L’ecografista e il formatore

È assai difficile, per un non addetto ai lavori, capire quale parte del corpo venga ripresa con una ecografia, e assolutamente impossibile capire se c’è una condizione patologica. Eppure individuazione degli organi e diagnosi sono in genere assai facili per gli ecografisti.

Il motivo è che gli ecografisti hanno dei modelli (in questo caso visivi) memorizzati nella propria mente: una determinata configurazione ideale di contorni e chiaroscuri indica un determinato organo, e determinati chiaroscuri al suo interno indicano specifiche condizioni patologiche.

Durante l’ecografia, il medico ecografista va in cerca e cerca di riconoscere i modelli e le configurazioni che ha memorizzati.

Lo stesso meccanismo opera in tutte quelle professioni dove sia necessario diagnosticare.

Ad esempio nella consulenza di carriera l’operatore fa una diagnosi del problema e un’analisi dell’impiegabilità del cliente.

Se non avesse modelli mentali di riferimento, il lavoro del consulente di carriera sarebbe assai più lungo e assai meno efficace.

La formazione, per essere efficace, deve innanzitutto fornire agli operatori modelli da utilizzare nella propria pratica. Stare in aula a sedere ad ascoltare qualcuno che parla di per sé non è abbastanza.

L’operatore riflessivo può anche elaborare dei modelli da solo, ma il processo richiede molto più tempo che seguire un programma di formazione. Prova a pensare a un ecografista costretto a sviluppare modelli mentali di organi e relative patologie esclusivamente dalla propria esperienza.

Nella consulenza di carriera i modelli mentali da sviluppare sono in numero più limitato e più semplici di quelli degli ecografisti, ma seguire una formazione efficace fa ugualmente la differenza.

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L’importanza di ascoltare anche la pancia del cliente

Come consulenti di carriera lavoriamo con i nostri utenti per aiutarli a identificare le proprie capacità e aspirazioni, e su queste basi fare scelte di carriera. Possiamo lavorare solo facendo le domande giuste, oppure anche con schede come quelle che distribuisco nei miei corsi di formazione.

Durante i vari colloqui il cliente ci ha descritto i propri valori e i propri interessi professionali, e a partire da queste informazioni lo abbiamo aiutato a definire un obiettivo e un piano d’azione per raggiungerlo.

A volte però la sua comunicazione non verbale o i suoi comportamenti ci fanno capire che non è convinto.

In questi casi, invece di ignorare questi segnali e spingerlo a mettere comunque in atto quello che ci ha detto, dobbiamo tornare alla fase di esplorazione e di ascolto, e fargli esprimere quelle sensazioni che finora sono rimaste ‘di pancia’.

Da un certo punto di vista il nostro lavoro consiste nel dar voce (anche) alla pancia e ascoltare tutto quello che ha da dirci.

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Disponibili schede singole per consulenza a distanza

A seguito dell’epidemia di Coronavirus le attività di consulenza sono svolte adesso a distanza.

Rispondendo a varie richieste, ho trasformato le mie schede per la consulenza di orientamento in schede PDF scrivibili; ogni scheda è un file distinto. Questo rende possibile inviare volta volta via mail all’utente quelle singole schede che deve compilare.

Se in passato hai seguito uno dei miei corsi in aula o a distanza puoi ottenere le schede per la consulenza di orientamento più la traccia per il loro utilizzo del corso che hai seguito al costo di 60 € per ogni corso.

Le schede che ti invio sono quelle della versione attuale, per cortesia prima di procedere all’acquisto leggi la descrizione aggiornata delle schede nella pagina dedicata al corso che hai seguito. L’elenco dei miei corsi è accessibile da questa pagina.

Le schede possono essere acquistate da questa pagina.

 

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Scarica gratuitamente un esempio di Relazione di Bilancio di competenze

La Relazione di Bilancio viene scritta dal consulente e riporta tutti gli elementi che sono emersi durante il Bilancio di competenze, inclusi professione obiettivo e piano d’azione.

Puoi scaricare gratuitamente un esempio di Relazione di Bilancio da questa pagina LinkedIn.

Per imparare a svolgere Bilanci di competenze o per reperire nuovi percorsi di Bilancio puoi   seguire uno dei miei due corsi in aula o a distanza:

  1. Il Bilancio di competenze per l’orientamento (a distanza, vedi https://www.orientamento.it/corso-a-distanza-il-bilancio-di-competenze-nellorientamento/)
  2. Laboratorio sul bilancio di competenze per la consulenza di carriera in aula https://www.orientamento.it/laboratorio-sul-bilancio-competenze-individuale/ o a distanza https://www.orientamento.it/corso-a-distanza-il-bilancio-di-competenze-per-la-consulenza-di-carriera/

Il corso 1 contiene un percorso di Bilancio di competenze pensato per utenti di livello culturale medio o medio-basso e esperienza lavorativa limitata; le istruzioni spiegano come utilizzare le schede per realizzare un corso di Bilancio. Lo stesso percorso è disponibile anche all’interno del corso La Cassetta degli attrezzi del consulente di orientamento, in aula  https://www.orientamento.it/orientamento-cassetta-degli-attrezzi/ o a distanza  https://www.orientamento.it/indice/seminari-online-webinars-con-leonardo-evangelista/

Il corso 2 contiene un percorso di Bilancio pensato per utenti di livello culturale medio o medio alto e esperienza lavorativa significativa; le istruzioni spiegano come utilizzare le schede per la consulenza individuale.

La prossima edizione in aula del Laboratorio (corso 2) è prevista a Milano nei giorni 29 febbraio e 1° marzo 2020 https://www.orientamento.it/laboratorio-sul-bilancio-competenze-individuale/. Puoi ottenere uno sconto di 30 € su questa edizione inserendo durante la procedura d’acquisto il codice REL30.

Posso organizzare corsi sul Bilancio di competenze o altri temi anche a domicilio per organizzazioni che vogliono formare i propri dipendenti / collaboratori.

Puoi contattarmi a l.evangelista@orientamento.it cell. 3384640104.

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Manuale sull’orientamento di persone adulte ad uso di navigator e neo-orientatori

Il Manuale (ISBN 979-12-200-6102-5) è in formato e-book (150 pagine) e riprende, aggiorna e sistematizza una serie di articoli contenuti sul mio sito. Il Manuale descrive:

  • le caratteristiche dell’orientamento,
  • i principali servizi,
  • le competenze richieste agli operatori,
  • le principali problematiche della consulenza orientativa e le loro modalità di soluzione.

Contiene inoltre la descrizione di una serie di casi di consulenza orientativa e un glossario di 150 termini usati nell’orientamento e nelle politiche attive del lavoro.

Sezioni specifiche sono dedicate alla gestione del colloquio di orientamento, alle scelte professionali, al bilancio di competenze, alla consulenza a persone in cerca di lavoro, alla mia offerta formativa.

Il Manuale è frutto dei miei oltre 20 anni di esperienza nel settore come operatore e formatore.

Puoi acquistare il Manuale al costo di 25 Euro da questa pagina. Puoi ottenere il Manuale gratis partecipando a uno qualunque dei miei corsi in aula e a distanza.

Circa ogni 6 mesi faccio anche una distribuzione gratuita di qualche giorno, per essere informato ti consiglio di collegarti con me su LinkedIn e di iscriverti alla mia newsletter.

 

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Il tuo bilancio di carriera di fine anno

Fine anno è il momento buono per analizzare come sono andati i 12 mesi precedenti da un punto di vista professionale. Ti propongo un esercizio semplice ma potente.

Prova a fare un bilancio della tua carriera con due semplici domande:

  1. Il numero delle persone che ti conoscono e ti stimano nel tuo settore di lavoro (o nel settore dove vorresti lavorare) è aumentato, rimasto costante o diminuito? Tieni presente che dopo un anno senza contatti le persone tendono a dimenticarsi di te.
  2. Le tue competenze nel settore in cui lavori o vorresti lavorare sono aumentate, rimaste le stesse o diminuite? Tieni presente che in molti settori c’è uno sviluppo tecnologico continuo o nuove mode e aggiornarsi continuamente è la condizione minima per non vedere le proprie competenze diventare obsolete.

La condizione migliore è se il numero delle persone che ti conoscono e le tue competenze sono aumentate. La peggiore la situazione opposta.

Se nel settore delle politiche attive le tue competenze non sono migliorate, nel 2020 puoi seguire uno dei miei corsi in aula o a distanza, leggere alcuni dei 200 articoli su politiche attive e orientamento accessibili liberamente sul mio sito e/o scaricare le oltre 2000 pagine di materiali gratuiti che ho raccolto per te

Se vuoi farti conoscere da un numero maggiore di potenziali clienti puoi registrarti nel mio sito Consulentidicarriera.it

Se ritieni che il tuo percorso di carriera abbia necessità di una messa a punto o di un nuovo avvio puoi regalarti una consulenza di carriera con uno dei consulenti che si è formato con me.

Con l’occasione, ti auguro Buone Feste, e arrivederci al 2020.

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Conviene fare passaparola su LinkedIn?

 

Conviene fare passaparola su LinkedIn? La mia risposta è no.

Conviene ancora fare passaparola, ma non su LinkedIn. Ti spiego perché.

Innanzitutto, vediamo quali sono le differenze fra passaparola e autocandidature.

Il passaparola consiste nel far sapere che stai cercando lavoro a persone che non hanno il potere di assumerti o che non lavorano nella selezione del personale. Puoi fare passaparola ad esempio con parenti, vicini di casa, vecchi compagni di scuola, genitori di compagni di scuola dei tuoi figli, il tuo medico, il tuo commercialista, etc. Le autocandidature invece si fanno con datori di lavoro o recruiter.

Quando fai passaparola, la persona a cui hai detto che stai cercando lavoro può segnalati un’offerta di lavoro che ha visto o vedrà su internet, su una vetrina o di cui ha sentito o sentirà parlare da un amico o un datore di lavoro, oppure può chiedere a un datore di lavoro se ha necessità di personale, oppure ancora dare i tuoi contatti e eventualmente parlare bene di te con un datore di lavoro che sta cercando un dipendente.

Il passaparola è una tecnica di ricerca che si utilizza soprattutto quando:

  1. ci sono molti datori di lavoro di cui non conosci l’esistenza o, anche se la conosci,
  2. non sei in grado di contattarli direttamente (perché non hai il loro numero di telefono o la loro e-mail) o, anche se li contatti
  3. non ti prendono in considerazione.

Col passaparola utilizzi le reti di familiari, amici e conoscenti per raggiungere un numero maggiore di datori di lavoro (casi A e B) e per rendere le tue candidature più incisive (caso C, se la persona a cui hai detto che stai cercando lavoro fa il tuo nome e dà i tuoi contatti a un datore di lavoro. Se la conoscenza di te è superficiale, la persona si limiterà solo a segnalarti che quel determinato datore di lavoro sta cercando dipendenti, perciò torniamo ai casi A o B).

In che modo LinkedIn sta cambiando le modalità di ricerca di lavoro, e quali nuove opportunità ti offre?

Su LinkedIn trovi i profili di tutti i recruiter che lavorano per le agenzie per il lavoro (società che stipulano contratti di lavoro interinale e che cercano dipendenti per imprese) e di moltissimi responsabili e addetti alla gestione del personale, in genere di imprese medie e grandi. Ad esempio, una ricerca dei profili LinkedIn italiani che hanno al proprio interno la parola ‘recruiter’ restituisce oltre 15.000 profili. Una ricerca dei profili italiani che hanno al proprio interno il termine ‘HR’ (gestione risorse umane) restituisce oltre 100.000 profili. LinkedIn ti permette di contattare direttamente tutte queste persone, facendo autocandidature. Inoltre, se hai settato bene il tuo profilo queste persone possono venire a conoscenza del fatto che stai cercando lavoro, e visionare il tuo profilo e contattarti direttamente. Infine, queste persone pubblicano regolarmente offerte di lavoro, di cui puoi essere informato se setti correttamente la sezione lavoro.

Su LinkedIn, il numero dei tuoi messaggi che arriva direttamente a chi ha il potere di assumerti o è impegnato in processi di selezione è maggiore: la gran parte dei datori di lavoro e tutti i recruiter ricevono direttamente i messaggi che gli spedisci, mentre invece i messaggi che spedisci agli indirizzi email trovati su siti di imprese vanno a finire alla segreteria. Inoltre, almeno per ora i messaggi che arrivano via LinkedIn ricevono un’attenzione maggiore perché sono pochi rispetto a quelli che arrivano via email (ad esempio su LinkedIn mancano quasi del tutto i messaggi di spam che invece intasano le caselle email).

Se puoi contattare e farti trovare direttamente da datori di lavoro e recruiter, non c’è bisogno di ricorrere al passaparola; LinkedIn ha reso obsoleto il passaparola per quel che riguarda gli obiettivi A e B.

Relativamente al punto C, è difficile che qualcuno segnali il tuo profilo a un datore di lavoro o a un recruiter solo perché siete collegati su LinkedIn. Per ottenere una segnalazione è necessaria una conoscenza personale, non episodica, che in genere si sviluppa fuori da LinkedIn. Per ottenere segnalazioni LinkedIn non è in genere sufficiente.

In sintesi, se sei in cerca di lavoro utilizza LinkedIn per fare autocandidature (cioè contatta datori di lavoro o recruiter, che hanno il potere di assumerti o stanno comunque facendo selezione) piuttosto che passaparola (contatti con persone che potrebbero conoscere qualcuno che ha il potere di assumerti o sta facendo selezione).

Questo non significa non fare passaparola: il passaparola va fatto intensamente perché è ancora il canale principale per le assunzioni (soprattutto per mansioni poco qualificate e in piccole imprese), ma non conviene farlo su LinkedIn.

Puoi scoprire come utilizzare LinkedIn per la tua ricerca di lavoro dal mio

Se sei un operatore di orientamento, il tema dell’utilizzo di LinkedIn per la ricerca di lavoro è trattato anche nei miei corsi:

 

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In che senso la carriera assomiglia allo sport agonistico?

Il mio cliente questa volta è una persona estremamente dotata, ha imparato a leggere da solo, all’università i suoi docenti gli avevano proposto il dottorato, e poi nel suo percorso professionale si è dimostrato capace di apprendere rapidamente ruoli diversi, in settori diversi, ottenendo sempre ottimi risultati. Al momento, dopo un trasferimento per motivi familiari e un progetto imprenditoriale che non si è concretizzato, è senza lavoro.

Durante il bilancio di competenze che stiamo svolgendo via Skype manifesta dubbi sulle sue capacità e insoddisfazione sul suo percorso lavorativo.

Allora ripercorriamo assieme tutti i suoi successi professionali, terminati ogni volta con la sua scelta di mettersi alla prova in un nuovo settore.

Gli faccio notare anche che ottenere risultati professionali richiede in genere di investire nello stesso settore per un numero significativo di anni.

E’ un po’ come lo sport agonistico: Se voglio ottenere risultati non posso cambiare disciplina (ad esempio passare da maratona a lancio del disco, e poi a pallavolo) ogni 3 anni. Posso cambiare società per cui gareggio (l’equivalente, in un contesto professionale, di andare a lavorare per un concorrente della mia azienda attuale, all’interno dello stesso settore), ma non disciplina.

Come svolgere consulenza di carriera è trattato nei miei corsi:

 

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In cerca di lavoro ma invisibili su LinkedIn

Nel valutare come strutturare al meglio il proprio profilo LinkedIn, partiamo dal presupposto che, come nella maggioranza dei processi di selezione, ci sono molti candidati e i recruiter (o i possibili datori di lavoro) hanno fretta. Per questo motivo evitano di considerare quei candidati i cui profili non sono esaurienti o di immediata lettura. Informazioni incomplete riducono anche le richieste di contatti.

Un primo elemento a ci prestare attenzione è la lunghezza del nome. Per il nome sono disponibili solo 17 caratteri. Nel caso di nomi composti e cognomi lunghi il cognome viene tagliato, vedi i due esempi qui sotto. Non è una buona soluzione. Piuttosto che far tagliare il cognome conviene abbreviare il nome.

L’altro elemento importante è il sommario. Per il sommario sono disponibili circa 150 caratteri, ma quando il profilo è mostrato assieme ad altri, i caratteri visibili sono solo 50 (il numero può variare, dipende dal tipo di lettere, alcune sono più larghe, ad esempio la ‘C’, mentre la ‘i’ e la ‘l’ prendono meno posto).

Nel sommario è fondamentale indicare il proprio ruolo professionale (ad esempio ingegnere, psicologo, manutentore meccanico). Se non si indica il proprio ruolo professionale il profilo, quando è mostrato assieme ad altri, risulta anonimo.  Per questo motivo è fondamentale essere sicuri che i nostri utenti disoccupati in cerca di lavoro indichino nel sommario il proprio ruolo professionale.

E’ vero che è possibile cercare i profili per parole chiave, perciò a una ricerca condotta in modalità avanzata usciranno fuori anche quei profili dove il ruolo professionale è indicato fra le esperienze di lavoro, ma non tutti i recruiter / datori di lavoro fanno sempre o immediatamente ricerche avanzate.

Se il nostro utente è disoccupato, è fondamentale che nel sommario inserisca l’indicazione che sta cercando lavoro, ad esempio con la frase in cerca di nuove opportunità, in cerca di lavoro, o simili.

Anche in questo caso l’essere in cerca di lavoro risulta anche dal settaggio di un campo in lavoro (voce del menù in alto) / interessi di carriera

Tuttavia questo dato risulta solo a chi fa una ricerca approfondita, non a chi si limita a esaminare profili con una ricerca basica.

In sintesi, nel sommario devono esserci entrambe le informazioni: ruolo professionale e frase che indica la ricerca di lavoro.

Qui vediamo la differenza: i profili 1 e 4 sono immediatamente interessanti per un recruiter o datore di lavoro che sta cercando quelle determinate figure. I profili 2 e 3 sono invece troppo generici per creare interesse. Il profilo 3 è un neolaureato, perciò immagino non abbia ancora ricoperto uno specifico ruolo professionale. avrebbe però dovuto indicare il settore in cui sta cercando lavoro o il tipo di laurea.

Quello che voglio dire, in sintesi, è che il cattivo settaggio del sommario rischia di rendere pressoché invisibili su LinkedIn i disoccupati in cerca di lavoro a cui facciamo consulenza, perciò il sommario è uno degli elementi del profilo LinkedIn da revisionare sempre.

Su questi temi vedi il mio

Se sei un operatore di orientamento, il tema dell’utilizzo di LinkedIn per la ricerca di lavoro è trattato anche nei miei corsi:

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Il gap fra aspettative e impiegabilità personale

I media sono ricchissimi di spunti divertenti per la formazione sull’orientamento. Qui vediamo uno spezzone ripreso da una serie televisiva che mostra un esempio di gap fra aspettative e impiegabilità personale e una modalità comunicativa del consulente inadeguata.

 

 

Ho appena aggiunto questo spezzone (c’è tutta una parte a seguire che non è mostrata qui) nei miei corsi a distanza

e nel corso in aula La Cassetta degli Attrezzi dell’Addetto politiche attive / Orientatore / Career Coach 

 

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