Una bussola per i nuovi servizi per l’impiego: una proposta di metodo | SLO

Il Jobs Act è in dirittura di arrivo, uno dei decreti legislativi in discussione riguarda i servizi per l’impiego pubblici e privati, il ruolo delle regioni nella gestione dei servizi, la destinazione delle funzioni in passato demandate alle province, il collocamento mirato delle persone disabili e i diritti/doveri delle persone disoccupate. Finalmente tante novità che ci dicono di una rinnovata attenzione dello Stato e delle regioni verso i servizi per il lavoro. Dopo una lunga stagione di abbandono ripartono i lavori e pensiamo che chi opera nei servizi pubblici avrà finalmente indicazioni, per ora di massima, che conferiscono un senso di orientamento dopo un lunghissimo periodo di incertezza. Diversa invece la situazione di chi opera in quelli privati, soprattutto in Lombardia dove ferve il dibattito sui rischi della qualità dei servizi

Come sempre quando partono i lavori di un nuovo edificio, in questo caso l’avvio dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), si deve far fronte a tanti temi da gestire in contemporanea: le convenzioni tra Ministero e regioni ed il loro livello di autonomia, la definizione dei livelli essenziali di prestazione, il nuovo sistema informativo.

A noi sembra fondamentale considerare nelle future politiche dell’ANPAL la presa in carico delle persone senza lavoro perché costituisce il centro del problema. Perché in questo momento, con tutti i problemi organizzativi, gestionali,di definizione del sistema delle relazioni è così importante parlare di presa in carico della persona disoccupata?

Perché la letteratura dice che una persona senza lavoro soffre un trauma doloroso che indebolisce e a volte annulla, le capacità di ricerca attiva del lavoro . Ne abbiamo parlato varie volte in questo blog analizzando da vicino casi concreti. Se la persona ha un supporto che le permette di rileggere l’esperienza della perdita del lavro, di definire un proprio progetto professionale alternativo potrà farcela a rimettersi in pista, a cercare un lavoro, ad avere un atteggiamento “attivo”.  Se poi alle condizioni di fragilità personali si aggiungono obsolescenza del profilo ricoperto, età, bassa scolarità, il sostegno per il nuovo inserimento al lavoro diventa strategico.

In Lombardia fra operatori privati, enti accreditati della formazione professionale, organizzazioni sindacali è molto diffuso il giudizio positivo sull’efficacia dei servizi per il lavoro, ritenendo l’indicatore del numero di occupati creato dai servizi un elemento fondamentale. Sembrerebbe logico ovviamente, ma forse è il caso di approfondire la questione con un po’ di pazienza. Proviamo a farlo analizzando due casi.

Un articolo di Sergio Bevilacqua e Alida Franceschina. Continua a leggere su: Una bussola per i nuovi servizi per l’impiego: una proposta di metodo | Sviluppo Lavoro Organizzazione

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