In che senso la carriera assomiglia allo sport agonistico?

Il mio cliente questa volta è una persona estremamente dotata, ha imparato a leggere da solo, all’università i suoi docenti gli avevano proposto il dottorato, e poi nel suo percorso professionale si è dimostrato capace di apprendere rapidamente ruoli diversi, in settori diversi, ottenendo sempre ottimi risultati. Al momento, dopo un trasferimento per motivi familiari e un progetto imprenditoriale che non si è concretizzato, è senza lavoro.

Durante il bilancio di competenze che stiamo svolgendo via Skype manifesta dubbi sulle sue capacità e insoddisfazione sul suo percorso lavorativo.

Allora ripercorriamo assieme tutti i suoi successi professionali, terminati ogni volta con la sua scelta di mettersi alla prova in un nuovo settore.

Gli faccio notare anche che ottenere risultati professionali richiede in genere di investire nello stesso settore per un numero significativo di anni.

E’ un po’ come lo sport agonistico: Se voglio ottenere risultati non posso cambiare disciplina (ad esempio passare da maratona a lancio del disco, e poi a pallavolo) ogni 3 anni. Posso cambiare società per cui gareggio (l’equivalente, in un contesto professionale, di andare a lavorare per un concorrente della mia azienda attuale, all’interno dello stesso settore), ma non disciplina.

Come svolgere consulenza di carriera è trattato nei miei corsi:

 

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Scopri come imparare a svolgere bilanci di competenze e se necessario ottieni una consulenza personalizzata

Dedico questo articolo ai miei colleghi più giovani e a operatori di settori diversi da quello dell’orientamento che vogliono imparare a svolgere bilanci di competenze.

Per svolgere bilanci di competenze è necessario innanzitutto padroneggiare già le tecniche e le conoscenze necessarie per svolgere consulenza di orientamento.

In particolare è necessario saper condurre colloqui di consulenza individuali (se il bilancio di competenze deve essere svolto in modalità individuale) oppure saper gestire piccoli gruppi orientativi (se il bilancio di competenze deve essere svolto in tutto o in parte con piccoli gruppi di utenti).

La gestione del colloquio è trattato nel corso a distanza La gestione del colloquio di orientamento. La gestione di piccoli gruppi è trattata nel corso a distanza Come gestire piccoli gruppi per la formazione e l’orientamento

Oltre alle tecniche del colloquio e della conduzione di gruppi è necessario conoscere i principi che guidano la consulenza di orientamento, vale a dire le basi teoriche che guidano l’operato degli operatori di orientamento in caso di mancanza di un obiettivo professionale, di scarsa impiegabilità o di inefficace ricerca di lavoro (la conoscenze delle tecniche di ricerca di lavoro è necessaria perché il piano d’azione di alcuni dei nostri utenti / clienti potrebbe prevedere l’immediato avvio della ricerca di lavoro).

Questi temi sono trattati nel corso La Cassetta degli attrezzi del consulente di orientamento, disponibile in aula e a distanza, e nel corso a distanza La consulenza per la ricerca attiva di lavoro.

Infine, l’operatore deve padroneggiare l’ambito delle informazioni orientative, possedere cioè informazioni approfondite relativamente a profili professionali, percorsi formativi e educativi, normative di legge relative al lavoro, tecniche di ricerca di lavoro e attori e andamento del mercato del lavoro locale.

Leggendo mi rendo conto che è un elenco lungo, ma il bilancio di competenze è un intervento complesso, di vertice, è un po’ come il trapianto cardiaco per chi si occupa di cardiochirurgia.

Per imparare a svolgere bilanci di competenze è necessario prima acquisire le conoscenze e capacità elencate sopra. La via migliore è iniziare svolgendo consulenza di orientamento. Un’altra via d’accesso (da integrare con le capacità e conoscenze che mancano relative all’orientamento) è quella della selezione del personale.

Una volta raggiunto un livello sufficiente di capacità e conoscenze va dedicata una attenzione particolare alla scelta delle schede da utilizzare. Il bilancio di competenze viene infatti svolto con l‘ausilio di una serie di schede che semplificano l’identificazione delle capacità e aspirazioni dell’utente / cliente e rendono più agevole sintetizzare i risultati e definire obiettivo e piano d’azione. Le schede sono dei veri e propri utensili. Come in altre professioni, se gli utensili sono scadenti, il risultato può essere scadente.

Per imparare a svolgere bilanci di competenze, perciò, è necessario dotarsi di schede efficaci. Le schede devono essere tarate per il tipo di utenza con cui vogliamo svolgere i bilanci. Io utilizzo tre diversi tipi di materiali.

  • Un percorso di bilancio pensato per utenti con professionalità e/o livello culturale medio basso. Il percorso viene fornito (con spiegazioni dettagliate per l’utilizzo con piccoli gruppi) ai partecipanti al corso a distanza Il Bilancio di competenze per l’orientamento e nella prima parte del corso La Cassetta degli attrezzi del consulente di orientamento, disponibile in aula e a distanza
  • Un percorso di bilancio pensato per utenti con professionalità e/o livello culturale medio alti. Il percorso viene fornito (con spiegazioni dettagliate per l’utilizzo in colloqui individuali) ai partecipanti al corso Laboratorio sul Bilancio di competenze, disponibile in aula e a distanza.
  • Una serie di attività espressive (oltre 40) per facilitare la riflessione su percorso formativo e professionale, caratteristiche personali, definizione dell’obiettivo e del piano d’azione, contrasto alla demoralizzazione. Le attività sono pensate per utenti che hanno difficoltà con la scrittura e con l’autoanalisi e possono essere combinate assieme a formare un percorso di bilancio oppure utilizzate per integrare i due percorsi precedenti. La descrizione delle attività è fornita (con spiegazioni dettagliate per l’utilizzo in colloqui individuali o in piccolo gruppo) ai partecipanti al corso Laboratorio sulle tecniche espressive in aula o a distanza.

 

Una volta che ci si è procurati le schede, in che modo imparare a svolgere bilanci di competenze in concreto? Ci sono varie possibilità, che dipendono dal tuo livello di competenza percepita e dal contesto di lavoro. Se non lavori presso un servizio di orientamento puoi impratichirti nell’uso delle schede svolgendo il bilancio di competenze a se stesso/a o ad amici e conoscenti. Se invece lavori presso un servizio di orientamento, oltre alle possibilità appena descritte, puoi chiedere di assistere a bilanci di competenze svolti dai tuoi colleghi più esperti o iniziare a svolgere bilanci di competenze sotto la loro supervisione. Un’altra possibilità, se ti senti sufficientemente sicuro/a, è iniziare a svolgere subito bilanci di competenze in autonomia, le spiegazioni che fornisco sull’utilizzo delle schede sono estremamente dettagliate e non è difficile. La possibilità di chiedere consiglio a colleghi più esperti è comunque sempre utile.

Contattami pure se vuoi imparare a svolgere bilanci di competenze e hai bisogno di aiuto per capire quale corso acquistare.

[Se vuoi fare il tuo bilancio di competenze vai a questa pagina]

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L’effetto menù nel primo colloquio di orientamento

Alla domanda: Che lavoro sta cercando? Una parte dei nostri utenti risponde dicendo Qualunque lavoro. Questa risposta sconcerta alcuni operatori e rende più difficile mettere a punto un piano d’azione efficace per la ricerca di lavoro.

Nei miei corsi di formazione chiamo questa risposta effetto menù perché capita anche al ristorante. Il cameriere viene e ci dice Che cosa desidera? Come piatto del giorno abbiamo penne all’arrabbiata, straccetti al pesto e vellutata di asparagi. Molti di noi a questo punto rispondono: No aspetti, mi faccia vedere il menù. Questo perché prima di scegliere vogliamo vedere tutto quello che c’è disponibile.

Alcuni dei nostri utenti ci rispondono Qualunque lavoro perché hanno un atteggiamento di questo tipo, prima di scegliere vogliono conoscere tutte le offerte di lavoro che il nostro sportello ha disponibili. Ce ne rendiamo conto perché quando andiamo a proporgli offerte specifiche ci rispondono di no.

Ad esempio, possiamo dirgli: Abbiamo un’offerta di lavoro per autista; si tratta di guidare un furgone tutto il giorno per fare consegne fino a 100 chilometri. E l’utente: Ah, no. A me guidare proprio non va bene oppure addirittura No io non ho la patente. E l’operatore: Dunque un lavoro che richiede di guidare non le va bene.

Allora l’operatore segnala un’altra possibilità: C’è una offerta per un lavoro nel controllo di qualità di una fabbrica, è un lavoro in piedi a un nastro trasportatore. E l’utente: Ah, no. Io lavori in piedi non ne posso fare.  E l’operatore: Che tipo di attività non può svolgere per problemi di salute?

E ancora: Un’altra offerta che abbiamo è per fare pulizie, si entra al lavoro alle 6. E l’utente: Ah no, io la mattina alle 7,30 devo portare i figli a scuola. E l’operatore: Qual è allora l’orario in cui è disponibile per lavorare?

Dunque non è vero che il nostro utente sta cercando Qualunque lavoro. In realtà sta cercando un’occupazione che ha delle caratteristiche precise. La nostra abilità di operatori è presentare una serie di occupazioni che di solito sono disponibili nel nostro territorio (non importa se effettivamente disponibili in quel preciso momento) e chiedere alla persona se potrebbero andar bene.

In questo modo riusciamo a definire un profilo del lavoro desiderato, arrivando a individuare 3-4 occupazioni per cui l’utente è effettivamente disponibile. Questa strategia ci permette di ridurre le perdite di tempo e di supportare il nostro utente in una ricerca verso occupazioni verosimili.

Nei casi in cui l’utente è effettivamente confuso, prossimo aiutarlo a definire una o più professioni che potrebbero andare bene attraverso una ricostruzione del suo percorso formativo e professionale o con un bilancio di competenze.

I temi della consulenza a persone in cerca di lavoro e del bilancio di competenze sono descritti nei miei corsi a distanza e in aula elencati a questa pagina.

 

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Herbert Kleber e le Bussole Professionali

Herbert Kleber, oggi omaggiato da Google, è stato uno psichiatra americano specializzato nel trattamento delle tossicodipendenze. La sua storia professionale ci fornisce un buon esempio di bussola professionale.

La bussola professionale è un elemento che ha avuto una influenza preponderante nell’indirizzare lo sviluppo di carriera.

Può trattarsi di una caratteristica personale (ad esempio un interesse professionale o una capacità tecnica molto sviluppate), di un vincolo personale (l’esito di una malattia che impedisce di svolgere determinate attività), un elemento di contesto (ad esempio la professione già svolta da uno dei genitori).

Nel caso di Kleber la bussola è stata l’aver svolto casualmente il servizio militare a Lexington, come ufficiale medico, presso il più grande centro di detenzione per tossicodipendenti degli Stati Uniti.

Kleber racconta che all’epoca non erano state ancora sviluppate terapie contro le tossicodipendenze, che i detenuti passavano il tempo in attività di bricolage e cucina, e che il tasso di ricaduta, una volta fuori, era del 90%.

Kleber racconta: Così, terminato il militare e tornato al dipartimento di psichiatria dell’Università di Yale, l’ultima cosa al mondo di cui volevo occuparmi erano le dipendenze. Ma una volta che eri stato a Lexington eri marchiato, perché tutti pensavano che avevi imparato a trattare le dipendenze. Le associazioni di genitori e di insegnanti mi invitavano a parlare nelle scuole, i genitori mi portavano i loro figli che usavano droghe, ex internati di Lexington mi chiedevano di prenderli in terapia. Alla fine, dopo un anno in questo modo mi dissi: ‘Va bene, vuol dire che il mio destino è occuparmi di tossicodipendenti’’. A questo punto feci la richiesta di un assegno di ricerca sul trattamento delle dipendenze, e così è iniziata la mia carriera di ricercatore e terapeuta nel settore.

Nel caso di Kleber, la bussola è stata creata da un evento inaspettato e indesiderato: il servizio militare a Lexington. Questo evento ha poi creato nelle persone vicino a lui la convinzione (sbagliata) che Kleber avesse imparato a trattare le dipendenze. E’ solo con la richiesta dell’assegno di ricerca che Kleber inizia a sviluppare metodi per la cura delle dipendenze.

Il tema delle bussole professionali è trattato in dettaglio nei miei corsi dedicati al bilancio di competenze.

 

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Corso a distanza Il Bilancio di competenze nell’orientamento

Cos’è e a chi è rivolto

Questo corso A DISTANZA è rivolto a tutti coloro che vogliono imparare o migliorare la propria capacità di svolgere bilanci di competenze, quali ad esempio operatori di servizi di orientamento e politiche attive, educatori, e anche neolaureati che vogliono inserirsi nel settore.

Cosa otterrai partecipando al Corso

Partecipando al corso migliorerai la tua capacità di svolgere bilanci di competenze con disoccupati o persone impiegate, GRAZIE ANCHE AGLI STRUMENTI OPERATIVI TRASMESSI DAL CORSO. In particolare migliorerai la tua operatività nelle seguenti attività:

  1. diagnosticare quali dei tuoi utenti hanno necessità di un Bilancio di competenze e sono in grado di farlo
  2. spiegare ai tuoi utenti cos’è e come è strutturato un Bilancio
  3. aiutare i tuoi utenti a riflettere sulle proprie caratteristiche utilizzando un set di schede 
  4. costruire profili attendibili dei tuoi utenti al termine della prima fase del Bilancio
  5. aiutare i tuoi utenti a definire un obiettivo professionale realistico e un piano d’azione per raggiungerlo
  6. svolgere bilanci di competenze individuali
  7. gestire un corso di bilancio di competenze della durata di circa 5 mezze giornate (20 ore).

Partecipando al corso otterrai due fascicoli con 21 schede più istruzioni molto dettagliate  (totale 60 pagine) per realizzare un corso di Bilancio di competenze della durata di circa 20 ore. Le schede possono essere agevolmente utilizzate anche per la consulenza individuale. I materiali ti vengono trasmessi con l’autorizzazione all’uso personale per lo svolgimento di attività di orientamento / coaching di carriera / politiche attive / outplacement con i tuoi utenti (persone disoccupate in cerca di lavoro o occupate in ricollocazione professionale). L’uso per attività di formazione di operatori non è permesso.

 

Come funziona in pratica

Il corso richiede un impegno totale di circa 20 ore ed è formato da:

  • un video della durata di 50 minuti
  • un fascicolo  (70 pagine) con la trascrizione del video e tutte le slides. Il fascicolo ti permette di assimilare i contenuti del corso senza ogni volta rivedere il video
  • due fascicoli, per un totale di 60 pagine, con schede per la rilevazione di valori, interessi professionali, capacità trasferibili, stesura del piano d’azione, etc.) e istruzioni per lo svolgimento di un corso di Bilancio di competenze. Le schede possono essere agevolmente utilizzate anche per la consulenza individuale
  • un file di esercizi da fare
  • un questionario di verifica.

Una volta effettuata l’iscrizione, ti mando un link da cui scaricare tutti i materiali sul tuo pc.  Dopodiché:

  1. vedi il video e fai gli esercizi descritti nel video
  2. se necessario leggi il fascicolo con la trascrizione e le slides per rinforzare il tuo apprendimento
  3. leggi i due fascicoli con le schede e la spiegazione per il corso sulla ricerca di lavoro
  4. fai gli esercizi contenuti nel file (si tratta di esercizi aggiuntivi rispetto a quelli descritti nel video)
  5. compili il questionario di verifica e valutazione.

Costo e come puoi iscriverti

Il costo di iscrizione al corso a distanza è di 180 €.  Se non hai partita IVA o hai partita IVA forfettaria puoi concludere l’acquisto CLICCANDO QUI (si apre una pagina dove puoi inserire i tuoi dati e scegliere la modalità di pagamento). Se invece sei una società o hai partita IVA ordinaria il costo è 210 € (inclusa IVA se dovuta); scrivimi PRIMA di finalizzare l’acquisto che ti invio una fattura con evidenziata la ritenuta d’acconto.

Differenze fra questo corso e gli altri miei corsi

I materiali e il video distribuiti in questo  corso a distanza sono gli stessi distribuiti a costo scontato nel corso a distanza La Cassetta degli Attrezzi del Consulente di Orientamento. In Cassetta degli Attrezzi la trascrizione del video viene trasmessa pagando una somma aggiuntiva, mentre qui è compresa nel prezzo.

Le slides relative a definizioni e fasi del Bilancio utilizzate nel video sono le stesse utilizzate anche video di Laboratorio sul Bilancio di competenze per la consulenza di carriera. Quattro schede del percorso di Bilancio sono utilizzate anche nel Laboratorio, 6 schede sono simili ma semplificate rispetto a quelle del Laboratorio, altre 11 invece sono completamente diverse. In generale, le schede di questo corso sono maggiormente adatte a utenti di livello culturale più basso e esperienza lavorativa più limitata, e le istruzioni relative al loro utilizzo spiegano come realizzare un corso di Bilancio. Le schede del Laboratorio sono invece pensate per utenti di livello culturale e/o professionalità più alta e le istruzioni spiegano in maniera approfondita come utilizzarle per la consulenza individuale.

Il docente Leonardo Evangelista

Sono laureato in Economia e commercio e in Psicologia indirizzo lavoro e organizzazioni. Sono iscritto all’Ordine Psicologi Toscanaal n.4527 sez. A, polizza responsabilità civile Allianz spa n. 77045930.

Ho lavorato per quasi 10 anni come consulente di orientamento presso scuole e centri per l’impiego; successivamente mi sono specializzato nella formazione di operatori di orientamento.  Come formatore ho tenuto finora in tutta Italia oltre 200 seminari con circa 3000 operatori (vedi un dettaglio). Per informazioni è possibile scrivermi all’indirizzo contatto chiocciolina orientamento.it; il mio cell è *38.46.40.194 (al posto di * devi mettere un 3).

 

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Sono disponibili i video di aggiornamento per i miei corsisti

Nella mia attività di formatore cerco costantemente di migliorare il servizio ai miei corsisti, perciò modifico frequentemente i  miei corsi e i materiali collegati sulla base feedback che ricevo in aula e sulla mia esperienza con gli utenti.

In genere si tratta di piccole modifiche, ma negli ultimi mesi ho migliorato sostanzialmente il mio approccio alla gestione del colloquio e al supporto a utenti in cerca di lavoro enfatizzando maggiormente l’approccio del coaching. Sempre con l’obiettivo di facilitare e migliorare l’efficacia dell’apprendimento ho messo a punto una serie di schemi di colloquio basati su questo nuovo approccio che i miei corsisti possono seguire nei colloqui con i loro utenti.

Gli operatori che frequentano i miei corsi in aula potranno sperimentare questo nuovo approccio e utilizzare i nuovi strumenti per la gestione del colloquio a partire dalla prossima edizione in aula del corso Cassetta degli Attrezzi, prevista a gennaio 2020, mentre chi segue la mia formazione a distanza può già adesso accedere ai nuovi contenuti nella versione aggiornata del corso Cassetta degli Attrezzi a distanza. Nella nuova edizione di Cassetta degli attrezzi a distanza ho registrato un nuovo video sulla conduzione del colloquio (durata 50 minuti, 57 slides) e modificato quello sulle tecniche di ricerca attiva di lavoro (adesso dura 28 minuti, 24 slides); ho inoltre aggiunto un file (7 pagine) con gli schemi di colloquio e con indicazioni di approfondimento.

Se nel 2019 hai frequentato il corso Cassetta degli Attrezzi in aula o a distanza puoi scaricare gratuitamente i nuovi video e i nuovi materiali, mandami per cortesia una mail ricordandomi quando esattamente hai frequentato il corso in aula o acquistato il corso a distanza. Se hai ai frequentato il corso Cassetta degli Attrezzi in aula o a distanza in anni precedenti al 2019 (prima del 2019 il corso a distanza si chiamava Impara a fare consulenza di orientamento con adulti) al costo di 50 €, il pagamento può essere effettuato da questo link. Anche in questo caso mandami per cortesia una mail ricordandomi quando esattamente hai frequentato il corso in aula o acquistato il corso a distanza e io ti invierò video, materiali e fattura di acquisto.

Con l’occasione ti segnalo anche che ho appena messo a punto tre nuovi corsi A DISTANZA:

L’elenco completo dei miei corsi in aula e a distanza è il seguente:

CORSI  DISTANZA (immediatamente disponibili)

CORSI IN AULA

 

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Pensarci prima: “La migliore facoltà per trovare lavoro? Statistica batte ingegneria”

Un articolo di oggi su Il Corriere della Sera riporta una serie di dati sulle lauree più richieste che ti invito a leggere.  Le lauree maggiormente richieste sono quelle quelle in area scientifica:

La notizia piacerà poco agli umanisti ma, fatta eccezione per l’insegnamento, ambito in cui si prevedono molti nuovi ingressi, le prime posizioni sono occupate dalle cosiddette materie Stem. Parliamo di matematica, statistica, fisica o informatica. Branche del sapere che storicamente danno la possibilità di inserirsi con facilità nel mondo del lavoro sia in Italia che all’estero perché basate su competenze verticali, fondamentali al tempo del digitale e dei big data. Non si tratta però di un paradiso per tutti. L’indagine di Unioncamere segnala diversi gruppi a rischio disoccupazione. In fondo alla classifica troviamo i laureati del gruppo geo-biologico, in crisi anche più dei colleghi architetti o letterati. A fronte di oltre 45 mila neo-laureati il fabbisogno previsto per queste facoltà è di appena 23.700 posti. Appena lo 0,53 per cento dell’offerta. Nel report si parla di «chiara situazione di eccedenza, e quindi prospettive di occupabilità veramente difficili». Si conferma invece vincente la scelta di studiare Ingegneria, facoltà che presenta una reperibilità alta per i nuovi laureati e che garantisce tassi di occupazione sopra il 90 per cento come certificato anche dall’ultima indagine di Almalaurea a 5 anni dal titolo di studio. Buone chance poi per Medicina e per tutte le professioni sanitarie. E questo per via dei futuri pensionamenti in programma negli ospedali. In difficoltà invece gli iscritti ad Agraria che si collocano in ultima posizione per possibilità di impiego.

Ma se a me l’ambito scientifico non piace? La slide iniziale mostra un possibile criterio di scelta.

Il tema delle scelte professionali, all’interno del bilancio di competenze, è trattato nei miei due corsi:

 

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Certificazione delle competenze e bilancio di competenze

 

Che relazioni possono esserci fra il sistema nazionale di certificazione delle competenze acquisite in contesti formali e non formali e il bilancio di competenze?

Il sistema nazionale di certificazione delle competenze è stato introdotto da vari provvedimenti legislativi, in particolare i Commi 56 e 68 della legge 92/2012, il D.Lgs 13/2013, il Dl 30-6-2015. In estrema sintesi, il  sistema permette di ottenere una qualifica professionale senza frequentare un corso  di formazione (per chi è interessato, maggiori informazioni possono essere richieste al Centro per l’impiego, ad agenzie formative accreditate, all’assessorato regionale alla formazione professionale, oppure col corso INAPP  Vali.Co).

Il processo di certificazione è strutturato in 4 fasi:

1. Accoglienza. Il candidato alla certificazione è informato sul processo e si valuta se gli conviene farlo.

2. L’individuazione delle competenze. Con l’aiuto di un operatore, il candidato individua le proprie competenze fra quelle indicate sul sito Atlante del lavoro e mette a punto un dossier delle evidenze che provano il possesso delle competenze individuate.

3. Validazione. Un operatore diverso da quello che ha aiutato il candidato nella fase precedente riesamina tutta la documentazione. Se una o più delle competenze non è sufficientemente dimostrata, l’operatore, assieme ad un esperto di settore, può far svolgere al candidato una prova di verifica.

4. Certificazione. Il candidato svolge una simulazione davanti a una commissione composta anche da un rappresentante della Regione dove viene svolto il processo di certificazione. La commissione rilascia la qualifica (se l’utente ha fornito evidenza del padroneggiamento di tutte le competenze che compongono la qualifica) oppure un documento che dichiara quali sono le singole le competenze padroneggiate.

Nell’orientamento, il bilancio di competenze è una tecnica che  con opportuni strumenti (schede pedagogiche, test psicoattitudinali, etc.)  rileva e rende manifeste al soggetto quelle  caratteristiche personali utilizzabili sul lavoro (una ‘fotografia’ della persona)  al fine di definire un obiettivo professionale e mettere a punto un piano d’azione per raggiungerlo.

Dunque ambedue i dispositivi rilevano le competenze. Quali rapporti ci sono fra i due dispositivi?  Il bilancio di competenze può essere utilizzato nella fase di individuazione o validazione delle competenze?

Nella fase di validazione sicuramente no, perché il bilancio di competenze orientativo si limita a rilevare le competenze, non le misura. Il dispositivo di certificazione delle competenze del sistema nazionale di certificazione invece rileva che le competenze del candidato raggiungano uno standard minimo prestabilito prima della prova di valutazione.

La risposta relativa alla fase di individuazione è più articolata. Nel bilancio di competenze usato nell’orientamento si analizzano una serie di fattori personali legati alla buona prestazione lavorativa e alla scelta dell’obiettivo professionale, quali ad esempio capacità trasferibili,  atteggiamenti, valori professionali, conoscenze e capacità di natura tecnica (si usa cioè l’approccio americano alla competenza, vedi il mio articolo). Nel sistema nazionale di certificazione l’analisi è invece focalizzata sulla prestazione, vale a dire a come il candidato alla certificazione svolge i compiti tipici della qualifica di cui chiede il rilascio (si usa cioè l’approccio inglese alla competenza). I due dispositivi analizzano così elementi in buona parte diversi.

L’unica area di analisi comune è l’analisi delle capacità di natura tecnica (e delle conoscenze collegate) svolta nel bilancio. In questa fase si chiede alla persona quali sono le attività principali delle esperienze lavorative più recenti e se la persona era in grado di svolgerle a un livello accettabile. Queste attività principali corrispondono alle sotto attività della ADA Aree di Attività utilizzate nel sistema nazionale di certificazione. Perciò, con l’aiuto dell’Atlante del lavoro, il bilancio di competenze orientativo può essere utilizzato per individuare le Aree di Attività su cui poi chiedere la certificazione.

Abbiamo così due casi:

  • DAL BILANCIO ALLA CERTIFICAZIONE. Il candidato ha già svolto un bilancio di competenze orientativo in cui il consulente di orientamento l’ha aiutato anche a individuare le ADA di possibile certificazione. In questo caso la procedura di individuazione delle competenze durante il processo di certificazione andrà comunque ripetuta con un diverso operatore, perché l’operatore del processo di certificazione vorrà esaminare direttamente quali sono le ADA certificabili. Inoltre la procedura del processo di certificazione prevede anche passaggi specifici diversi da quelli del bilancio orientativo e una modulistica specifica diversa da quella utilizzata nel bilancio (che in genere non prevede una modulistica standard o, nelle  regioni dove è standardizzata , come la Lombardia, prevede una modulistica diversa).

 

  • DALLA CERTIFICAZIONE AL BILANCIO. Il candidato ha già svolto un processo di certificazione e ha ottenuto una qualifica o la certificazione di alcune aree di competenza. In questo caso durante il bilancio di competenze il consulente di orientamento farà di nuovo analizzare le esperienze lavorative, perché nel bilancio si esaminano anche le capacità trasferibili sviluppate / utilizzate nelle varie esperienze lavorative.

 

Il bilancio di competenze e la certificazione delle competenze potrebbero essere svolte allo stesso tempo dallo stesso operatore? In teoria sì, ma va considerato che non tutte le persone che chiedono una certificazione delle competenze hanno necessità di un bilancio di competenze. Ad esempio una persona può richiedere una certificazione relativa a una qualifica del settore informatico perché già lavora o vuole lavorare in questo settore; poiché l’obiettivo professionale è chiaro, non ha necessità di un bilancio di competenze. Il tempo e la documentazione aggiuntiva dedicati al bilancio di competenze non sarebbero così giustificati. Un altro punto da considerare è che l’operatore della certificazione può non essere in grado di svolgere un bilancio di competenze, e viceversa.

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Quanto dura un bilancio di competenze?

[Se vuoi fare il tuo bilancio di competenze vai a questa pagina. Se vuoi imparare a svolgere bilanci di competenze puoi seguire uno o più dei miei corsi:

Vedi il Catalogo di tutti i miei corsi.]

 

La risposta dipende dalle modalità che utilizziamo. Ad esempio possiamo svolgere un bilancio in piccolo gruppo, con 10 persone che compilano le schede del bilancio in parallelo, oppure a livello individuale, oppure in modalità mista, con incontri individuali e in piccolo gruppo.

Un’altra variabile è se le schede del bilancio vengono compilate in presenza del consulente oppure a casa. La presenza del consulente spinge il cliente a fare presto, e la fretta va a scapito della riflessione e dell’approfondimento, così nei bilanci di competenze condotti in modalità individuale preferisco far compilare le schede a casa e utilizzare gli incontri per spiegare come compilare le schede che progressivamente consegno al cliente e discutere gli elementi che via via emergono grazie alla compilazione delle schede. In più preferisco che il cliente mi invii le schede compilate prima dell’incontro per posta elettronica, perché in questo modo posso riflettere meglio sul contenuto e appuntarmi gli aspetti da approfondire nel colloquio. Ricorro alla compilazione delle schede durante il colloquio solo se il cliente ha necessità di essere aiutato a riflettere con domande aggiuntive a quelle contenute nelle schede.

Dunque: quant’è la durata di un bilancio di competenze condotto in modalità individuale e con le schede compilate a casa? Il percorso di bilancio per la consulenza di carriera che distribuisco ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze  è composto di 11 schede base (poi ce ne sono altre opzionali da utilizzare se si ha necessità di approfondire aspetti aggiuntivi) e può essere svolto in 4 incontri. Se invece le schede vengono compilate durante il colloquio allora sono necessari 7 incontri.

Qual è l’articolazione dei 4 incontri? La spiegazione che segue è una sintesi di quella contenuta nella  traccia per la conduzione del bilancio che consegno ai partecipanti del Laboratorio sul bilancio di competenze.

Prima del primo incontro ho inviato al mio cliente la scheda per il consenso informato e la privacy.

Incontro 1

  • Ascolto la storia formativa e professionale del cliente, e gli faccio compilare la scheda 1
  • Spiego come compilare le schede relative a valori, interessi professionali, capacità trasferibili

Incontro 2

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Spiego come compilare le schede relative alla descrizione delle esperienze e la scheda che riporta una sintesi di tutte le esperienze precedenti lavorative, più eventuali schede opzionali

Incontro 3

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica
  • Commentiamo la bozza della relazione di bilancio di competenze che ho redatto sulla base di tutte le schede compilate finora e che ho inviato al cliente per posta elettronica qualche giorno prima del colloquio.
  • Parliamo di possibili obiettivi professionali delineati sulla base degli elementi che sono emersi finora
  • Spiego come compilare le schede che aiutano ad analizzare una o più figure professionali e i piani d’azione relativi a ogni obiettivo professionale

Incontro 4

  • Commentiamo le schede compilate che il cliente mi ha inviato qualche giorno prima per posta elettronica, in particolare parliamo di come migliorare i piani d’azione
  • Stabiliamo le modalità di accompagnamento

 

Nei giorni successivi invio la versione definitiva della mia relazione di bilancio di competenze.

L’infografica che segue è stata realizzata sulla base della traccia da Donatella Derchi, che ha partecipato a una edizione del Laboratorio.

 

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Corsi a Cagliari e Empoli, date aggiuntive

bandiera sardegna

A richiesta di gruppi di operatori, ho messo a calendario date aggiuntive dei miei corsi. In particolare:

Sono inoltre confermati:

Tutte le informazioni sono nelle pagine lincate.

Svolti di recente:

  • Genova 6-7 Ottobre Laboratorio
  • Torino 29-30 Settembre Laboratorio
  • Empoli 8-9 Settembre Laboratorio
  • Milano 16-17 Giugno Laboratorio
  • Milano 4-6 Maggio Cassetta
  • Milano 13-15 Aprile Cassetta