Il passo successivo è capovolgere il loro atteggiamento di passiva attesa di nostre indicazioni su cosa fare o addirittura di un posto di lavoro. Con informazioni e tecniche adeguate possiamo far comprendere al disoccupato che trovare lavoro richiede una sua attivazione diretta, trasmettergli fiducia sulle sue possibilità di condurre una ricerca di lavoro efficace, supportarlo nella definizione e messa in atto di un piano d’azione che senta proprio.

Quali sono le tecniche che fanno la differenza? Per motivare l’utente è necessario abbandonare la gestione del colloquio basata solo sull’intuizione e sul buon senso (non stiamo chiacchierando col nostro vicino di casa) e adottare un approccio più strutturato. Useremo due tipi di tecniche: le abilità di counseling e le abilità di coaching.

Le abilità di counseling sono state sviluppate dallo psicologo americano Carl Rogers. Le abilità di counseling sono tecniche di interazione col cliente (ad esempio domande aperte e riformulazioni) che trasmettono interesse e ascolto.

Le abilità di coaching sono state sviluppate da John Whitmore e Timothy Gallwey inizialmente in ambito sportivo. Le abilità di coaching (ad esempio chiedere all’utente quali passi ritiene utile fare per raggiungere un determinato risultato) attivano l’utente.

La combinazione di queste due tecniche, in una modalità finalizzata espressamente al lavoro con persone in cerca di lavoro, permette di motivare la gran parte dei propri utenti in cerca di lavoro. Le due tecniche sono utili inoltre anche per lavorare sugli altri problemi che i nostri utenti ci portano nei colloqui di orientamento, quali ad esempio demoralizzazione, mancanza di una professione obiettivo, problemi di scelta.

Come imparare queste tecniche. Queste tecniche si imparano con l’esercizio guidato. Nei sabati 19 e 26 novembre terrò un seminario intensivo sull’uso delle tecniche di counseling e di coaching con persone in cerca di lavoro o che hanno altri problemi di natura orientativa. Nelle 14 ore del seminario praticheremo ininterrottamente le diverse tecniche in coppie, piccoli gruppi e in plenaria. Puoi leggere maggiori informazioni e iscriverti da questa pagina. Poiché i posti disponibili sono limitati, se desideri partecipare ti invito a iscriverti oggi stesso.

Le due giornate fanno parte del mio Master in Orientamento degli adulti. Se senti la necessità di migliorare le tue tecniche non solo nella gestione del colloquio ma anche in altri ambiti dell’attività di orientamento (ad esempio analisi delle caratteristiche personali e bilancio di competenze per l’individuazione della professione obiettivo, uso delle tecniche espressive, supporto a persone in cerca di lavoro) puoi decidere di seguire tutto il Master. Anche in questo caso, per gli stessi motivi, ti invito ad iscriverti al più presto.

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Sei indecisa/o se partecipare al mio Master in Orientamento degli adulti? Leggi le recensioni degli altri partecipanti

 

Sei indecisa/o se partecipare al mio Master a distanza via webinar in Orientamento degli adulti? 

Forse ti fai una di queste domande:

  • Ma il docente è preparato❓
  • Ho già un po’ di esperienza, ma ho necessità di sistematizzare quello che già faccio. Il Master migliorerà il mio modo di svolgere orientamento❓
  • Ho paura che il Master sarà tutta teoria e poca pratica.
  • Ho necessità di tecniche e di strumenti operativi per rendere più incisiva la mia attività con gli utenti. Il Master mi permetterà di acquisirle❓
  • Parto da zero. Il Master mi metterà in grado di svolgere consulenza di orientamento❓
  • Parto da zero: il Master sarà troppo difficile per me❓
  • Ho necessità di confrontarmi su come svolgo orientamento con qualcuno che ne sa più di me.
  • Ho necessità di confrontarmi con dei colleghi. Il Master me lo permetterà❓
  • Il Master dura 56 ore. Mi annoierò❓

Trovi la risposta a queste domande (e ad altre) leggendo le valutazioni dei partecipanti alle edizioni precedenti, in fondo a questa pagina.

Se poi hai altre domande a cui non trovi risposta mi puoi scrivere a l.evangelista@orientamento.it, se preferisci possiamo anche fare un breve colloquio telefonico. 

Il Master inizia il 19 novembre, è utile leggere alcuni materiali preliminari che ti invierò subito dopo l’iscrizione. Se desideri partecipare, ti suggerisco di iscriverti al più presto.

Puoi iscriverti anche a singoli moduli, cioè puoi partecipare anche a singole giornate che parlano di temi che ti interessano particolarmente.

Per maggiori informazioni vedi la pagina del Master.

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