Quali requisiti sono necessari per svolgere attività di orientamento?

Quali requisiti sono necessari per svolgere attività di orientamento?

In Italia la legge non prevede la costituzione di un Albo o un Registro ufficiale di operatori abilitati per legge a svolgere attività di orientamento, né prevede specifici titoli di studio. Questo in prima approssimazione significa che a livello nazionale chiunque può svolgere attività di orientamento. Esistono poi una serie di normative di applicazione più limitata o valide solo a livello regionale o provinciale:

A. La legge 56/1989 http://www.psy.it/allegati/legge_56_1989_02_18.pdf afferma all’articolo 1 che La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. Questo articolo viene inteso nel senso che l’uso dei test di attitudini e di personalità (considerati strumenti conoscitivi per la prevenzione, la diagnosi, etc.) è riservato agli psicologi. Dunque sono riservate agli psicologi le attività di orientamento svolte con l’utilizzo di tali tipologie di test.

B. Alcune Regioni hanno normato i profili professionali degli operatori di orientamento ed è possibile così acquisire la qualifica professionale corrispondente (ad esempio in Lombardia sono state normate 3 figure: Orientatore, Esperto inserimento lavorativo soggetti svantaggiati  e Coach http://www.ifl.servizirl.it/site). Tuttavia non esiste una legge nazionale né leggi regionali che riservano lo svolgimento di attività di orientamento solo a chi è in possesso della qualifica regionale. Perciò anche nelle regioni che hanno qualifiche professionali relative all’orientamento, chiunque può svolgere orientamento. Volendo essere estremamente cauti, è opportuno identificare il proprio ruolo professionale utilizzando termini diversi da quelli utilizzati per le qualifiche, vale a dire che in Lombardia è opportuno non definirsi Coach se non si è conseguita la relativa qualifica. Anche nelle regioni in cui esistono qualifiche professionali relative all’orientamento, in caso di assegnazione diretta di incarichi le Province possono scegliere i criteri più diversi. Ad esempio la Provincia A può richiedere una laurea in discipline psicologiche o sociali più un certo numero di anni di esperienza, la Provincia B l’iscrizione all’Albo degli Psicologi, e solo la Provincia C il possesso della qualifica regionale.

C. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per la Formazione Professionale riporta una descrizione di profili professionali. Fra questi troviamo la figura del Formatore-Orientatore (appendice 9 del Contratto Collettivo di Categoria 2008-2010, pag. 77 http://1.flcgil.stgy.it/files/pdf/20080125/ccnl-formazione-professionale-2007-2010-del-25-gennaio-2008-3609551.pdf). Per questa figura il requisito per l’assunzione è Laurea con indirizzo psico-socio-pedagogico o equipollente. Va evidenziato che questo requisito vale solo per lavorare nelle agenzie formative.

D. Le leggi regionali relative all’accreditamento delle agenzie abilitate a svolgere attività di orientamento e formazione con fondi pubblici, promulgate sulla base del Decreto Ministeriale 166/2001 in alcuni casi stabiliscono requisiti minimi per gli operatori che svolgono attività di orientamento, ma si tratta di requisiti molto ampi. Ad esempio secondo una rassegna che ho svolto qualche anno fa e riportata nel mio libro Professione Orientamento http://www.ibs.it/code/9788871064031/evangelista-leonardo/professione-orientamento-una-guida.html la Regione Campania richiedeva Titolo di studio universitario, esperienza di almeno 2 anni nei processi di orientamento. Per i servizi di consulenza orientativa sono previste specifiche competenze sociopsicologiche per utenze critiche. Le modalità di verifica erano esame curricula e audit in loco. La Provincia di Bolzano richiedeva Appropriata formazione, esperienza o profilo professionale, da verificarsi tramite esame curricula. La Regione Veneto richiedeva Laurea in discipline tecnico scientifiche e/o economiche e umanistiche o Diploma e/o qualifica professionale più esperienza (anche in affianacamento) e formazione specifica in materia di orientamento. Con soggetti svantaggiati e utenze a rischio di esclusione sociale, Laurea in psicologia, pedagogia o equipollenti, più esperienza in ambito formativo di almeno un anno e formazione specifica in materia. Modalità di verifica esame curricula. Va evidenziato che queste normative valgono solo a livello regionale e solo per lavorare nelle agenzie formative accreditate.

E. Il Decreto Legislativo 276/2003 prevede all’art. 7 comma 2 b http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03276dl.htm una autorizzazione regionale per le società che svolgono attività di supporto alla ricollocazione professionale (outplacement). Tale autorizzazione è subordinata anche alla verifica delle competenze professionali del personale. Non ho fatto una ricerca su quali siano i requisiti fissati dalle diverse Regioni, tuttavia anche in questo caso i requisiti valgono solo per chi desidera lavorare in tali società.

F. Quando, come in Italia, la legge non disciplina in maniera organica i requisiti per svolgere una determinata professione si apre uno spazio per sistemi dove la propria professionalità è riconosciuta da parte di altri colleghi di provato valore. Soluzioni di questo tipo sono molto diffuse ad esempio nel mondo anglosassone. Ho sviluppato il Checkup Professionale in questa prospettiva. Questi sistemi hanno una rilevanza sociale (che dipende dalla qualità del dispositivo di analisi e dalla credibilità di chi lo propone, vedi il mio articolo Associazioni di operatori di orientamento e formazione per operatori di orientamento. C’è da fidarsi?), ma non valore di legge.

In sintesi, titoli di studio, qualifiche professionali, anni di esperienza, riconoscimento della propria professionalità da parte dei colleghi, iscrizione ad Albi e Registri senza valore di legge (come sono tutti quelli in Italia per l’orientamento) sono tutti indicatori a cui i potenziali clienti possono o non possono attribuire valore.

In concreto per ottenere incarichi nel settore dell’orientamento non ci sono scorciatoie: è necessario definire in anticipo l’ambito in cui si vuole lavorare e, se ve ne sono, ottenere i requisiti richiesti. E’ inoltre necessario sviluppare la propria capacità di stare sul mercato, migliorando e verificando costantemente la propria professionalità (in tutti i modi possibili, comprese letture individuali, riflessione sulle proprie esperienze professionali, affiancamento di altri operatori, partecipazioni a convegni, svolgendo il Checkup Professionale, etc.) e allargando continuamente ‘il giro’ dei potenziali clienti.

Note: Pubblicato in rete il 10 aprile 2012. Ultima modifica 13 aprile 2012. Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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