USA: Gli uomini dicono no a i posti “femminili”

Secondo una ricerca Usa, i disoccupati tendono a rifiutare lavori considerati femminili, in cui la domanda supera l’offerta. E spesso sono le loro stesse compagne a scoraggiarli. Per contrastare il fenomento sono anche state avviate campagne per promuovere l’iscrizione di uomini ai corsi per diventare infermieri con lo slogan: “Sei abbastanza uomo… per fare l’infermiere?”

C’erano una volta i mestieri da uomo e i mestieri da donna: i primi erano lavori pesanti e logoranti, oppure collegati a una grande responsabilità, mentre i secondi richiedevano un maggiore coinvolgimento emotivo, oppure erano per posizioni subalterne agli alti livelli, sempre e irrevocabilmente occupati da uomini. Esistono ancora mestieri da uomo e mestieri da donna? Sulla carta, no: l’emancipazione femminile ha fatto passi da gigante negli ultimi cinquant’anni, con sempre più donne (anche se non abbastanza) che ora sono in ruoli dirigenziali. Ma, di fatto, nella concezione che comunemente abbiamo dei diversi mestieri, ciò che può essere un’occupazione per un uomo e ciò che può esserlo per una donna rimangono due categorie ancora ben separate. È quanto sostiene uno studio ripreso dal New York Times, che mostra come, anche se per alcuni mestieri quali l’infermiere, l’assistente domestico o il fisioterapista ci siano negli Stati Uniti molte più offerte che domande, i disoccupati sono portati a rifiutarli perché li considerano da donne. Non solo: sono le loro stesse compagne a scoraggiarli e a spingerli a cercare altrove. Perché un certo bagaglio di mascolinità (o di femminilità) è ancora considerato un prerequisito fondamentale per alcuni impieghi.

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Un pensiero riguardo “USA: Gli uomini dicono no a i posti “femminili””

  1. La costruzione dello stereotipo di genere avviene nel tempo e si radica nel sistema di valore di una società. Spesso il governo continua a rafforzare tale stereotipo di genere perchè lo considera parte integrante del mantenimento dell’ordine e dello status quo sociale. Purtroppo a pagarne le conseguenze sono spesso le donne che vivono diverse discriminazioni, orizzontali (settori e attività) e verticali (difficile accedere al sistema delle carriere).

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