Come modificare il reddito di cittadinanza

In queste settimane sento alcuni commentatori affermare di continuo che ‘La gran parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza non sono occupabili’, intendendo con questa informazione che le cose vanno lasciate come stanno.

Dissento.

E’ vero che al momento la gran parte dei beneficiari non sono occupabili, ma la norma e la sua applicazione devono essere cambiati in modo che possano diventarlo.

I beneficiari del reddito di cittadinanza dovrebbero essere impegnati tutti i giorni, così taglieremmo fuori anche tutti quelli che lavorano al nero.

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Nuovo e-book Orientamento e pandemia

Questa pubblicazione descrive l’impatto della pandemia di Covid 19 sull’orientamento in Italia, in particolare su quattro aspetti principali:

  • I cambiamenti del mercato del lavoro così come sono stati percepiti dagli operatori di orientamento
  • Gli effetti della pandemia sui contenuti della consulenza di orientamento
  • Gli effetti della pandemia sui vissuti degli operatori
  • Gli effetti della pandemia sulle condizioni di lavoro degli operatori.

La ricerca è stata effettuata tramite un questionario online a cui nel periodo maggio e giugno 2021 hanno risposto 50 operatori. La pubblicazione contiene una sintesi degli aspetti più importanti di ciascun aspetto e tutte le risposte.

Puoi scaricare la pubblicazione da questo link  https://drive.google.com/file/d/1SmM7gHM4cqxsPmIL4ZLT5Vd0skmzAGx-/view?usp=sharing

Il link è valido per 7 giorni da oggi, dopodiché potrai acquistare la pubblicazione su Amazon.

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F. Giubileo: Nei centri per l’impiego arrivano i funzionari “sbagliati”

Francesco Giubileo, un noto esperto di politiche attive del lavoro, ha scritto qualche settimana fa per La voce.info l’articolo Nei centri per l’impiego arrivano i funzionari “sbagliati” dove segnala l’inadeguatezza dei criteri di selezione utilizzati per le recenti assunzioni degli operatori dei centri per l’impiego in varie regioni italiane. Trascrivo qui un estratto del suo intervento sullo stesso tema su Radio Radicale che è possibile ascoltare qui di seguito.

[il problema è che vengono fatti] concorsi per dipendenti dei centro per l’impiego con criteri simili a quelli che dovresti usare per un funzionario dell’anagrafe, cioè con domande prevalentemente di diritto amministrative o del lavoro. Non ci sono domande su competenze digitali, competenze di natura psicologica, orientamento… Al disoccupato che l’operatore conosca benissimo le leggi che regolano le politiche attive, che cosa sono i livelli essenziali delle prestazioni, che cos’è la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro interessa assolutamente niente. Il disoccupato quando va al centro per l’impiego cerca un lavoro. L’aiuto nella ricerca di lavoro è un compito difficile che richiede competenze specifiche. I centri per l’impiego hanno fatto questo grandissimo concorsone fra l’altro articolato a livello regionale, che ha creato un ritardo, ha creato disomogeneità, deve ancora entrare a regime.

Si sono spesi centinaia di milioni di euro per avere funzionari che dovranno poi successivamente essere formati più o meno come è avvenuto per i navigator e quindi spendere molti soldi per assumerli e poi ugualmente molti soldi per formarli, ma non so quanto riusciranno a formarli perché se c’è bisogno di uno psicologo non è che prendi un giurista e poi gli fai fare quattro settimane di formazione su aspetti della psicologia e motivazione e hai lo psicologo. (…) La stessa cosa per l’orientatore: per formare un orientatore ci vogliono anni e forse serve anche una preparazione in pedagogia degli adulti, non è una cosa che si insegna in pochi mesi. La stessa cosa vale per l’agente commerciale che deve andare per le aziende [a proporre i servizi del centro per l’impiego]; serve uno spirito motivazionale che non si trova certo con un concorso per addetti anagrafe. La stessa cosa per i facilitatori digitali: ci vuole una laurea in marketing o un master in social reputation, tutte tematiche che assolutamente non sono previste nei concorsi per operatori.

Dunque cosa saranno in grado di fare questi 11.000 nuovi operatori all’interno dei centri per l’impiego? Per aiutare i disoccupati ci sarà bisogno di consulenti che affianchino gli operatori, forse presi da agenzie private, perché gli operatori dei centri per l’impiego non saranno capaci, non avranno le competenze (…).

Si vede chiaramente una grande differenza [degli operatori dei centri per l’impiego] con gli operatori delle agenzie per il lavoro private. Se le agenzie private non avessero fatto investimenti in piattaforme e competenze specifiche a questo punto avrebbero già chiuso, perché il mercato non perdona. O i tuoi operatori hanno queste competenze oppure non hai nessuna speranza di rimanere sul mercato.

I limiti attuali dell’orientamento nei centri per l’impiego

In questo articolo spiego quali sono al momento, sulla base delle mie informazioni, le criticità nell’erogazione dei servizi di orientamento presso i centri per l’impiego italiani.

Immaginiamo un Paese che voglia migliorare l’assistenza sanitaria rendendo disponibili ai cittadini medici di base. Quali possono essere le difficoltà?

  1. Può ad esempio accadere che in alcune zone del Paese ci sia un ritardo nelle convenzioni con i medici, perciò il medico di base non è disponibile.
  2. In altre zone del Paese le convenzioni coi medici sono state stipulate, ma ogni medico ha in carico un numero di cittadini troppo elevato. Il risultato è che prima di farsi visitare dal medico bisogna aspettare mesi. Inoltre, per ridurre i tempi di attesa è stato previsto che il tempo di visita del singolo cittadino sia estremamente ridotto, e così i cittadini vengono visitati (anche se dopo mesi), ma una parte significativa delle diagnosi e delle terapie risulta sbagliata.
  3. In alcune zone del Paese il numero di medici rispetto ai cittadini è adeguato, ma i medici (a causa della necessità di disporre in tempi brevi di un numero adeguato di medici) sono stati mal selezionati e/o hanno ricevuto una formazione troppo breve. Anche in questo caso una parte significativa delle diagnosi e delle terapie risulta sbagliata.
  4. In altre zone del Paese, infine, il numero di medici rispetto ai cittadini è adeguato, i medici sono capaci, ma mancano i farmaci o la possibilità di ricoveri in ospedale. Il risultato è che una parte dei cittadini, in particolare quelli la cui guarigione è fortemente influenzata dall’utilizzo di farmaci o da terapie ospedaliere non riceve cure adeguate.

Tenendo a mente questi esempi, qual è lo stato dei servizi di orientamento in Italia?

Per rispondere a questa domanda va tenuto conto che la gestione dei servizi per l’impiego è regionale, e che ogni Regione ha strutturato i servizi nel modo che ha ritenuto più opportuno. L’unico elemento di uniformità sono i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che ogni Regione deve assicurare ai cittadini, previsti dal DM 4/2018. I servizi di orientamento previsti dai LEP sono C. Orientamento di base, D. Stipula del Patto di servizio personalizzato, E. Orientamento specialistico, F. e G. Supporto all’inserimento lavorativo, M. collocamento mirato.

Tenuto conto delle indicazioni dei LEP, credo che in nessuna Regione italiana ci sia un problema di tipo 1, vale a dire che i servizi di orientamento non siano formalmente disponibili ai cittadini.

In molte Regioni invece c’è un problema di tipo 2, vale a dire che il tempo disponibile per il primo colloquio di orientamento, che è quello per la stesura del patto di servizio personalizzato (PSP), è troppo ridotto. Il tempo necessario per un buon colloquio per la stesura del PSP, considerando anche i compiti amministrativi che devono essere svolti, è un’ora e mezza. Nei centri per l’impiego di cui ho notizie il tempo previsto per la stesura del PSP è di 40 minuti. Inoltre a causa del gran numero di cittadini in attesa l’operatore non ha modo per rivedere il cittadino a intervalli di tempo ravvicinati (cosa necessaria ad esempio durante la ricerca di lavoro). In alcune Regioni, inoltre, il tempo d’attesa per il primo colloquio supera i 30 giorni.

In credo tutte le Regioni c’è un problema di tipo 4, vale a dire ridotte o inesistenti possibilità di far partecipare in tempi ridotti ad attività di formazione o tirocinio tutti i cittadini che hanno svolto colloqui di orientamento e ne hanno bisogno. Purtroppo le attività di formazione e tirocinio sono insufficienti rispetto alle necessità dei cittadini che svolgono colloqui di orientamento e chi ha svolto orientamento non ha canali di accesso preferenziali. In molte Regioni l’operatore di orientamento si limita così a suggerire al cittadino di cercarsi un corso di formazione o un tirocinio, e questo riduce grandemente l’efficacia delle attività di orientamento.

Più articolato il discorso rispetto al problema 3, vale a dire la scarsa professionalità degli operatori di orientamento che operano all’interno dei centri per l’impiego. Questo problema era notevole subito dopo la riforma dei servizi per l’impiego avvenuta a fine degli anni ’90, quando ai vecchi uffici di collocamento, il cui persone svolgeva principalmente compiti amministrativi, è stato assegnato il compito di svolgere colloqui di orientamento con tutti i cittadini iscritti. Le Province, a cui era stata affidata la gestione degli uffici, rinominati centri per l’impiego, hanno adottate soluzioni differenziate. L’orientamento a seconda dei casi è stato assegnato:

  • A. a operatori interni selezionati sulla base della loro attitudine a svolgere colloqui o di altri criteri
  • B. a operatori interni opportunamente formati
  • C. a operatori e consulenti esterni operanti all’interno dei centri per l’impiego
  • D. a agenzie esterne (totalmente private o controllate dalle Province, in ogni caso in grado di assumere con facilità personale qualificato) che svolgono le attività di orientamento presso le proprie sedi.

In genere la professionalità degli operatori dei casi C e D è elevata, perché le Province (e poi, dopo l’abolizione delle Province, le Regioni) hanno scelto criteri di professionalità stringenti (ad esempio lauree in discipline psicologiche o sociali, formazione specifica nell’orientamento, esperienza pregressa in attività di orientamento), quella degli operatori del caso B dipende dalla qualità della formazione seguita dagli operatori, quella del caso A è spesso insufficiente.

Dal 2019 sono riprese assunzioni massicce di personale per i servizi per l’impiego pubblici. Il primo concorso è stato quello per 3.000 navigator, seguito poi da vari concorsi regionali, in alcuni casi ancora in svolgimento. Nei concorsi che ho avuto modo di visionare le prove sono focalizzate sul diritto amministrativo e sul diritto del lavoro, la precedente esperienza e formazione sull’orientamento non è considerata, la laurea in psicologia non riceve un punteggio aggiuntivo. Secondo me si tratta di un limite. Questi nuovi assunti hanno sicuramente potenzialità maggiori di quelle di gran parte dei vecchi operatori degli uffici di collocamento (in parte assunti senza concorso), ma non sono immediatamente destinabili ad attività di orientamento e devono essere ulteriormente formati successivamente all’assunzione.

Se hai commenti li puoi aggiungere in fondo all’articolo.

 

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E’ in vendita la nuova edizione di La certificazione delle competenze spiegata semplice

E’ disponibile su Amazon, al costo di 9,99 €, la seconda edizione di La certificazione delle competenze spiegata semplice.

Questo Guida operativa, ampliata e aggiornata, spiega in dettaglio la logica, la normativa e le modalità operative relative alla certificazione delle competenze lavorative acquisite al di fuori di percorsi di apprendistato e di studio formali. In questa nuova edizione, aggiornata all’aprile 2021, ho aggiunto un capitolo sulla strutturazione per competenze dei corsi di formazione professionale e come concedere crediti formativi in questo ambito.

La prima parte descrive brevemente il contesto normativo, dalla raccomandazione del Consiglio Europeo del 20 dicembre 2012 al recentissimo Decreto ministeriale 5 gennaio 2021.

La seconda parte descrive in dettaglio, con un linguaggio comprensibile a tutti e numerosi esempi, cosa significa esattamente ‘certificare le competenze’ nei vari contesti di apprendimento non formale e informale, formazione professionale, percorsi scolastici.

La terza parte descrive la strutturazione dei dispositivi regionali di certificazione delle competenze non formali e informali e del sito di raccordo Atlante del lavoro e delle qualificazioni. La Guida descrive inoltre il processo di certificazione in termini operativi: fasi, figure coinvolte, esempi di modulistica, esempi di attestato.

La Guida è fornita gratuitamente a chi frequenta il Corso di formazione per Responsabile della certificazione delle competenze e Responsabile del riconoscimento dei crediti formativi Regione Lombardia

 

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Partecipa alla ricerca su Orientamento e pandemia

In che modo la pandemia ha impattato sui progetti di inserimento professionale dei nostri utenti?

Come ha cambiato le nostre strategie di consulenza di orientamento?

In che modo sta influenzando il nostro vissuto di operatori?

Come sono cambiate le nostre condizioni lavorative?

Per saperne di più puoi partecipare alla mia nuova ricerca raccontando la tua esperienza a questo link https://forms.gle/BRrXCXjFEEKsMaSH6

La tua esperienza, riprodotta in forma anonima, sarà utilizzata per la realizzazione di una ricerca, una pubblicazione e un evento collegato.

Per la tua partecipazione riceverai una copia e-book gratuita della pubblicazione. Trovi maggiori informazioni al link riportato sopra.

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Ricorda: domani presentazione del libro L’orientamento in pratica

Gli autori presenteranno il libro via webinar domani venerdì 9 aprile ore 18,30-19,30. I partecipanti riceveranno una copia gratis.

Il libro L’orientamento in pratica. Ventotto casi di consulenza e bilancio di competenze presenta casi concreti relativi a persone prese in carico presso centri per l’impiego, agenzie per il lavoro e nella consulenze di carriera. Quest’opera è stata realizzata da sedici operatori di orientamento di ogni parte d’Italia, in collaborazione con  Leonardo Evangelista.

 

Partecipa anche tu alla presentazione del libro venerdì 9 aprile 2021 in orario 18.30-19,30; i partecipanti riceveranno una copia gratuita del libro in formato e-book. Iscriviti subito da questo link

 

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it.  Leggi Informativa privacy, cookie policy e copyright.

Presentazione del libro L’orientamento in pratica. Ventotto casi di consulenza e bilancio di competenze raccontati dagli operatori

Gli autori presenteranno il libro via webinar venerdì 9 aprile ore 18,30-19,30. I partecipanti riceveranno una copia gratis.

Nell’era incerta del Post-Covid assisteremo allo sblocco dei licenziamenti, ad un nuovo paradigma produttivo e ad un riassetto delle politiche attive. In un contesto così complesso l’orientamento sarà sempre di più un’azione di strategica importanza tanto per i cittadini che per le aziende in un’ottica di piena occupazione, qualificazione e riqualificazione delle persone e miglioramento dei meccanismi del mercato del lavoro.

 

Il libro L’orientamento in pratica. Ventotto casi di consulenza e bilancio di competenze presenta casi concreti relativi a persone prese in carico presso centri per l’impiego, agenzie per il lavoro e nella consulenze di carriera. Quest’opera, unica nel suo genere, è stata realizzata da sedici operatori di orientamento di ogni parte d’Italia, in collaborazione con  Leonardo Evangelista.

 

Partecipa anche tu alla presentazione del libro venerdì 9 aprile 2021 in orario 18.30-19,30; i partecipanti riceveranno una copia gratuita del libro in formato e-book. Iscriviti subito da questo link

 

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Le trappole dell’intelligenza, David Robson, 2020

Provate ad avventurarvi nei più oscuri recessi di Internet e forse troverete i commenti di un uomo di nome Kary. Afferma di avere idee geniali che potrebbero modificare l’ordine mondiale. Kary sospetta, per esempio, di essere stato rapito da un alieno vicino al fiume Navarro, in California, dopo l’incontro con una strana creatura dall’aspetto di procione, il corpo fosforescente e «furbi occhi neri». Non ricorda che cos’è successo «dopo che il piccolo bastardo» lo ha «salutato educatamente»: il resto della notte è per lui un buco nero, ma gli è nato il forte sospetto che fosse coinvolta nell’avvenimento una forma di vita extraterrestre. «Esistono molti misteri nella valle» scrive cripticamente. Kary è anche un devoto adepto dell’astrologia. «Quasi tutti [gli scienziati] credono, a torto, che [l’astrologia] non sia scientifica e non sia un argomento adatto ai loro studi seri» afferma risentito nel corso di un lungo discorso. «Si sbagliano di grosso». È convinto che l’astrologia sia la chiave per elaborare cure psichiche migliori e che chiunque non sia d’accordo su questo abbia «la testa conficcata in fondo al culo». Oltre a credere in ET e nello zodiaco, Kary crede anche che le persone possano viaggiare nell’etere con il proprio corpo astrale. La faccenda assume connotazioni più fosche quando si passa a parlare di politica. «Alcune di quelle che gli elettori pensano essere grandi verità hanno poco o nessun fondamento scientifico» afferma. Tra questi dati poco scientifici vi sono «l’idea che l’AIDS sia causato dal virus HIV» e «l’idea che la liberazione di clorofluorocarburi nell’atmosfera abbia provocato il buco nello strato di ozono». È superfluo aggiungere che queste ipotesi sono quasi universalmente accettate dalla comunità scientifica, ma Kary spiega ai suoi lettori che gli scienziati le hanno accettate per i soldi. «Spegnete la tivù e leggete i testi scientifici di base» proclama. «Dovete cominciare a capire che cos’ha in testa questa gente». Spero di non dovere essere io a dirvi che Kary si sbaglia. Certo, il web pullula di individui che hanno opinioni infondate, ma non ci aspettiamo che gli astrologi e i negazionisti dell’AIDS siano l’élite intellettuale del pianeta. Invece Kary di cognome si chiama Mullis e, lungi dall’essere il tipico complottista male informato, è uno scienziato vincitore del premio Nobel per la chimica, il che lo mette alla pari con cervelloni come Marie Curie, Albert Einstein e Francis Crick. (…) Questo libro parla del motivo per cui individui intelligenti si comportano da idioti e a volte sono ancora più inclini a sbagliare dell’individuo medio.

Fonte: Robson, David (2020) Le trappole dell’intelligenza (Italian Edition). Ponte alle Grazie.

Il Palpa, il più forte di tutti

C’è una frase che ho sentito dire poco tempo fa e che mi è piaciuta: chi da giovane sceglie solo di divertirsi perché non capisce il motivo di doversi impegnare in faccende difficili e noiose si condanna da adulto a non divertirsi mai. È vero. Ora, guardandomi indietro capisco che è andata davvero così. È divertente correre a tutta velocità, camminare sull’orlo del precipizio e guardare il vuoto sotto di te. Ti fa sentire vivo, ti fa sentire immortale. Ci sono stati periodi in cui guadagnavo come un dirigente d’azienda, e non dovevo fare nessuna fatica per portare a casa quei soldi: passavo settimane intere senza allenarmi e scendevo in campo regolarmente ubriaco. Al cambio campo, il pubblico mi vedeva tirare fuori dalla borsa una bottiglia di birra. Ma vincevo. Tranne quando evitavo del tutto di scendere in campo, perché non ne avevo nessuna voglia. Ho pure comprato la stessa moto nera di Vasco Rossi, degno coronamento della mia vita spericolata. Non mi interessava niente, se non l’attimo che stavo vivendo. Ma non puoi avere vent’anni per sempre. I soldi che ho guadagnato li ho spesi. Il mio fisico che per anni ha sostenuto qualsiasi mia richiesta ora sta chiedendo il conto. Adesso non ho titoli, non ho denaro, non possiedo nulla. Neanche un conto corrente.