Manuale sull’orientamento di persone adulte ad uso di navigator e neo-orientatori

Il Manuale (ISBN 979-12-200-6102-5) è in formato e-book (150 pagine) e riprende, aggiorna e sistematizza una serie di articoli contenuti sul mio sito. Il Manuale descrive:

  • le caratteristiche dell’orientamento,
  • i principali servizi,
  • le competenze richieste agli operatori,
  • le principali problematiche della consulenza orientativa e le loro modalità di soluzione.

Contiene inoltre la descrizione di una serie di casi di consulenza orientativa e un glossario di 150 termini usati nell’orientamento e nelle politiche attive del lavoro.

Sezioni specifiche sono dedicate alla gestione del colloquio di orientamento, alle scelte professionali, al bilancio di competenze, alla consulenza a persone in cerca di lavoro, alla mia offerta formativa.

Il Manuale è frutto dei miei oltre 20 anni di esperienza nel settore come operatore e formatore.

Puoi acquistare il Manuale su Amazon, oppure lo puoi ottenere gratis partecipando a uno qualunque dei miei corsi in aula e a distanza.

Circa ogni 6 mesi faccio anche una distribuzione gratuita di qualche giorno, per essere informato ti consiglio di collegarti con me su LinkedIn e di iscriverti alla mia newsletter.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Continua la scarsità di manodopera nel Nord Italia

Un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera segnala la scarsità di manodopera segnalata da un’azienda di Oderzo, in provincia di Treviso.

Secondo l’articolo,

Bepi Covre, proprietario a Oderzo, nella grassa provincia trevisana, di un’azienda metalmeccanica che fa componenti per l’arredamento e di un’altra che fa tavole e sedie (soprattutto per Mondo Convenienza, «roba buona perché alla prima “carega” che si rompe, nel nostro settore, hai chiuso»), dice di avere cercato a lungo personale da assumere. «Ne abbiamo 250, ce ne servivano quaranta. Non sono poche, quaranta assunzioni a tempo indeterminato. Con un stipendio di partenza intorno ai 1.300 o addirittura 1.500 euro. Niente da fare. Alla fine, dopo il “decreto dignità” di Di Maio ne ho presi una decina qui della zona e una trentina di varia provenienza. Rumeni, moldavi, indiani, bosniaci, africani… Residenti in Italia, magari nati in Italia, scolarizzati in Italia. Gente che non fa problemi a spostarsi e andar a lavorare dove c’è il lavoro. Gli diamo anche una mano a trovar casa…».

Covre, il titolare, segnala di non aver trovato disoccupati meridionali disponibili a spostarsi:

Ma, dispiace dirlo, non troviamo giovani meridionali disposti a venir su. Non solo io, anche tanti colleghi. C’è un mio amico, importante fornitore di Ikea, oltre 1.200 dipendenti, che ha incaricato le agenzie interinali di fare scouting al Sud per cercare lavoratori disposti a trasferirsi in provincia di Pordenone. Non per lavori in miniera… Soprattutto periti, tecnici, operai specializzati… Niente da fare. Pensi che siamo arrivati a “prenotare” ragazzi che vanno ancora a scuola…».

L’unico ‘meridionale’ viene da Norcia, in provincia di Terni.

Covre, visto che i disoccupati meridionali non sono disponibili a spostarsi, è anche perplesso sull’applicazione del reddito di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

I profili che mancano in Italia secondo Manpower

profili mancanti

Secondo una indagine condotta nel 2018 da Manpower, le professioni che le aziende faticano maggiormente a reperire in Italia sono le seguenti:

  • Operai Specializzati
  • Ingegneri Elettronici e Ingegneri specializzati in diversi campi tra cui Verification and Validation, Optical, PLC, Computer Vision e Machine Learning
  • Tecnici
  • Addetti Vendita
  • Data Scientists
  • programmatori Java/PHP
  • specialisti Cybersecurity
  • Cloud Architects
  • eCommerce Manager
  • sistemisti Linux.

Vedi l’indagine. Leggi anche il mio articolo Quali sono i settori dove c’è lavoro?

Confindustria: «Mancano 280.000 supertecnici per le fabbriche 4.0»

fabbrica

Continuano le segnalazioni di mancanza di personale e di inadeguatezza dell’orientamento scolastico da parte di organizzazioni di datori di lavoro.

 

Sul Il Corriere della Sera di oggi Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria con delega al capitale umano racconta i risultati dell’indagine svolta dalla sua associazione tra le aziende associate.

 

Nei prossimi 5 anni saranno circa 280.000 i «super tecnici» che le imprese non riusciranno a trovare sul mercato. «Ed è una cifra circoscritta solo a cinque settori produttivi -i cinque settori cardine per l’Italia, vale a dire la meccanica, l’agroalimentare, la chimica, la moda e l’ICT- e riferita solo ai prossimi cinque anni: se allargassimo l’orizzonte ci accorgeremmo che quella soglia è destinata a crescere». la cifra è stata calcolata confrontando i fabbisogni aziendali stimati, i pensionamenti previsti e il numero dei diplomati negli istituti tecnici.

 

«In questi anni la fabbrica è cambiata radicalmente ma non siamo riusciti a comunicare questa rivoluzione. Parliamo di ambienti che ormai assomigliano più a una sala operatoria. Sono titolare di una tessitura dove la trame e l’ordito, il colore del prodotto e tante altre operazioni si governano con un touch screen».

 

Secondo Brugnoli è necessario «Un grande lavoro di orientamento scolastico, sulle famiglie e sui ragazzi facendo capire loro dove lo studio si può maggiormente concretizzare in uno sbocco di lavoro e quali sono le opportunità offerte dal territorio in cui vivono. Da qui può mettersi in modo un percorso virtuoso che magari comincia con l’alternanza scuola-lavoro, con la conoscenza delle opportunità offerte. Si comincia così impegnandosi, faticando ma aggiungendo al proprio curriculum cose fatte anziché semplici sogni».

 

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera.

 

Cuneo: gli Industriali alle famiglie: servono tecnici

lettera alle famiglie

Il Presidente di Confindustria Cuneo ha scritto una lettera alle famiglie che assieme ai propri figli devono scegliere le superiori segnalando che mancano figure tecniche. La segnalazione è probabilmente dovuta al fatto che una parte consistente degli studenti sceglie indirizzi che formano figure poco richieste dal mercato del lavoro. La lettera è riprodotta in fondo a questa pagina.

Nella sua rubrica su Il Corriere della Sera il giornalista Aldo Cazzullo racconta che:

Due anni fa sono stato a Saluzzo. È un paese che conosco bene, vi ho abitato tre anni. Ogni estate venivano 600 ragazzi dalle valli povere del Cuneese a raccogliere la frutta. 
Adesso c’è un istituto artistico-pedagogico da 600 allievi e a raccogliere la frutta sono migranti africani. Ma a Saluzzo non ci sono 600 posti da artista e pedagogo. Lunedì scorso sono stato al liceo di Zagarolo. Ho trovato ragazzi attenti e sensibili. Molte domande venivano dalla classe prima, sezione H. Questo significa che il liceo classico di una cittadina di 17 mila abitanti ha otto sezioni. Sarebbe meraviglioso che l’industria culturale riuscisse a trovare lavoro a tutti. Considerato il consumo di giornali, libri, cd, dvd, cinema, teatro da parte dei giovani, la vedo dura (è vero, mancano i soldi; ma neppure l’apericena è gratis).

 

La lettera del Presidente Confindustria dice che:

Lettera alle famiglie cuneesi

Il presidente Mauro Gola scrive una lettera aperta alle famiglie cuneesi che si trovano a scegliere l’indirizzo delle scuole superiori per i propri figli.

Cari genitori,

tanti di voi, si trovano in questi giorni ad affrontare una difficile decisione: la scelta della scuola superiore per il proprio figlio.

Una scelta dalla quale dipenderà gran parte del suo futuro lavorativo, ma che spesso viene fatta dando più importanza ad aspetti emotivi e ideali, piuttosto che all’esame obiettivo della realtà.

Quella realtà, tuttavia, che si imporrà in tutta la sua crudezza negli anni in cui il vostro ragazzo cercherà lavoro ed incontrerà le difficoltà che purtroppo toccano i giovani che vogliono inserirsi nel mondo produttivo.

Ed ecco il consiglio che gli industriali cuneesi vogliono darvi.

Riteniamo che la cosa più giusta da fare sia capire quali sono le figure che le nostre aziende hanno intenzione di assumere nei prossimi anni e intraprendere un percorso di studi che sbocchi in quel tipo di professionalità.

Un atteggiamento che potrete definire squisitamente razionale, ma che sicuramente denota RESPONSABILITA’, sia nei confronti dei nostri figli, che del benessere sociale e del nostro territorio.

Nel 2017 le aziende cuneesi nel loro complesso, presi in considerazione industria, artigianato, commercio, agricoltura e servizi, hanno dichiarato di assumere circa 40.000 nuovi lavoratori.

Di questi, il 38% sono operai specializzati, il 36% tecnici specializzati nei servizi alle aziende, il 30% addetti agli impianti e ai macchinari. Il resto, marginale, sono gli altri ruoli aziendali, che sebbene fondamentali ed irrinunciabili, occuperanno poche unità.

Il nostro dovere è quello di evidenziarvi questa realtà. Perché queste sono le persone che troveranno subito lavoro una volta terminato il periodo di studi.

Poi la scelta sarà vostra e dei vostri ragazzi e qualsiasi percorso scolastico individuerete, avrete fatto una buona scelta perché tutte le scuole della nostra Provincia sono eccellenti e qualificate.

I nostri uffici sono a vostra completa disposizione se vorrete più informazioni sul mercato del lavoro in provincia di Cuneo.

Da parte mia e nostra, vogliamo fare tanti auguri ai vostri ragazzi per il loro futuro, un futuro in cui il lavoro avrà un ruolo fondamentale per il loro essere uomini e donne, componenti consapevoli e responsabili di questa società.

Il Presidente Mauro Gola

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Collocato sul sito il 28 gennaio 2018. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

All’università  con Ferrari e Lamborghini – Repubblica.it

Fra pochi giorni scadono le iscrizioni alla Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER), viaggio nella fabbrica dei migliori talenti motoristici del pianeta Fotodi VINCENZO BORGOMEO19 luglio 2017Ultimi giorni – c’è tempo fino al 28 luglio – per iscriversi ai famosi corsi della Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER), l’associazione voluta dalla Regione che vede protagoniste le università di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e Parma e i miti italiani, ovviamente della zona: Ferrari, Lamborghini ma anche Dallara, Ducati, Haas F1 Team, HPE Coxa, Magneti Marelli, Maserati e Toro Rosso.

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Il conto salato degli studi umanistici – Il Fatto Quotidiano

Tra qualche settimana molti studenti cominceranno l’università. I loro genitori che si sono laureati circa trent’anni fa potevano permettersi di sbagliare facoltà, errore concesso in un’economia in crescita. Oggi è molto, molto più pericoloso fare errori. Purtroppo migliaia e migliaia di ragazzi in autunno si iscriveranno a Lettere, Scienze politiche, Filosofia, Storia dell’arte. È giusto […]

Sorgente: Il conto salato degli studi umanistici – Il Fatto Quotidiano

Come funzionano l’obbligo di istruzione e l’obbligo formativo

(Se desideri impare a fare orientamento scolastico vedi a questa pagina)

Questo articolo ha lo scopo di spiegare in termini volutamente semplici la normativa relativa al cosiddetto diritto dovere istruzione e formazione, nella sua versione attuale (febbraio 2015). Le varie riforme del sistema scolastico che si sono succedute dal 1999, assieme alle normative regionali, hanno creato un sistema frammentato e di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori.

Alla base della normativa sul diritto dovere istruzione e formazione c’è il desiderio, giusto, che i giovani, terminata la scuola secondaria inferiore (in precedenza chiamata scuola media) proseguano obbligatoriamente la propria formazione almeno fino ai 18 anni. Ma le riforme del sistema scolastico dei Governi di centro sinistra e dei Governi di centro destra che si sono susseguiti in Italia dal 1999 hanno seguito impostazioni completamente diverse: i Governi di centro sinistra si sono schierati per un prolungamento della permanenza degli studenti all’interno del sistema scolastico almeno fino ai 16 anni, col desiderio di aumentare ulteriormente la preparazione culturale a scapito di quella tecnico-professionale. I Governi di centro destra sono stati invece a favore dell’ingresso precoce (già dai 14 anni compiuti) nel mondo del lavoro come apprendista o alla prosecuzione dell’apprendimento nella formazione professionale, privilegiando l’immediata preparazione tecnico-professionale. La stessa polarizzazione si è osservata nelle Regioni, che hanno utilizzato la propria autonomia per neutralizzare le riforme nazionali che non erano coerenti con le proprie preferenze. Il susseguirsi delle modifiche ha portato a stravolgimenti semantici per cui ad esempio l’obbligo di istruzione, che a rigor di termini dovrebbe indicare l’obbligo di seguire un corso come attività principale, può invece essere soddisfatto anche lavorando come apprendista.

Vediamo qual è la situazione attuale.

Obbligo di istruzione

Dura dai 6-16 anni. il giovane che ha terminato la terza media a 14 anni,  deve fare una delle cose seguenti:

  1. frequentare per due anni un corso di scuola media superiore ordinario
  2. frequentare i primi due anni dei corsi triennali di IeFP Istruzione e Formazione Professionale, che alla fine del terzo anno permettono di ottenere una qualifica professionale. In Toscana i corsi IeFP sono attivati solo presso gli Istituti Professionali e sono l’unica possibilità di assolvimento dell’obbligo di istruzione oltre al caso 1 precedente. Fuori dalla Toscana i corsi IeFP sono organizzati (anche?) presso agenzie formative.
  3. frequentare un corso di formazione professionale biennale che permette di acquisire una qualifica professionale. L’assolvimento dell’obbligo di istruzione con la frequenza di un corso di formazione professionale biennale è possibile solo in alcune regioni.
  4. lavorare come apprendista, ma solo dai 15 anni compiuti, perciò se il giovane finisce la terza media a 14 anni rimane 1 anno in cui deve fare una delle cose precedenti. L’assolvimento dell’obbligo di istruzione attraverso il lavoro come apprendista è possibile solo in alcune regioni.

Obbligo formativo

il giovane fino a che non ha compiuto i 18 anni ha l’obbligo di fare una delle cose seguenti:

  1. frequentare una scuola secondaria superiore
  2. lavorare come apprendista fino all’ottenimento di una qualifica
  3. seguire un corso di formazione di durata almeno triennale che permette di ottenere una qualifica professionale.

Se il giovane ottiene una qualifica triennale a 17 anni non è più soggetto all’obbligo formativo.

Obbligo scolastico

Vecchio termine, usato impropriamente come sinonimo di obbligo di istruzione.

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Regalo di Natale: fuori tutti i consulenti dai servizi pubblici per l’impiego

Questo sembra essere il prossimo risultato degli Standard minimi dei servizi e delle competenze degli operatori di orientamento approvati il 13 novembre 2014 dalla Conferenza Unificata Stato Regioni. Il Documento, realizzato dai più importanti soggetti pubblici che si occupano di orientamento in Italia (Ministeri del lavoro, dell’istruzione, dell’economia, coordinamento delle Regioni, Associazione dei comuni e Unione delle province, con la consulenza tecnica di ISFOL e di Università di Genova) e poi discusso con le parti sociali prevede che venga definita consulenza di orientamento solo cicli di colloqui di almeno 6 ore con lo stesso utente, mentre tutti i colloqui di 1 ora vengono definiti colloquio di primo livello.

Nei centri per l’impiego le attività di primo livello vengono svolte in genere da personale dipendente, indipendentemente dal titolo di studio. Le attività di consulenza vengono invece svolte da personale esterno laureato, spesso con lauree in discipline affini all’orientamento e specializzazioni ulteriori. Gli esterni sono incaricati direttamente dall’amministrazione pubblica o da agenzie private che hanno vinto bandi per l’erogazione dei servizi di consulenza.

È evidente che con i nuovi parametri fissati dagli standard, che non hanno alcuna base teorica né erano mai comparsi finora in studi e ricerche sull’orientamento , la stragrande maggioranza delle attività di consulenza svolte presso i centri per l’impiego (in genere della durata di 1 ora per utente) diventano attività di primo livello che può così essere svolta da personale interno o dai dipendenti delle vecchie province in soprannumero. Il Documento può essere scaricato da questa pagina; un commento è disponibile in questa pagina.