Continua la scarsità di manodopera nel Nord Italia

Un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera segnala la scarsità di manodopera segnalata da un’azienda di Oderzo, in provincia di Treviso.

Secondo l’articolo,

Bepi Covre, proprietario a Oderzo, nella grassa provincia trevisana, di un’azienda metalmeccanica che fa componenti per l’arredamento e di un’altra che fa tavole e sedie (soprattutto per Mondo Convenienza, «roba buona perché alla prima “carega” che si rompe, nel nostro settore, hai chiuso»), dice di avere cercato a lungo personale da assumere. «Ne abbiamo 250, ce ne servivano quaranta. Non sono poche, quaranta assunzioni a tempo indeterminato. Con un stipendio di partenza intorno ai 1.300 o addirittura 1.500 euro. Niente da fare. Alla fine, dopo il “decreto dignità” di Di Maio ne ho presi una decina qui della zona e una trentina di varia provenienza. Rumeni, moldavi, indiani, bosniaci, africani… Residenti in Italia, magari nati in Italia, scolarizzati in Italia. Gente che non fa problemi a spostarsi e andar a lavorare dove c’è il lavoro. Gli diamo anche una mano a trovar casa…».

Covre, il titolare, segnala di non aver trovato disoccupati meridionali disponibili a spostarsi:

Ma, dispiace dirlo, non troviamo giovani meridionali disposti a venir su. Non solo io, anche tanti colleghi. C’è un mio amico, importante fornitore di Ikea, oltre 1.200 dipendenti, che ha incaricato le agenzie interinali di fare scouting al Sud per cercare lavoratori disposti a trasferirsi in provincia di Pordenone. Non per lavori in miniera… Soprattutto periti, tecnici, operai specializzati… Niente da fare. Pensi che siamo arrivati a “prenotare” ragazzi che vanno ancora a scuola…».

L’unico ‘meridionale’ viene da Norcia, in provincia di Terni.

Covre, visto che i disoccupati meridionali non sono disponibili a spostarsi, è anche perplesso sull’applicazione del reddito di cittadinanza.

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera.

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

I profili che mancano in Italia secondo Manpower

profili mancanti

Secondo una indagine condotta nel 2018 da Manpower, le professioni che le aziende faticano maggiormente a reperire in Italia sono le seguenti:

  • Operai Specializzati
  • Ingegneri Elettronici e Ingegneri specializzati in diversi campi tra cui Verification and Validation, Optical, PLC, Computer Vision e Machine Learning
  • Tecnici
  • Addetti Vendita
  • Data Scientists
  • programmatori Java/PHP
  • specialisti Cybersecurity
  • Cloud Architects
  • eCommerce Manager
  • sistemisti Linux.

Vedi l’indagine. Leggi anche il mio articolo Quali sono i settori dove c’è lavoro?

Il conto salato degli studi umanistici – Il Fatto Quotidiano

Tra qualche settimana molti studenti cominceranno l’università. I loro genitori che si sono laureati circa trent’anni fa potevano permettersi di sbagliare facoltà, errore concesso in un’economia in crescita. Oggi è molto, molto più pericoloso fare errori. Purtroppo migliaia e migliaia di ragazzi in autunno si iscriveranno a Lettere, Scienze politiche, Filosofia, Storia dell’arte. È giusto […]

Sorgente: Il conto salato degli studi umanistici – Il Fatto Quotidiano

Dall’agronomo al bioarchitetto: la rivincita dei mestieri green che fanno crescere l’Italia – Repubblica.it

Dall’agronomo al bioarchitetto: la rivincita dei mestieri green che fanno crescere l’Italia

UN’AZIENDA su cinque ha scommesso sul green. In questo gruppo di eco investitori tre su dieci hanno portato a casa un’innovazione e il 18,8% ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013 facendo salire la cifra dei green jobs italiani a quota 3 milioni. Sono alcuni dei numeri diGreenItaly 2014, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che verrà presentato la prossima settimana

vedi Dall’agronomo al bioarchitetto: la rivincita dei mestieri green che fanno crescere l’Italia – Repubblica.it.

Facebook e Microsoft scrivono alla Ue: “Insegnate ai bambini a programmare” | Vita Digitale

Facebook e Microsoft scrivono alla Ue: “Insegnate ai bambini a programmare”

Microsoft e Facebook che, insieme ad altri marchi dell’economia digitale, hanno firmato una lettera destinata ai ministri Ue dell’Istruzione in cui si sottolinea la necessità di intervenire con urgenza sui programmi scolastici per adeguarli alle reali necessità del mercato del lavoro.

In Europa sono solo il 20% gli studenti che hanno un reale accesso a insegnamenti pratici sull’informatica e nel documento viene riportato un dato significativo: «Nel 2020 mancheranno in Europa almeno 900 mila informatici per coprire le necessità».

 

vedi l’articolo Facebook e Microsoft scrivono alla Ue: “Insegnate ai bambini a programmare” | Vita Digitale.

vedi la lettera 

Lavoro, Cgia: “8.500 posti vacanti, ma gli esperti informatici sono introvabili” – Repubblica.it

 

8.500 posti vacanti, ma gli esperti informatici sono introvabili

Analisti e progettisti di software, tecnici programmatori, ingegneri energetici/meccanici, tecnici della sicurezza sul lavoro ed esperti in applicazioni informatiche sono le professioni, secondo la Cgia di Mestre, dove la difficoltà di trovare personale è molto elevata. L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato i dati emersi dalla periodica indagine effettuata dall’Unioncamere-Ministero del Lavoro su un campione qualificato di imprenditori italiani.

Emerge che le previsioni di assunzione per l’anno in corso delle dieci figure professionali più difficili da reperire sul mercato del lavoro dagli imprenditori italiani daranno luogo a oltre 29mila nuovi posti di lavoro. Di questi, stando alle risposte rilasciate dagli intervistati, quasi 8.500 rischiano di non essere coperti perché non reperibili sul mercato del lavoro. Un dato, quest’ultimo, molto inferiore a quello riferito al 2009 che, in termini assoluti,  era pari a quasi 17.600. In buona sostanza, negli ultimi sei anni i “lavoratori introvabili” sono pressochè dimezzati.

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Lavoro, Cgia: “8.500 posti vacanti, ma gli esperti informatici sono introvabili” – Repubblica.it.

Sono i ragionieri i più colpiti dalla crisi. Si salvano estetisti e colf – Repubblica.it

Sono i ragionieri i più colpiti dalla crisi. Si salvano estetisti e colf – Repubblica.it.

La professione più colpita dalla crisi economica è stata quella dei ragionieri. Dal 2008 al 2013 la platea degli occupati, infatti, ha registrato una diminuzione di oltre 441 mila unità, pari a -40,1%. Seguono imprenditori e amministratori delle piccole imprese che hanno registrato una flessione del 38,4% Estetisti, parrucchieri, colf, badanti, camerieri, magazzinieri, pony express, invece, sono i lavori che in questi ultimi anni non hanno conosciuto la crisi. E’ quanto emerge dalla graduatoria stillata dalla Cgia di Mestre.

Gli estetisti, i parrucchieri, le colf e le badanti, infatti, rileva la Cgia, hanno registrato un aumento in termini assoluti pari a oltre 314 mila unità (+71,7%). Seguono i camerieri, con un incremento di posti di lavoro pari a poco più di 251.500 (+31,5%) e i magazzinieri e i pony express, con oltre 125.600 occupati in più (+43,2%). Appena fuori dal podio troviamo cuochi, baristi e ristoratori, con quasi 123.500 nuovi occupati (+14%) e le attività legate alla guardiania e ai vigilanti non armati. Nonostante l’aumento in valore assoluto di quest’ultimo settore sia stato abbastanza contenuto e pari a quasi 76.000 unità, l’incremento percentuale è stato esponenziale: +182,4%.

Scegli l’Università giusta e farai carriera – Guarda le classifiche – Corriere.it

Scegli l’Università giusta e farai carriera – Guarda le classifiche – Corriere.it.

Quoto dall’articolo:

Nelle tabelle che abbiamo elaborato attingendo alla banca dati di Almalaurea, ci sono sorprese e conferme. Università come quella di Modena e Reggio Emilia, o quella di Ferrara, sfornano medici, ingegneri, giuristi e umanisti che si sistemano prima e meglio degli altri. Trento e Trieste, ma anche Bologna, Verona e Padova si confermano ottime università, oltre che per la didattica, anche per far carriera. Il Politecnico di Milano (ma danno buoni esiti anche quello di Torino e di Bari) vince nel settore scientifico-tecnologico. Male invece Cagliari, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina: chi si laurea qui, sconta spesso tempi più lunghi per entrare nel mercato del lavoro e parte con una retribuzione di 3-400 euro sotto la media.

In realtà una delle variabili da considerare è anche la collocazione geografica delle università. Le zone dove c’è maggiore attività economica, a parità di altre condizioni, richiedono un maggior numero di laureati.

Quei nostri giovani poco adatti al lavoro – Corriere.it

Il 72% degli educatori in Italia pensano che i ragazzi abbiano le attitudini di cui avranno bisogno alla fine della scuola; ma solo il 42% degli imprenditori concorda con questo.

via Quei nostri giovani poco adatti al lavoro – Corriere.it.

 

Solo il 41% dei datori di lavoro dice di comunicare regolarmente con i dirigenti delle scuole, e solo il 21% considera questa comunicazione effettiva». 

 

Il 61% in media dei giovani europei trova un posto di lavoro al termine di uno stage. In Italia, sono meno del 46%. 

 

 

la Ue ha il più alto tasso di disoccupazione ovunque nel mondo, a parte il Medio Oriente e il Nord Africa»