L’analisi della domanda nei colloqui di consulenza di orientamento

Quali sono le operazioni logiche di un consulente di orientamento quando lavora con una persona adulta?

1. La prima domanda che si fa è: L’utente mi porta un problema orientativo? Se no, il consulente fa un rinvio al servizio o alla figura professionale che può occuparsi del problema dell’utente. E lo stesso farà nei casi in cui si renda conto che l’utente ha un problema orientativo ma anche altri tipi di problema (depressione, scarse abilità sociali, indigenza e così via). Se l’utente ha un problema orientativo allora il colloquio prosegue.

2. Il problema orientativo è di natura solo informativa? Se sì il consulente fornisce le informazioni e/o aiuta l’utente a mettere a punto un piano per reperire le informazioni oppure, se presso il suo luogo di lavoro c’è un sevizio dedicato all’erogazione di informazioni orientative, rimanda l’utente a tale servizio. Se invece l’utente non ha un problema di natura informativa il colloquio prosegue.

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