Caratteristiche e efficacia dell’offerta di lavoro congrua

Il concetto di offerta di lavoro congrua è di primaria importanza per l’applicazione dei meccanismi di condizionalità nella Naspi Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e del Rdc Reddito di cittadinanza. I meccanismi di condizionalità sono norme di legge che condizionano la concessione di sussidi o di altri benefici al disoccupato all’adozione da parte del disoccupato di determinati comportamenti.

Nello specifico, l’ottenimento di Naspi e Rdc è subordinato a una serie di comportamenti da parte dei beneficiari, fra cui l’accettazione di una proposta di lavoro congrua. Che cosa significa esattamente ‘congrua’?

Le caratteristiche dell’offerta di lavoro congrua sono definite:

  • Per i percettori della Naspi, dal DM 10 aprile 2018 n.42
  • Per i percettori del Rdc dal DM 10 aprile 2018 n.42 e dalla L.26/2019.

L’offerta di lavoro congrua per i percettori della Naspi

Secondo il DM 42/2018, è congrua quell’offerta che risponde alle seguenti caratteristiche:

1. Coerenza con le esperienze e competenze maturate (art.4)

La coerenza viene calcolata sulla base delle ADA che compongono la mansione professionale precedente ricoperto dal disoccupato. Il termine ADA sta per aree di attività; le aree di attività sono un modo per mappare le principali aree di attività di ogni profilo professionale.

Il livello di coerenza varia al variare della durata della disoccupazione, secondo la seguente tabella:

Come si vede, con l’allungarsi della disoccupazione le ADA considerate congrue aumentano di numero e così aumenta la distanza dell’occupazione che è ‘obbligatorio’ accettare rispetto a quella svolta in precedenza.

2. Tipologia contrattuale (art.5)

E’ considerata congrua quella offerta di lavoro che:

  1. a) si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure determinato o di somministrazione di durata non inferiore a tre mesi;
  2. b) si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo pieno o con un orario di lavoro non inferiore all’80% di quello dell’ultimo contratto di lavoro;
  3. c) prevede una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo n. 81 del 2015.

L’offerta di lavoro deve inoltre contenere, al momento della sua presentazione, le seguenti informazioni minime:

  1. a) la qualifica da ricoprire e le mansioni;
  2. b) i requisiti richiesti;
  3. c) il luogo e l’orario di lavoro;
  4. d) la tipologia contrattuale;
  5. e) la durata del contratto di lavoro;
  6. f) la retribuzione prevista o i riferimenti al contratto collettivo nazionale applicato.
3. Distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento (art.6)

La distanza viene considerata congrua con riferimento alla durata della disoccupazione. Sono presi in considerazione i kilometri dal domicilio o il tempo per raggiungere il luogo di lavoro con mezzi pubblici. Vedi la tabella al punto 5 al termine di questa sezione. Nel caso in cui il luogo di lavoro non sia raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblici, le distanze si considerano ridotte del 30%.

4. Soglia della retribuzione offerta per i percettori di misure di sostegno al reddito (art.7)

Per chi riceve la Naspi, l’offerta di lavoro è congrua se l’entità della retribuzione, al netto dei contributi a carico del lavoratore, è superiore di almeno il 20 per cento dell’indennità percepita nell’ultimo mese precedente.

5. In sintesi

I vari parametri sono riassunti sinteticamente nella tabella qui sotto

6. Conseguenze del rifiuto di accettare una offerta di lavoro congrua

Secondo il DM 42/2018 la mancata accettazione di una offerta di lavoro congrua comporta (vedi art.8) la perdita della Naspi e dello stato di disoccupazione (D.Lgs 150/2015).

 

L’offerta di lavoro congrua per i percettori del Rdc

Per i percettori del Rdc i criteri per la definizione dell’offerta di lavoro congrua sono gli stessi, con le seguenti eccezioni.

1. Diversi criteri di calcolo della distanza (art. 4 §9)

La distanza viene calcolata in maniera diversa, sulla base dei mesi di fruizione del Rdc e del numero progressivo di offerte congrue ricevute:

Nei primi 12 mesi della fruizione del Rdc:

  • la prima offerta entro 100 km o 100 minuti con mezzi pubblici
  • la seconda offerta entro 250 Km
  • la terza offerta su tutto il territorio nazionale

Dopo 12 mesi:

  • La prima e la seconda offerta entro 250 km
  • la terza offerta su tutto il territorio nazionale

In caso di rinnovo del Rdc

  • su tutto il territorio nazionale

Sono previsti criteri meno rigidi per nuclei familiari con persone disabili e con figli minori.

2. Diversa soglia della retribuzione del lavoro offerto (art.4 §9-bis)

Per i percettori del Rdc la retribuzione del lavoro offerto deve essere superiore di almeno il 10 per cento rispetto al beneficio massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione. In pratica la retribuzione offerta deve essere superiore a 780 € + 10% = 858 € mensili.

3. Diverse conseguenze del rifiuto di accettare un’offerta congrua (art.7 § e)

Innanzitutto la sanzione scatta alla mancata accettazione della terza offerta congrua, con la sola eccezione del caso di rinnovo del Rdc, in cui la sanzione scatta al rifiuto della prima offerta congrua. La sanzione comporta la perdita del reddito di cittadinanza.

Efficacia del meccanismo di condizionalità basato sull’accettazione dell’offerta congrua

La sanzione basata sul rifiuto dell’offerta congrua è possibile solo se:

  • l’impresa o l’agenzia per il lavoro interessata ad attivare un contratto di assunzione in somministrazione, a seguito dello svolgimento di un processo di selezione, formuli una proposta di assunzione a un beneficiario di Naspi o di Rdc
  • l’impresa o l’agenzia per il lavoro comunichi al centro per l’impiego il diniego all’assunzione del beneficiario di Naspi o di Rdc.

Entrambi le condizioni appaiono di difficile realizzazione, per due motivi principali:

il beneficiario può volutamente svolgere le prove e i colloqui di selezione con un comportamento scostante o mostrandosi poco motivato, in modo da non farsi selezionare come la persona da assumere. Se il beneficiario si mostra scostante, può eventualmente ricevere una proposta di assunzione solo per mansioni elementari e/o in quei mercati locali del lavoro dove determinate figure professionali scarseggiano.

L’impresa o l’agenzia per il lavoro non hanno un incentivo a segnalare al centro per l’impiego il diniego all’assunzione del candidato individuato per l’assunzione. L’unico motivo per la segnalazione può essere una sorta di ritorsione verso il candidato per il tempo che ha fatto perdere.

Alla luce di queste considerazioni,  l’efficacia del meccanismo dell’offerta congrua per scoraggiare comportamenti opportunistici nei percettori di sussidi ( evitare di farsi assumere e mantenere il sussidio) appare limitata.

Mercoledì prossimo interverrò a Bologna al Convegno Reddito di Cittadinanza: l’impatto sul sistema dei servizi organizzato da Maggioli Editore. Il programma e le modalità per iscriversi sono spiegate a questa pagina.

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Quali attività di orientamento all’interno della legge 26/2019 (Reddito di cittadinanza)?

Quali sono le attività di orientamento all’interno della Legge 26/2019, relativa al reddito di cittadinanza? Ricordiamo che per attività di orientamento intendiamo attività di informazione, consulenza, presa in carico volte a favorire l’inserimento e il miglioramento della propria vita professionale.

All’interno della L.26/2019 possiamo individuare due servizi che hanno caratteristiche di servizi di orientamento: il Patto per il lavoro (art.4 §7) e Il servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro (art.9).

Il Patto per il lavoro

Secondo l’art. 4 § 7:

I beneficiari [del reddito di cittadinanza] (…) non esclusi o esonerati dagli obblighi [connessi al ricevimento del Reddito di cittadinanza], stipulano presso i centri per l’impiego ovvero, laddove previsto da provvedimenti regionali, presso i soggetti accreditati ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015 [si tratta dei soggetti privati accreditati per i sevizi al lavoro], un Patto per il lavoro, che equivale al patto di servizio personalizzatodi cui all’articolo 20 del medesimo decreto legislativon. 150 del 2015. Il Patto per il lavoro deve contenere gliobblighi e gli impegni previsti dal comma 8, lettera b).

Il §8b stabilisce che i beneficiari di cui al comma 7 sono tenuti a:

  1. registrarsi sull’apposita piattaforma digitale di cui all’articolo 6, comma 1, anche per il tramite di portali regionali, se presenti, e consultarla quotidianamente quale supporto nella ricerca attiva del lavoro
  2. svolgere ricerca attiva del lavoro, verificando la presenza di nuove offerte di lavoro, secondo le ulteriori modalità definite nel Patto per il lavoro, che, comunque, individua il diario delle attività che devono essere svolte settimanalmente;
  3. accettare di essere avviato alle attività individuate nel Patto per il lavoro;
  4. sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
  5. accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo n. 150 del 2015, come integrato al comma 9; in caso di rinnovo del beneficio ai sensi dell’articolo 3, comma 6, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua ai sensi del comma 9.

Appare evidente che la definizione del Patto richiede:

  1. la ricostruzione delle pregresse esperienze di formazione e lavoro
  2. l’esplicitazione delle aspirazioni e vincoli personali
  3. una valutazione da parte dell’operatore dell’impiegabilità dell’utente
  4. una analisi delle conoscenze dell’utente relative alle tecniche di ricerca del lavoro e un eventuale controllo del curriculum vitae
  5. la definizione, concordata fra utente e operatore, di uno o più profili professionali obiettivo della ricerca di lavoro e eventualmente di attività di formazione, tirocinio, progetti utili alla collettività (ciò lavori socialmente utili organizzati dai comuni) volti ad aumentare l’impiegabilità
  6. la scelta congiunta operatore utente dei canali su cui condurre la ricerca di lavoro.

il colloquio per la stipula del Patto è così (in particolare per le attività svolte ai punti 4, 5 e 6) un colloquio di orientamento.

Una parte degli utenti conoscerà a sufficienza le tecniche di ricerca di lavoro e come preparare gli strumenti per la ricerca; quegli utenti che non li conoscono approfondiranno questi temi durante l’assistenza intensiva nella ricerca di lavoro di cui all’art.9.

Un punto da considerare è che non tutti i disoccupati hanno una impiegabilità sufficiente per essere immediatamente impiegati. Se l’impiegabilità è bassa la ricerca di lavoro sarà probabilmente inefficace, ed è più opportuno che il disoccupato si dedichi ad attività di formazione o tirocinio per aumentarla. Il § 7 tuttavia non prevede la possibilità che soggetti con scarsa impiegabilità ma senza le condizioni di ‘particolari criticità in relazione alle quali sia difficoltoso l’avvio di un percorso di inserimento al lavoro’ di cui all’art. 4 §5-quater (le ‘particolari criticità’ si riferiscono ad esempio a dipendenze da sostanze, disturbi psichici, o emarginazione sociale) possano evitare di condurre una ricerca di lavoro.

Il servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro

Secondo l’art.9 §1:

Al fine di ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro, il beneficiario del Rdc tenuto, ai sensi dell’articolo 4, comma 7, a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego, decorsi trenta giorni dalla data di liquidazione della prestazione, riceve dall’ANPAL l’assegno di ricollocazione (AdR) (…)  da spendere presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati ai sensi dell’articolo 12 del medesimo decreto legislativo [si tratta dei soggetti privati accreditati per i sevizi al lavoro].

Secondo il §2:

A pena di decadenza dal beneficio del Rdc, i soggetti di cui al comma 1 devono scegliere, entro trenta giorni dal riconoscimento dell’AdR, il soggetto erogatore del servizio di assistenza intensiva, prendendo appuntamento sul portale messo a disposizione dall’ANPAL, anche per il tramite dei centri per l’impiego o degli istituti di patronato convenzionati. Il servizio ha una durata di sei mesi, prorogabile di ulteriori sei mesi qualora residui parte dell’importo dell’assegno (…).

Perciò i soggetti obbligati alla stipula del Patto per il lavoro sono obbligati anche all’utilizzo dell’assegno di ricollocazione. Inoltre il servizio è continuato nel tempo. Il numero delle attività (colloqui individuali ma eventualmente anche incontri in piccolo gruppo) dipende dall’importo dell’assegno di ricollocazione, che varia ‘in funzione del profilo personale di occupabilità’ (§1) e il cui importo deve essere deciso da ANPAL (§5).

Secondo il §3:

Il servizio di assistenza alla ricollocazione deve prevedere:

  • a) l’affiancamento di un tutor soggetto di cui al comma 1
  • b) il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali esistenti nell’area stessa;
  • c) l’assunzione dell’onere del soggetto di cui al comma 1 di svolgere le attività individuate dal tutor;
  • d) l’assunzione dell’onere del soggetto di cui al comma 1 di accettare l’offerta di lavoro congrua ai sensi dell’articolo 4;
  • e) l’obbligo per il soggetto erogatore del servizio di comunicare al centro per l’impiego e all’ANPAL il rifiuto ingiustificato, da parte della persona interessata, di svolgere una delle attività di cui alla lettera c), o di una offerta di lavoro congrua, a norma della lettera d), al fine dell’irrogazione delle sanzioni di cui all’articolo 7;
  • f) la sospensione del servizio nel caso di assunzione in prova, o a termine, con eventuale ripresa del servizio stesso dopo l’eventuale conclusione del rapporto entro il termine di sei mesi.

La descrizione delle attività del servizio è poco dettagliata, tuttavia il fatto che si tratti di ‘assistenza intensiva alla ricerca di lavoro’ è sufficiente per classificare tale servizio come un servizio di orientamento.

Anche in questo caso vale quanto detto sopra sul fatto che non tutti i disoccupati hanno una impiegabilità sufficiente per essere immediatamente impiegati.

Differenze e complementarietà fra Patto per il lavoro e l’assistenza intensiva nella ricerca di lavoro resa possibile dall’assegno di ricollocazione

 

Sia il Patto per il lavoro che l’attività di assistenza intensiva alla ricerca di lavoro sono già presenti con caratteristiche molto simili o esattamente simili nel D.Lgs. 150/2015.

Il Patto per il lavoro può essere stipulato presso gli operatori privati accreditati per il lavoro solo in quelle Regioni che lo prevedano espressamente tramite un proprio provvedimento, mentre l’assegno di ricollocazione può essere speso presso gli operatori privati accreditati sic et simpliciter.

Il Patto per il lavoro va stipulato entro 30 giorni dalla comunicazione di concessione del Rdc (§7 coordinato con §5, 5-bis, 5-ter). L’assegno di ricollocazione viene ricevuto dal beneficiario ‘decorsi 30 giorni dalla data di liquidazione’ del Rdc (art.4 §1) e la scelta del soggetto presso cui ottenere l’assistenza intensiva va fatta entro ulteriori 30 giorni (art.4 §2). Il soggetto erogatore del servizio di assistenza deve attivarsi entro 30 giorni dalla scelta (art.4 §2).

Il Patto per il lavoro viene stipulato con un solo incontro mentre l’assistenza intensiva alla ricerca di lavoro prevede più attività in un arco di 6 mesi, eventualmente prorogabili (art.9 §2)

Nel Patto per il lavoro il beneficiario del Rdc si impegna a una serie di obblighi (fare ricerca di lavoro, accettare di partecipare a talune attività formative o socialmente utili, accettare offerte di lavoro congrue). La ricerca di lavoro e la partecipazione al programma di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro sono rese obbligatorie dal Patto per il lavoro.

 

Mercoledì prossimo interverrò a Bologna al Convegno Reddito di Cittadinanza: l’impatto sul sistema dei servizi organizzato da Maggioli Editore. Il programma e le modalità per iscriversi sono spiegate a questa pagina.

 

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One-day Conference “Tra occupabilità e occupazione: come rispondere alla sfida del decent work for decent lives?

1st International One-day Conference “Tra occupabilità e occupazione: come rispondere alla sfida del decent work for decent lives?”

Organizzata dal Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Università degli Studi di Firenze in collaborazione con Italia Lavoro.

L’evento si terrà a Firenze il 13 ottobre 2016 presso l’Aula Magna del Rettorato, Università degli Studi di Firenze (P.zza San Marco 4).

La giornata si propone di facilitare una riflessione a livello internazionale sul tema della ricerca e degli interventi efficaci e tempestivi nel rispondere alle domande del mondo del lavoro nel XXI secolo negli ambiti di orientamento, career counseling e servizi per il lavoro. In particolare la giornata è arricchita dalla presenza prestigiosa di Jean Guichard, Head della Chair UNESCO “Lifelong Guidance and Counseling” ed è finalizzata a riflettere attentamente e ad aprire prospettive future accogliendo la sfida di realizzare interventi e servizi ancorati alla ricerca scientifica in funzione di decent work for decent lives.

Durante la giornata sarà contestualizzato e messo a disposizione dei partecipanti l’e-book:
Di Fabio, A., & Blustein, D. L. (Eds.) (2016). “From meaning of working to meaningful lives: The challenges of expanding decent work”. Lausanne: Frontiers Media.
doi: 10.3389/978-2-88919-970-9

La partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione compilando la scheda allegata scheda-iscrizione-13-ottobre-2013 da inviare a adifabio@psico.unifi.it.

Programma

9.00 – 9.30 Registrazione

9.30 – 9.45 Saluti istituzionali
Luigi Dei – Rettore Università degli Studi di Firenze
Fabio Lucidi – Presidente Associazione Italiana di Psicologia (AIP) Fulvio Giardina – Presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP)
Lauro Mengheri – Presidente Consiglio Ordine Psicologi della Toscana
Paolo Federighi – Direttore Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Università degli Studi di Firenze

9.45 – 10.00 Introduzione alla conferenza
Agostino Petrangeli – Responsabile Programma FIxO Scuola & Università, Italia Lavoro
Annamaria Di Fabio – Delegata del Rettore alla consulenza psicologica per l’Orientamento e Job placement,
Università degli Studi di Firenze

10.00 – 11.00 Lezione magistrale From decent work to an ethics of human work: In search of a basis for education and guidance
in career construction for the 21st century
Jean Guichard – UNESCO Chair Head Lifelong Guidance and Counseling, Università di Wroclaw, Polonia, CNAM, Parigi, Francia

11.00 – 11.15 Coffe break

11.15 – 13.15 Tavola rotonda Le politiche e i servizi per il lavoro di fronte alla sfida del decent work for decent lives

Coordina: Maurizio Del Conte – Presidente ANPAL e Amministratore Unico Italia Lavoro

Interventi:
Corrado Ezio Baracchetti – Dipartimento Mercato del Lavoro, Cgil Nazionale
Paolo Carraro – Dipartimento Mercato del Lavoro- Politiche Attive, CISL
Giulio de Caprariis – Vicedirettore dell’Area Lavoro e Welfare, Confindustria
Agostino Di Maio – Direttore di Assolavoro
Francesca Giovani – Direttore Lavoro dell’assessorato al lavoro della regione Toscana
Guglielmo Loy – Area politiche attive e passive del lavoro, segreteria nazionale UIL
Roberto Santi – Dirigente scolastico, ISIS Margaritone Vasari (AR)
Vanna Boffo – Delegata del Rettore per il Job Placement, Università degli Studi di Firenze
Sandra Furlanetto – Delegata del Rettore all’Orientamento, Università degli Studi di Firenze
Esperienze territoriali dei Centri per l’Impiego

13.15 – 13.30 Riflessioni e discussione
Guido Sarchielli e Marco Depolo – Università di Bologna

13.30 – 14.30 Lunch

14.30 – 14.45 Introduzione ai lavori del pomeriggio
Andrea Arnone – Prorettore al Trasferimento Tecnologico e ai Rapporti con il Territorio e
con il Mondo delle Imprese, Università degli Studi di Firenze

14.45 – 15.30 Life and Career Design Dialogues: A new form of counseling intervention to help people direct their (working) lives and contribute to facing the world’s current challenges
Jean Guichard – UNESCO Chair Holder, Università di Wroclaw, Polonia, CNAM, Parigi, Francia

15.30 – 15.45 From Meaning of Working to Meaningful Lives: the Challenges of Expanding Decent Work:
riflessioni internazionali e prospettive future
Annamaria Di Fabio – Università degli Studi di Firenze

15.45 – 16.00 Guidance and employment services coping with the future: some remarks about the Italian scenario
Pier Giovanni Bresciani – Università degli Studi di Urbino, Presidente SIPLO
(Società Italiana di Psicologia del Lavoro e dell’Organizzazione)

16.00 – 16.15 Net Placement
Giancarlo Tanucci – Coordinatore comitato promotore – Net Placement, Università degli Studi di Bari

16.15 – 16.30 Orientamento e qualità dei servizi
Anna Grimaldi – Responsabile Struttura di supporto e coordinamento tecnico-scientifico
Dipartimento Sistemi Formativi, ISFOL

16.30 – 17.00 Discussione

17.00 – 17.30 Conclusioni
Maurizio Del Conte – Presidente ANPAL e Amministratore Unico Italia Lavoro
Annamaria Di Fabio – Delegata del Rettore alla consulenza psicologica per l’Orientamento e Job placement, Università degli Studi di Firenze

ConvegnoUNESCO a Firenze Giugno 2015

UNESCO Chair on Lifelong Guidance and Counseling Conference in Florence 2015 / Convegno UNESCO a Firenze Giugno 2015

How can career and life designing interventions contribute to a fair and sustainable development and to the implementation of decent work over the world?

June 4 – 6, 2015 (PROVISIONAL PROGRAM)

Thursday, 4 June, 2015
8.30 – 9.00 Registration
9.00 – 9.30 Opening ceremony
Alberto Tesi, Rector of the University of Florence
Fabio Lucidi, President of the Italian Association of Psychology (AIP)
Paolo Federighi, Director of the Department of Education and Psychology, University of Florence
9.30 – 9.50 Introduction to the conference – Annamaria Di Fabio (University of Florence) &
Jean Guichard (Head of the UNESCO Chair, University of Wroclaw, Poland and CNAM, Paris, France)
10.00 – 10.45 Plenary conference – UNESCO representative
10-45 – 11.15 Coffee break
11.15 – 12.00 Plenary conference – Naren Prasad, Development Economist, Research Department, International Labor Organization (ILO), Geneva (CH)
Decent work, education, career and lifelong learning
12.00 – 12.30 Discussion
12.30 – 14.00 Lunch
14.00 – 15.30 Workshops line A: Training for practitioners, implement research and build up tools for a fair
and sustainable human development
14.00 – 15.30 Workshops line B: Training for practitioners, implement research and build up tools to develop decent work all over the world
15.30 – 16.00 Coffee break
16.00 – 17.30 Workshops line A and line B (continue)
17.30 – 18.30 Roundtable

Friday, 5 June 2015
9.00 – 9.45 Plenary conference – David Blustein, Lynch School of Education, Boston College (USA)
Which career and life designing interventions to develop decent work in a fair and sustainable world economy?
9.45 – 10.45 Workshops line A and line B (continue)
10.45 – 11.15 Coffee break
11.15 – 13.00 Workshops line A and line B (continue and finish)
13.00 – 14.00 Lunch
14.00 – 16.30 Reporters’ symposium: reporters of each workshop present their syntheses + exchanges with the audience
16.30 – 17. 00 General conclusions & Announcement of the next conference UNESCO in Wroclaw
Violetta Podgórna (University of Wroclaw, Poland), & Jean Guichard (Head of the UNESCO Chair,
University of Wroclaw, Poland and CNAM, Paris, France)
17.00 – 18.00 Coffee & refreshment
Saturday, 6 June 2015
9.00 – 10.30 Meeting of the International Research Group on Relationships with work
10.30 – 11.00 Coffee break
11.00 – 12.30 Meeting of the Chair Council and Meeting of the Chair Council with the enlarged UNITWIN

Aula Magna Rettorato, P.zza San Marco 4
Department of Education and Psychology, Via Laura 48,
University of Florence, Italy

To register, contact Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy)
Email: adifabio@psico.unifi.it
Scarica il modulo di iscrizione UNESCO.Chair

Topic

Early in the 20th century, when social workers and theoreticians formed the profession of vocational guidance, they debated the ultimate purpose of guidance or its “finality.” Of course they all agreed that the proximate goal was to help people find matching occupations or professions. But: what of the ultimate goal? Some professionals thought the ultimate goal was to contribute to the efficiency of an industrial economy. Nevertheless, most commentators concluded that the ultimate goal of vocational guidance was to contribute to the Progressive Movement in building societies that were both wealthier and more socially fair, not just efficient.
Vocational guidance has evolved during the 20th century in connection with the transformation of the work organizations and of the scientific approaches to human subjects. It now supports individuals who – as they work in flexible organizations and live in increasingly liquid societies – must think about designing their work paths and lives rather than just matching people to work functions or positions. But has its ultimate goal remained true to its Progressive goal? It is now critical that the profession revisits and further articulates the ultimate goal of career counselling. Do career interventions still pursue the finality of improving the common good of humanity? If so, how can career and life designing interventions contribute to the development of decent work in a sustainable and fair world economy? If the ultimate goal of life and career designing remains true to its roots, we must reaffirm its importance and advocate for its social value.

Organization

Several workshops will be held in parallel. Participants in these workshops will have three occasions throughout the conference to work together on one of the following topics:
o A. “Training for practitioners, implement research and build up tools for a fair and sustainable human development”;
o B. “Training for practitioners, implement research and build up tools to develop decent work all over the world”.
A moderator leads each workshop that includes also a reporter. The latter presents a summary of the works in the final session of the conference.
During these workshops, some participants may provide some short presentations contributing to the debate of the group.

………………………………………….

President of the UNESCO Chair Conference in Florence 2015: Jean Guichard (Head of the UNESCO CHAIR University of Wroclaw, Poland & CNAM, Paris, France) and Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy)
Scientific Committee: Gabriela Aisenson (University of Buenos-Aires, Argentina), Jean-Luc Bernaud (INETOP-CNAM, France), David Blustein (Lynch School, Boston College, USA), Valérie Cohen-Scali (Conservatoire National des Arts et Métiers, Paris, France), Jean Pierre Dauwalder (University of Lausanne, Switzerland), Christine Delory-Momberger (University Paris 13 Sorbonne Paris Cité, France), Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy), Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Maria Eduarda Duarte (Faculty of Psychology, University of Lisbon, Portugal), Geneviève Fournier (Centre de recherche et d’intervention sur l’éducation et la vie au travail – CRIEVAT, Université Laval, Québec, Canada), Paul Hartung (Northeast Ohio Medical University, USA), Christian Heslon (Catholic University of the West, Angers, France), Maureen Kenny (Dean of Lynch School, Boston College, USA), Jacobus Gideon (Kobus) Maree (University of Pretoria, South Africa), Mary McMahon (Queensland University of Technology, Australia), Issa Moumoula (University of Koudougou, Burkina Faso), Marek Podgórny (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Jacques Pouyaud (University of Bordeaux, France), Marcelo Ribeiro (University of San Paulo, Brazil), Mary Sue Richardson (New York University, USA), Jérôme Rossier (Institute of Psychology, University of Lausanne, Switzerland), Mark Savickas (Northeastern Ohio Medical University, USA), Guðbjörg Vilhjálmsdóttir (University of Iceland, Iceland), Richard Young (University of British Columbia, USA).
Presidents of the Organizing Committee: Annamaria Di Fabio (University of Florence, Italy) and Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland)
Organizing Committee: Ornella Bucci (University of Florence, Italy), Valérie Cohen-Scali (Conservatoire National des Arts et Métiers, Paris, France), Jean Pierre Dauwalder (University of Lausanne, Switzerland), Violetta Drabik-Podgórna (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Paolo Federighi (University of Florence, Italy), Giovanni Marocci (University of Florence, Italy), Letizia Palazzeschi (University of Florence, Italy), Marek Podgórny (Insitute of Pedagogy, University of Wroclaw, Poland), Jacques Pouyaud (University of Bordeaux, France).