Ragazzi difficili? Fare orientamento con giovani in Diritto Dovere Istruzione e Formazione

Pur nella loro eterogeneità, i giovani in Diritto Dovere Istruzione e Formazione (d’ora in avanti DD) hanno alcune caratteristiche comuni:

  • 1. una limitata esperienza di vita e in particolare una conoscenza estremamente limitata dei settori professionali e delle possibilità formative e lavorative per loro disponibili
  • 2. nessuna o trascurabili esperienze professionali
  • 3. scarse capacità di autoanalisi e di verbalizzazione dei vissuti.

Inoltre, i giovani che abbandonano il canale scolastico spesso:

  • non sono interessati ai colloqui di orientamento e si recano dal consulente perché spinti dai genitori (al contrario le attività di orientamento presuppongono persone motivate)
  • sono prevenuti nei confronti del mondo degli adulti (e così anche verso il consulente) e hanno poco interesse per la formazione e l’istruzione
  • hanno difficoltà che possono riguardare non solo problematiche di natura orientativa, ma anche di ordine psicologico, cognitivo, familiare.

Alla luce di queste osservazioni possiamo definire ben costruiti quei percorsi di orientamento:

1. che non si limitano al colloquio, ma:

  • utilizzano strumenti strutturati (schede, simulazioni, role playing) perché gli strumenti strutturati rendono più rapida e incisiva l’azione del consulente
  • ricorrono anche ad attività di gruppo perché il contesto di gruppo è molto efficace per promuovere l’attivazione personale.

2. prevedono momenti di esplorazione del mondo esterno alla scuola e di alternanza scuola-formazione e/o scuola lavoro rivolti soprattutto a giovani all’esterno dei canali o in difficoltà quali ad esempio:

  • visite guidate a Centri per l’impiego (d’ora in avanti CPI), agenzie formative, scuole, imprese
  • attività di laboratorio (es: meccanica, falegnameria, ceramica)
  • brevi periodi di stage presso imprese, negozi, locali pubblici.

3. sono integrate con altre attività volte a intervenire sui motivi di disagio di ordine psicologico, cognitivo, familiare, quando presenti.

Va evidenziato come l’intervento con giovani in DD risulti spesso per il consulente di orientamento assai complesso e ‘difficile’. Oltre che per le caratteristiche dei giovani, è intervento difficile:

  • perché richiede al consulente di rapportarsi e di mediare con più di un soggetto: non solo i giovani, ma anche i loro genitori e altre figure (insegnanti, tutor, assistenti sociali)
  • perché richiede al consulente la conoscenza approfondita di una normativa complessa e articolata come quella dell’DD al momento ancora soggetta a modifiche
  • perché richiede al consulente un lavoro di rete con altre figure (tutor del DD presso i CPI, tutor dei corsi di formazione professionale, insegnanti e tutor scolastici, assistenti sociali e educatori, tutor aziendali). Il lavoro di rete è un’attività labour intensive, che richiede una conoscenza approfondita del territorio
  • perché richiede al consulente azioni (attivazione di tirocini, visite guidate, etc.) diverse dalla semplice e ‘confortevole’ consulenza
  • perché costringe il consulente a ‘lavorare’ con giovani che possono avere problematiche di natura psicologica, cognitiva, familiare, anche quando il rinvio a specialisti in questi diversi ambiti non è possibile
  • perché richiede al consulente di seguire i giovani nel tempo (mentre invece le sue attività con i clienti sono normalmente limitate a 1-2 incontri)
  • perché si svolge in un contesto dove ancora mancano strutture e azioni di supporto (es: spesso l’offerta formativa e di tirocini e le opportunità di apprendistato per i giovani in DD sono insufficienti) cosicché può risultare assai difficile proporre e costruire percorsi individuali di successo
  • perché mancano gli strumenti per un intervento efficace. Mancano ad esempio strumenti per lo svolgimento di attività di orientamento che non si fermino al colloquio e, spesso, un sistema informatizzato per la gestione delle informazioni relative ai giovani
  • perché mancano iniziative di formazione per gli operatori (solo in alcune realtà sono stati attivati corsi per tutor del DD; mancano invece del tutto corsi di approfondimento rivolti a consulenti di orientamento).

2. Lo svolgimento delle attività di orientamento in piccolo gruppo con giovani in Diritto Dovere

Un’agenzia formativa propone a un consulente di orientamento di svolgere alcune ore di orientamento con un gruppo di giovani in formazione esterna per l’apprendistato ‘Perché lei è un uomo e così ha più polso. La consulente che abbiamo utilizzato l’ultima volta a forza di gridare è uscita dall’aula che non aveva più voce’.

La gestione di colloqui individuali e di piccoli gruppi con giovani in DD può in effetti rivelarsi difficile, ma, per quel che riguarda le attività con piccoli gruppi, la soluzione non può essere gridare più forte dei corsisti e ridurre l’obiettivo formativo semplicemente ad arrivare prima possibile alla fine dell’incontro senza danni fisici ai partecipanti e agli arredi d’aula.

Proponiamo qui una lista di controllo dei fattori che influenzano in positivo lo svolgimento di attività di orientamento con piccoli gruppi di giovani in DD:

Aspetti (scrivere accanto a ciascuno si o no)

  • Il consulente ha precedente esperienza in attività di orientamento con giovani in DD
  • Il consulente ha progettato o è intervenuto nella progettazione del percorso di orientamento
  • Il gruppo è composto di non più di 10 persone
  • Il corso è condotto da due persone (due consulenti di orientamento)
  • Il corso, oltre alle attività di orientamento in aula, prevede anche visite all’esterno e periodi di laboratorio e stage
  • Le attività di orientamento sono focalizzate non solo sulla scelta scolastica/formativa/lavorativa ma anche su altri temi di vita di interesse dei partecipanti (se il consulente ne ha le capacità possono essere affrontati temi quali: tempo libero, amicizia, affettività, etc.)
  • I giovani hanno scelto liberamente di partecipare al corso
  • Il consulente ha avuto modo di svolgere almeno un colloquio preliminare con ciascuno dei partecipanti
  • I partecipanti al corso sono normalmente seduti in cerchio senza tavoli (vedi paragrafo 3 più oltre)
  • Le attività di orientamento in aula non durano giornalmente più di quattro ore e sono previste varie pause
  • L’attività di orientamento in aula prevede pochissima lezione frontale (vedi paragrafo 3 più oltre)
    L’attività di orientamento utilizza materiali strutturati quali schede di autovalutazione (vedi paragrafo 4 più oltre)
  • L’attività di orientamento in aula prevede poche attività che richiedono di scrivere e molte attività di altro tipo, quali ad esempio attività manuali, role playing, riprese con telecamera, film.
  • A inizio del corso viene stipulato un contratto d’aula
  • Sono possibili colloqui individuali coi partecipanti che disturbano
  • Sono possibili colloqui individuali coi genitori dei partecipanti che disturbano
  • Il consulente ha il potere di allontanare i partecipanti che disturbano
  • Altro?

3. Note sulla conduzione di piccoli gruppi di orientamento

Queste note sono riferite allo svolgimento di attività di orientamento in piccoli gruppi (chiamate per brevità ‘corso’):

  • 1. durante il corso il gruppo adotterà tre posizioni: tutti seduti in circolo (incluso il conduttore seduto), tutti seduti a mezzaluna rivolti verso il conduttore (a seconda dei casi in piedi o seduto), a piccoli gruppi (3-4 partecipanti seduti in circolo, col conduttore all’esterno che li lascia lavorare). L’obiettivo è far sì che tutti i partecipanti possano trovarsi il più possibile in contatto visivo l’uno con gli altri e con il conduttore. Non si usano tavoli, ma solo sedie con ribaltina. Per quanto possibile vanno tolti dall’aula tutti i distrattori; è bene non lasciare in evidenza tavoli, attaccapanni, borse del docente o dei corsisti, abiti, sedie vuote, quadri e poster attaccati alla parete, etc.
  • 2. Servono: fogli grandi (quelle di lavagna a fogli mobili) da attaccare alla parete, nastro adesivo da imbianchini (per attaccare i fogli senza staccare l’intonaco) e pennarelli ad acqua (quelli che non passano di sotto, in modo da poter utilizzare lo stesso foglio su due facciate). Sui fogli si scrive in stampatello in maniera leggibile.
  • 3. Nel corso conduttore e corsisti si danno del tu e si chiamano per nome di battesimo. All’inizio del corso il conduttore farà una richiesta esplicita a riguardo.
  • 4. Ogni persona adotta solo quei comportamenti in cui crede. L’atteggiamento del conduttore non dovrà perciò essere di imposizione ma di esposizione dei propri punti di vista; ogni corsista deve essere libero di adottare nella costruzione del proprio percorso professionale quegli accorgimenti che ritiene più validi. Bene ‘Io credo che….’ ‘La mia idea è che……’ ‘Secondo me…..’ Male forme tipo ‘Devi……’ ‘Dovete……..’

E’ fondamentale non annoiare i partecipanti e far sì che il loro livello di attenzione sia sempre al massimo. Questo significa ridurre il più possibile la lezione frontale; la priorità va data perciò al lavoro in piccoli gruppi, seguito da quello in circolo e poi solo da ultimo la mezzaluna. In particolare si avrà cura: 1. di affrontare un tema per volta. Domande relative a temi che si intende affrontare successivamente si rimandano a un momento successivo. 2. ogni volta che si parla di un tema all’esposizione frontale va collegato anche un esercizio pratico 3. Ogni volta che si affronta un tema bisogna riportare su una pagina i punti salienti (il conduttore deve sempre avere un pennarello in mano e un foglio bianco alle sue spalle). 4. In ogni incontro deve esserci almeno un momento di attività in piccolo gruppo.

4. Dove trovare materiali strutturati per lo svolgimento di attività di orientamento con giovani in Diritto Dovere

  • Evangelista L (2003), Una guida per lo svolgimento di attività di orientamento con giovani in obbligo formativo progetto pilota Leonardo Intratools www.intratools.it. La guida contiene una descrizione approfondita delle attività di orientamento con giovani in Diritto-Dovere e una serie di materiali per svolgere attività di orientamento. Può essere liberamente scaricata dalla pagina dei download.
  • Marmocchi, Dall’Aglio, Zannini: Educare alle life skills
  • Maggi M. L’educazione socio affettiva nelle scuole
  • Becciu / Colasanti: La promozione delle capacità personali
  • Mancinelli M.R. (a cura di): L’orientamento nel biennio della scuola superiore e Orientare all’università e al lavoro
  • Sunderland M. (1997), Disegnare le emozioni. Espressione grafica e conoscenza di sé. Edizioni Erikson
  • Marcato P., Gillito A., Musumeci L. (1997), Benvenuto! con 32 giochi di accoglienza, Edizioni la Meridiana
  • Marchiori A., Draghi B. (1999), Giochi per parlare. 69 giochi nella scuola di base e nel biennio, Edizioni la Meridiana
  • Regione Friuli Venezia Giulia, OR.I.EN, Orientamento in entrata, guida per docenti e quaderni di lavoro per realizzare attività di gruppo per l’orientamento degli studenti che entrano nella scuola media superiore (da richiedere in Regione)
  • Regione Friuli Venezia Giulia OR.I.US, Orientamento in uscita, guida per docenti e quaderni di lavoro per realizzare attività di gruppo per l’orientamento degli studenti che entrano nella scuola media superiore (da richiedere in Regione)

Volumi ‘teorici’

  • COSPES: Orientare alle scelte
  • Nota L., Mann L., Soresi S. (2002), Scelte e decisioni scolastico professionali, Firenze, Giunti. (teoria e pratica)
  • Soresi S., Nota L. (2000), Autoefficacia nelle scelte. La visione sociocognitiva dell’orientamento, Firenze, Giunti (teoria e pratica)
  • Soresi S., Nota L. (2000), Interessi e scelte. Come si evolvono e si rilevano le preferenze professionali, Firenze, Giunti (teoria e pratica)

Repertori con profili professionali possono essere trovati alla pagina del nostro sito dedicata ai repertori professionali.

Ragazzi difficili? Fare orientamento con giovani in Diritto Dovere Istruzione e Formazione

Articolo contenuto sul sito www.orientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Pubblicato sul sito il 27 dicembre 2005, ultima modifica 12 aprile 2010. Ha collaborato Donatella Allori. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Può essere riprodotto (stampa dal sito per uso personale o fotocopia per uso didattico) citando la fonte e indicando il sito dell’autore www.leonardoevangelista.it. I paragrafi 1 e 3 sono rielaborati da Evangelista L (2003), Una guida per lo svolgimento di attività di orientamento con giovani in obbligo formativo progetto pilota Leonardo Intratools.

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