Le politiche del lavoro: solo pesci e niente canne da pesca | WORK MAGAZINE

Le politiche del lavoro: solo pesci e niente canne da pesca

Il recente rapporto del Ministero del lavoro sulla spesa per le politiche del lavoro in Italia mostra un paese che spende meno della media europea e che finanzia con le politiche del lavoro soprattutto indennità  per il disoccupato e sgravi fiscali per le imprese.

Per capire la realtà oltre le chiacchiere e le posizioni strumentali non c’è niente di meglio di guardare le cifre. La politica del lavoro che si fa in Italia si può capire in primo luogo da come si spendono i soldi. Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato l’analisi della destinazione nel 2012 delle risorse per le politiche del lavoro, descritta nelle sue varie componenti: politiche passive, attive, servizi, incentivi e sgravi. Poiché sono le politiche che fanno la politica, da questa valutazione e comparazione di dati emerge l’evidenza di una politica del tutto disattenta all’attivazione dei cittadini e dei disoccupati al lavoro e preoccupata solo a perpetuare la vecchia ed ormai inefficace logica che funzionava ai tempi della grande crisi del lavoro fordista, più o meno affrontata già  trent’anni fa: dare un risarcimento al disoccupato che sta a casa e riempire di sgravi fiscali e contributivi l’imprenditore per convincerlo ad assumerlo. Una logica che ha funzionato poco in passato e che ora non funziona proprio più.

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