Linee guida per l’orientamento scolastico 2014

Linee guida nazionali per l’orientamento permanente centrato sulla persona (Ministero istruzione, 2014)

Le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente centrato sulla persona (d’ora in avanti Linee Guida 2014) si riferiscono all’orientamento scolastico e state pubblicate nel febbraio 2014 dal Ministro dell’Istruzione. Altre linee guida con un nome simile e ugualmente riferite alla scuola erano state pubblicate nel 2009.

Le linee Guida non vanno confuse con le Linee guida del sistema nazionale sull’orientamento permanente che sono state approvate nel dicembre 2013 alla Conferenza Stato-Regioni e sono riferite all’architettura del sistema dell’orientamento italiano.

Riporto qui di seguito degli estratti delle Linee Guida 2014.

Tipologie di attività di orientamento svolte a scuola (pp. 4-6)

L’orientamento scolastico è troppo spesso informativo e troppo spesso delegato a esperti esterni. E’ necessario invece che sia svolto da docenti opportunamente formati (pag.4).

Oltre all’orientamento informativo, la scuola deve svolgere anche attività di:

  • orientamento formativo o didattica orientativa/orientante per lo sviluppo delle competenze orientative di base;
  • attività di accompagnamento e di consulenza orientativa, di sostegno alla progettualità individuale, esercitate attraverso competenze di monitoraggio/ gestione del percorso individuale.

L’orientamento formativo o didattica orientativa/orientante si realizza nell’insegnamento/ apprendimento disciplinare, finalizzato all’acquisizione dei saperi di base, delle abilità cognitive, logiche e metodologiche, ma anche delle abilità trasversali comunicative metacognitive, metaemozionali, ovvero delle competenze orientative di base e propedeutiche – life skills – e competenze chiave di cittadinanza.

Le attività/azioni di accompagnamento, invece, servono a costruire/ potenziare le competenze di monitoraggio e di sviluppo e si realizzano in esperienze non curricolari/ disciplinari (competenza Senso di iniziativa e di imprenditoriali). Condotte dai docenti, esse aiutano i giovani a utilizzare/ valorizzare quanto appreso a scuola per costruire progressivamente la propria esperienza di vita e per operare le scelte necessarie. Si concretizzano in azioni rivolte all’accoglienza e ad abituare i ragazzi a “fare il punto” su se stessi, sugli sbocchi professionali, sui percorsi formativi successivi, sul mercato de! lavoro, a trovare una mediazione sostenibile tra tutte queste variabili e a individuare un progetto concreto/ fattibile per realizzarle (compiti orientativi). Si tratta di attività che possono riguardare l’intera classe (orientamento di gruppo), piccoli gruppi (orientamento di piccolo gruppo in risposta a bisogni orientativi specifici), singole persone (consulenza breve individuale e/ o con i genitori).

Il tutor dell’orientamento (7 e 14-15)

Uno dei motivi, se non il principale, della disomogeneità della diffusione delle azioni di orientamento lungo tutto il percorso scolastico è sicuramente la mancanza in ogni istituto di figure professionali di docenti dedicati all’orientamento con compiti organizzativi e competenze professionali allargati rispetto la funzione docente (14).

Per garantire funzionalità e sistematicità ai processi, e opportuno che ogni istituto scolastico (a partire già dalla scuola primaria), come ampliamento/specializzazione della funzione docente, individui specifiche “figura di sistema” – strettamente collegate tra loro – con compiti di:

  • organizzare/ coordinare le attività interne di orientamento e relazionarsi con il gruppo di docenti dedicati;
  • organizzare/ coordinare attività di orientamento mirate, sia per studenti in situazione di disagio sia per studenti “plusdotati”;
  • interfacciarsi con continuità con gli altri attori della rete di orientamento nel territorio.

I docenti dovranno essere formati all’orientamento attraverso master universitari, percorsi brevi, formazione iniziale in modalità mista (presenza e online).

Per giungere a un assetto ordinamentale di questo tipo, rimangono aperte, tuttavia, questioni di natura contrattuale e organizzativa (15).

Il tutor interno per l’alternanza scuola lavoro (15)

II tutor interno è uno specialista con apposita formazione e appositi titoli che chiede di svolgere questa funzione. La sua azione rientra nella valorizzazione della figura del docente. Le competenze e i saperi necessari a questa figura sono in parte simili a quelli necessari alla figura di sistema per 1’orientamento. Sono, comunque, figure diverse, anche se con alcuni punti in comune.

Cultura del lavoro e dell’imprenditorialità come parte integrante dell’ orientamento (8).

E’ necessario ‘portare a sistema l’educazione alla cultura del lavoro e dell’auto-imprenditorialità, inserendo percorsi di questo tipo nei Piani dell’Offerta Formativa delle scuole (come nel caso delle “mini imprese” di studenti e dei “campi creativi”, che costituiscono esperienze forti di didattica laboratoriale e di rapporto fra scuola e territorio, tramite una progettualità condivisa fra insegnanti e “mentori” provenienti da aziende private e imprese sociali)’

Documentazione dei percorsi e delle attività di orientamento (8-9)

Per garantire la continuità e la trasparenza nei processi, ii sistematico monitoraggio delle azioni, la costante attenzione agli esiti della carriera scolastica di ogni studente, ciascuna istituzione scolastica dovrà documentare:

  • le attività sull’orientamento – come risorsa a disposizione di tutti – in specifici archivi (anche via web) che aiutino a mantenere e diffondere modelli e pratiche interni all’istituzione, scambiare informazioni ed esperienze, innescare un processo di monitoraggio e valutazione;
  • le fasi “essenziali” del percorso scolastico e di orientamento di ogni giovane a partire dalla scuola dell’infanzia (portfolio ed e-portfolio).

Sensibilizzazione/formazione dei genitori (entro il Patto di corresponsabilità educativa) (8-9)

La famiglia, come soggetto formativo primario, da un contributo valoriale essenziale all’educazione dei ragazzi ed e corresponsabile nelle azioni di orientamento promosse dalla scuola. In quest’ottica, il Ministero continuerà a sostenere tutte le istituzioni scolastiche, a partire dalla scuola dell’infanzia e soprattutto in occasione della scelta della secondaria di secondo grado, nell’attivazione di:

  • corsi di formazione rivolti ai genitori, finalizzati all’accompagnamento dei figli nei percorsi di scelta e transizione;
  • consulenza psicologica e/ o colloqui individuali, in caso di specifiche esigenze o nei casi di rischio o abbandono scolastico.

Orientamento permanente e inclusione sociale (9-11)

Al fine di promuovere un’efficace inclusione sociale, è necessario che le scuole realizzino:

  • il potenziamento della collaborazione con il mondo del lavoro, dell’associazionismo, de! terzo settore, nella progettazione e nella valutazione;
  • lo sviluppo, all’interno dei percorsi scolastici e formativi, di esperienze imprenditoriali pratiche e concrete di attività autonoma (start up), sostenute da un sistema tutoriale attivato dalla scuola in collaborazione con i soggetti economici e imprenditoriali, per evidenziare le opportunità occupazionali offerte dal lavoro indipendente e autonomo e sostenere lo spirito di iniziativa imprenditoriale dei giovani;
  • la creazione di laboratori di “Career Management Skills” nei contesti scolastici con la presenza anche di imprenditori;
  • la comparazione, la selezione e la condivisione di modelli di certificazione delle competenze acquisite ai sensi del decreto legislativo n. 13 del 2013;
  • lo sviluppo di stage e tirocini, rendendoli strutturali nel percorso formativo della scuola secondaria di secondo grado;
  • la promozione di una maggior diffusione dell’apprendistato, con adeguate azioni di informazione e sostegno ai giovani che scelgono questo percorso e alle loro famiglie;
  • l’individuazione delle migliori pratiche sperimentate con successo sia con i ragazzi a rischio o fuoriusciti dal sistema sia con i ragazzi “plusdotati”.

Fornire un’informazione e una formazione orientante/ orientativa di qualità costituisce un fattore importante anche per migliorare la trasparenza delle qualifiche e delle competenze e, di conseguenza, l’accesso all’occupazione.

Portali dedicati all’orientamento (17)

Un possibile strumento per promuovere l’integrazione delle risorse e dei soggetti e la realizzazione di “portali” online dedicati all’orientamento, in grado di raccogliere e fornire informazioni e collegamenti alle risorse per l’orientamento. Lo strumento dovrebbe essere aperto ai contributi della comunità professionale dell’orientamento, moderato e gestito da un gruppo di esperti individuati dalle principali istituzioni che hanno la competenza in materia di orientamento e istruzione.

I portali dovrebbero, infatti, consentire a studenti, famiglie, insegnanti e al pubblico in generale di conoscere e accedere alle migliori risorse digitali già disponibili e a un glossario nazionale sull’orientamento, pensato proprio per facilitare la scelta delle risorse in base ai bisogni specifici.

Tutti i materiali didattici prodotti sull’orientamento, in tal modo, potranno essere liberamente accessibili agli utenti online attraverso il portale, che offrirebbe in questo modo anche una piattaforma agli insegnanti e agli studenti per scambiare opinioni, promuovere un migliore utilizzo delle tecnologie digitali nell’insegnamento e condividere le migliori pratiche.

Centri Interistituzionali per l’Orientamento Permanente (18)

Una proposta per ottimizzare e migliorare l’offerta integrata di servizi esistenti a livello territoriale, nata dalla riflessione su alcune esperienze regionali e da progetti nazionali ed europei, e l’ipotesi di costituire dei “Centri Interistituzionali per l’Orientamento Permanente”, che operino come una “multi-agency” di orientamento.

Tali Centri, a composizione mista, potranno finalizzare la loro azione alla razionalizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali, come pure al miglioramento della qualità dei servizi de! territorio, tramite azioni informative e di supporto per gli operatori e le istituzioni scolastiche, quali: Condivisione di buone pratiche e strumenti; Formazione e supporto tecnico; Ricerca e sviluppo; Comunicazione, ecc..

 

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